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Le Collane

#283638
Ristampa del Codice Trivulziano 509, manoscritto in pergamena del XIV secolo. Elegante cofanetto contenente 2 volumi in 8vo (cm 26x19,5). Uno è la fedele riproduzione a colori del manoscritto trecentesco: 11 carte scritte al recto e al verso con 11 miniature. L'altro la descrizione analitica del codice e delle sue illustrazioni, trascrizione della leggenda, note storiche di Meda e Turbigo. Comune di Milano 1982, cm.22x27,

Note: Lievi mende
EUR 40.00
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#283200
Il volume di facsimile è accompaganto dal saggio: La lunga storia di un piccolo libro di preghiere a cura di Ernesto Milano. Il facsimile presenta una pregiata legatura in tutta pelle con incisioni a sbalzo, cm.9x13,5,costituito da 28 carte. Il saggio cm.22,5x21, pp. 64. Ambedue inseriti in una cartella/teca. Facsimile conservato presso la Biblioteca Estense di Modena. Rimini, Guaraldi Stamperia Edizioni d'Arte 1991, Coll. Senso religioso. Esemplare numero 357.

EAN: 9788886025041
EUR 260.00
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#282301
Due volumi di cm. 35, il primo di testo di pp. 106, con illustrazioni. Il secondo di pp. (48) con la riproduzione facsimilare a colori dell'antico codice. Il facsimile presenta una legatura in mezza pelle, il commentario in legatura cartonata di colore verde. Facsimile della Bibbia Pauperum dal codice palatino latino 871 conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Milano, Jaca Book 1982, 2 volumi in cofanetto. cm.28x37,
EUR 430.00
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#282299
Codice rossiano 711. Facsimile del Codice e Commento scientifico a cura di Lotte Kurras. Prefazione di Lionello Giorgio Boccia. Milano, Jaca Book- Biblioteca Apostolica Vaticana 1983, 3 volumi in cofanetto cm.20x32, pp.90,110, Un volume rilegato in pelle ed uno rilegato in tela in custodia. Coll.Codices e Vaticanis selecti quam simillime expressi iussu Ioannis Pauli PP II Consilio et Opera curatorum Biblothecae vaticanae.
EUR 170.00
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#282193
Il volume “Opere Italiane” raccoglie tutte le opere in volgare di Francesco Petrarca: il Canzoniere, i Trionfi e le Rime estravaganti. Il manoscritto 924 della Biblioteca Casanatense è uno dei primissimi codici a custodire, in maniera così completa e organica, l’opera del grande poeta. L’importanza di questo manoscritto risiede in particolare nella presenza di componimenti che non trovano riscontri in nessun’altra testimonianza coeva, a cui si aggiunge la “cura scientifica” del testo, ribadita dalle annotazioni e dai commenti al testo originale fatti nei decenni seguenti. Rome, Biblioteca Casanatense, Ms. Casanatense 924. L'opera si compone del libro facsimile e del commentario. Modena, Franco Cosimo Panini 2006, 2 volumi. cm.16x25, legatura in tutta pelle con incisioni a secco, per il volume di facsimile, legatura editoriale cartonata e sopracoperta figurata a colori per il commentario. Commentario a cura di Emilio Pasquini e Paola Vecchi Galli. Con un saggio di Carl Appel. Coll.La Miniatura. Edizione limitata in 500 esemplari. Il codice, realizzato nella seconda metà del Quattrocento nell’area del Veneto, aveva con ogni probabilità una committenza di alto rango, come dimostrano la qualità della pergamena, il regolare specchio di scrittura e la raffinatezza delle iniziali decorate. Al prestigioso materiale del manufatto si aggiunge la “cura scientifica” del testo, ribadita dalle annotazioni e dai commenti al testo originale fatti nei decenni seguenti: nel giro di un centinaio di anni, il manoscritto si trasformò infatti da libro di lettura (per il committente) a oggetto di studio e collettore di rarità. Tutto il codice è percorso da tracce di decorazione “all’antica”, cioè di una scrittura e dell'ornamentazione d’apparato che si affermano nel Quattrocento sulla scia di Leon Battista Alberti e Andrea Mantegna. A rendere il codice 924 della Casanatense un vero e proprio unicum è la presenza, al termine del volume, di due fogli contenenti poesie estravaganti che in parte si sovrappongono e in parte ampliano il contenuto dell’opera: di alcuni di questi componimenti non esistono altre testimonianze, pertanto potrebbero costituire le uniche copie da originali petrarcheschi. Il codice – di cui sono del tutto ignote del vicende storiche – venne acquistato nel 1763 a Roma presso il libraio e stampatore Venanzio Monaldini.

