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La guerra gallica.

Author:
Publisher: Rizzoli - RCS Libri & Grandi Opere.
Date of publ.:
Details: cm.6x9,5, pp.208, brossura copertina figurata a colori. Collana Superclassici, 77.

EAN: 9788817151771
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Introduzione e bibliografia di Adriano Pennaccini. Apparato iconografico a cura di Paola D'Angelo.Testo latino a fronte. Milano, Arnoldo Mondadori Editore 2007, cm.10,5x17,5, pp.L,710, alcuni figure bn. nel testo, legatura editoriale cartonata, fregi al dorso. Cofanetto. Collezione I Meridiani, I Classici Greci e Latini,11. Nel primo secolo avanti Cristo a Roma la tradizionale struttura collegiale del governo oligarchico non offriva né spazio né strumenti per controllare l'enorme potenza degli eserciti, la minacciosa presenza delle plebi urbane, il formidabile dinamismo di capi politici e militari privi di scrupoli legalistici. Il consolato di Cicerone nel 63 a. C., fu da una parte l'ultimo tentativo di governare nel quadro della costituzione repubblicana, dall'altra il primo episodio riuscito e vittorioso di presa del potere per mano di un membro di una famiglia non nobile né plebea illustre, non ancora accolta nella nobilitas. Per più di quattro secoli, dal 510 a. C., poche decine di famiglie (o gentes) governarono Roma; contro questa concentrazione di potere e di ricchezza (i latifondi) nelle mani di pochi lottarono dapprima i plebei per la parificazione dei diritti, poi, con i fratelli Gracchi, i poveri per la ridistribuzione della terra, infine gli Italici per la pienezza dei diritti politici e civili. In una società fortemente gerarchica, come quella romano-italica, la pressione dei ceti e dei gruppi inferiori per la parificazione dei diritti e per una diversa distribuzione del potere e della ricchezza si trasmetteva naturalmente attraverso i vari strati sociali fino a produrre la spinta di singoli personaggi alla partecipazione diretta al potere e al governo, come rappresentanti o, in qualche modo, delegati, sia pure non ufficialmente, dai gruppi esclusi. (Dall'Introduzione di Adriano Pennacini)

EAN: 9788804569947
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Traduzione di Antonio La Penna. Introduzione di Adraino Pennacini. Prefazione di Roberto Andreotti. Testo Italiano e Latino. Torino, Einaudi 2004, cm.12x19,5, pp.486, brossura con copertina figurata a colori. Collana Einaudi Tascabili. Classici, 1057. Nei tre libri del "De bello civili", Cesare racconta la guerra che devastò lo stato romano tra il 49 e il 48 a.C., dal passaggio del Rubicone fino alla tragica morte di Pompeo. Già Cicerone pensava che nessuno meglio di Cesare potesse scrivere la storia delle sue guerre. In effetti la sua prosa tersa, concisa ed efficace, priva di retorica e pregna di chiarezza di giudizio, ha contribuito non poco alla costruzione del mito di Giulio Cesare. Suo intento principale era quello di dimostrare come fosse stato forzato a ricorrere alle armi dagli avversari che, privandolo del potere nel 49, lo avevano di fatto esposto alle vendette dei nemici.

EAN: 9788806181994
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Note: Diverse sottolineature a matita nel testo.
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Firenze, Olschki Ed. 1987, cm.18x25,5, vi-162 pp. con 3 ill. f.t., Collana Historiae Musicae Cultores - Biblioteca, 50 Madrigalisti dell'Italia centro-settentrionale, 3.

EAN: 9788822235367
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Traduz.di Iole Rambelli. Roma-Bari, Editori Laterza 1973, cm.14x21, pp.XI,548, legatura ed.in tutta tela, sovraccop.fig.a col. Stato di nuovo. Collana Storia e Società.
EUR 17.00
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Novara, De Agostini 2010, cm.25x24, pp.72,240,XIV, completamente illustrato a colori. legatura editoraile, copertina figurata a colori.

EAN: 9788851115838
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Note: Timbro d'archivio editoriale alla Prima carta bianca.
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A cura di Gardini N. Testo Italiano e Latino. Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore 2014, cm.13x20, pp.357, brossura. Collana Universale Economica. I Classici, 87. "Tra i classici della latinità Catullo è quello che suscita più simpatia tra gli studenti. Batte lo stesso Virgilio, perché, per quel poco che se ne legge, non è troppo difficile, e parla, almeno pare, di sé, raccontando situazioni non astruse, sentimenti e rabbie condivisibili, che tutti, anche a sedici anni, abbiamo sperimentato in qualche misura. Quando invita se stesso a farsi forza, a non ricadere nella sciocca illusione, suona familiare come Leopardi. Ed è tanto breve ed espressivo, come nel distico di odi et amo, da lasciare tracce anche nella memoria del più svogliato dei liceali. Finalmente, pare, un poeta 'normale', che se la sua donna va a letto con un altro gli sale il sangue alla testa e, se gli muore il fratello, piange; e a Giulio Cesare dà del finocchio... Appunto. A frugare tra i versi di Catullo, spunta pure il latino che nessuna grammatica ti insegna, la lingua del sesso, le parolacce; i doppi sensi. Quel passero, per esempio..." (Dall'Introduzione di Nicola Gardini)

EAN: 9788807900877
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