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Le Collane

#261234
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Riproduzione integrale in oro zecchino 23kt su cartaPergamena®. Miniature nel pittore e miniatore Apollonio di Giovanni (Firenze 1415-1465). Codice Strozzi 174 della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Art Codex 2013, cm.13,7x21,7, 49+2 carte (102 pagine) con 23 miniature a tutta pagina realizzate con foglia d'oro zecchino 23kt Copertina in vitello rosso pieno fiore, conciato al vegetale in fossa, con impressioni a secco e in oro. Legatura interamente eseguita a mano, nel rispetto della profilatura delle pagine e della fogliazione. Tiratura limitata di 999 copie numerate e certificate. L'opera è custodita in un prezioso cofanetto con vetro profilato in oro. Nel 1571 la Biblioteca fu aperta al pubblico per volere del granduca Cosimo I nel suo mirabile, seppure incompiuto, allestimento michelangiolesco. I due aggettivi che la qualificheranno da allora nei secoli, Medicea e Laurenziana, attestano la primitiva origine signorile e la collocazione nel complesso di San Lorenzo. I codici, che costituivano la biblioteca privata dei Medici, disposti sui plutei (banchi) e spogliati delle loro coperte originarie ricevettero una veste uniforme in cuoio rossastro alle armi Medicee. Le catene, che ancora essi conservano, testimoniano gli usi della consultazione e la preoccupazione dei bibliotecari per la loro conservazione. Il primato della Biblioteca Medicea Laurenziana, con i suoi circa 11.000 manoscritti, si basa sulla coincidenza di due fattori, ambedue straordinari: la specificità delle raccolte e la natura dell’edificio contenitore, progettato e in parte realizzato da Michelangelo Buonarroti.
EUR 4,000.00
-50%
EUR 2,000.00
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#260380
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Edizione tedesca in facsimile dell’incunabolo xilografico, noto come l’Esopo di Ulm, stampato da Johannes Zainer nel 1476, appartenente alla collezione «Otto Schäfer» di Schweinfurt. L’incunabolo, interamente colorato a mano è una rarità assoluta della bibliofilia (oltre a questo, si conosce soltanto l’esemplare di Vienna). Con commentario italiano di 96 pagine, con testi di Peter Amelung, direttore della Württembergische Landesbibliothek di Stoccarda, e di Claudio Fraccari, oltre ad una selezione di 26 favole esopiche tradotte da C. Fraccari. Ulm Aesop. Modena Il Bulino edizioni d'arte 1995, cm.22,5x30,5, pp.550, 191 illustrazioni xilografiche colorate rilegatura in pelle nappata, in cofanetto. Tiratura è di 800 esemplari in numeri arabi e 80 in numeri romani.

EAN: 9783927506039
EUR 2,500.00
-60%
EUR 990.00
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#260369
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Archivio Diocesano di Mantova. Il commentario contiene i saggi di Giusi Zanichelli, Federica Toniolo, Giancarlo Manzoli, Giuse Pastore e Giancarlo Malacarne. Modena, Il Bulino edizioni d'arte 2012, cm.26x39,6, 380 carte copertina decorata con pietra e rombo di ottone, in cofanetto con volume di commentario. La tiratura unica e irripetibile a livello mondiale è di 499 esemplari Il Messale della cattedrale di Mantova venne realizzato tra il 1442 e il 1465, negli anni inziali dell’età aurea di quella Mantua felix che seppe farsi promotrice di meravigliose testimonianze dell’incipiente Rinascimento italiano. A Mantova operano già Leon Battista Alberti, Pisanello e Vittorino da Feltre, ai quali presto si aggiungono Andrea Mantegna, Girolamo da Cremona e Luca Fancelli. Il Messale di Mantova fu commissionato nel 1442 da Gian Lucido Gonzaga, vescovo di Milano poi cardinale, a Belbello da Pavia, considerato il maggior interprete della miniatura tardogotica italiana, già al servizio dei Visconti per completare il celebre Offiziolo, lasciato incompiuto da Giovannino de Grassi. Con la scomparsa del committente (1448), il lavoro di decorazione e di scrittura (affidata a Pietro Paolo Marono, poi calligrafo anche della Bibbia di Borso d’Este) subì varie interruzioni e per quasi un decennio rimase incompiuto. La ripresa dei lavori sul Messale è ascrivibile alla ferma volontà di Barbara di Brandeburgo-Gonzaga che, dal 1459, avoca a sé ogni competenza sul manoscritto. Sarà Andrea Mantegna a suggerire a Barbara il nome del miniatore che dovrà portare a termine l’ambizioso programma artistico del Messale: quello del giovane Girolamo da Cremona, suo seguace, aperto ai nuovi stilemi del Rinascimento e già collaudato aiutante di Taddeo Crivelli, miniatore della Bibbia di Borso d’Este. Fin dai primi studi novecenteschi sul Messale è stata evidenziata la mano di un terzo miniatore, rimasto anonimo, ma probabile collaboratore di Mantegna e seguace del nuovo gusto importato a Ferrara da Rogier van der