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Arte Pittura

#347478 Arte Pittura
A cura di Attilio Galiberti. Piombino, A cura del Comune 1999, cm.24x30, pp.118, illustrato a colori, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Esemplare con autografo dell'Artista,
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#347476 Arte Pittura
Firenze, A. Menarini- Industrie Farmaceutiche Riunite 2016, cm.25,5x35,5, pp.272, illustrazioni a colori. legatura editoriale, sopraccoperta figurata a colori.
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#347475 Arte Pittura
Firenze, A. Menarini- Industrie Farmaceutiche Riunite 2019, cm.25,5x35,5, pp.272, illustrazioni a colori. legatura editoriale, sopraccoperta figurata a colori. Di Antonello si fa presto a sgombrare il campo da infelici illusioni: di lui non si sa praticamente niente. Ma non niente nel senso della trovata retorica per poi stupire i lettori con giochi pirotecnici; no, niente nel senso di (quasi) niente. Non conosciamo la sua data di nascita (1430? Forse), e neppure il giorno della sua morte. Sappiamo, da una notazione quasi marginale di un umanista, che fu a Napoli, ma non conosciamo quando vi arrivò e quanto vi stette. Le chiese napoletane non ci restituiscono opere di lui sicure, e gli archivi tacciono. Non conobbe mai, in vita e negli anni immediatamente successivi, il beneficio della biografia, e il plutarchismo cinquecentesco si fermò sostanzialmente al pur nobilissimo Vasari, che però, quando parlava di non toscani, sapete tutti come andava a finire: un poco di storia, un poco d'invenzione. Del resto per tutti, o quasi, Antonello sarà colui che porterà in Italia la tecnica della pittura ad olio, imparata nelle Fiandre da Jan van Eyck, e se questi morì troppo presto per insegnare alcunché al Nostro, il particolare parve del tutto ininfluente. Nelle Fiandre probabilmente non andò mai, e forse neppure nella Francia del sud, ma il fascino dell'enigma è intrigante, e in campo storiografico si tende spesso a far di tutto per far tornare tutto. Noi ci siamo accontentati di far finta di nulla. Poco prima di morire fece anche un fruttuoso viaggio a Venezia, dove secondo qualche tardo biografo si distinse anche per le sue robuste doti amatorie, ma anche in questo caso non sappiamo quando e come. Abbiamo solo un paio di testimonianze, e ce le teniamo strette, anche perché dovrebbero dirci che fece pure in tempo, prima di tornare a Messina, ad andare a Milano, da quel bel tipo di Galeazzo Maria Sforza, grande amante delle arti, ma anche dei modi spicci, talvolta molto spicci. Ma anche dei suoi soggiorni messinesi finiamo con non sapere molto. Sì, qualche documento esiste, e ci dice qualcosa sulla famiglia, e su quello che dipingeva, ma sono pochissime cose, e poi si tratta di freddi documenti notarili, senza palpiti né indugi sugli aspetti di colore che a noi tanto servirebbero. A causa del terribile terremoto di Messina del 1908, che tutto distrusse, non c'è poi neppure la speranza di saperne di più, e questo è tutto. Non fece affreschi, o almeno non ne esistono testimonianze. Fece in compenso molti ritratti, di qualità in genere strabiliante, ma se il dibattito sull'identità della Gioconda di Leonardo vi appassiona, è perché non avete mai fatto mente locale alle identità dei ritratti di Antonello. Sono uomini, di questo siam sicuri, ma non sappiamo chi fossero, e neppure quale professione svolgessero. A volte esiste almeno il sollievo di un data scritta di suo proprio pugno, accanto alla firma in latino. Poi basta. Non possediamo una lettera scritta da Antonello, neppure di banale notazione di vita...» (Stefano Renzoni)
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#347474 Arte Pittura
Taormina, Chiesa S. Francesco di Paola. 24 agosto 2012 – 10 settembre 2012. Firenze, AC Micro 7 dicembre 2012 – 7 gennaio 2013. Movimento Internazionale Culturale. A cura di Maurizio Scudiero. Roma, MICRO 2012, cm.24x30, pp.104, ilustrato a colori. brossura con copertina figurata a colori.
