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Quaderni Veneti n.27-28. Atti del Convegno Internazionale di Studi per il 5° centenario della nascita di Angelo Beolco il Ruzante.

Curatore: A cura di P.Vescovo.
Editore: Longo Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.15x21, pp.391, brossura Collana Quaderni Veneti,27-28.

Abstract: Gino Benzoni, Tra Padova e Venezia: Beolco.Lorena Favaretto, Il territorio padovano nell'epoca del Ruzante:l'indagine storica e il messaggio letterario.Achille Olivieri, Ruzante e dErasmo: sull'aequitas e sull'aequalitas.Antonella Pietrogrande, giardino e luogo scenico nell'epoca di Ruzante.Anna Maria Spiazzi, Dalle decorazioni a grottesca alla pittura di paesaggio nell'odeo Cornaro.francesco Piovan, Tre schede ruzantiane: I. Nuove presenze di Angelo Beolco. II La data di morte di Giovanni Francesco Beolco. III. Postille sull'eredità di Bartolomeo sanvito il giovane.Raimondo Guarino, La "Betìa" e il teatro tra Venezia e la Terraferma.Ivano Paccagnella, Il plurilinguismo di Ruzante.Piermario Vescovo, Lo spazio e il tempo nel teatro di Ruzante.Giorgio Padoan, "La Moscheta" da egloga a commedia.Antonio Franceschetti, Aspetti e motivi della "Moscheta".Georges Ulysse, Variazioni e costanti nel teatro del Beolco: il caso della "Vaccaria".Andrea Bombi, Fra tradizione musicale e tradizione letteraria: nuove considerazioni sulla "canzon del Ruzante".Marisa Milani, I preruzzantiani e qualche post.Emilio Lippi, Testi pavani dalla Marca Trevigiana.Elisabetta Selmi, Aspetti della ricezione di Ruzante nel secondo Cinquecento.Franco Fido, Da Maurice Sand a Copeau e oltre: la riscoperta di Ruzante in Francia.

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#111698 Regione Veneto
Diretti da Giorgio Padoan. Ravenna, Longo Editore 1997, cm.15x21, pp.154, brossura bodo Guthmuller, Il Movimento delle Accademie nel Cinquecento. Il caso di Vicenza. Fiammetta Bada, Vigil Raber e i "Fastnachtspiele" tirolesi nel primo Cinquecento. Analogie con la "commedia villanesca" pavana. Stefano Termanini, Rapporti Teatrali fra Ariosto e Ruzante. Bruno Capaci, Il processo nell'autobiografia: la "Narrazione Apogetica" di Pietro Antonio Gratarol. Fernando Bandini, Venezia, la patria e l'esilio in Foscolo e Nievo. Gian Paolo Marchi, Lo scoppio della torre della Paglia a Verona in un opuscolo di Francesco Andreini.
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#111705 Regione Veneto
Diretti da Giorgio Padoan. Ravenna, Longo Editore 2005, cm.15x21, pp.202, brossura Stefano Trovato, Un'ode oraziana dell'umanista veneziano Francesco Negri dal Codice Marciano it.XI,155 (=6811). Emilio Lippi, "Per dominar il mondo al mondo nato". Vita e gesta di Selim I Sultano. Paola Baratter, Una controversia settecentesca: la patria di Bernardo Tasso. Claudio Chiancone: Le lettere inedite di Fiorenza Vendramin Sale a Luigi Cerretti (1795-1796). Javier Gutiérrez Carou, Carlo Gozzi e la Nuova Letteraria Veneta Accademia. Fabio Soldini, Percorsi nella scrittura epistolare di Carlo Gozzi.
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#307512 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 11. Pisa, ETS 2013, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura copertina figurata a colori. A voler anticipare le innumerevoli suggestioni destinate a inondare l'immaginario dei lettori di questo nuovo numero di "Livorno cruciale" dedicato alla sessualità e nel tentativo di offrire al pubblico una visione non scontata di un tema che potrebbe apparire fin troppo à la page, sono ritornato con la memoria a una lettura compiuta in uno dei miei primi soggiorni a Parigi alla metà degli anni Settanta, The Deltus of Venus, una raccolta di racconti scritti da Anaïs Nin per un collezionista 'privato', apparsa postuma nel 1978. Questo libro, poi tradotto anche in italiano, è da considerarsi a tutti gli effetti uno dei capolavori della letteratura erotica del Novecento cui molti ancora oggi attingono. La storia di questa raccolta di racconti è assai nota, ma vale la pena riassumerla brevemente per la sua stranezza. Un collezionista di libri aveva ingaggiato lo scrittore americano Henry Miller affinchè scrivesse in cambio di cento dollari al mese racconti erotici; l'autore del Tropico del Capricorno aveva accettato, ma poi aveva passato la commissione alla sua amica Anaïs. "Così - racconta la Nin - incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta". Il ricco collezionista, ricevuti i primi testi, raccomandò meno poesia e più dettagli specifici sul sesso. La Nin rispose a tale invito con una lettera che illumina ancora oggi sulle modalità con cui affrontare i temi dell'erotismo: "Il sesso - scrive Anaïs - perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità (...). Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni". E ancora: "Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute!". E come la giovane modista di Parigi, quella Matilde descritta in un racconto della Nin, anche la modella della copertina di questo numero si guarda allo specchio in un sottile gioco erotico dove compiacimento e provocazione si mescolano indissolubilmente. Tra l'altro la nostra scrittrice affermava giustamente che scrivere di sesso era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza e, se vogliamo, la pittura di Vittorio Corcos, mirabilmente analizzata nel saggio di Francesca Cagianelli, non indica proprio questo cammino?

EAN: 9788846735904
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Scelta e presentazione di Gianfranco Contini. Firenze, Cantini Club D'Arte 1968, cm.28x37, Cofanetto telato e cartella telata contenente pp. 44 stampate su carta forte, a fogli sciolti, con 3 acqueforti. Tiratura di 130 esemplari numerati: 120 con numeri arabi e 10 con numeri romani. Nostro n.69 Collezione L'Argentario. Il volume si completerebbe di 7 acqueforti, il nostro ne possiede solamente 3. Esemplare scompleto.
Usato, buono
Note: cofanetto macchiato, presenti 3 acqueforti su 7.
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