EAN: 9788882908041
Note: Volumi incellofanati nuovi, mancante del cofanetto.
EUR 850.00
-66%
EUR 290.00

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#273962
Quest'edizione in facsimile è una fedele riproduzione del secondo volume del codice Miniato conservato in quattro volumi stotto la segnatura MS 34294 della British Library di Londra. Opera realizzata sotto il patronato di Cesare Vasoli,. Michael Saunders Watson, Francois Avril, Alfed A. Schmid. Luzern, Faksimile Verlag 1994, In custodia di velluto. cm.10x14, 166 fogli. Volume cucito a mano, rilegato in velluto rosso e descorato con fibbie argentate. Edizione unica in 980 esemplari e 80 copie con numerazione romana, nostro esemplare XXXVII. Con commentario. 3856720448

EAN: 9783856720445
EUR 1,300.00
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#273961
Quest'edizione in facsimile è una fedele riproduzione del primo volume del codice Miniato conservato in quattro volumi stotto la segnatura MS 34294 della British Library di Londra. Opera realizzata sotto il patronato di Cesare Vasoli,. Michael Saunders Watson, Francois Avril, Alfed A. Schmid. Luzern, Faksimile Verlag 1993, In custodia di velluto. cm.10x14, 40 fogli. Volume cucito a mano, rilegato in velluto rosso e descorato con fibbie argentate. Edizione unica in 980 esemplari e 80 copie con numerazione romana, nostro esemplare LIX. Con commentario. 38567204310
EUR 700.00
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#268591
ms. alfa.U.28=Lat.614 (sec. XVI). Custodito presso la Biblioteca Estense Universitaria - di Modena, Italia. Art Codex cm.9x12, 30 carte (60 pagine), 12 miniature a tutta pagina, 112 capilettera in polvere color oro, Legatura interamente eseguita a mano, nel rispetto della profilatura e delle pagine e della fogliazione. Copertina in velluto di seta color rosa antico, con finissimo ricamo in fili d'argento sui due piatti e laccetti di chiusura. Tiratura di 999 esemplari numerati e certificati. L'opera è custodita in un prezioso cofanetto in legno. Volume di commento e saggi di Emilia Talamo. Codice totalmente membranaceo, compresi i fogli di guardia. 30 carte, numerate a matita in basso a sinistra, e formato da due quaderni, ciascuno di dieci carte, accompagnati da altri due quaderni minori, di quattro carte ciascuno, posti l'uno all'inizio, l'altro alla fine, che servono da risguardi, ricoperti da una vistosa carta marmorizzata. Il Codice rappresenta uno dei più preziosi livres d'heures, mirabili capolavori ancora in voga nelle corti europee anche dopo l'invenzione della stampa. Fu scritto e miniato in area parigina intorno al 1517 per Renata di Valois, figlia del re di Francia Luigi XII e di Anna di Bretagna, e giunse a Ferrara nel 1528 con i beni dotali della nuova duchessa, sposa di Ercole II d'Este. Quando Renata, nel 1560, morto il Duca, abbandonò Ferrara e abiurò la religione cattolica divenendo calvinista, i suoi libri furono bruciati, tranne alcuni di osservanza cattolica – compreso questo piccolo libro d'ore rimasto poi sempre nel patrimonio estense. Nel 1994, andato in mostra all'Abbazia d Montecassino, il libro fu rubato e non più ritrovato. Fortunatamente erano già in corso le procedure di riproduzione dell'opera.
EUR 2,500.00
-56%
EUR 1,100.00

