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#349171 Angolo Antico

Innamoramento di due fedelissimi amanti Paris e Vienna composto in ottava rima. Diviso in otto canti, con i suoi argomenti. Rime belle, dilettevoli, oneste e piacevoli.

Author:
Publisher: Nella stamperia dell' Archi.
Date of publ.:
Details: cm.7,5x13,5, pp.213, legatura cartonata con piatti fasciati in carta decorata. Reimprimatur Albertus Raggani Rector S. Antonini in suburbio Revisor episcopalis. Estremamente rara.

ConditionsUsato, accettabile
Note: copaertina con lievi mende qualche menda alle pagine ma che non interessa il testo. Macchiette.
EUR 85.00
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#93804 Scienze
Estr.dal Vol.V dei Nuovi Saggi dell'Accademia di Scienze,Lettere ed Arti. Padova, Tip.Cartallier e Sicca 1840, cm.23x30, pp.66, 1 tav.ft. brossura
Da collezione, molto buono
EUR 12.00
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#134224 Arte Pittura
Lodi, Chiesa di San Cristoforo 24 Aprile- 6 Giugno 2004. A cura di Tino Gipponi. Milano, Federico Motta Editore 2004, cm.25x28, pp.168, 78.figg.bn.e a col.nt. br,cop.fig.a col. Introduzione .Tino Gipponi . Non solo uva. Maria Silvia Proni. La pittura doca tra Lodi e Crema un groviglio di recente dipanatoUlisse Bocchi. La famiglia Volò, Ludovico Caffi e Griarda da Lodi Gianluca Bocchi. AppendiceLicia CarubelliLa putiora a Cremo dai Ciartlini a Giacomo DentiLicia Carubelli. La natura morta d'uva la vigna piacetinaFerdinando Arisi. Catalogo delle opere. Fonte manoscritte e bibliografia. INFORMAZIONI DELL'EDITORE:Settantasei opere per rappresentare un tema tra i più affascinanti dell'intera storia dell'arte, quello della natura morta. Fiori, frutti, animali e oggetti inanimati interpretati in una chiave di intensa partecipazione, non solo come prova di abilità nel contraffare la natura o come soggetti di studio sulla luce, ma anche come portatori di densi significati allegorici, simbolici e morali. Negli ultimi anni è in corso una riscoperta e rivalutazione di questo genere, in notevole parte dovuta all'attenzione degli studiosi e alle loro proposte e identificazioni che hanno dipanato più di una attribuzione. E proprio questa nuova e intensa attività di studio ha rivelato come la Lombardia sia stata la culla della natura morta e abbia testim oniato e diffuso il cambiamento di gusto che ha percorso la storia dell'arte europea. Filo conduttore del percorso espositivo è, quindi, proprio la trattazione dell'uva, nelle diverse interpretazioni della sua corposità, che in terra lombarda ha dato vita a un vero e proprio filone pittorico, fino a rendere l'uva una protagonista assoluta nell'area compresa fra le città di Lodi, Crema e Piacenza. La mostra si concentra in particolare sul lavoro di Gilardo da Lodi. Sedici le opere esposte di questo maestro cui oggi vengono riferiti con certezza gli effettivi quadri senza più confusione o sovrapposizioni come in passato. Gli artisti presentati in questa raffinata e originale mostra, oltre a Gilardo da Lodi, sono Panfilo Nuvolone, Vincenzo Volò, Giuseppe Volò detto il Vicenzino, Francesca Vicenzina, Francesco Codino, Giacomo Desti, Ludovico Caffi, Bartolomeo Arbotori, Marco Antonio Rizzi, Antonio Gianlisi padre e figlio, il Todeschini, Angelo Maria Crivelli e il figlio Crivellino, Felice Boselli, lo Pseudo Fardella, Scarpetta, Antonio Cifrondi. Le opere conservano il loro antico fascino, sempre più amate dai visitatori e frequentatori delle esposizioni oltre che sempre più ricercate dai collezionisti e apprezzate dal mercato artistico.

EAN: 9788871794532
Nuovo
EUR 39.00
-58%
EUR 16.00
Available
Ausgabe fur Violoncello und Klavier von Gunther Raphael. Wiesbaden, Breitkopf & Härtel Edition s.d. cm.23x30,5, pp.43,15, fascicoli spillati.

