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Le Collane

#257800
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Riproduzione integrale dei Codici Codex Urb.Lat.I e Codex Lat.2 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Franco Cosimo Panini 2003, cm.47x63, Legatura realizzata a mano Copertine in legno rivestite di velluto rosso,ricamo a più colori e oro sui piatti anteriori,borchie in argento, sui piatti anteriore e posteriore,due bindelle con fermagli in argento, In Cofanetto. Tiratura limitata di 500 copie numerate. Esemplare in ottimo stato contenuto nel suo cofanetto originale. DISPONIBILE SOLO VOLUME PRIMO DI DUE.
EUR 3,000.00
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#257161
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Riproduzione originale dell’Edizione veneziana del 1598, realizzata dall’Editore Giacomo Franco e dedicata all’Ambasciatore della Serenissima, Marco Veniero. • 164 pagine, 72 acquarelli in riproduzione con testi a fronte. Presentazione del Professor Franco Salvatori della Società Geografica Italiana e Compendio critico con testi di Gabriella Airaldi, Simonetta Conti, Francesco Surdich, Mustafa Soykut e Orietta Selva. • Esclusiva medaglia artistica (diametro mm. 80), 250 gr. in bronzo riproducente il leone di San Marco (parte fronte) e il cartiglio del Sultano di Costantinopoli (parte retro), con dedica ad personam per incisione. Presentazione del Professor Franco Salvatori , Compendio critico con testi di Gabriella Airaldi, Simonetta Conti, Francesco Surdich, Progetto Editoriale 2007, cm.22x31, 164 pagine, 72 acquarelli in riproduzione con testi a fronte. Rilegatura artigianale in cuoio rosso con impressioni in oro a caldo e a secco. Formella centrale sul piatto di coperta. Elegante custodia lavorata con bordi in pelle. Stampato su carta speciale ad alta grammatura. Tiratura in 2999 esemplari. Certificato. Alla fine del ‘500, Giuseppe Rosaccio, raffinato artista friulano, cartografo e viaggiatore, realizzò un’Opera unica e straordinaria per bellezza ed importanza storico scientifica. Un vero gioiello arrivato a noi attraverso secoli e custodito nella Sezione “Rari” della Biblioteca della Società Geografica Italiana. Si tratta infatti dell’unico esemplare completo dei 72 acquarelli e di tutte le descrizioni a stampa di cui si compone l’Opera. Soltanto 27 anni prima, nel 1571 a Lepanto, l’Adriatico fu teatro di una storica e terribile battaglia navale fra la flotta della Lega Santa e quella ottomana. Ma la via che da Venezia, per terra e per mare, portava a Costantinopoli era anche via di commerci, di scambi culturali, di viaggi di scoperta. Dalle propaggini dell’Istria, alla costa dalmata, attraverso le impenetrabili montagne della Bosnia, dell’Erzegovina, del Montenegro, fino ed oltre i porti dell’Albania e le isole dell’Egeo, una moltitudine di popoli, di razze, di tradizioni, vivevano in continuo contatto, fra guerra e pace, dando vita alle vicende affascinanti e misteriose della storia di quel tempo. Rosaccio, attento e curioso cronista dell’epoca, ripercorre questo itinerario annotando ogni dettaglio e illustrando magnificamente città, porti, golfi, castelli, fiumi e catene montuose distribuiti all’interno del Mediterraneo orientale. Il Mediterraneo appunto, fra due culture a contatto, fra Islam ed Europa, in una attualissima riproposizione di grandi questioni tuttora aperte e tormentate.
EUR 900.00
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#257160
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Graz, Akademische Druck- u. Verlagsanstalt 1990, cm.26x40, pp.105, ill.a colori. splendida rilegatura in tutta pelle, fregi in oro ai piatti. Mancante del commentario. Edizione limitata e numerata, nostro esemplare n.229.

EAN: 9783201015271
Note: Mancante del commentario.
