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Conflict zones: actions languages mediations.

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Publisher: Ediz.ETS.
Date of publ.:
Details: cm.14x21, pp.204, brossura con cop.fig.a col. Collana All the world's a Stage.

Abstract: In his recent play The Prisoner’s Dilemma (2001), British playwright David Edgar stages a fictional conflictual situation which can easily stand for, and allude to, various contemporary war scenarios. While drawing the audience’s attention to the theatre’s mimetic function with its simulation of real-life situations, the play foregrounds the essentially theatrical quality of the models used by international diplomacy and peace-makers to describe, understand and, hopefully, resolve cases of potential or full-blown conflict. Edgar thus underlines how the theatre embodies a conceptual space already structurally prepared to appropriate and elaborate on these tensions. Starting from the working hypothesis of the performative nature of mediation on the one hand, and of its capacity for acting as interface between different aspects of various conflictual situations, on the other, the essays in the volume face the same problem from distant, but ultimately converging, perspectives.

EAN: 9788846710635
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#147312 Arte Pittura
Museo d'Arte delle generazioni italiane del '900, Pieve di Cento(BO), 2007. Lingue italiana e inglese. Bologna, Tipografia Moro per MAGI 2006, cm.16x22, pp.62, num.figg.bn.e col.ft.e nt. brossura con cop.fig.a col., con bandelle.
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I corso parte prima. Roma, Edizioni Letterio Ciriaco s.d.circa 1970, cm.18x26, pp.48, brossura N.677.

EAN: 9790215201521
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#277036 Arte Saggi
Roma, Salerno Editrice 2018, cm.16x24, pp.364, brossura con bandelle. Biblioteca di Filologia e Critica,IX. Questo studio è dedicato a uno dei più grandi artisti quattrocenteschi, Andrea Mantegna, al cui corpus documentario, 27 lettere e un contratto, (i soli documenti finora noti che sappiamo provenire dal suo scrittoio) ci si accosta per la prima volta con gli strumenti dell'analisi linguistica, con l'obiettivo principale di comprendere in che modo egli si pose rispetto agli istituti linguistici del tempo e dell'ambiente culturale in cui visse e si formò. La ripubblicazione delle lettere in una nuova edizione filologicamente aggiornata, in linea con gli standard ecdotici odierni, offre inoltre agli studiosi, storici dell'arte in primis, una base documentaria linguisticamente e testualmente più salda rispetto alle edizioni precedenti, e per tale ragione suscettibile di offrire un'interpretazione più puntuale di alcuni passi. Il lavoro editoriale è arricchito di un'analisi paleografica delle diverse tipologie di scrittura presenti, utile all'individuazione delle diverse mani e, dunque, alla distinzione fra documenti autografi e idiografi.

EAN: 9788869733246
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#300875 Arte Saggi
A cura di Giulio Preti. Con una nota di Fabio Minazzi. Milano, Abscondita Ed. 2022, cm.13x22, pp.124, numerose illustrazioni bn. nel testo, brossura con bandelle, copertina figurata a colori. Collana Aesthetica,40. «Nel saggio "La regola del gusto" il punto di partenza è la varietà e variabilità dei gusti. Vi è in essi un'apparente concordanza: le stesse parole, osserva Hume, designano in tutte le lingue approvazione e pregi, oppure disapprovazione e difetti. Ma questo accordo non va al di là delle parole; anche nella critica, come nell'etica, queste concordanze universali non oltrepassano il significato tautologico delle espressioni: nessuno può negare che il bene è bene e il bello è bello, ma la diversità comincia quando si tratta di determinare quali cose siano buone e quali belle. Tuttavia questa istanza scettica è per Hume solo un punto di partenza. Essa sta a provare che il gusto è soggettivo, e quindi non si possono trovare regole critiche universali; ma soprattutto che non esistono regole a priori, e che anche le regole del gusto sono empiriche, a posteriori. Con ciò è posto il problema fondamentale dell'estetica di Hume: trovare un fondamento alle regole del gusto, tale che renda compatibile la loro universalità con la soggettività che abbiamo prima constatata. Che ci sia un'universalità del gusto, per lo meno relativa e tendenziale, è per Hume una cosa indubbia: ciò per lui si manifesta nei casi-limite, quando si rivelano valori imponenti e disvalori indubbi, o quando si mettono a raffronto produzioni letterarie, o in genere artistiche, di valore notevolmente differente, per esempio una poesia di un qualsiasi autore mediocre con quella di un grande poeta. Questo fatto prova che, in un certo senso, esiste un gusto universale, oggettivo, pur difficile da scoprirsi. La ricerca di Hume non è metafisica. Egli non mira a definire un'idea trascendente del bello. Il suo problema è quindi precisabile in questo senso: come si formano quei «campioni», quei «modelli» del gusto che stabiliscono la norma effettiva e positiva del giudizio del gusto?» (Giulio Preti). Con

EAN: 9791254720400
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