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#278505 Economia

I nullafacenti. Perché e come reagire alla più grave ingiustizia della nostra amministrazione pubblica.

Author:
Publisher: Mondadori Ed.
Date of publ.:
Details: cm.15x23, pp.135, legatura ed. sopraccoperta fig.a col. Collana Frecce.

Abstract: "Perché, mentre si discute di tagli dolorosi alla spesa pubblica per risanare i conti dello Stato, nessuno propone di cominciare a tagliare l'odiosa rendita parassitaria dei nullafacenti?" Il 24 agosto 2006, dalle colonne del "Corriere della Sera", Pietro Ichino lancia una proposta che scuote il mondo politico e sindacale. Chiave di volta del progetto è l'istituzione di organi indipendenti di valutazione (0IV) capaci di stimare l'efficienza degli uffici pubblici e dei loro addetti, per consentire il licenziamento nei casi più gravi, ma anche l'aumento delle retribuzioni dei dipendenti che lavorano per due. Intanto, al forum del "Corriere" arrivano in un giorno e mezzo 1500 interventi, tra cui molte istantanee di nullafacenti ritratti dal vivo: dall'impiegata che timbra il cartellino e poi va dal parrucchiere, al funzionario sano come un pesce che usa "prendersi la malattia" tutte le volte che torna al paese, al professore semianalfabeta. In questo libro Pietro Ichino, oltre a spiegare la sua proposta, affinata in collaborazione con altri studiosi, raccoglie una piccola antologia di quegli interventi.

EAN: 9788804565925
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#138957 Economia
Roma, Donzelli Ed. 2001, cm.11,5x17, pp.107, brossura con bandelle,cop.fig.a col. Collana Saggine,49. (L'abuso che si fa del termine ""competitività"" e la confusione che da tale abuso scaturisce spingono ad approfondire la discussione sul perché si compete e con chi. Su questo punto, assai diverse sono le impostazioni teoriche, e differenti i comportamenti politici che ne conseguono. Si passa dal rifiuto intransigente di chi legge la competizione come fonte di nuove e più profonde diseguaglianze all'adesione entusiastica di chi vede nella competizione una finalità in sé.Entrambe queste visioni non sono accettabili. Competere significa innanzitutto permettere che ciascuno faccia ciò che sa fare meglio, contribuendo così all'utilizzo più efficiente delle risorse di cui un sistema dispone. La competizione è dunque un mezzo per migliorare le condizioni di vita, e non un fine in sé. Nello stesso tempo una collettività, per utilizzare al meglio tutti i suoi talenti senza forme di emarginazione, deve interpretare la competizione come un ""competere con l'altro"", mai contro l'altro. D'altronde, etimologicamente, competere significa cercare insieme. Per far questo occorre che si diffondano e si accrescano i valori della coesione, della condivisione, dell'accoglienza. In altre parole, occorre che cresca il concetto di comunità. Comunità e competitività sono due valori che si integrano a vicenda. Nessuno dei due deve prevalere. Sostenerne uno solo vuol dire perseguire politiche non all'altezza della sfida.Sostenuta da una lucida visione teorica, e appoggiata all'esperienza concreta maturata quale titolare di importanti dicasteri economici, la riflessione di Enrico Letta prende le mosse da queste premesse per toccare alcuni tra i temi più scottanti della discussione politica italiana: le privatizzazioni, le liberalizzazioni, il rapporto tra tecnologie e ambiente, le diverse dimensioni di scala della decisione politica, fino a toccare le grandi questioni del commercio internazionale e della ripresa del round negoziale del Wto in una nuova logica di equilibrio Nord-Sud).

EAN: 9788879896252
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