Franzese,Damiano Paolo. Magnano,Milena. Greco,Gabriella.
Giotto.
Presentazione di Stefano Zuffi. Bibliografia, biografia. Saggio di Cesare Brandi. Roma, Electa per Gruppo Editoriale L'Espresso
2006,
cm.25x29,
pp.317,(1), numerose illustrazioni e tavole a colori nel testo ,
legatura editoriale cartonata, copertina figurata a colori.
Coll.Grandi Monografie,9. Collana Diretta da Stefano Zuffi.
Giù, nella piana attraversata dall'Arno, Firenze cresce di giorno in giorno, ma fra i colli del Mugello il tempo passa più lento. E' il tempo semplice della natura, il ritmo scandito della campagna e di chi la lavora. Verso il 1275 il figlio di Bondone, un contadino di Colle di Vespignano, ancora bambino, pascola un piccolo gregge. Per ingannare le ore, ritrae le pecore sui massi sparsi nei campi. Diretto a Bologna, maestro Cimabue, il più famoso pittore del tempo, nota i disegni del pastorello e ne resta folgorato. Tra la fiaba e la storia, inizia così la leggenda di un artista che rivoluzionerà il corso della storia della pittura, ma di cui non conosciamo il vero nome: forse Biagio, forse Ambrogio. Rispondendo a Cimabue, il pastorello si limita al soprannome: "son chiamato Giotto". La chiarezza, la verità e la semplicità del discorso diretto sono le armi fondamentali della pittura giottesca: su queste caratteristiche si basa una radicale rivoluzione "linguistica", perfettamente concepita dai contemporanei. L'arte di Giotto non parla più in "greco", ma in "latino", vale a dire un linguaggio espressivo occidentale, realistico, popolare, diretto. Il "latino" di Giotto è una lingua "classica", destinata a trovare subito una clamorosa diffusione. In questo senso, Giotto può davvero essere considerato il fondatore della pittura italiana.
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