Weyden sul finire degli anni Quaranta. Sono soltanto tre le carte attribuibili a questa mano e databili intorno al 1449-1450, probabilmente commissionate dalla marchesa Paola Malatesta, moglie di Gianfrancesco Gonzaga. Il Messale, manoscritto miniato della cattedrale di Mantova, è un codice su pergamena, nel formato di mm 395 × 262, che si compone di 380 fogli (760 pagine). Il codice è mutilo a c. 380; quasi certamente manca l’intero fascicolo di chiusura, probabilmente sottratto nei primi anni del Novecento unitamente a quattro fogli miniati, poi recuperati e reinseriti. Dal 1983 il Messale è stato restituito definitivamente dallo Stato italiano alla Cattedrale di Mantova, legittima destinataria dell’opera già per volontà del cardinale Francesco Gonzaga, figlio di Barbara, volontà confermata nel ’500 dal cardinale Ercole, figlio di Isabella d’Este. Lo stato di conservazione è buono, frutto del restauro del 1991 ad opera dell’Istituto Centrale del Restauro, e del succesivo intervento di restauro e consolidamento finanziato dal Bulino e attuato dall’Antica Legatoria Gozzi (2008), proprio in concomitanza con la campagna fotografica per il facsimile. Il testo liturgico in latino è scritto in semigotico italiano con inchiostro nero e titoli e rubriche in rosso; notazione quadrata nera su tetragramma rosso per il corredo musicale. Nel codice si fa ampio uso di lapislazzuli e oro in lamina; la decorazione si articola in: 6 carte del Calendario, con fregi sul lato esterno; 68 miniature di diverso formato; 2 grandi iniziali figurate; 7 carte con ampi fregi sui quattro lati; oltre 2000 iniziali decorate di norma poste su tre righe; centinaia di iniziali di capoverso con ornati a penna. L’edizione in facsimile è stata autorizzata dalla Diocesi di Mantova in base alla convenzione sottoscritta con Il Bulino nel luglio 2008, previo parere favorevole della Soprintendenza regionale della Lombardia, ai fini anche della slegatura e scucitura del codice per compiere alcuni necessari interventi di restauro e di consolidamento. Ciò ha permesso di attuare la campagna fotografica in condizioni ideali e con strumenti tecnologici all’avanguardia. Al restauratore Pierangelo Faggioli è stato affidato anche il compito di dotare il codice di una nuova legatura in velluto cremisino (che sarà ripetuta dallo stesso legatore per il codice in facsimile), più consona alla storia documentata del manoscritto e più idonea alla sua fruibilità e tutela.
EUR 12,500.00
-53%
EUR 5,900.00
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#260268
Facsimili
Il codice, riccamente miniato, ha un ‘amanuense’ d’eccezione: Ludovico Maria Sforza detto il Moro, all’epoca quindicenne, e fu terminato a Cremona il 27 novembre 1467. Si tratta di un commento, con note etimologiche e grammaticali, della Rhetorica ad Herennium che Ludovico Sforza trascrisse a dimostrazione delle capacità acquisite come allievo di Francesco Filelfo. Il facsimile è costituito da 3 cartelle conente le carte miniate e i documenti annessi. ciascun gruppo di carte è contenuto in un elegante custodia in velluto verde, a loro volta contentute in una scatola contenitore in velluto. Scatola, insieme al commentario curato da Giovanni Saccani di pp.142, e alla guida alla mostra sono preservati in un contenitore editoriale di cm.33x40. Opera allo stato di nuovo. Ms membranaceum 192x143, cc 8 sec XV (1467). Biblioteca Reale Torino. Nova Charta 2018, Coll.La Biblioteca Salvata. Nel 1675 l’ingegnere olandese Cornelis Meyer e il suo connazionale Gaspar van Wittel, giovane pittore agli esordi, percorrono le sponde del Tevere tra Perugia e Roma tracciando numerosi schizzi della campagna umbra e laziale e una serie di studi per rendere navigabile il fiume.
EUR 1,800.00
-45%
EUR 990.00
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#260267
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"Pensieri del Mayer disegnati dal Sig. GAspar Van Wittel" Olandese in Roma" Facsimile del codice costituito da 66 carte disegnate dal Van Wittel e con le note del mayer, splendido documento per la prima volta edito in questa edizione. Volume di facsimile di dimensioni cm.23x32, volume in legatura in piena pegamena , con commentario di pp.140 riproducente le tavole e di cui ne desrive i contenuti. Volumi interni ad una elegante scatola editorialecon chiusura magnetica ed interni in velluto. Esemplare allo stato di nuovo. Commentario a cura di Marco Guardo. Rome, Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, 34K 16 (Cors. 1227) Nova Charta 2011, Coll.La Biblioteca Salvata. Nel 1675 l’ingegnere olandese Cornelis Meyer e il suo connazionale Gaspar van Wittel, giovane pittore agli esordi, percorrono le sponde del Tevere tra Perugia e Roma tracciando numerosi schizzi della campagna umbra e laziale e una serie di studi per rendere navigabile il fiume.

