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#285361 Arte Saggi

Pavillon De l'Autore, les dessins de Le brun et la coupole restaurée.

Publisher: Somogy éditions d'art.
Date of publ.:
Details: cm.25,5x28,5, pp.146, ill.a colori. hardcover, softcover.

Abstract: Charles Le Brun (1619-1690), premier peintre de Louis XIV, décorateur, ornemaniste et théoricien d'art, a peint pour Colbert, en 1672, la coupole du pavillon de l'Aurore, situé à l'est du domaine de Sceaux. A l'occasion de la récente restauration du pavillon, l'ouvrage invite à la découverte ou la redécouverte de la riche iconographie de la coupole - décorée du char de l'Aurore annonçant celui du Soleil qui provoque le réveil de la terre. L'analyse de l'ensemble des dessins et cartons préparatoires de Le Brun, conservés au musée du Louvre, ainsi que l'étude de toutes les étapes de la restauration de la peinture, enrichie de nombreuses photographies, permettent de mieux comprendre l'histoire de ce décor.

EAN: 9782850564147
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Firenze, Editrice La Giuntina 1995, cm.13,5x20,5, pp.282, brossura.

EAN: 9788880570103
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Note: Tagli minimamente bruniti.
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Firenze, Olschki 2017, cm.17x24, pp.XXII,472, brossura Biblioteca della "Rivista di Storia e Letteratura Religiosa". Studi,XXXIII.

EAN: 9788822264923
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Milano, Feltrinelli Ed. 2011, cm.14x22, pp.202, brossura cop.fig.a col. Collana Storie. La memoria pubblica è un "patto" in cui ci si accorda su cosa trattenere e cosa lasciar cadere degli eventi del nostro passato. Su questi eventi si costruisce l'albero genealogico di una nazione. Sono i pilastri su cui fondare i programmi di studio per le scuole, i luoghi di memoria, i criteri espositivi dei musei, i calendari delle festività civili, le priorità da proporre nella grande arena dell'uso pubblico della storia, le scelte sulla base delle quali si orientano tutti i sentimenti del passato che attraversano la nostra esistenza collettiva. I fondamenti di quel "patto" cambiano a seconda delle varie "fasi" che scandiscono il processo storico di una nazione. Vent'anni fa, la classe politica uscita dal crollo della Prima Repubblica venne chiamata a una complessiva opera di "rifondazione". Si trattava di rinnovare un intero apparato simbolico. Vent'anni dopo prendiamo atto di un vero fallimento. A tenere insieme il patto fondativo della nostra memoria sono oggi infatti il dolore e il lutto che scaturiscono dal ricordo delle "vittime". Della mafia, del terrorismo, della Shoah, delle foibe, delle catastrofi naturali, del dovere, vittime, sempre e solo vittime. Il loro dolore, per potersi vedere riconosciuto, deve sopravanzare quello delle altre. Per emozionare, commuovere, suscitare consenso, le sofferenze vanno gridate. Quasi che le emozioni siano merci e che sia il mercato a imporre le sue regole, nel controllarne la domanda e l'offerta.

EAN: 9788807111105
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Note: Segni fuori testo a matita nera.
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Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore 2018, cm.15x23,5, pp.240, legatura editoriale cartonata, sopraccoperta figurata. Collana Fuochi. Le nostre vite sono segnate da oggetti che restano impressi nella memoria, come a scandirla con visioni e suoni che sembrano rimasti lì, a fissarci per sempre. Vittorio Zucconi affronta questo viaggio nel ricordo e ricuce i momenti di una vita popolata da personaggi straordinari. Così anche gli oggetti si animano e animano la scrittura: ci sono il ticchettio della Lettera 22 paterna a cadenzare le insonnie infantili e il videoregistratore Betamax, frutto dimenticato di anonimi ingegneri della Sony, per sfuggire alla noia asfissiante dei plumbei inverni sovietici. Ci sono i dibattiti metafisici sulla piadina perfetta di Milano Marittima e l'aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, che sembrava a ogni momento sul punto di schiantarsi ma offriva in cambio un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia. E poi c'è l'ossessione ricorrente, la ricerca "illusoria e passeggera" per eccellenza, quella del lato fresco del cuscino. E può essere un ricordo di bambino - le vacanze in Romagna, l'afa dell'Adriatico e i letti intrisi di sudore - o l'alba della liberazione di Kuwait City, mentre in un albergo rovente di Dammam si cercava solo di dormire per non pensare alla "madre di tutte le guerre". Un viaggio nella memoria, una ricerca archeologica che diventa il romanzo di una vita, con quel poco di nostalgia che tutti ci possiamo concedere, ma qui ammaestrata dall'ironia del giornalista di razza.

EAN: 9788807070389
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