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#268455
L’edizione in facsimile: Il facsimile integrale del codice, presentato da Federico Zeri, stampato a otto colori nel formato di 9x12 cm, è dotato di una ricca ed elegante legatura che ripete fedelmente quella settecentesca dell’originale in velluto rosa antico, con ricami a fili d’argento e laccetti. Il codice, il commentario – di 160 pagine con uno studio di Ernesto Milano – e il certificato di garanzia sono custoditi in un cofanetto di legno rivestito in pelle con ornamenti; l’interno è foderato in raso. La tiratura, in esclusiva mondiale unica e irripetibile, è di 999 esemplari numerati e certificati. Commentario di Ernesto Milano, Orth Myra Dickman. Modena, Il Bulino edizioni d'arte 2001, legatura in pelle rossa, copertina decorata con Armi dei Visconti Sforza. Cofanetto e volume di commentario in seta. Coll.Ars illuminandi. Modena, Biblioteca Estense Universitaria, a.U.2.28=lat. 614. La tiratura unica e irripetibile a livello mondiale è di 999 esemplari Il tesoretto “ritrovato” Scritto e miniato in area parigina intorno al 1517 per Renata di Valois, figlia del re di Francia, il manoscritto giunse a Ferrara nel 1528 con i beni dotali della nuova duchessa, sposa di Ercole II d’Este. Quando Renata, nel 1560, abiurò la religione cattolica e si ritirò nel castello di Montargis, rifugio di calvinisti e ugonotti, i suoi libri “eretici” furono bru­ciati, tranne alcuni di osservanza cattolica, compreso questo piccolo libro d’ore rimasto poi sempre nel patrimonio estense. Nella Biblioteca modenese è rimasto fino al 1994, quando, andato in mostra all’abbazia di Montecassino, è stato illecitamente sottratto e non più ritrovato. Fortunatamente erano già in corso le procedure di riproduzione dell’opera: con la realizzazione del facsimile, il tesoretto di Renata può dirsi idealmente “ritrovato”. Capolavoro di miniatura: Les petites prières de Renée de France rappresenta uno dei più preziosi livres d’heures del primo ’500, mirabili capolavori rinascimentali ancora in voga nelle corti europee anche dopo l’invenzione della stampa. La critica più recente ha ritenuto di datarlo intorno al 1517 e di identificare il miniatore nel Maître de Claude de France, ossia l’artista parigino dei codici di Claudia di Valois, sorella di Renata e regina di Francia.

EAN: 9788886251280
EUR 2,250.00
-51%
EUR 1,100.00

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#261234
Riproduzione integrale in oro zecchino 23kt su cartaPergamena®. Miniature nel pittore e miniatore Apollonio di Giovanni (Firenze 1415-1465). Codice Strozzi 174 della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Art Codex 2013, cm.13,7x21,7, 49+2 carte (102 pagine) con 23 miniature a tutta pagina realizzate con foglia d'oro zecchino 23kt Copertina in vitello rosso pieno fiore, conciato al vegetale in fossa, con impressioni a secco e in oro. Legatura interamente eseguita a mano, nel rispetto della profilatura delle pagine e della fogliazione. Tiratura limitata di 999 copie numerate e certificate. L'opera è custodita in un prezioso cofanetto con vetro profilato in oro. Nel 1571 la Biblioteca fu aperta al pubblico per volere del granduca Cosimo I nel suo mirabile, seppure incompiuto, allestimento michelangiolesco. I due aggettivi che la qualificheranno da allora nei secoli, Medicea e Laurenziana, attestano la primitiva origine signorile e la collocazione nel complesso di San Lorenzo. I codici, che costituivano la biblioteca privata dei Medici, disposti sui plutei (banchi) e spogliati delle loro coperte originarie ricevettero una veste uniforme in cuoio rossastro alle armi Medicee. Le catene, che ancora essi conservano, testimoniano gli usi della consultazione e la preoccupazione dei bibliotecari per la loro conservazione. Il primato della Biblioteca Medicea Laurenziana, con i suoi circa 11.000 manoscritti, si basa sulla coincidenza di due fattori, ambedue straordinari: la specificità delle raccolte e la natura dell’edificio contenitore, progettato e in parte realizzato da Michelangelo Buonarroti.
EUR 5,700.00
-66%
EUR 1,950.00

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#260380
Edizione tedesca in facsimile dell’incunabolo xilografico, noto come l’Esopo di Ulm, stampato da Johannes Zainer nel 1476, appartenente alla collezione «Otto Schäfer» di Schweinfurt. L’incunabolo, interamente colorato a mano è una rarità assoluta della bibliofilia (oltre a questo, si conosce soltanto l’esemplare di Vienna). Con commentario italiano di 96 pagine, con testi di Peter Amelung, direttore della Württembergische Landesbibliothek di Stoccarda, e di Claudio Fraccari, oltre ad una selezione di 26 favole esopiche tradotte da C. Fraccari. Ulm Aesop. Modena Il Bulino edizioni d'arte 1995, cm.22,5x30,5, pp.550, 191 illustrazioni xilografiche colorate rilegatura in pelle nappata, in cofanetto. Tiratura è di 800 esemplari in numeri arabi e 80 in numeri romani.