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#347473 Arte Pittura
Firenze, A. Menarini- Industrie Farmaceutiche Riunite 2019, cm.25,5x35,5, pp.272, illustrazioni a colori. legatura editoriale cartonata, sopraccoperta figurata a colori. Testo in inglese. Di Antonello si fa presto a sgombrare il campo da infelici illusioni: di lui non si sa praticamente niente. Ma non niente nel senso della trovata retorica per poi stupire i lettori con giochi pirotecnici; no, niente nel senso di (quasi) niente. Non conosciamo la sua data di nascita (1430? Forse), e neppure il giorno della sua morte. Sappiamo, da una notazione quasi marginale di un umanista, che fu a Napoli, ma non conosciamo quando vi arrivò e quanto vi stette. Le chiese napoletane non ci restituiscono opere di lui sicure, e gli archivi tacciono. Non conobbe mai, in vita e negli anni immediatamente successivi, il beneficio della biografia, e il plutarchismo cinquecentesco si fermò sostanzialmente al pur nobilissimo Vasari, che però, quando parlava di non toscani, sapete tutti come andava a finire: un poco di storia, un poco d'invenzione. Del resto per tutti, o quasi, Antonello sarà colui che porterà in Italia la tecnica della pittura ad olio, imparata nelle Fiandre da Jan van Eyck, e se questi morì troppo presto per insegnare alcunché al Nostro, il particolare parve del tutto ininfluente. Nelle Fiandre probabilmente non andò mai, e forse neppure nella Francia del sud, ma il fascino dell'enigma è intrigante, e in campo storiografico si tende spesso a far di tutto per far tornare tutto. Noi ci siamo accontentati di far finta di nulla. Poco prima di morire fece anche un fruttuoso viaggio a Venezia, dove secondo qualche tardo biografo si distinse anche per le sue robuste doti amatorie, ma anche in questo caso non sappiamo quando e come. Abbiamo solo un paio di testimonianze, e ce le teniamo strette, anche perché dovrebbero dirci che fece pure in tempo, prima di tornare a Messina, ad andare a Milano, da quel bel tipo di Galeazzo Maria Sforza, grande amante delle arti, ma anche dei modi spicci, talvolta molto spicci. Ma anche dei suoi soggiorni messinesi finiamo con non sapere molto. Sì, qualche documento esiste, e ci dice qualcosa sulla famiglia, e su quello che dipingeva, ma sono pochissime cose, e poi si tratta di freddi documenti notarili, senza palpiti né indugi sugli aspetti di colore che a noi tanto servirebbero. A causa del terribile terremoto di Messina del 1908, che tutto distrusse, non c'è poi neppure la speranza di saperne di più, e questo è tutto. Non fece affreschi, o almeno non ne esistono testimonianze. Fece in compenso molti ritratti, di qualità in genere strabiliante, ma se il dibattito sull'identità della Gioconda di Leonardo vi appassiona, è perché non avete mai fatto mente locale alle identità dei ritratti di Antonello. Sono uomini, di questo siam sicuri, ma non sappiamo chi fossero, e neppure quale professione svolgessero. A volte esiste almeno il sollievo di un data scritta di suo proprio pugno, accanto alla firma in latino. Poi basta. Non possediamo una lettera scritta da Antonello, neppure di banale notazione di vita...» (Stefano Renzoni)
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#347470 Arte Pittura
A cura di Riccardo Notte con un testo di Marco Fidolini. Monografia a supporto della mostra tenutasi nelle Sale mostra del Gruppo Zurigo di Milano. Sala Mostra sul gruppo Zurigo. 2000, cm.20x26, pp.72 illustrata a colori. brossura con copertina figurata a colori. «Innumerevoli e contraddittorie sono le suggestioni suscitate da questa mostra di Marco Fidolini che raccoglie diversi anni di ricerche formali e di studi, ma fra queste la più intrigante sorge dal contrasto che offre il colpo d'occhio, la visione d'insieme o il sapore dell'ambiente, come oggi si usa dire con termine abusato. Perchè l'ambiente creato da Fidolini in realtà non trova una sua precisa collocazione. Meglio ancora, non appartiene a un tempo ben definito. Così, alcuni freddissimi e levigati ritratti, provenienti da un futuro ipertecnologico annunciato, a un attento studio si rivelano proiezioni di oggetti dal sapore antichissimo, vere riedizioni dei canopi etruschi, come del resto annunciano esplicitamente i titoli: Autoritratto-testa di canopo, Erma offerente, Canopo (detto lo sfregiato) e via discorrendo, in una profusione di emblemi che, grazie alle moderne tecniche grafiche e artigianali, rivivono in sembianti adatti al gusto dei contemporanei...». (R. Notte).
