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#42584 Arte Pittura

Bernardo Keilhau detto Monsù Bernardo.

Author:
Publisher: Ugo Bozzi Editore.
Date of publ.:
Details: cm.25x29, pp.301, centinaia di figure bn.e a colori nel testo, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori.

Abstract: La monografia tratta di Bernardo Keilhau (1624-1687), in italia chiamato “Monsù Bernardo”, il pittore danese con origine tedesco-fiamminga che, dopo aver svolto la sua attività per una decina d’anni ad Amsterdam, in stretta collaborazione con Rembrandt, nel 1651 si trasferì a Venezia. Dopo alcuni anni di lavoro nell’Italia settentrionale, si stabilì a Roma, dove fu attivo gli ultimi trent’anni della sua vita. Monsù Bernardo si specializzò nella pittura di figura, eseguendo composizioni concepite come rappresentazioni allegoriche. Per primo portò in Italia alcune ideologie classiche dell’arte pittorica olandese-fiamminga, definendo così, per la pittura italiana, un importante contributo. Diede l’avvio alla così detta corrente dei “tenebrosi”, nella quale, tra gli altri, furono attivi artisti come G. Langetti, A. Zanchi, P. Negri, J.C. Loth, A. Carneo. Il volume chierisce inoltre il ruolo decisivo che il pittore danse ebbe per un’altra corrente italiana, quella dei “pittori della realtà”; manifestatasi poco dopo la metà del Seicento a Venezia e diffusasi nel Veneto, in Lombardia, Emilia Romagna, a Roma e successivamnte a Napoli.

EAN: 9788870030211
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Roma, Ediz.Ugo Bozzi 1999, cm.20x24, pp.XIII-331, num.figg.bn.nt. legatura ed. cop.fig.a col. Le opere innovative di Albercht Dürer (1471-1582) hanno esercitato una grande influenza sugli artisti europei del suo periodo. Già ben stati studiati, i rapporti tra Dürer e gli artisti tedeschi e neerlandesi, sino alla pubblicazione di questo testo mancavano delle corrispondenti indagini per quanto riguarda i pittori italiani, nonostante questi ultimi appaiano come i più infervorati “dureriani”. La presente pubblicazione, rimediando a tale circostanza, tratta dei pittori attivi a Venezia all’inizio del Sedicesimo secolo e delle prime pitture italiane in cui si riconoscono motivi e fenomeni artistici derivanti dalle stampe del Dürer. Risulta così evidente che il caposcuola tedesco ha esercitato un influsso significativo su tutti i grandi maestri della città lagunare, nel periodo compreso tra il 1500 ca. e il 1520 ca., su artisti ormai maturi e su quelli molto giovani, da Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Carpaccio, Giorgione, Palma il Vecchio, Lorenzo Lotto, fino a Tiziano. Lo studio analizza le modalità secondo le quali ogni singolo maestro ha percepito ed interpretato l’arte del Dürer, in che modo l’ispirazione si è manifestata e come i nuovi impulsi hanno consentito nuove soluzioni artistiche di diverso respiro: compositivo, figurativo, paesaggistico, iconografico, ideologico, allegorico e tecnico.

EAN: 9788870030297
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