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Registro di classe.

Author:
Publisher: Einaudi.
Date of publ.:
Details: cm.14x21, pp.102, brossura con copertina figurata a colori. Collana Stile Libero,723.

Abstract: Registro di classe è prima di tutto il diario di un anno di vita. E' un breviario rivolto agli studenti, ai genitori, alla società civile, ma che lo scrittore destina soprattutto a se stesso. In questo libro Onofri mette in gioco la sua vita intera e in particolare quell'adolescenza che lo ha visto così simile agli studenti proletari con cui condivide una sorta di cromosoma interiore. E la ricerca di un modo per comunicare con quei ragazzi, con la loro timidezza e afasia, sfrontataggine e indolenza, è anche una ricerca nelle radici della propria educazione che lo ha portato da ragazzo ad amare un'idea della vita così diversa da quella condivisa con i suoi compagni di allora.

EAN: 9788806150051
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A cura di Silvano Tagliagambe. Roma, Edizioni Teknos 1994, cm.15x21, pp.LIII,182, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Fondamenti della Scienza, 6.
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#356116 Filosofia
Introduzione, traduzione, note e apparati di Luigi Alici. Milano, Bompiani 2004, cm.15,5x22, pp.1288, legatura editoriale cartonata. Collana Il Pensiero Occidentale. Riproporre la lettura della Città di Dio, in una nuova traduzione italiana che si esprime in un linguaggio vivace e moderno, eppur fedele e attento al testo antico, significa allacciarsi a una lunga tradizione. Da quando discepoli di sant'Agostino, come Paolo Orosio, cominciarono a leggere quei libri a mano a mano che venivano composti e pubblicati, non si è mai più smesso di riprendere in mano l'opera agostiniana. Vi si rispecchiò l'anima di tutto il Medioevo fino a Dante, vi si riconobbero i pensatori dell'Umanesimo e della Riforma, vi trovarono alimento le meditazioni ecumeniche di uomini d'opposta sponda, come Bossuet e Leibniz, e poi quelle, progressivamente laicizzanti, dei filosofi della storia, da Vico a Hegel a Comte, e infine l'agostinismo meno dichiarato, ma profondo, del pensiero cristiano contemporaneo, da Blondel a Mauriac a Claudel, agli storici e filosofi interessati al mondo tardo antico e medievale, come Marrou e Gilson. Agostino cominciò a scrivere La Città di Dio sotto l'impeto di violente emozioni: il sacco di Roma del 410 da parte dei Visigoti di Alarico, l'incontro in Africa con i profughi in fuga dall'Italia, le accuse della società pagana contro i cristiani. Gli dèi sono sdegnati, si diceva, e hanno abbandonato la custodia dell'Urbe e dell'Impero. L'opera, “un'impresa grande e difficile” come egli stesso la chiama, fu scritta lentamente, nell'arco di quasi un ventennio, interrotta spesso da altri impegni pastorali e dottrinali (le controversie con i donatisti e con i pelagiani), giungendo a compimento negli ultimi anni di vita del santo. Allora anche la sua città, la piccola Ippona nella grande Africa romana, stava per essere investita ormai dalle ondate barbariche dei Vandali. Agostino si preoccupa di ribattere le accuse dei superstiti pagani. Nella prima parte (libri I-X) l'opera è come l'ultima delle apologie cristiane contro gli dèi “falsi e bugiardi”. Ma nella seconda parte (libri XI-XXII) la Città di Dio rappresenta l'espressione più viva della speranza cristiana nella disperazione d'una civiltà in rovina. Posta al crepuscolo, fra lo splendido tramonto del mondo antico e un'alba ancora incerta, essa stabilisce i fondamenti per inscrivere in un significato generale i grandi eventi storici. Ove si scopra che la storia è guidata dalla Provvidenza, allora ogni avvenimento, la piccola vicenda personale come le grandi svolte dell'umanità, s'illumina d'un significato. L'oscuro non-senso si dissolve. E ciò basta a sorreggere le forze e ad animare la pazienza dell'uomo.

EAN: 9788845290985
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Note: mancante della sopraccoperta.
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Bologna, Il Mulino 2020, cm.12x20, pp.184, illustrazioni in bianco e nero nel testo, brossura con copertina figurata a colori. Collana Biblioteca Paperbacks,121. Se tutti gli uomini mangiano, ogni cultura mangia a modo suo. E fa della cucina la sua carta d'identità. Passioni, ossessioni, emozioni, tradizioni, trasformazioni, repulsioni, contraddizioni, contaminazioni. Tutto si dice attraverso il cibo. Dalla scoperta del fuoco all'invenzione della piastra a induzione, gli uomini si distinguono in base alle loro grammatiche alimentari. Cosa mangiare, cosa non mangiare, quanto, quando, come, perché, con chi. Tipi di cottura, successione delle portate, galatei culinari, tabù religiosi, digiuni e astinenze. Il libro esplora le regioni note e meno note di un pianeta gastronomico che cambia alla velocità della luce. E che oggi appare sempre più diviso tra piacere e dovere, estetica e dietetica, gusto e disgusto.

EAN: 9788815286222
Usato, molto buono
EUR 12.00
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EUR 9.00
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A cura di Giuseppe Appella, Ida Borra e Vincenzo Sinisgalli. Roma, Edizioni della Cometa 1982, cm.13x17, pp.184 con illustrazioni in n. nel testo, brossura con copertina figurata. Collana Le Parole, Le Immagini,1. Esemplare 1355/2000.
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EUR 15.00
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