EAN: 9788895047133
EUR 3,000.00
-50%
EUR 1,500.00
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#42638
Facsimili
L'opera non è solo la ristampa, rigorosamente fedele all'originale, dei due voll.stampati nel 1914 e nel 1923, ma con l'aggiunta del III vol.(fino ad ora inedito), costituisce anche il completamento dopo 80 anni dell'opera. Arricchiscono l'opera nuovi testi introduttivi tradotti in italiano ed inglese come i testi originali. La Collezione Pringsheim fu la più grande raccolta privata di maioliche italiane del Rinascimento mai eguagliata per qualità e quantità. La sua dispersione, avvenuta a Londra nel 1939, ha arricchito di autentici capolavori dell'arte ceramica italiana musei e collezionisti di tutto il mondo. A distanza di quasi un secolo dalla pubbl.del I vol.tirato allora in 200 esempl.e quindi opera di estrema rarità, la prestigiosa collezione torna ad affascinare in questa nuova ed esaustiva edizione. Le 500 tavv.a col.applicate a mano documentano capolavori delle più importanti manifatture italiane del Rinascimento da Faenza a Firenze, da Pesaro a Venezia, Da Deruta a Cafaggiolo, Da Siena ad Urbino a Casteldurante e così via. Le tavv.appl.su cartoncini sono intercalate dalle pag.di didascalie, l'opera si compone di oltre 1000 pag.compl. Intr.di C.Ravanelli Guidotti, T.Hausmann, T.Wilson. Ferrara, Belriguardo Arte 1995, 3 voll. legg.e cofano.in t.tela, rileg.a mano, titoli e fregi in oro ai piatti e ai dorsi. Altra copia,rilegg.in mz.pelle blu, con nervi in cofano. testi in italiano, tedesco, inglese, Ediz.lim.e num.in 500 esempl.
EUR 3,100.00
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#217678
Facsimili
Riproduzione facsimilare dell’originale con l’aggiunta di un ricco apparato critico, carta speciale appositamente realizzata dalle Cartiere Magnani di Pescia.Contenuto in cofanetto, il volume è rilegato a mano in pelle con impressioni in oro. La tiratura è limitata in 1000 esemplari. Magliab. XIII.16 Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Commentario di Sebastiano Gentile, Angelo Cattaneo, Antonia Ida Fontana. Firenze, Vallecchi 2004, cm.43x59, pp.208, Mint Copy. Noto con il nome di "Grande Tolomeo" o "Codice Magliabechiano" è una raccolta manoscritta di carte geografiche basate sugli studi di Tolomeo e classificata come Cosmographia Jacobo Angelo interprete, cum tabulis Henrici Martelli Germani. Si tratta di 39 tavole con i relativi commenti, cioè le pagine introduttive a ciascuna sezione, che nel codice occupano 72 carte complete per un totale di 144 pagine, alle quali sono aggiunte le carte iniziali con dedica e incipit. Disegnato a Firenze da Enrico Martello Germano intorno al 1480, è uno dei più imponenti e affascinanti codici geografici rinascimentali esistenti al mondo. Quest’opera, oltre a rappresentare un capolavoro estetico, costituisce un documento di interesse unico nella storia della cartografia marcando un decisivo spartiacque. Se da un lato è una accurata elaborazione delle antiche conoscenze greche, ignorate per un millennio e aggiornate grazie alle recenti navigazioni europee nell’Atlantico e nei mari orientali, dall’altro è anche l’ultima raccolta di carte geografiche prima della scoperta dell’America. L’ampio commentario introduttivo inquadra dettagliatamente l’opera nella storia e nel suo contesto, anche attraverso la comparazione con altre tavole di lavori analoghi. Si fornisce così un quadro completo d’insieme che spiega quali erano le conoscenze dell’epoca e come si è formata la scienza della cartografia.

EAN: 9788884270214
EUR 5,700.00
-42%
EUR 3,300.00
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#213069
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Custodia in pelle, con titoli in oro contenente 72 riproduzioni in facsimile delle tavole dei disegni, recto e verso, e un volume di trascrizione e commentario su carta a mano. Commentario di G.Nepi Sciré; A.Perissa Torrini; C. Pedretti. Firenze, Giunti 2003, cm.33,5x 48,8, Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo Da Vinci. A cura della Commissione Vinciana. The collection presents the Da Vincian drawings conserved in the Gallerie dell’Accademia in Venice. This prestigious series of plates, creating an immediate visual impact, is an inspiring synthesis of the multifaceted aspects of Leonardo’s artistic and scientific works viewed in both their theoretical and practical applications. The variety of themes and techniques expresses all the graphic splendour of the works by Leonardo – such as the renowned Vitruvian Man – and that of his best pupils. A volume with Carlo Pedretti’s diligent introduction presents the collection, the attribution methods, the stylistic features and the chronology of the works. This is followed by the history of the collection, a complete bibliography, a concordance and watermark tables, and six excursus on specific aspects of the collection. The drawings have been catalogued by Giovanna Nepi Sciré and Annalisa Perissa Torrini and consist of 26 works by Leonardo, 33 by his pupils and followers, and 13 by copyists, imitators and other sources. Description: Leather-covered box (size 335 x 488 mm) with gold tooling, containing 72 facsimile reproductions of the drawings, recto and verso, and a 220 page volume of text printed on handmade paper and bound in Fabriano paper.
