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La scomparsa di Patò. Romanzo.

Author:
Curator: Prima edizione.
Publisher: Mondadori Ed.
Date of publ.:
Details: cm.13x19,5, pp.253, brossura con cop.fig.col. Collana Oscar Bestsellers.

Abstract: Sul finire dell'Ottocento, durante la rappresentazione di una "Passione" di Cristo davanti a centinaia di spettatori, l'attore dilettante che interpreta la parte di Giuda, il ragioniere Patò, sprofonda, dopo il tradimento, come richiede il copione, nella voragine che si apre sotto i suoi piedi. Si trattava naturalmente di una botola preparata ad arte, senonché, il ragioniere Patò non riemergerà più dal sottopalco. Svanisce letteralmente e nessuno lo rivedrà mai più, né vivo né morto. Il romanzo, sempre sul filo dell'ironia e del paradosso, è una sorta di spassoso dossier su quella misteriosa sparizione.

EAN: 9788804505068
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Milano, Arnoldo Mondadori Editore 1999, cm.11x17,5, pp.355, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Miti,131.

EAN: 9788804467694
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Note: Lievi segni d'uso alla copertina.
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Milano, Mondadori 2007, cm.15x23, pp.212, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori. Collana Scrittori Italiani e Stranieri. Voi non sapete quello che state facendo". È così che Bernardo Provenzano ha accolto le forze dell'ordine al momento dell'arresto. Il segno di un ordine costruito con sotterranea implacabilità. E i "pizzini", con i loro codici e sottocodici, con il tono ora criptico, ora oracolare, ora dimesso, sono l'arcaico sistema che regola una modernissima ragnatela. Nel rigoglio della sua produzione narrativa quasi mai, per esplicita scelta, Camilleri ha toccato il tema della mafia. Ma quando i pizzini di Provenzano sono stati resi pubblici è stato subito chiaro che costituivano per lui un'opportunità di riflessione imperdibile: linguisticamente anomali, antropologicamente emblematici per la concezione della religione, della famiglia, delle gerarchie dei rapporti tra le persone, sembravano fatti apposta per entrare nell'universo letterario dello scrittore. Questo libro è un dizionario che, voce per voce, svela l'alfabeto con cui il capo dei capi ha parlato alla sua organizzazione per mostrare come, sotto la superficie di parole apparentemente comuni, può celarsi la feroce banalità del male. E che i primi anticorpi che una società civile deve sviluppare contro la vischiosità mafiosa sono quelli di un linguaggio limpido, onesto e condiviso. Un libro in cui il gusto per la battuta e per il paradosso non nascondono un diffuso senso di allarme. E anche questa è una nuova nota nello stile di Camilleri: nessuna catarsi è possibile, il lettore resta inchiodato alla grottesca efferatezza del mondo.

EAN: 9788804575115
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Palermo, Sellerio Ed. 2010, cm.12x17, pp.148, brossura con sopracop.fig.a col. Collana La Memoria,810. Eja, Eja, Alalà! Fu già tempo in cui si andava in camicia nera; si cantavano inni. Quando la menzogna si accasa nella storia, sono gli atti di fede, e i manganelli, che fanno la verità. Ci volevano, a Vigàta, le furberie e le mattacchiate di uno scavezzacollo principe di colore, la selvatica estrosità e il talento per gli affari di un diciannovenne ben arnesato e sessualmente senza briglie, la spudoratezza e l'inclinazione astuta di un nipote del Negus, i puntigli principeschi di uno studentello straniero senza letto e senza tetto, che allettava gli occhi e invaghiva i cuori, per umiliare l'onore, l'orgoglio virile, le mire colonialistiche, le prolisse incompetenze del regime, e il nazifascistico razzismo. Il nipote del Negus, il principe Grhane Sollassié Mbassa, è stato iscritto alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. Si rivela un virtuoso della bricconeria e un atleta dell'inganno: tutti brontolando, e lui bravando; promettendo molto, e ancor più pagando, senza nulla mai ottenere. Cosa non tollerano tutti, cosa non tentano. Anche il Duce schiuma e freme, e subisce a rate i tiri bassi dell'etiope: di quel tizzone d'inferno che scalcia e corvetta; e sfugge al dover suo di dar testimonianza in terra italica e in colonia del viver bello e libero e generoso della "civiltà" fascista. Un evento reale con cui Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica, che mescola con intelligente divertimento, storia e fantasia. Il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, "Il nipote del Negus", prende spunto da un fatto realmente accaduto: negli anni Trenta il nipote del Negus, personaggio interessante e originale, venne a studiare nella scuola mineraria di Caltanissetta. Nell'agosto del 1929 il nipote del Negus Ailè Selassiè si iscrive alla Regia Scuola Mineraria di Vigata. La cosa provoca un generale scompiglio: al nipote regale deve essere riservata una accoglienza all'altezza del suo rango; questo è l'argomento dell'esilarante corrispondenza tra ministero degli Esteri, Prefetto, Questore di Montelusa, federale di Vigata, direttore della scuola, ognuno preoccupato, in realtà, di salvare il posto. A far crollare la situazione sopraggiunge una missiva di Mussolini in persona, che sollecita il principe a scrivere una lettera di elogi spropositatati sul fascismo allo zio Ailé, allo scopo di facilitare la risoluzione del contenzioso aperto sui confini della Somalia. Il nipote del Negus temporeggia in vario modo e la vicenda prende la piega della farsa. Camilleri riscopre in questa narrazione la buona vecchia piega di caustica comicità che colorava le sue prime opere, mescolando realtà e fantasia con la maestria a cui sono avvezzi i suoi lettori.

EAN: 9788838924538
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Palermo, Sellerio Ed. 1997, cm.12x17, pp.80, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana La Memoria,398. I moti del 1848 in Sicilia come pretesto per rivalse trasformistiche da parte del notabilato: in questo contesto si svolgono due efferate stragi sulle quali le autorità si affrettarono a stendere un velo di silenzio. La prima strage avvenne a Porto Empedocle, dove il maggiore Sarzana si liberò in un sol colpo di 114 detenuti, soffocandoli e bruciandoli vivi in una cella comune; la seconda ebbe luogo a Pantelleria, dove ad opera di mafiosi e proprietari furono giustiziati 15 contadini in base a pretestuose accuse. Sulla scorta dei ricordi tramandati dalla sua famiglia, e consultando residue documentazioni, Camilleri fa rivivere quei tetri episodi in un racconto amaramente umoristico.

EAN: 9788838913884
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