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L' avvocata delle vertigini.

Author:
Curator: Traduz.di Marisa Caramella.
Publisher: Adelphi Ed.
Date of publ.:
Details: cm.14x22, pp.124, brossura con sopraccop.ill.a col. Collana Fabula,68.

Abstract: La beata Elisabetta era una fanciulla che, per la sua eccessiva bellezza, fu vittima di ogni lascivia e vanità. Tentò di suicidarsi, gettandosi da un campanile, ma venne trattenuta e salvata, da un accesso di vertigini. Da allora, convertita, condusse vita pia, diventando la protettrice di coloro che soffrono di vertigini. La vicenda è piena di crittografie e profezie, manoscritti tarlati e vendette, dubbi teologici e certezze criminali. Due domande ci accompagnano sempre, insinuanti, infide: può una profezia diventare delitto? E può un delitto diventare profezia?.

EAN: 9788845910555
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Milano, Adelphi 1994, cm.14x21, pp.123, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana Fabula,76. La beata Elisabetta era una fanciulla che, per la sua eccessiva bellezza, fu vittima di ogni lascivia e vanità. Tentò di suicidarsi, gettandosi da un campanile, ma venne trattenuta e salvata, da un accesso di vertigini. Da allora, convertita, condusse vita pia, diventando la protettrice di coloro che soffrono di vertigini. La vicenda è piena di crittografie e profezie, manoscritti tarlati e vendette, dubbi teologici e certezze criminali. Due domande ci accompagnano sempre, insinuanti, infide: può una profezia diventare delitto? E può un delitto diventare profezia?

EAN: 9788845910555
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Note: Bruniture ai tagli ed alla copertina frontale. Testo perfettamente fruibile.
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#113812 Storia Moderna
Roma, Salerno Ed. 2004, cm.15x21, pp.192, brossura con copertina figurata a colori. Collana Piccoli Saggi,20, Il libro ripercorre la vita di Ferrante Pallavicino inquadrandolo nel secolo delle censure e riabilitando il personaggio dalla damnatio memoriae. Ferrante Pallavicino nacque a Parma nel 1615 da un’illustre famiglia che lo forzò al chiostro. Studiò teologia e filosofia a Milano e Padova. Condusse una vita dissipata (di cui troviamo cenni nella sua Retorica delle puttane); accolto nell’Accademia degli Incogniti, scrisse diversi romanzi trasgressivi che gli misero alle calcagna l’Indice, i gesuiti e il nunzio apostolico a Venezia. Fu arrestato per la pubblicazione del Corriero svaligiato, un pamphlet violentemente anticuriale. Tornato in libertà rinfacciò a Urbano VIII Barberini la responsabilità della guerra di Castro in due libelli satirici, la Baccinata e il Dialogo tra due gentiluomini Acanzi, che segnarono la sua definitiva rovina. Fu catturato dai gendarmi pontifici ad Avignone e decapitato nel 1644 non ancora ventinovenne. I pochi storici che lo ricordano non ne tracciano un ritratto benevolo: «scrittore ingegnoso, indefesso e di molta erudizione eziandio fornito; ma scrittore al tempo stesso impudente, scandaloso e talvolta ancora empiamente sfacciato» (Cristoforo Poggiali); «per oscenità e maldicenza le sue opere non sono tali che possano rammentarsi con lode dell’italiana letteratura» (Girolamo Tiraboschi). Tra i suoi libelli, larga eco nei paesi protestanti suscitò Il Divortio celeste per la sua vivacissima polemica contro la Chiesa di Roma. Audace nella sua personale battaglia contro il conformismo del secolo controriformista, pagò con la vita l’impertinenza verso il Papa, la Chiesa e la morale imposta. L'autore. Raffaello Urbinati è uno studioso del Seicento italiano e in particolare della corrente libertina. Ex dirigente della RAI, collabora con diversi periodici ed è autore di saggi.

EAN: 9788884024497
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Figli di ferroviere rappresenta la piccola epopea di un popolo ormai scomparso. «A noi figli di ferroviere piaceva cambiare città, casa; allontanarci dai luoghi in cui stavamo e che non sentivamo mai nostri. Come se vivessimo sui treni, alla pari dei nomadi». Palermo, Sellerio Ed. 1999, cm.12x17, pp.156, brossura con sopraccop.fig.a col. Collana La Memoria,446. Ugo Pirro, soggettista e sceneggiatore (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, A ciascuno il suo, Il giardino dei Finzi Contini, La classe operaia va in paradiso, Metello, Il giorno della civetta, tra i suoi film più noti), come opere di narrativa e saggistica ha scritto, tra l’altro, Le soldatesse (1956), Jovanka e le altre (1959), Mio figlio non sa leggere (1981), Celluloide (1983), Il luogo dei delitti (1991) e Soltanto un nome sui titoli di testa (1998). Con questa casa editrice ha pubblicato Osteria dei pittori (1994) e Figli di ferroviere (1999).

EAN: 9788838915208
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