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#284860 Arte Restauro

Le «pitture notabili» di Andrea Pasta. Osservazioni sulla conservazione ed il restauro a Bergamo nel Settecento.

Author:
Publisher: Edifir.
Date of publ.:
Details: cm.16x24, pp.248, brossura con copertina figurata. Coll:Storia e Teoria del restauro,23. Documenti.

Abstract: Il volume è uno studio critico dedicato alle tematiche inerenti la conservazione ed il restauro che si trovano nella prima guida periegetica di Bergamo, edita nel 1775, redatta da un suo concittadino: il medico Andrea Pasta. L'analisi critica viene condotta confrontando le annotazioni del Pasta, inserite all'interno di tutto il testo, con quelle di altri "intendenti" a lui contemporanei (quali ad esempio Giacomo Carrara, Francesco Maria Tassi, Anton Maria Zanetti, Francesco Algarotti e Luigi Crespi). Vengono inoltre raggruppati per temi e commentati i differenti approcci agli interventi di restauro o di conservazione preventiva che il Pasta intendeva sottolineare con i suoi personali giudizi. Il libro si presenta con un apparato storico-critico introduttivo seguito dalla riproduzione anastatica de "Le pitture notabili di Bergamo che sono esposte alla vista del pubblico raccolte da Andrea Pasta, con alcuni avvertimenti intorno alla conservazione, e all'amorosa cura de' Quadri". In questo modo si pensa di rendere giustizia ad un testo davvero ricco di dati, di riferimenti, di pensieri teorici e pratici (anche contrastanti con quelli del Carrara), in alcuni casi si potrebbero dire scientifici, che, sviluppati ben prima del grande laboratorio di restauro veneziano di Pietro Edwards, ci inducono a riflettere sulla grande tradizione italiana dedita alla conservazione.

EAN: 9788879706988
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#299409 Arte Disegno
Firenze, Edifir 2021, cm.16x24, pp.318 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Collana Avere Disegno,3. In queste pagine è contenuto il puro precipitato delle indagini, delle discussioni e dei confronti nati nel Convegno internazionale dedicato al disegno a pietra rossa tenutosi nel 2019 all’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze. Troviamo analizzati i differenti approcci tecnici per l’utilizzo di questo interessante mezzo grafico, gli stili, le fonti letterarie, le indagini scientifiche, un primo inventario delle miniere dalle quali la pietra venne estratta, il commercio di stampe che imitavano i disegni e l’utilizzo della controprova come mezzo di studio della bottega. La critica è concorde nel far risalire a Leonardo il primo utilizzo autonomo e artistico della pietra rossa; prima di lui era utilizzata soprattutto in ambito architettonico. Dalla scrittura alla descrizione analitica della natura il maestro di Vinci lascia ai posteri un vasto campionario tecnico-stilistico. La pietra rossa si evolve però in molte direzioni non soltanto nella penisola italiana, perdura nei secoli, si rinnova mediante l’incrocio delle tecniche, si rende utile nelle pratiche di bottega, diviene autonoma e di supporto tonale, prima scelta come disegno di base per gli artisti più spavaldi e decisi, laconica diretta e scultorea nelle accademie di nudo, nostalgica e atmosferica per i paesaggisti, eccezionale sostegno di bottega per gli acquafortisti, persino arrendevole di fronte agli artisti che non ne fecero uso (si veda i genovesi del Cinquecento). Consci che ancora molto vi è da approfondire su tale mezzo grafico, ci riteniamo oltremodo soddisfatti del risultato qui ottenuto, dando così la possibilità agli studiosi e appassionati di interessarsi singolarmente ai contributi o godere della complessità degli interventi apprezzando quante interconnessioni di varia natura emergano.

EAN: 9788879709927
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#40989 Archeologia
A cura del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Roma, Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato - Libreria dello Stato 1981, cm.19x26, pp.XXVIII,100, 43 tavole in bn. fuori testo , legatura editoriale in tutta tela, sovraccop. figurata a colori. Collana Cataloghi dei Musei e Gallerie d'Italia. Prima serie.

EAN: 9788824030243
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#131713 Arte Restauro
Firenze, Edifir 2010, cm.17x24, pp.144, num.figg.bn.nt.e 25 ill.a col.in tavv.ft. brossura con copertina figurata a colori. Collana Studi. Storia e Teoria del Restauro,11. Qual è il contributo della storia del restauro alla prima conoscenza archeologica del patrimonio monumentale del Medioevo? Quale, in particolare, il suo ruolo nella riscoperta delle originarie finiture policrome che rivestivano le architetture e le sculture delle grandi cattedrali della Francia medievale? Per rispondere a questa domanda il libro di Eliana Billi mette a fuoco quel particolare momento della storia francese del XIX secolo, in cui l'esigenza di tutelare il patrimonio nazionale come bene pubblico coincise con la riscoperta dei monumenti dell'età di mezzo. All'interno di questo processo e nell'ambito della cultura conservativa che ne scaturì, la studiosa propone un approfondimento storico-critico che mira a focalizzare il modo di guardare dell'epoca alle logiche decorative dei monumenti medievali e al ruolo che in esse aveva il colore. Partendo dal "Musée des Monuments français" di Lenoir fino ad arrivare alle riflessioni di fine secolo di Louis Courajod, viene tracciato un percorso di analisi che indaga nello specifico la policromia della scultura monumentale e che mette in evidenza come, per gran parte dell'Ottocento, il colore sia stato considerato non solo un elemento fortemente connotante dell'originario aspetto dell'architettura medievale, ma anche un elemento d'identità di un'epoca, da recuperare in quanto tale attraverso gli studi e i restauri.

EAN: 9788879704359
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