EUR 4,000.00
-40%
EUR 2,400.00
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#191068
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In perfetto facsimile, l'ediz.definitiva del Codice che sta alla base del più ardito esperimento di Leonardo. Nel libro-contenitore in t.pelle con impressioni in oro, sono raccolti il volume di apparati critici ed il facsimile del Codice. Trascriz.diplomatica e critica a cura di A.Martinoni. Firenze, Giunti-Barbèra 1995, cm.15,3x21,3, pp.83, Cofanetto contenente facsimile e commentario. Ediz.Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo a cura della Commissione Vinciana. Il Codice sul volo degli uccelli è stato molto studiato nel corso dei secoli ed è pressoché certo che Otto Lilienthal, il primo uomo che sia riuscito a volare, e i fratelli Wright fossero venuti a conoscenza delle teorie leonardesche tramite l'edizione incompleta dell'opera del 1893. Compilato fra il 1505 e il 1506, il codice analizza il volo degli uccelli in riferimento agli studi, intrapresi da Leonardo al suo ritorno a Firenze, sulla gravità e sulla scienza dei pesi legati al progetto per una `macchina volante', concepita dapprima a battito alare, mossa quindi dall'energia dei muscoli umani, poi come aliante che sfruttasse le correnti d'aria. L'enfasi posta sull'osservazione e la concezione dei fenomeni naturali intesi come processi dinamici e complessi, collegati poi agli studi sul vento, sul moto e l'anatomia, caratterizza l'opera leonardesca di questo periodo. Oltre agli studi sul volo, il manoscritto contiene appunti di meccanica e botanica, progetti architettonici e studi di idraulica per giardini e giochi d'acqua della villa di campagna di Charles d'Amboise.

EAN: 9788809065048
EUR 1,700.00
-42%
EUR 990.00
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#92217
Facsimili
La serie delle riproduzioni in facsimile dei disegni di Leonardo e della sua cerchia è stata ideata con l’intento di pubblicare sistematicamente tutti i “fogli sparsi” cioè tutti quei disegni o frammenti che si trovano nelle collezioni pubbliche o private in ogni parte del mondo. I disegni sono raggruppati secondo le collezioni, o i paesi, e sono riprodotti in facsimile, compreso il verso anche quando questo è bianco. Ogni catalogo è preceduto da un’introduzione riccamente illustrata sulla storia delle diverse collezioni, sulla problematica delle attribuzioni, dello stile e della cronologia ed è corredato da un’esauriente bibliografia. Scopo di questa opera è fornire così un corpus completo quale prezioso strumento di ricerca e quale mezzo inteso a meglio definire l’impatto dell’opera e del pensiero di Leonardo sui suoi contemporanei e seguaci. Carlo Pedretti, in qualità di curatore, si è valso della collaborazione di esperti di vari paesi. Risultato di più di dieci anni di ricerca presso la Biblioteca Reale e i Regi Archivi di Torino, quest’opera propone l’edizione definitiva di tutti gli autografi vinciani raccolti da Carlo Alberto di Savoia intorno al 1840, ivi compresi il celeberrimo autoritratto e lo studio preparatorio per l’angelo della Vergine delle Rocce, che Berenson proclamò “il disegno più bello del mondo”. È presente inoltre un’appendice sui “Disegni di genere artistico nel Codice sul volo degli uccelli”, e una riproduzione integrale, a grandezza naturale, del Codice Saluzzo 312 di recente scoperta, che consta di una collezione mai pubblicata degli studi di Leonardo sull’architettura militare compilata intorno al 1840. In astuccio (formato 33,5 x 48,8) rivestito di pelle con impressioni in oro, sono contenute 23 tavole con riproduzione in facsimile dei disegni, recto e verso, un volume di testo di 138 pagine, stampato su carta a mano e rilegato in carta Fabriano, e il volume che riproduce il Codice Saluzzo 312. Edizione in facsimile di 998 copie numerate per tutto il mondo. A cura di Carlo Pedretti. firenze, Giunti 1990, 33,5 x 48,8 (astuccio) 23 tavole in facsimile + 138 pp. Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo Da Vinci. A cura della Commissione Vinciana.
EUR 6,000.00
-50%
EUR 3,000.00
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#92214
Facsimili
Duecento fogli recto e verso per un totale di 400 facsimili, di cui cinque a doppia tavola, costituiscono questo imponente corpus degli studi anatomici di Leonardo già ammirati nel Cinquecento dal Vasari e pubblicati da vari studiosi e in diversi paesi all’inizio di questo secolo senza uniformità di metodo e critica. In questa edizione i disegni vengono presentati nel riordinamento cronologico effettuato da Carlo Pedretti direttamente sugli originali durante la recente campagna di restauro. Le annotazioni di Leonardo sono trascritte e commentate da Kenneth D. Keele, insigne storico della medicina. Per la prima volta con questa edizione definitiva della parte più spettacolare delle carte vinciane di proprietà della regina d’Inghilterra è possibile seguire lo svolgersi della complessa ed entusiasmante ricerca di Leonardo nello studio della ‘macchina umana’ attraverso fasi di intensa e sistematica applicazione che si svolgono lungo un arco di trent’anni, dal 1483 al 1513, con interessi che si spostano dalla morfologia alla fisiologia, per cui l’arte stessa di Leonardo viene ad assumere il carattere di una forma di conoscenza creativa per eccellenza. Ogni foglio riprodotto, sia che svolga un tema specifico o che rifletta una molteplicità di interessi, viene esaminato nel contesto dell’intera opera di Leonardo e quindi acquisito come documento della sua straordinaria attività di pittore e di scienziato. Oltre ai facsimili, ogni foglio viene riprodotto in monocromia nel testo a corredo della trascrizione a fronte dei commenti. L’opera include appendici su problemi particolari, vasti apparati di concordanza e indici. Edizione originale in inglese pubblicata da Johnson Reprint Corporation, New York, 1980, in 998 copie numerate. L’opera si compone di un astuccio (formato 33 x 48) rivestito in pelle con impressioni in oro contenente i facsimili e di due volumi di testo (formato 33 x 48) rilegati in pelle con impressioni in oro sul dorso; volume I, 474 pagine, volume II, 1032 pagine. A cura di Kenneth Klee. Firenze, Giunti 1983, 3 voll. cm.33,5 x 48,8 in astuccio 200 tavole in facsimile + 1.506 pp. Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo Da Vinci. A cura della Commissione Vinciana. Esemplare in ottimo stato. Mint Copy.
