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La vita coniugale.

Author:
Curator: Con una nota di Antonio Melis. Traduzione di Lia Ogno.
Publisher: Sellerio Ed.
Date of publ.:
Details: cm.12x17, pp.143, brossura con sopraccop.fig.a col. Collana La Memoria,482.

Abstract: Una coppia di sposi, di estrazione sociale neoborghese, che si odiano di vero amore, escogita un modo sicuro per non separarsi mai... l'uxoricidio!Un modo per parafrasare questo racconto lungo dello scrittore messicano - e diplomatico, e colto traduttore - Sergio Pitol è questo: una coppia di sposi, di estrazione sociale neoborghese, che si odiano di vero amore, escogita un modo sicuro per non separarsi mai. Periodicamente, ritualmente ma in piena sincerità, tentano l'uxoricidio; e ogni volta, nel corso dei trent'anni della loro unione, sono le circostanze del caso, in cui sempre si nascondono le profonde intenzioni, a sventarne gli elaborati piani. Ma questa novella, di umorismo nero, è anche una parodia: già nel titolo, La vita coniugale, si presenta come una naturalistica fisiologia del matrimonio; il resoconto di una ascesa sociale borghese, che il desiderio imperioso e grossolano di uccidere il coniuge schizza di un baffo surrealistico, buñueliano per così dire.

EAN: 9788838910333
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A cura di Licia Governatori. Palermo, Sellerio Editore 1993, cm.12x16,5, pp.76, brossura con sopraccop.fig.a col. Collana La Memoria,288. La carriera di un giovane medico, che ha raggiunto una solida fama internazionale come oculista, e il suo inquieto girovagare per l'Europa, e per l'Irlanda del XVIII secolo, nel pieno dell'epoca della più cruda colonizzazione inglese - coi suoi campi abbandonati, i suoi villaggi immiseriti: sui quali il racconto dell'irlandese Sheehan si ferma con una sobrietà paesaggistica -, sono scanditi da due fratture. Dapprima il tradimento delle radici, ponendosi sotto la protezione degli oppressori; ma poi, da medico appresa la realtà della sofferenza ingiusta e irrazionale, la rinunzia al prestigio di una reputazione protetta, per tornare a quella che il suo primo maestro gaelico, semicieco, chiamava l'«occhio interiore»: la visione storica e mitico-poetica insieme della vecchia Irlanda, da contrapporre alle ricostruzioni razionalistiche e protestanti. Chi soffre l'espropriazione culturale del colonialismo, scopre il ragazzo con la ferita all'occhio, non può posare sul passato se non un occhio che ha patito ingiuria e uno sguardo deformato dall'amore e da una vitale speranza di continuità.

EAN: 9788838909658
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Con una nota di Attilio Brilli. Traduzione di Simonetta Neri. Palermo, Sellerio Ed. 2001, cm.12x17, pp.108, brossura con con sopraccoperta figurata a colori. Collana La Memoria,497. Vernon Lee dà vita a una serie di ritratti di luoghi in cui città e scampoli di paesaggio rivelano la fisionomia di esseri viventi, si animano, traggono linfa vitale da leggende lontane, storie popolari, cronache dimenticate. Gli antichi dei e i miti ritornano messaggeri di un'antica carica istintuale, di un ineludibile senso del destino che fatalmente li porta a entrare in collisione con il mondo regolato da leggi ispirate da più recenti religioni. Come Dionea che, riemergendo dagli abissi del tempo, fa affiorare negli uomini quella libertà pulsionale del trasporto amoroso che il vivere civile ha represso. Inglese, aristocratica, cosmopolita, vittoriana, fiorentina d'adozione, studiosa d'arte, assertrice dell'emancipazione femminile, ricercatrice instancabile di cronache e antiquaria, non è difficile prevedere cosa dicessero, all'esteta Vernon Lee, i paesaggi peninsulari, cosa vi cercasse e quali suggestioni ricavasse per trasferirli nei suoi racconti italiani. La nostalgia per le perdute presenze mitiche, per gli antichi dei ed eroi, per il gelido tocco degli inquieti fantasmi locali lasciati da una qualche crudeltà selvatica e primordiale o perversamente raffinata: «soffitta fatidica - diceva dell'Italia in un saggio sulle arti - colma di carabattole misteriose e di ammiccanti fantasmi dove soddisfare gli istinti elementari della finzione e del romanzesco». In numerosa e buona compagnia, sappiamo, in questa ricerca di carabattole nella soffitta dell'immaginario fantastico italiano. Una compagnia che va almeno da Stendhal, passando per le cronache di Croce, fino ai racconti di Tomasi di Lampedusa, e oltre - Patricia Highsmith forse, e addirittura un certo cinema thriller italiano degli anni Settanta e Ottanta (alla Dario Argento e alla Pupi Avati) -, in cui i racconti della Vernon Lee - quelli di Possessioni pubblicati qualche anno fa in questa collana e le quattro finzioni mitologiche e fantastiche di questo Dionea - figurano come non trascurabili. Anzi notevoli per il fervore sensuale investito nel rinvenire un passato dal fascino magnetico: come, in questi racconti, la mitica bellezza della ninfa Dionea che torna dal mare in un villaggio ligure e soggioga e perde; o il sopravvivere di un sanguinario Spirito Ferino pagano nella reliquia di una chiesa cristiana; la storia sigillata in un cassone nuziale; e l'enigma connesso alla statua sepolcrale di Ilaria del Carretto.

EAN: 9788838916915
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A cura di Angelo Petrosino. Palermo, Sellerio Ed. 1995, cm.12x17, pp.147, brossura con sopraccop.fig.a col. Collana La Memoria,332. Il Testamour, monologo e poi partitura a tre voci, è una filosofia sui fondamenti con forza di poesia: un idillio filosofico, come rimedio alla resa della malinconia.

EAN: 9788838911163
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Trad. di Paolo C.Gajani. Milano, TEA 1992, cm.13,5x19, pp.325, brossura con cop.fig.a col. Collana Teadue.

EAN: 9788878192775
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