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#347468 Arte Pittura
A cura di A. Cottino. Torino, Umberto Allemandi & C. 2003, cm.21,5x31, pp.240, illustrazioni in bianco e nero, 99 tavole a colori. legatura editoriale cartonata con sopraccoperta figurata a colori. Collana Archivi di Arte Antica. Lo storico dell'arte Alberto Cottino ha raccolto per un'esposizione della Fondazione Accorsi di Torino (2003) numerose opere dedicate ai diversi ruoli femminili nella pittura barocca: la donna studiata, idealizzata e mitizzata. Una sezione concerne le donne artiste, tra le quali le pittrici Sofonisba Anguissola, Artemisia Gentileschi e Rosalba Carriera, protagoniste di un'epoca nella quale finalmente assumono un ruolo rilevante anche le donne artiste. Sante, dee, eroine classiche e figure allegoriche della pittura, della musica e dell'architettura affollano questo convegno di opere di Guido Reni, Guercino, Tiepolo e Pietro Longhi, per citare solo alcuni degli artisti rappresentati in questo repertorio.

EAN: 9788842211754
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#347458 Arte Pittura
Thomas Monahan Fine Art. Pontedera, Bandecchi e Vivaldi 2004, cm.22x22, pp.crca 50 illustrato a colori. brossura con copertina figurata a colori.
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#347453 Arte Pittura
A cura di Elvio Natali con testi di Carla Guiducci Bonanni, Marco Fidolini. Monografia a supporto del Trittico del delfino esposto alla Casermetta di Forte Belvedere, Firenze. Firenze, Forte Belvedere. A cura di Claudio di Benedetto. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale 1993, cm.22,5x29, pp.72, illustrato a colori. legatura editoriale cartonata con sopraccoperta figurata a colori. «Acqueforti e Trittico del delfino: due documenti fedeli della personalità di Fidolini, un artista di alto livello. Di per sé bastanti a illuminarne il carattere. Ma c'è una dichiarazione di metodo critico adottata ed espressa in un suo saggio d'arte (Fidolini è anche apprezzabile scrittore) che può sintetizzare la sua figura umana ed estetica. Egli scrive infatti di perseguire "la ricerca di quelle vicende artistiche che, in qualche modo, abbiano espresso una reale coscienza critica di uomini agli uomini, di cose terrene, di testimonianze partecipi e accorate, di ingiurie e di soprusi, di amore e di morte. Insomma di palpiti umani". Par quasi un autoritratto, e in fondo lo è, se la parola e il giudizio hanno la virtù e la responsabilità di figurare la mente e lo spirito...». (E. Natali).
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Note: Esemplare con dedica autografa dell'Artista.
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#42021 Arte Pittura
Traduz.di Grazia Lanzillo. Milano, Leonardo Arte Ed. 1996, cm.15x21, pp.XII,272, 159 figg.bn.e a col.nt. brossura cop.fig.a col. con bandelle

EAN: 9788878135727
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#347435 Arte Pittura
Al fortino Forte dei Marmi. ImagoArtis 2003, cm.16x24, pp.94, illustrato brossura con copertina figurata.
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#347431 Arte Pittura
10 Febbraio - 10 Marzo 1986. Firenze, Galleria Luigi Bellini 1986, cm.23x22,5, pp.circa 40 con tavole bn. nel testo, brossura copertina figurata.
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Note: Esemplare con dedica autografa dell' Artista.
EUR 18.00
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#150348 Arte Pittura
Santa Barbara, University Art Museum 1982, cm.21,5x28,5, pp.88, numerose figure bn.e a colori nel testo, brossura copertina figurata a colori. testo in inglese.

EAN: 9780942006223
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#347409 Arte Pittura
Milano, Garzanti Ed. 1960, 2 volumi in cofanetto. cm.16x21, pp.251, 240, 107 illustrazioni bn.in tavole fuori testo e 52 tavole a colori fuori testo, legature editoriali in tutta tela, con sopraccoperte figurate a colori.
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#347368 Arte Pittura
Elenco dei principali artisti e delle loro opere con un indice dei luoghi. London, Firenze, Phaidon Press- G.C. Sansoni 1957, 2 volumi, cm.19x27, pp.XII,214, 1333 tavole in bianco e nero, 2 tavole a colori applicate alle antiporte di entrambi i volumi, legature editoriali in tutta tela, sopraccoperte figurate,
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#347362 Arte Pittura
Lecce, Fondazione Memmo, 7 Dicembre 1996-31 Marzo 1997. A cura di Claudia Cieri Via. Milano, Leonardo Arte 1996, cm.22x29, pp.370, centinaia di figure bn.e a colori, brossura copertina figurata a colori.