EUR 290.00
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#257157
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Testo greco e latino. Manoscritto proveniente dalla Libreria Editrice Vaticana. Roma, Trec Edizioni Pregiate 1980, cm.17x20, pp.72 per il commentario. 18 riproduzioni di pergamene. facsimile dei fogli sciolti contenuti in un astuccio di legno, contenuto poi in un codanetto in pelle , esso stesso inserito in un altro cofanetto in tutta pelle insieme al commentario . Edizione in 950 esemplari.

EAN: 9788821007491
EUR 230.00
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#104152
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Riproduzione integrale del codice Ms 459 della Biblioteca Casanatense di Roma, noto anche come Tacuinum Sanitatis. Tiratura limitata di 750 copie numerate. Stampa con speciale retino a punto variabile. Riproduzione dell'oro in lamina con trancia a caldo, successivo trattamento di invecchiamento e rilievo della lamina. Fustellatura a pagina singola. Legatura realizzata a mano. Copertina in legno rivestito di velluto verde, bindelle con fermagli e puntali metallici, borchie in ottone brunito sui piatti anteriore e posteriore,sguardie in raso. Commentario a cura di Vera Segre, con trascrizione e traduzione dei testi su supporto digitale. Il volume è contenuto in una elegante apposita confezione in legno con legacci in cuoio e borchie. L’Enciclopedia Medica dell’imperatore Venceslao, ambito lombardo seconda metà del secolo XIV. Modena, Franco Cosimo Panini Ed. 2001, cm.32x46, pp.590 di tavole a colori in facsimile, ogni tavola a colori presenta porzioni in oro a sbalzo. Esemplare in perfetto stato ad eccezione di una lievissima toccatura al cofanetto, e alla mancanza di un rivetto al cofanetto. Il commentario ha una menda al cofanetto. Questo prezioso manoscritto della Biblioteca Casanatense di Roma contiene un'enciclopedia di scienze naturali, nella quale sono descritte piante, minerali, animali con particolare riferimento alle loro proprietà mediche e terapeutiche. Il codice è databile agli ultimi anni del Trecento e venne eseguito alla corte di Gian Galeazzo Visconti, il quale ne fece poi dono a Venceslao IV, re di Boemia e di Germania. La materia della Historia plantarum è ordinata in sezioni alfabetiche; la pagina di apertura di ciascuna sezione è riccamente decorata con motivi architettonici, in ispecie pinnacoli gotici, intrecciati a bizzarri ramages punteggiati d'oro. Le iniziali spesso racchiudono una figura a mezzo busto di un medico o di un sapiente. Sulle 295 carte che compongono il manoscritto si susseguono oltre cinquecento illustrazioni di piante, che forniscono un quadro dettagliato e imponente della vastità delle conoscenze del mondo vegetale raggiunta in Italia alla fine del Medioevo. A queste immagini botaniche si aggiungono più di ottanta illustrazioni di animali dai quali si ricavavano sostanze curative, e più di trenta illustrazioni di derivati minerali. Inoltre sono numerose le voci illustrate da scenette e personaggi, che illustrano aspetti della vita quotidiana.Un codice così complesso e ricco richiese l'intervento di più miniatori e una ferrea organizzazione del lavoro. Già nel 1912, Pietro Toesca fissava l'origine del codice in Lombardia e nell'ambito della scuola di Giovannino de' Grassi, segnalando l'estrema varietà qualitativa delle illustrazioni. Fra le straordinarie illustrazioni della Historia plantarum, spiccano per qualità e per fasto decorativo i ventiquattro frontespizi in corrispondenza di ogni lettera dell'alfabeto, nel cui ordine sono descritti i singoli prodotti della farmacopea. La ricchezza e la varietà dei motivi decorativi si accompagna a una fantasia bizzarra e a una delicatezza di colori e di esecuzione, che rendono gli autori di queste miniature inconfondibili. II volume di Commento contiene una ricca messe di notizie relative alta storia del codice, a partire dalt'ambiente delta corte milanese di Gian Galeazzo, seguendo il suo cammino nelt'Europa del Rinascimento dapprima a Praga, presso la corte di Venceslao, e poi presso la Biblioteca di Mattia Corvino, sino al suo arrivo nelta Biblioteca Casanatense. Una particolare attenzione e data anche al contenuto del testo, che per la prima volta viene presentato in una trascrizione integrale e tradotto in italiano moderno. Ma il rilievo maggiore e dato, come e giusto, alle splendide miniature e alla personalita degli artisti che hanno decorato il manoscritto; ogni pagina e descritta minuziosamente, per far si che il lettore possa apprezzare fino in fondo la bellezza, il valore e I'importanza del codice. L'legante veste grafica, le numerose illustrazioni, i testi dei maggiori specialisti nei campi della miniatura, della storia, della botanica, rendono questo volume un indispensabile complemento al facsimile.