EUR 9,296.22
-48%
EUR 4,800.00
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#20215
Facsimili
Il Codice Hammer grande strumento per lo studio di Leonardo artista e scienziato. Il facsimile ripropone sciolti i fogli leonardiani, cosi' come l'autore li conservava. L'edizione incorpora il facsimile di un foglio di studi di figura databile intorno ai 1506-08. Il volume-cofano e' legato in pelle con sovrimpressioni in oro, contiene il facsimile del Codice (cm.23x30), un fascicolo su carta a mano (cm.33.5x48,5) di pp.LX-222,con introduzione,trascrizione,traduzione inglese,apparati critici e illustrazioni nel testo. Present.in trascrizione diplomatica con traduz.in inglese,vasti apparati critici,bibl.e concordanze a cura di Carlo Pedretti. Firenze, Giunti Ed. 1987, Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo Da Vinci. A cura della Commissione Vinciana. Codex “Hammer” (formerly “Leicester”), compiled about 1508-1510, is a synthesis of Leonardo’s views on nature as given visual shape in the backgrounds of this paintings, from “St. Anne” to the “Mona Lisa”. It deals with hydrostatics, hydroldynamics, and then with river regulation and hydraulic engineering, encompassing every aspect of cosmology, from geology to paleontology and from astronomy to meteorlogy. Their are also items of autobiographical interest, the record of his work on the “great horse of Milan”, the spectacular vision of a wind storm over Lake Maggiore, the vivid observations on the numerous localities of his wanderings in Tuscany and Lombardy. The 18 bibfolios of Leonardo’s dense compilation characterized by more than 350 marginal and textual illustrations are accurately reproduced in this facsimile, accompanied by a volume with the critical and diplomatic transcription edited by Carlo Pedretti. Limited edition of 998 copies supplied with leather covered clamshell case.
EUR 8,000.00
-31%
EUR 5,500.00
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#2524
Facsimili
Vol.I:riprod.perfetta e nelle stesse misure dell'orig.del Codice n°2162 della Bibl.Trivulziana,costituito da un manoscr.cartaceo con cop.in pergamena chiusa a portafogli,di cm.20,7x13,9 detto Codice contiene disegni di L.(Volti,Macchine, Figg.Geom.e Dis.Architett.vari.) e liste lessicali costituenti un'ipotesi di vocab.Vol.II:di cm.20,5x14,5, rileg.in pelle,contenente le trascriz.del Codice ed una introd,un gloss.ed un indice dei nomi e delle cose a cura di A.Marinoni,con una nota di A.Chastel.In cofano. In the Bibl.Trivulziana,Milano. Trascrizione diplomatica e critica di Anna Maria Brizio. Introduzione di Carlo Pedretti. Firenze, Giunti Ed. 1980, cm.21,5x30, pp.XXXII-241,(1), Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo Da Vinci. A cura della Commissione Vinciana- Ediz.num.di 999 copie. Peso 3.200 gr.
EUR 1,400.00
-32%
EUR 950.00
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#258790
Facsimili
Manoscritto miniato, Cluny, 1090-1100, (Ms. Parm. 1650). Commentario a cura di G. Z. Zanichelli. Modena, Il Bulino 2010, 2 volumi. cm.16x23, Si compone di ff. 112 (= pp 224), nel formato di mm 158 × 230, legatura in pelle con fregi impressi a secco e in oro. Volume di facsimile e commentaio contenuti in custodia foderata in raso. Centificato Garanzia. Esemplare perfetto. Coll.Ars illuminandi. Facsimile con sistema illustrativo è di eccezionale complessità: tutte le 222 pagine sono decorate con altrettante cornici di listelli in oro, argento e porpora, diversificate con motivi geometrici a meandro o foglie stilizzate che racchiudono sia le immagini, sia lo specchio di scrittura. Inoltre, sono presenti: 9 miniature a piena pagina; 16 miniature che occupano circa mezza pagina, 8 miniature minori di forma quadrata con busti dei profeti, 8 iniziali maggiori, delimitate da campitura purpurea e ornate con intrecci nastriformi e terminazioni fitomorfe, 1 iniziale istoriata, raffigurante l’autore inginocchiato davanti a Cristo, 18 iniziali semplici in oro, contornate in rosso, 10 iniziali semplici in oro, varie rubriche secondarie in oro dello stesso modulo e carattere del testo. Il restauro dell’opera, concomitante con l’edizione in facsimile, ha permesso di mantenerla sfascicolata e di poterla esporre integralmente a fogli sciolti sia in Biblioteca Palatina in occasione della presentazione ufficiale, sia nell’esposizione “Cluny et l’Europe” (29 giugno-settembre 2010) all’abbazia dei SS. Pietro e Paolo di Cluny (Borgogna) dove venne miniata sul finire dell’anno Mille.