EAN: 9788878137585
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#347330 Arte Pittura
Firenze, Museo casa di Dante, 26 febbaio-30 settembre 2016. A cura di Gillo Dorfles. Firenze, Mandragora 2016, cm.23x27, pp.64, illustrazioni in bianco e nero e a colori. brossura con copertina figurata a colori. A soli quattro anni di distanza dall'ultima esposizione personale, Donato Di Zio si presenta al pubblico fiorentino con una mostra quasi "letteraria". Sulla scia, infatti, delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita del Poeta, Di Zio - che sempre più si sta imponendo con la sua produzione nel mondo dell'arte - mette in scena con tratto sapiente il viaggio dantesco nel regno dell'oltretomba. Sono dunque tradotti in figura alcuni passi della Commedia che si fanno così immagini vibranti e loquaci. Oltre alle opere inedite, sono riprodotte in catalogo anche prove giovanili dell'artista, idealmente legate alla più recente produzione, che mostrano come il suo segno sia cambiato nel tempo: da macroscopico a microscopico, ma comunque ben riconoscibile e netto nel tempo. Il catalogo, dunque, con i suoi disegni, le acqueforti e le incisioni offre al lettore un percorso visivo suggestivo, ancora più evocativo grazie ai testi critici che lo accompagnano.

EAN: 9788874612994
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#347320 Arte Pittura
A cura di Walter Guadagnini. Milano, EOS. Arte Contemporanea 1992, cm.24x29,5, pp.22.num.ill.col. brossura con copertina figurata a colori.
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#347319 Arte Pittura
A cura di Flaminio Gualdoni. Brescia, Nuovi Strumenti 1991, cm.24x30, pp.44, numerose illustrazioni a colori fuori testo, brossura con copertina figurata a colori. Catalogo con testo critico di Flaminio Gualdoni. Contributi di Martina Corgnati, Piero Tranchina, Piero Cavellini, Franco Guerzoni. Edizione bilingue italiano/inglese. Franco Guerzoni è nato a Modena nel 1948. Nella città emiliana risiede e lavora tuttora. `Ogni opera di Franco Guerzoni è un viaggio verso il passato, verso il tempo contenuto nelle stratificazioni di pittura e di significato che si sovrappongono le une sulle altre, come accade alla storia degli uomini.`
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#334058 Arte Pittura
Galleria Civica d'arte Moderna, Palazzo dei Diamanti. 1989.1990. Comune di Ferrara 1990, cm.21x26, pp.82 illustrazioni a colori. brossura con copertina figurata a colori.
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#347303 Arte Pittura
Milano, PAlazzo Reale 2017. A cura di Guy Cogeval, Caroline Mathieu e Isolde Pludermacher. Milano, Skira-- La Repubblica 2017, cm.22,5x29, pp.247, illustrazioni, tavole. brossura con copertina figurata a colori. Collana Arte Moderna. Musei dal Mondo a Palazzo Reale/ Museé d'Orsay. "Il pittore, il vero pittore sarà colui che saprà strappare alla vita odierna il suo lato epico...": con queste parole Charles Baudelaire conclude il suo Salon del 1845 annunciando profeticamente l'avvento di una pittura nuova, capace di rendere epica la modernità delle città contemporanee, delle quali ovviamente la capitale non poteva che essere Parigi. Dedicato al protagonista di questa stagione prefigurata dalle parole di Baudelaire e pubblicato in occasione della mostra milanese promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, Manet e la Parigi moderna racconta il percorso artistico del grande maestro (1832-1883) che, in poco più di due decenni di intensa attività, ha prodotto un corpus di opere in grado di rivoluzionare il concetto di arte moderna. Una vicenda la sua, che si intreccia a quella di altri celebri artisti, molti tra loro compagni di vita e di lavoro di Manet, frequentatori assieme a lui, di caffè, studi, residenze estive, teatri. Curato da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d'Orsay e dell'Orangerie di Parigi, con le due conservatrici del Museo Caroline Mathieu, conservatore generale onorario, e Isolde Pludermacher, conservatore del dipartimento di pittura, il volume celebra il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso un centinaio di opere appartenenti alla prestigiosa collezione del Musée d'Orsay di Parigi, comprendenti dipinti di Manet e di grandi maestri coevi (tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot), oltre a una selezione di disegni, acquarelli di Manet e di altri artisti e a un nucleo di maquettes e sculture. Introdotto dal saggio dei curatori Guy Cogeval e Isolde Pludermacher (L'enigma Manet), il volume presenta i contributi di Isolde Pludermacher (Manet, la pittura al femminile), Caroline Mathieu (La Parigi di Manet), Akiya Takahashi (Manet, fondatore della pittura moderna o piuttosto maestro dell'ambivalenza?), Leïla Jarbouai (Manet disegnatore: mano rapida, visione limpida), il catalogo delle opere suddiviso in dieci sezioni (Manet e la sua cerchia; "L'heure espagnole"; "Natura inanimata"; Sulle rive; Parigi città moderna; Il volto nascosto di Parigi; L'Opéra; Parigi in festa; L'universo femminile. In bianco...; ... e nero. La passante e il suo mistero), le schede delle opere, la cronologia e la bibliografia.
