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I Manoscritti Panciatichiani della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Vol.I.

Curator: A cura di Berta Maracchi Biagiarelli. S.Morpurgo, P.Papa.
Publisher: Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato.
Date of publ.:
Details: Vol.I,fasciclo di Prefazione e Indici. cm.16,5x23,5, pp.XXIII,351-433, Cartella a fogli sciolti, Collana Indici e Cataloghi,VII.

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Firenze, Olschki Ed. 2018, cm 17 x 24, xxiv-330 pp. con 3 figg. n.t., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,481. Lo studio si propone di ridurre uno spazio inopinatamente lasciato semivuoto dalla critica indagando il tema cruciale del filoanimalismo di Umberto Saba, ossia la peculiare considerazione accordata dal poeta triestino alle creature non umane. Ai componenti del domestico «bestiario» sabiano, non gravati da ipoteche antropomorfiche tradizionalmente declinate, viene riconosciuto paritario diritto di cittadinanza con l’«animale uomo» proprio in ragione del loro specifico statuto ontologico, in quanto cioè detentori di un’ancestrale autenticità, illesa dalla storia, che li rende intermediari privilegiati per attingere la verità profonda della «calda / vita». Alla presenza delle bestie nel Canzoniere e nelle altre opere sabiane è dunque sottesa la fondazione di un postumanesimo aderente alla comune madre natura: recuperata la sua origine biologica, lo scrittore opera una radicale metabole prospettica, scoprendosi partecipe della medesima essenza e del medesimo destino dei «sereni animali / che avvicinano a Dio». L’elezione di tale disertato osservatorio si rivela strategica per ispezionare gangli nevralgici della Weltanschauung di Saba, conducendo a incidere il nodo della sua controversa judéité: l’equiparazione di uomini e bestie accusa infatti una profonda radice biblica, essendo l’uguaglianza dei viventi agli occhi del Signore asseverata in libri veterotestamentari, Ecclesiaste in primo luogo.

EAN: 9788822265531
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La lirica di Girolamo Benivieni. Firenze, Olschki Ed. 2020, cm 17 x 24, xii-310 pp., brossura Istituto di Studi Italiani. Università della Svizzera Italiana. Officina,5. Il volume indaga la produzione lirica del poeta fiorentino Girolamo Benivieni (1453-1542), prima esponente del circolo laurenziano e in seguito fedele collaboratore del Savonarola. Lo studio prende in esame l’intero corpus lirico beniveniano, a partire dalla silloge giovanile (databile agli anni ’80-’90 del Quattrocento), espressione del neoplatonismo fiorentino con l’apporto di accenti personali. Si approfondisce poi il Commento di Hieronymo Benivieni cittadino fiorentino sopra a più sue canzone et sonetti (1500), in cui l’autore inserisce cento sue rime, in parte rielaborazione della raccolta precedente, autocommentandole fittamente e costruendo, soprattutto per mezzo delle prose, un cammino dell’anima verso Dio. Dall’opera si evince così l’humus culturale dell’opera, nutrita da diverse sensibilità, tra cui Ficino, Bonaventura, Savonarola, Lorenzo, Petrarca e Dante, confermata anche dall’estrema sua lirica, ultimo frutto del poeta. Ne emerge un Benivieni attraversato da linee di persistenza più che da cesure, configurando una poetica che coagula stagioni culturali diverse e si presenta al tempo stesso come neoplatonica e savonaroliana, mettendo in luce in tal modo alcuni elementi di continuità tra la Firenze laurenziana, quella piagnona e quella cinquecentesca.

EAN: 9788822267061
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