EAN: 9783927506039
EUR 2,500.00
-60%
EUR 990.00

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#260369
Archivio Diocesano di Mantova. Il commentario contiene i saggi di Giusi Zanichelli, Federica Toniolo, Giancarlo Manzoli, Giuse Pastore e Giancarlo Malacarne. Modena, Il Bulino edizioni d'arte 2012, cm.26x39,6, 380 carte copertina decorata con pietra e rombo di ottone, in cofanetto con volume di commentario. La tiratura unica e irripetibile a livello mondiale è di 499 esemplari. Il Messale della cattedrale di Mantova venne realizzato tra il 1442 e il 1465, negli anni inziali dell’età aurea di quella Mantua felix che seppe farsi promotrice di meravigliose testimonianze dell’incipiente Rinascimento italiano. A Mantova operano già Leon Battista Alberti, Pisanello e Vittorino da Feltre, ai quali presto si aggiungono Andrea Mantegna, Girolamo da Cremona e Luca Fancelli. Il Messale di Mantova fu commissionato nel 1442 da Gian Lucido Gonzaga, vescovo di Milano poi cardinale, a Belbello da Pavia, considerato il maggior interprete della miniatura tardogotica italiana, già al servizio dei Visconti per completare il celebre Offiziolo, lasciato incompiuto da Giovannino de Grassi. Con la scomparsa del committente (1448), il lavoro di decorazione e di scrittura (affidata a Pietro Paolo Marono, poi calligrafo anche della Bibbia di Borso d’Este) subì varie interruzioni e per quasi un decennio rimase incompiuto. La ripresa dei lavori sul Messale è ascrivibile alla ferma volontà di Barbara di Brandeburgo-Gonzaga che, dal 1459, avoca a sé ogni competenza sul manoscritto. Sarà Andrea Mantegna a suggerire a Barbara il nome del miniatore che dovrà portare a termine l’ambizioso programma artistico del Messale: quello del giovane Girolamo da Cremona, suo seguace, aperto ai nuovi stilemi del Rinascimento e già collaudato aiutante di Taddeo Crivelli, miniatore della Bibbia di Borso d’Este. Fin dai primi studi novecenteschi sul Messale è stata evidenziata la mano di un terzo miniatore, rimasto anonimo, ma probabile collaboratore di Mantegna e seguace del nuovo gusto importato a Ferrara da Rogier van der Weyden sul finire degli anni Quaranta. Sono soltanto tre le carte attribuibili a questa mano e databili intorno al 1449-1450, probabilmente commissionate dalla marchesa Paola Malatesta, moglie di Gianfrancesco Gonzaga. Il Messale, manoscritto miniato della cattedrale di Mantova, è un codice su pergamena, nel formato di mm 395 × 262, che si compone di 380 fogli (760 pagine). Il codice è mutilo a c. 380; quasi certamente manca l’intero fascicolo di chiusura, probabilmente sottratto nei primi anni del Novecento unitamente a quattro fogli miniati, poi recuperati e reinseriti. Dal 1983 il Messale è stato restituito definitivamente dallo Stato italiano alla Cattedrale di Mantova, legittima destinataria dell’opera già per volontà del cardinale Francesco Gonzaga, figlio di Barbara, volontà confermata nel ’500 dal cardinale Ercole, figlio di Isabella d’Este. Lo stato di conservazione è buono, frutto del restauro del 1991 ad opera dell’Istituto Centrale del Restauro, e del succesivo intervento di restauro e consolidamento finanziato dal Bulino e attuato dall’Antica Legatoria Gozzi (2008), proprio in concomitanza con la campagna fotografica per il facsimile. Il testo liturgico in latino è scritto in semigotico italiano con inchiostro nero e titoli e rubriche in rosso; notazione quadrata nera su tetragramma rosso per il corredo musicale. Nel codice si fa ampio uso di lapislazzuli e oro in lamina; la decorazione si articola in: 6 carte del Calendario, con fregi sul lato esterno; 68 miniature di diverso formato; 2 grandi iniziali figurate; 7 carte con ampi fregi sui quattro lati; oltre 2000 iniziali decorate di norma poste su tre righe; centinaia di iniziali di capoverso con ornati a penna. L’edizione in facsimile è stata autorizzata dalla Diocesi di Mantova in base alla convenzione sottoscritta con Il Bulino nel luglio 2008, previo parere favorevole della Soprintendenza regionale della Lombardia, ai fini anche della slegatura e scucitura del codice per compiere alcuni necessari interventi di restauro e di consolidamento. Ciò ha permesso di attuare la campagna fotografica in condizioni ideali e con strumenti tecnologici all’avanguardia. Al restauratore Pierangelo Faggioli è stato affidato anche il compito di dotare il codice di una nuova legatura in velluto cremisino (che sarà ripetuta dallo stesso legatore per il codice in facsimile), più consona alla storia documentata del manoscritto e più idonea alla sua fruibilità e tutela.