EAN: 9788886251853
EUR 4,750.00
-39%
EUR 2,900.00
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#257161
Facsimili
Riproduzione originale dell’Edizione veneziana del 1598, realizzata dall’Editore Giacomo Franco e dedicata all’Ambasciatore della Serenissima, Marco Veniero. • 164 pagine, 72 acquarelli in riproduzione con testi a fronte. Presentazione del Professor Franco Salvatori della Società Geografica Italiana e Compendio critico con testi di Gabriella Airaldi, Simonetta Conti, Francesco Surdich, Mustafa Soykut e Orietta Selva. • Esclusiva medaglia artistica (diametro mm. 80), 250 gr. in bronzo riproducente il leone di San Marco (parte fronte) e il cartiglio del Sultano di Costantinopoli (parte retro), con dedica ad personam per incisione. Presentazione del Professor Franco Salvatori , Compendio critico con testi di Gabriella Airaldi, Simonetta Conti, Francesco Surdich, Progetto Editoriale 2007, cm.22x31, 164 pagine, 72 acquarelli in riproduzione con testi a fronte. Rilegatura artigianale in cuoio rosso con impressioni in oro a caldo e a secco. Formella centrale sul piatto di coperta. Elegante custodia lavorata con bordi in pelle. Stampato su carta speciale ad alta grammatura. Tiratura in 2999 esemplari. Certificato. Alla fine del ‘500, Giuseppe Rosaccio, raffinato artista friulano, cartografo e viaggiatore, realizzò un’Opera unica e straordinaria per bellezza ed importanza storico scientifica. Un vero gioiello arrivato a noi attraverso secoli e custodito nella Sezione “Rari” della Biblioteca della Società Geografica Italiana. Si tratta infatti dell’unico esemplare completo dei 72 acquarelli e di tutte le descrizioni a stampa di cui si compone l’Opera. Soltanto 27 anni prima, nel 1571 a Lepanto, l’Adriatico fu teatro di una storica e terribile battaglia navale fra la flotta della Lega Santa e quella ottomana. Ma la via che da Venezia, per terra e per mare, portava a Costantinopoli era anche via di commerci, di scambi culturali, di viaggi di scoperta. Dalle propaggini dell’Istria, alla costa dalmata, attraverso le impenetrabili montagne della Bosnia, dell’Erzegovina, del Montenegro, fino ed oltre i porti dell’Albania e le isole dell’Egeo, una moltitudine di popoli, di razze, di tradizioni, vivevano in continuo contatto, fra guerra e pace, dando vita alle vicende affascinanti e misteriose della storia di quel tempo. Rosaccio, attento e curioso cronista dell’epoca, ripercorre questo itinerario annotando ogni dettaglio e illustrando magnificamente città, porti, golfi, castelli, fiumi e catene montuose distribuiti all’interno del Mediterraneo orientale. Il Mediterraneo appunto, fra due culture a contatto, fra Islam ed Europa, in una attualissima riproposizione di grandi questioni tuttora aperte e tormentate.
EUR 900.00
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#257160
Facsimili
Graz, Akademische Druck- u. Verlagsanstalt 1990, cm.26x40, pp.105, ill.a colori. splendida rilegatura in tutta pelle, fregi in oro ai piatti. Mancante del commentario. Edizione limitata e numerata, nostro esemplare n.229.

EAN: 9783201015271
Note: Mancante del commentario.
EUR 290.00
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#257157
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Testo greco e latino. Manoscritto proveniente dalla Libreria Editrice Vaticana. Roma, Trec Edizioni Pregiate 1980, cm.17x20, pp.72 per il commentario. 18 riproduzioni di pergamene. facsimile dei fogli sciolti contenuti in un astuccio di legno, contenuto poi in un codanetto in pelle , esso stesso inserito in un altro cofanetto in tutta pelle insieme al commentario . Edizione in 950 esemplari.