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#127556 Arte Pittura
Firenze, Sillabe Ed. 2000, cm.25x28, pp.63, 62 illustrazioni a colori nel testo, legatura editoriale in tutta tela, con sopraccoperta figurata a colori. Collana Il Luogo del David. Restauri,1.

EAN: 9788883470158
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#104642 Arte Pittura
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 3 marzo - 24 aprile 2007. A cura di Fernando Benito Domenech e José Gomez Frechina. Valencia, Museo delle Belle Arti di Valencia 2007, cm.26x31, pp.230, numerose tavole a colori nel testo, brossura copertina figurata a colori. Testo italiano/spagnolo. La mostra propone una trentina di dipinti su tavola provenienti per lo più dal Museo delle Belle Arti di Valencia, eseguiti nel periodo che va dal Gotico Internazionale al primo Rinascimento e recentemente restaurati e studiati. E' il "Cuore antico" della città di Calatrava e della Coppa America, che oggi si presenta come uno dei poli più dinamici dell'Europa del XXI secolo. Si tratta di dipinti che mettono in evidenza ed esaltano gli elementi italiani e fiamminghi nel ricco panorama pittorico di Valencia dalla fine del XIV alla metà del XVI secolo, con interventi di grande rilevanza come quelli del fiorentino Starnina. Sono esposte importanti opere di artisti rappresentativi come Llorenç Saragossà, Goçal Peris, Jaume Mateu, Joan Reixarch, Bartolomé Bermelo, il Maestro de Artés, l'italiano di Reggio Emilia Paolo di San Leocadio, Vicent Macip e suo figlio Joan de Joanes, nonché gli Hernandos, Fernando Llanos e Fernando Yánez, che lavorarono a Firenze accanto a Leonardo prima del loro soggiorno a Valencia per l'esecuzione dei dipinti del retablo maggiore della cattedrale. Per l'occasione vengono esposte anche alcune opere italiane del Museo delle Belle Arti, come un'Incoronazione della Vergine del pittore del Maestro del San Pietro di San Simone, una Madonna con Bambino di Antoniazzo Romano, una Madonna col Bambino di Giovanni Pietro Rizzoli, alias il Giampetrino e una Madonna col Bambino di Andrea del Sarto.
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#347286 Arte Pittura
Catalogo della Mostra. Centro per l'arte Diego Martelli di Castiglioncello. In collaborazione con la Galleria d'arte Moderna di Palazzo Pitti, A cura di Francesca Dini e Carlo Sisi. Torino, Umberto Allemandi & C. 2001, cm.21x30,5, pp.160, illustrazioni in bianco e nero, 58 tavole a colori. brossura copertina figurata a colori. Collana Varia. Castiglioncello, con i colori marini, i magici contrasti di luce, i paesaggi quasi fermi nel tempo, ha costituito innegabilmente il punto di partenza della pittura macchiaiola, anche per Giuseppe Abbati.Nato a Napoli ma educato nell'ambiente accademico veneziano, quindi trasferitosi a Firenze nel 1860, Abbati lascia appena duecento selezionatissime opere, delle quali una sessantina vengono riprodotte in questo volume: interni di chiese fiorentine, chiostri monumentali, ritratti, le sponde dell'Arno, strade di campagna bordate di cipressi e ulivi, paesaggi e marine di Castiglioncello.Il volume riproduce anche una parte dell'epistolario dell'artista: al padre Vincenzo (notissimo pittore di interni), a Diego Martelli (mecenate e storico dei Macchiaioli), ad amici pittori e critici d'arte.

EAN: 9788842210788
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