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Le faville del maglio. Tomo I: Il venturiero senza ventura, il secondo amante di Lucrezia Buti.

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Publisher: Il Vittoriale degli Italiani.
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Details: cm.12,5x20, pp.XX,653, brossura con sopraccoperta intonso.

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#376 Arte Saggi
A cura di Stefano Fugazza. Introduzione di Pietro Gibellini. Milano, Electa 1986, cm.17x24,5, pp.122, 8 tavole bn.e a colori nel testo, brossura con bandelle copertina figurata a colori. Collana Le Affinità Elettive. Edita a tiratura limitata. Esemplare N° 360/1000. Firma di Gibellini.

EAN: 9788843520114
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Note: Con Firma autografa di Pietro Gibellini all'ultima pagina. Macchia ai tagli.
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Milano, Fratelli Treves 1922, cm.18x23, pp.218, Alcuni ornamenti di A.De Carolis. brossura cop.fig. (copia slegata ma completa).
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Roma, Per L'Oleandro 1931-36, cm18,5x25, pp.176, brossura e rilegato.
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Milano, Treves 1925, cm.9x14,5, pp.226, rilegatura in tutta tela, floreale tassello in pelle. 29 migliaio.
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#316415 Arte Restauro
A cura di Grazia De Cesare. Firenze, Edifir 2022, cm.16,5x23,5, pp.128, illustrazioni. brossura copertina figurata a colori. Collana Restauro. «Rieti è una città ricca di tesori nascosti e la storia del sipario del Teatro Flavio Vespasiano sta lì a dimostrarlo. Dipinto dal grande Antonino Calcagnadoro nel 1910, il sipario ebbe vita travagliata prima e dopo la sua realizzazione. Nel secondo dopoguerra incappò nel giudizio di coloro ai quali - specie dopo l'orrore dell'Olocausto - non era parso politicamente corretto celebrare la presa di Gerusalemme da parte di Vespasiano, che tanta distruzione e tanti lutti arrecò al popolo ebraico. Ma ad oscurare l'imperatore trionfante davanti alle mura della città ci avrebbe pensato il tempo, con tutto il suo corredo di "agenti": l'umidità, l'usura provocata dal ripetuto utilizzo, la scarsa cura e manutenzione, fino a quando, per evitare che la tela andasse distrutta, semplicemente si smise di usarla. Il tempo è continuato a scorrere, sbiadendo del sipario anche il ricordo tra i reatini, pure legatissimi al loro teatro. Perciò il 21 settembre vedere il Flavio pieno di gente accorsa ad ammirare la grande tela finalmente restaurata è stato commovente. Raramente si percepisce in città tanto orgoglio per le proprie cose e la propria storia e invece è successo. E a ragione. Per la Fondazione Varrone, che sin dal 2017 aveva deciso di finanziare quel restauro, è stata la dimostrazione di aver fatto la scelta giusta, onorando una volta di più il lascito anche morale della Cassa di Risparmio di Rieti, che a suo tempo tanto contribuì all'edificazione del teatro. Ugualmente azzeccata si è rivelata la decisione di affidare il cantiere ai docenti e agli allievi dell'Accademia delle Belle Arti de L'Aquila, anche per rinsaldare i rapporti di vicinanza e di scambio con la nostra città. Di quell'emozionante pomeriggio al Flavio ci resta il ricordo del lungo, appassionato applauso con cui il pubblico ha salutato il ritorno del sipario sulla scena e le parole della professoressa Grazia De Cesare sul valore dell'opera del Calca-gnadoro e sulla sua intrinseca fragilità. E adesso che la città ha ritrovato questo suo tesoro siamo certi che farà del tutto per non perderlo di nuovo.» (Dalla Premessa di Antonio D'Onofrio)

EAN: 9788879709842
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