EAN: 9788821007491
EUR 230.00
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#104152
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Riproduzione integrale del codice Ms 459 della Biblioteca Casanatense di Roma, noto anche come Tacuinum Sanitatis. Tiratura limitata di 750 copie numerate. Stampa con speciale retino a punto variabile. Riproduzione dell'oro in lamina con trancia a caldo, successivo trattamento di invecchiamento e rilievo della lamina. Fustellatura a pagina singola. Legatura realizzata a mano. Copertina in legno rivestito di velluto verde, bindelle con fermagli e puntali metallici, borchie in ottone brunito sui piatti anteriore e posteriore,sguardie in raso. Commentario a cura di Vera Segre, con trascrizione e traduzione dei testi su supporto digitale. Il volume è contenuto in una elegante apposita confezione in legno con legacci in cuoio e borchie. L’Enciclopedia Medica dell’imperatore Venceslao, ambito lombardo seconda metà del secolo XIV. Modena, Franco Cosimo Panini Ed. 2001, cm.32x46, pp.590 di tavole a colori in facsimile, ogni tavola a colori presenta porzioni in oro a sbalzo. Esemplare in perfetto stato ad eccezione di una lievissima toccatura al cofanetto, e alla mancanza di un rivetto al cofanetto. Il commentario ha una menda al cofanetto. Questo prezioso manoscritto della Biblioteca Casanatense di Roma contiene un'enciclopedia di scienze naturali, nella quale sono descritte piante, minerali, animali con particolare riferimento alle loro proprietà mediche e terapeutiche. Il codice è databile agli ultimi anni del Trecento e venne eseguito alla corte di Gian Galeazzo Visconti, il quale ne fece poi dono a Venceslao IV, re di Boemia e di Germania. La materia della Historia plantarum è ordinata in sezioni alfabetiche; la pagina di apertura di ciascuna sezione è riccamente decorata con motivi architettonici, in ispecie pinnacoli gotici, intrecciati a bizzarri ramages punteggiati d'oro. Le iniziali spesso racchiudono una figura a mezzo busto di un medico o di un sapiente. Sulle 295 carte che compongono il manoscritto si susseguono oltre cinquecento illustrazioni di piante, che forniscono un quadro dettagliato e imponente della vastità delle conoscenze del mondo vegetale raggiunta in Italia alla fine del Medioevo. A queste immagini botaniche si aggiungono più di ottanta illustrazioni di animali dai quali si ricavavano sostanze curative, e più di trenta illustrazioni di derivati minerali. Inoltre sono numerose le voci illustrate da scenette e personaggi, che illustrano aspetti della vita quotidiana.Un codice così complesso e ricco richiese l'intervento di più miniatori e una ferrea organizzazione del lavoro. Già nel 1912, Pietro Toesca fissava l'origine del codice in Lombardia e nell'ambito della scuola di Giovannino de' Grassi, segnalando l'estrema varietà qualitativa delle illustrazioni. Fra le straordinarie illustrazioni della Historia plantarum, spiccano per qualità e per fasto decorativo i ventiquattro frontespizi in corrispondenza di ogni lettera dell'alfabeto, nel cui ordine sono descritti i singoli prodotti della farmacopea. La ricchezza e la varietà dei motivi decorativi si accompagna a una fantasia bizzarra e a una delicatezza di colori e di esecuzione, che rendono gli autori di queste miniature inconfondibili. II volume di Commento contiene una ricca messe di notizie relative alta storia del codice, a partire dalt'ambiente delta corte milanese di Gian Galeazzo, seguendo il suo cammino nelt'Europa del Rinascimento dapprima a Praga, presso la corte di Venceslao, e poi presso la Biblioteca di Mattia Corvino, sino al suo arrivo nelta Biblioteca Casanatense. Una particolare attenzione e data anche al contenuto del testo, che per la prima volta viene presentato in una trascrizione integrale e tradotto in italiano moderno. Ma il rilievo maggiore e dato, come e giusto, alle splendide miniature e alla personalita degli artisti che hanno decorato il manoscritto; ogni pagina e descritta minuziosamente, per far si che il lettore possa apprezzare fino in fondo la bellezza, il valore e I'importanza del codice. L'legante veste grafica, le numerose illustrazioni, i testi dei maggiori specialisti nei campi della miniatura, della storia, della botanica, rendono questo volume un indispensabile complemento al facsimile.

Note: Esemplare in perfetto stato ad eccezione di una lievissima toccatura al cofanetto, e alla mancanza di un rivetto al cofanetto. Il commentario ha una menda al cofanetto.
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#255823
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Genova, Biblioteca Civica Berio, m.r. C.f. Arm. I Modena, Panini 2008, cm.9,7x14,3, pp.432, legatura in velluto di seta, argento dorato e rubini. Tiratura limitata in 980 esemplari. Commentario di Andrea De Marchi. Saggi di Andrea De Marchi, Davide Gasparotto, Federica Toniolo, Laura Nuvoloni, Beatrice Bentivoglio-Ravasio e Laura Malfatto. pp.336, --Il Libro d'Ore Durazzo, così chiamato dal nome del suo ultimo proprietario, è un piccolo capolavoro del pittore e miniatore Francesco Marmitta. Un'opera sorprendente che si distingue da ogni altro codice devozionale a uso privato per due peculiari caratteristiche: l'impiego della pergamena purpurea e la crisografia, cioè la scrittura a lettere d'oro, qui tracciata da un maestro dell'arte calligrafica, Pietro Antonio Sallando, docente presso l'Università di Bologna. --L'orefice della pagina miniata. Artista splendido e sontuoso, dotato anche come orafo e intagliatore, il parmense Francesco Marmitta (1462/1466 ca. 1505) profuse le sue capacità in opere superbe tra cui, oltre al Libro d'Ore Durazzo, il bellissimo Messale di Domenico della Rovere del Museo Civico di Torino. Nelle pagine dei suoi capolavori, oltre a una delicata sensibilità di tocco e a spiccate doti paesistiche, sfoggiò la sua predilezione per gemme, medaglie e cammei, miniati con squisita fattura. --Una meravigliosa decorazione: La meditata ripresa della tradizione classica, evidente nell’uso della porpora e delle lettere d’oro, è confermata dal lessico ornamentale costituito da panoplie,medaglie, cammei e bucrani,mentre il linguaggio pittorico del Calendario e degli Uffici dellaVergine rivela un aggiornamento sulle ultime acquisizioni della cultura figurativa bolognese, con particolare attenzione ad Amico Aspertini. --La raffinata legatura: L’elegante ed elaborata legatura in argento cesellato e sbalzato con parti dorate, su fondo in velluto purpureo è coeva al codice, con cui condivide il gusto della decorazione. Splendida la profusione di motivi classicheggianti a palmette, racemi di acanto, spighe, grappoli d’uva, vasi, mascheroni, scarabei e bucrani. Sui fermagli argentei, due piccoli rubini.
