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#343866 Storia Moderna

I Turchi, il Mediterraneo e L'Europa Centro-Orientale (Secc. XVI-XVIII).

Author:
Curator: A cura di Giovanna Motta.
Publisher: Franco Angeli.
Date of publ.:
Details: cm.14x22, pp.448, brossura con copertina figurata a colori. Collana Temi di Storia, 5.

Abstract: Il volume si articola intorno agli avvenimenti che caratterizzano la storia dell'area mediterranea rispetto al problema dell'espansionismo ottomano a partire dalla seconda metà del XVI secolo. Oltre alle ripetute occasioni di guerra - da Lepanto, a Candia, alla Morea - gli autori, pure su un tessuto segnato da azioni militari, missioni diplomatiche e spionaggio, hanno provato a far emergere dalle fonti episodi "positivi" in cui gli uomini comuni nella vita di tutti i giorni si scambiano esperienze e conoscenze.Lungo le coste del bacino del Mediterraneo e nei territori soggetti al dominio ottomano o contigui, il contatto quotidiano fra cristiani, ebrei e musulmani consente alle diverse culture di comunicare e di attuare prime e limitate forme d'integrazione nelle strutture mentali, nella vita quotidiana, negli usi alimentari.In tale ottica emerge un nuovo ruolo delle isole del Mediterraneo. Malta, osservatorio privilegiato dal quale si può scorgere il cambiamento dalla contrapposizione all'integrazione fra europei e turchi. La Sicilia con Messina, quartier generale della flotta cristiana, dove la presenza di centinaia di navi e la concentrazione di migliaia di uomini provoca un forte impatto sull'economia della città e più in generale sull'equilibrio degli scambi e dei consumi del tardo Cinquecento. Le isole greche ed i territori continentali in cui lo scontro con i conquistatori ottomani influisce sulla loro storia mescolando lingue, economie e società o anche determinando l'emigrazione di nuclei di popolazioni cristiane che si.

EAN: 9788846406460
ConditionsUsato, molto buono
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Traduzione di Carla Malerba. Torino, Bollati Boringhieri 2001, cm.15x22, pp.455, brossura con bandelle copertina figurata a colori. Coll.Nuova Cultura,85. L’olocausto americano iniziò nel momento stesso della scoperta del Nuovo Mondo. Poche ore dopo aver toccato terra nel 1492 Colombo aveva già catturato sei nativi, dei quali scrisse che «dovrebbero essere buoni schiavi e sarebbero facilmente divenuti cristiani». Il genocidio vero e proprio iniziò poi a Hispaniola nel 1494: nel giro di pochi mesi le malattie, i soldati, i preti e i cani da caccia del «Portatore di Cristo» avevano sterminato cinquantamila «indiani», e in vent’anni gli otto milioni di abitanti dell’isola erano scomparsi. È così che David Stannard, dopo una prima parte dedicata alla ricostruzione delle culture native delle Americhe prima della loro scoperta da parte dell’uomo europeo, fornisce tutti gli elementi di fatto necessari per capire la dimensione umana della distruzione prodotta su scala continentale dalla violenza e dalla introduzione di malattie mortali nel Nuovo Mondo. Descrive poi il contesto ideologico e sociale di quelle che furono eufemisticamente chiamate le guerre indiane negli Stati Uniti per interrogarsi infine sul razzismo e sul genocidio come componenti fondamentali, non ancora superate, della civiltà euro-americana. All’approfondita ricostruzione storica si accompagna così un’appassionata riflessione che mette nella sua giusta prospettiva più recenti olocausti.

EAN: 9788833913629
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