EAN: 9788886251969
EUR 12,500.00
-53%
EUR 5,900.00

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#260268
Il codice, riccamente miniato, ha un ‘amanuense’ d’eccezione: Ludovico Maria Sforza detto il Moro, all’epoca quindicenne, e fu terminato a Cremona il 27 novembre 1467. Si tratta di un commento, con note etimologiche e grammaticali, della Rhetorica ad Herennium che Ludovico Sforza trascrisse a dimostrazione delle capacità acquisite come allievo di Francesco Filelfo. Il facsimile è costituito da 3 cartelle conente le carte miniate e i documenti annessi. ciascun gruppo di carte è contenuto in un elegante custodia in velluto verde, a loro volta contentute in una scatola contenitore in velluto. Scatola, insieme al commentario curato da Giovanni Saccani di pp.142, e alla guida alla mostra sono preservati in un contenitore editoriale di cm.33x40. Opera allo stato di nuovo. Ms membranaceum 192x143, cc 8 sec XV (1467). Biblioteca Reale Torino. Nova Charta 2018, Coll.La Biblioteca Salvata. Nel 1675 l’ingegnere olandese Cornelis Meyer e il suo connazionale Gaspar van Wittel, giovane pittore agli esordi, percorrono le sponde del Tevere tra Perugia e Roma tracciando numerosi schizzi della campagna umbra e laziale e una serie di studi per rendere navigabile il fiume.
EUR 1,800.00
-45%
EUR 990.00

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#260267
"Pensieri del Mayer disegnati dal Sig. GAspar Van Wittel" Olandese in Roma" Facsimile del codice costituito da 66 carte disegnate dal Van Wittel e con le note del mayer, splendido documento per la prima volta edito in questa edizione. Volume di facsimile di dimensioni cm.23x32, volume in legatura in piena pegamena , con commentario di pp.140 riproducente le tavole e di cui ne desrive i contenuti. Volumi interni ad una elegante scatola editorialecon chiusura magnetica ed interni in velluto. Esemplare allo stato di nuovo. Commentario a cura di Marco Guardo. Rome, Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, 34K 16 (Cors. 1227) Nova Charta 2011, Coll.La Biblioteca Salvata. Nel 1675 l’ingegnere olandese Cornelis Meyer e il suo connazionale Gaspar van Wittel, giovane pittore agli esordi, percorrono le sponde del Tevere tra Perugia e Roma tracciando numerosi schizzi della campagna umbra e laziale e una serie di studi per rendere navigabile il fiume.