EUR 7,000.00
-50%
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#254634
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Il ms. Palatino 556, straordinario prodotto della cultura delle corti padane, porta la data del 20 luglio 1446; fu realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori. Commentario di Cardini, Roberto; Delcorno Branca, Daniela; Bertolini, Lucia; Faietti, Marzia; Hoffmann, Annette; Tordella, Piera Giov Roma, Treccani 2009, cm.20x27,5, pp.348, 289 disegni. facsimile con legatura in velluto, contenuto insieme al commentario in una teca rilegata in pelle. Edizione in facsimile e commentario. Edizione limitata in 750 esempl. Il manoscritto Palatino 556 (Tavola Ritonda) si inserisce nella tradizione letteraria e illustrativa del ciclo bretone, legato alla mitica figura di Artù e ispirato alle vicende cavalleresche di argomento amoroso. Il genere, sorto nell’Alto Medioevo e affermatosi in Francia, si diffuse in Italia dall’inizio del XII secolo, e la sua fortuna continuò anche nei secoli successivi. Nelle biblioteche signorili, in particolare dell’Italia settentrionale, abbondavano i manoscritti illustrati che rievocavano le avventure della civiltà cortese-cavalleresca, e il loro successo è testimoniato dalla grande quantità di codici pervenuti fino a noi. Il ms. Palatino 556, straordinario prodotto della cultura delle corti padane, porta la data del 20 luglio 1446; fu realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori. Si tratta di un’opera di grande fascino sia sotto il profilo letterario sia dal punto di vista artistico. Quanto ai contenuti, il testo rielabora le storie connesse all’epopea arturiana, incentrate sulla ricerca del Santo Graal e sulle imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda, intrecciate alle vicende amorose di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta. La redazione in volgare dialettale è arricchita da un cospicuo apparato illustrativo costituito da 289 disegni, eseguiti quasi esclusivamente a penna, che commentano il racconto, visualizzandolo in sequenza narrativa a ogni pagina. La presenza di tali disegni, distribuiti su 171 carte, accresce l’importanza che il codice riveste nell’ambito dell’illustrazione dei romanzi arturiani. Per la loro attribuzione sono state avanzate varie ipotesi che riguardano due esponenti della famiglia Bembo – Bonifacio, il più famoso tra i pittori della famiglia, e Ambrogio, noto come miniatore , oltre allo stesso Zuliano degli Anzoli. Riguardo alla committenza, è stato possibile formulare delle ipotesi sulla base di alcune caratteristiche iconografiche del codice: così, la particolare attenzione posta nell’illustrazione della liturgia del Santo Graal ha suggerito un legame diretto con i Gonzaga, mentre la raffigurazione ricorrente del ghepardo con collare e guinzaglio ha indotto a ricercare il committente nella cerchia delle famiglie cremonesi o nel contesto della famiglia viscontea; motivi prevalentemente legati all’araldica e agli stretti rapporti con la corte milanese hanno invece fatto ipotizzare una committenza di ambito parmense, nella persona di Pier Maria Rossi (1413-1482), conte di Berceto e di Corniglio, marchese di San Secondo. All’approfondimento delle problematiche legate ai diversi aspetti del codice è dedicato il volume di saggi, curato da Roberto Cardini, che accompagna l’edizione in facsimile della Tavola Ritonda. Il volume si apre con il contributo di Daniela Delcorno Branca sulla specificità del Palatino 556 nell’ambito della tradizione arturiana italiana; seguono l’imponente saggio linguistico di Lucia Bertolini sull’influenza esercitata nella redazione del codice dalla lingua del copista; lo studio storico-artistico condotto da Marzia Faietti sul complesso rapporto tra testo e immagine; l’accurata indagine iconografica di Annette Hoffmann sui rapporti del codice con l’illustrazione figurativa precedente e coeva, e sulle novità che esso presenta. L’analisi degli aspetti tecnici della scrittura, quali le tipologie degli inchiostri, le loro combinazioni e la dinamica delle varie fasi del disegno è invece affrontata da Piera Giovanna Tordella, cui fa seguito lo studio di Adriana Di Domenico sulla committenza. Completano il volume la descrizione codicologica del manoscritto e un’accurata trascrizione del testo.
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