EAN: 9790004164112
EUR 15.50
-48%
EUR 8.00
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Prefaz.di Giovanni Nencioni. Pisa, Ediz. Marlin 1973, cm.17,5x24, pp.XX,55, legatura editoriale in tutta tela blu, titoli in oro al piatto anteriore. Collana Testimonia,1. Ristampa anastatica dell'ediz. Halle, 1891. Testo in tedesco. Nel marzo del 1891 Pirandello fece stampare presso la «Tipografia dell'Orfanotrofio» di Halle la sua tesi di laurea sul dialetto di Agrigento: alla brossura erano indicati non solo i dati bibliografici, ma anche tutti i dati dell'università, precisi riferimenti ai nomi dei commissari di tesi e addirittura alla data e all'orario della discussione. Insomma, la pubblicazione aveva l'aspetto delle comuni tesi di laurea che ancora oggi si vedono nelle aule universitarie. In fine, inoltre, alle pp. 50-52, vennero inseriti anche il curriculum del laureando e le «Thesen» (gli argomenti di discussione). Pirandello decise però di stampare anche un'emissione differente, che avesse l'aspetto di un vero e proprio libro: il testo rimase in tutto identico, ma alla brossura e al frontespizio furono conservati solo il titolo e i dati bibliografici, eliminando dunque tutti i riferimenti alla discussione e i dati dell'università. E ancora, Pirandello sostituì le pagine finali, contenenti il suo curriculum e le «Thesen», con una sua recensione del «Saggio di fonetica siciliana» di Giacomo De Gregorio. Nencioni fotografa la situazione parlando di esemplari «non ufficiali e tirati successivamente», ma è verosimile si tratti di emissioni differenti, volute entrambe dall'autore, di un'unica tiratura originale. -- L'emissione "in forma di libro" risulta di estrema rarità: ne è censito un solo esemplare nella Biblioteca "Bombace" di Palermo. -- Pirandello discusse la sua tesi di laurea in filologia romanza, dedicata alla fonetica del dialetto del Girgenti, a Bonn il 21 marzo 1891. La sua carriera universitaria era iniziata nel 1886 alla Facoltà di Lettere di Palermo; da lì, dopo un anno, si era trasferito alla "Sapienza" di Roma, dove insegnava il grande maestro Ernesto Monaci: rimastone affascinato, Pirandello indirizzò dunque i suoi studi verso la filologia e la linguistica romanza. Un diverbio tanto banale quanto aspro con il professore di latino, Onorato Occioni, lo costrinse però ad allontanarsi da Roma, consigliato in questo senso anche da Monaci, preoccupato che Occioni, preside della facoltà, potesse in qualche modo ostacolare l'allievo. Il 6 novembre 1889 Pirandello approdò dunque alla Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität, con tutta probabilità spinto proprio dal suo maestro: a Bonn, infatti, insegnava Wendelin Förster, importante storico della lingua e dialettologo, oltre che collega e amico del Monaci. Sempre a Bonn, aveva insegnato il fondatore della linguistica romanza, Friedrich Diez, a cui Förster era succeduto. La Friedrich-Wilhelms costituiva, in quel periodo, la culla e il centro di irradiazione della disciplina a cui Pirandello aveva rivolto i suoi interessi di studioso. L'argomento della tesi fu scelto molto rapidamente, forse già prima dell'arrivo a Bonn: per condurre la sua ricerca Pirandello non si limitò allo studio della bibliografia pregressa, ma allargò l'analisi ai suoi stessi ricordi del dialetto siciliano, scrisse numerose lettere al fratello e agli amici chiedendo informazioni sulla pronuncia di alcune parole e le trascrizioni di canzoni popolari, racconti e poesie, e infine trascorse l'estate del 1890 in Sicilia, raccogliendo quanto più materiale possibile. La tesi di Pirandello fu giudicata «observatione accurata et docta, sed expositione probabilis», mentre il commento alla discussione orale fu «rite superavit». Considerato che il lavoro fu portato a termine in breve tempo, la valutazione è da intendersi come notevolmente positiva. -- L'attività di filologo romanzo di Pirandello si interruppe con il rientro in Italia, ma in qualche modo, ironicamente, lo scrittore aveva già preso le distanze dallo studioso
Usato, molto buono
Note: Ottimo esemplare.
EUR 49.00
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