EAN: 9788895047133
EUR 3,000.00
-50%
EUR 1,500.00

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#258790
Manoscritto miniato, Cluny, 1090-1100, (Ms. Parm. 1650). Commentario a cura di G. Z. Zanichelli. Modena, Il Bulino 2010, 2 volumi. cm.16x23, Si compone di ff. 112 (= pp 224), nel formato di mm 158 × 230, legatura in pelle con fregi impressi a secco e in oro. Volume di facsimile e commentaio contenuti in custodia foderata in raso. Centificato Garanzia. Esemplare perfetto. Coll.Ars illuminandi. Facsimile con sistema illustrativo è di eccezionale complessità: tutte le 222 pagine sono decorate con altrettante cornici di listelli in oro, argento e porpora, diversificate con motivi geometrici a meandro o foglie stilizzate che racchiudono sia le immagini, sia lo specchio di scrittura. Inoltre, sono presenti: 9 miniature a piena pagina; 16 miniature che occupano circa mezza pagina, 8 miniature minori di forma quadrata con busti dei profeti, 8 iniziali maggiori, delimitate da campitura purpurea e ornate con intrecci nastriformi e terminazioni fitomorfe, 1 iniziale istoriata, raffigurante l’autore inginocchiato davanti a Cristo, 18 iniziali semplici in oro, contornate in rosso, 10 iniziali semplici in oro, varie rubriche secondarie in oro dello stesso modulo e carattere del testo. Il restauro dell’opera, concomitante con l’edizione in facsimile, ha permesso di mantenerla sfascicolata e di poterla esporre integralmente a fogli sciolti sia in Biblioteca Palatina in occasione della presentazione ufficiale, sia nell’esposizione “Cluny et l’Europe” (29 giugno-settembre 2010) all’abbazia dei SS. Pietro e Paolo di Cluny (Borgogna) dove venne miniata sul finire dell’anno Mille.

EAN: 9788886251853
EUR 4,750.00
-39%
EUR 2,900.00

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#257160
Graz, Akademische Druck- u. Verlagsanstalt 1990, cm.26x40, pp.105, ill.a colori. splendida rilegatura in tutta pelle, fregi in oro ai piatti. Mancante del commentario. Edizione limitata e numerata, nostro esemplare n.229.

EAN: 9783201015271
Note: Mancante del commentario.
EUR 290.00
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#254634
Il ms. Palatino 556, straordinario prodotto della cultura delle corti padane, porta la data del 20 luglio 1446; fu realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori. Commentario di Cardini, Roberto; Delcorno Branca, Daniela; Bertolini, Lucia; Faietti, Marzia; Hoffmann, Annette; Tordella, Piera Giov Roma, Treccani 2009, cm.20x27,5, pp.348, 289 disegni. facsimile con legatura in velluto, contenuto insieme al commentario in una teca rilegata in pelle. Edizione in facsimile e commentario. Edizione limitata in 750 esempl. Il manoscritto Palatino 556 (Tavola Ritonda) si inserisce nella tradizione letteraria e illustrativa del ciclo bretone, legato alla mitica figura di Artù e ispirato alle vicende cavalleresche di argomento amoroso. Il genere, sorto nell’Alto Medioevo e affermatosi in Francia, si diffuse in Italia dall’inizio del XII secolo, e la sua fortuna continuò anche nei secoli successivi. Nelle biblioteche signorili, in particolare dell’Italia settentrionale, abbondavano i manoscritti illustrati che rievocavano le avventure della civiltà cortese-cavalleresca, e il loro successo è testimoniato dalla grande quantità di codici pervenuti fino a noi. Il ms. Palatino 556, straordinario prodotto della cultura delle corti padane, porta la data del 20 luglio 1446; fu realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori. Si tratta di un’opera di grande fascino sia sotto il profilo letterario sia dal punto di vista artistico. Quanto ai contenuti, il testo rielabora le storie connesse all’epopea arturiana, incentrate sulla ricerca del Santo Graal e sulle imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda, intrecciate alle vicende amorose di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta. La redazione in volgare dialettale è arricchita da un cospicuo apparato illustrativo costituito da 289 disegni, eseguiti quasi esclusivamente a penna, che commentano il racconto, visualizzandolo in sequenza narrativa a ogni pagina. La presenza di tali disegni, distribuiti su 171 carte, accresce l’importanza che il codice riveste nell’ambito dell’illustrazione dei romanzi arturiani. Per la loro attribuzione sono state avanzate varie ipotesi che riguardano due esponenti della famiglia Bembo – Bonifacio, il più famoso tra i pittori della famiglia, e Ambrogio, noto come miniatore , oltre allo stesso Zuliano degli Anzoli. Riguardo alla committenza, è stato possibile formulare delle ipotesi sulla base di alcune caratteristiche iconografiche del codice: così, la particolare attenzione posta nell’illustrazione della liturgia del Santo Graal ha suggerito un legame diretto con i Gonzaga, mentre la raffigurazione ricorrente del ghepardo con collare e guinzaglio ha indotto a ricercare il committente nella cerchia delle famiglie cremonesi o nel contesto della famiglia viscontea; motivi prevalentemente legati all’araldica e agli stretti rapporti con la corte milanese hanno invece fatto ipotizzare una committenza di ambito parmense, nella persona di Pier Maria Rossi (1413-1482), conte di Berceto e di Corniglio, marchese di San Secondo. All’approfondimento delle problematiche legate ai diversi aspetti del codice è dedicato il volume di saggi, curato da Roberto Cardini, che accompagna l’edizione in facsimile della Tavola Ritonda. Il volume si apre con il contributo di Daniela Delcorno Branca sulla specificità del Palatino 556 nell’ambito della tradizione arturiana italiana; seguono l’imponente saggio linguistico di Lucia Bertolini sull’influenza esercitata nella redazione del codice dalla lingua del copista; lo studio storico-artistico condotto da Marzia Faietti sul complesso rapporto tra testo e immagine; l’accurata indagine iconografica di Annette Hoffmann sui rapporti del codice con l’illustrazione figurativa precedente e coeva, e sulle novità che esso presenta. L’analisi degli aspetti tecnici della scrittura, quali le tipologie degli inchiostri, le loro combinazioni e la dinamica delle varie fasi del disegno è invece affrontata da Piera Giovanna Tordella, cui fa seguito lo studio di Adriana Di Domenico sulla committenza. Completano il volume la descrizione codicologica del manoscritto e un’accurata trascrizione del testo.
EUR 7,000.00
-64%
EUR 2,500.00

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#253950
Modena, Bibl. Estense Univ., lat. 74 (=alfa Q.9.31). Castel San Pietro, Trident Editore 2008, cm.14x24, pp.278, con 12 miniature di grande formato e 146 iniziali decorate. legatura in tutta pelle, nervi. Custodito uin una scatola , teca in radica. Mancante del commentario. Edizione limitata in 299 esemplari.

Note: Mancante del commentario.
EUR 2,500.00
-64%
EUR 900.00

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#253949
Con commentario di pp.602. Edizione facsimilare. Modena, Bibl. Estense Univ., est. 28 (=alfa M.5.9). Castel San Pietro, Trident Editore 2008, cm.20x28, pp. 340, riccamente miniate e dorate in oro, Legatura in pelle con riquadri a secco sui piatti, il dorso è è arricchito dalla presenza di nervetti a rilievo e dal fregio della Biblioteca Estense realizzato in oro a caldo. Custodia a scatola in legno. Commentario di Ernesto Milano, trascrizione di Giuseppe Trenti. Traduz.di Elena Corradini. Schede Botaniche di Roberta Baroni Forniero. Composto in francese antico con una scrittura gotica bastarda, il manoscritto descrive più di 500 piante e animali.L'autore organizza il manoscritto in ordine alfabetico, in base alla prima lettera del nome della pianta, e accompagna ogni testo con la raffigurazione della pianta. Le miniature, tutte realizzate da un singolo artista, sono molto realistiche, soprattutto quelle raffiguranti le erbe. Le piante medicinali e i rimedi discussi dall'autore sono più o meno 500. Le pagine sono riccamente miniate, decorate in oro. Ci sono molte immagini di piante, erbe, fiori, animali e scene di fattoria. Contiene 391 immagini: 355 sono di piante, fiori e radici; 26 sono di animali o minerali; 10 sono scene di vita naturale.

Note: La legatura del commentario presenta delle lievissime macchie.
EUR 4,600.00
-60%
EUR 1,850.00

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#253947
Edizione del libro xilografico colorato a mano risalente alla metà del XV secolo. Modena, Biblioteca Estense Universitaria, alfa.D.5.22. Commentario di Ernesto Milano. Modena, Il Bulino 1998, cm.22,5x29,5, facsimile di 48 tavole illustrate, commentario pp.94, rilegatur ain tutta pelle con incisioni a sbalzo, comentario rilegato in mezza pelle, il tutto custodito in un cofanetto a scatola rilegato in pelle. Edizione limitata e numerata in 999 esemplari, nostro 723.
EUR 1,450.00
-55%
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