Note: Esemplare in perfetto stato ad eccezione di una lievissima toccatura al cofanetto, e alla mancanza di un rivetto al cofanetto. Il commentario ha una menda al cofanetto.
EUR 12,000.00
-46%
EUR 6,500.00
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#255823
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Genova, Biblioteca Civica Berio, m.r. C.f. Arm. I Modena, Panini 2008, cm.9,7x14,3, pp.432, legatura in velluto di seta, argento dorato e rubini. Tiratura limitata in 980 esemplari. Commentario di Andrea De Marchi. Saggi di Andrea De Marchi, Davide Gasparotto, Federica Toniolo, Laura Nuvoloni, Beatrice Bentivoglio-Ravasio e Laura Malfatto. pp.336, --Il Libro d'Ore Durazzo, così chiamato dal nome del suo ultimo proprietario, è un piccolo capolavoro del pittore e miniatore Francesco Marmitta. Un'opera sorprendente che si distingue da ogni altro codice devozionale a uso privato per due peculiari caratteristiche: l'impiego della pergamena purpurea e la crisografia, cioè la scrittura a lettere d'oro, qui tracciata da un maestro dell'arte calligrafica, Pietro Antonio Sallando, docente presso l'Università di Bologna. --L'orefice della pagina miniata. Artista splendido e sontuoso, dotato anche come orafo e intagliatore, il parmense Francesco Marmitta (1462/1466 ca. 1505) profuse le sue capacità in opere superbe tra cui, oltre al Libro d'Ore Durazzo, il bellissimo Messale di Domenico della Rovere del Museo Civico di Torino. Nelle pagine dei suoi capolavori, oltre a una delicata sensibilità di tocco e a spiccate doti paesistiche, sfoggiò la sua predilezione per gemme, medaglie e cammei, miniati con squisita fattura. --Una meravigliosa decorazione: La meditata ripresa della tradizione classica, evidente nell’uso della porpora e delle lettere d’oro, è confermata dal lessico ornamentale costituito da panoplie,medaglie, cammei e bucrani,mentre il linguaggio pittorico del Calendario e degli Uffici dellaVergine rivela un aggiornamento sulle ultime acquisizioni della cultura figurativa bolognese, con particolare attenzione ad Amico Aspertini. --La raffinata legatura: L’elegante ed elaborata legatura in argento cesellato e sbalzato con parti dorate, su fondo in velluto purpureo è coeva al codice, con cui condivide il gusto della decorazione. Splendida la profusione di motivi classicheggianti a palmette, racemi di acanto, spighe, grappoli d’uva, vasi, mascheroni, scarabei e bucrani. Sui fermagli argentei, due piccoli rubini.
EUR 7,000.00
-50%
EUR 3,500.00
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#253949
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Con commentario di pp.602. Edizione facsimilare. Modena, Bibl. Estense Univ., est. 28 (=alfa M.5.9). Castel San Pietro, Trident Editore 2008, cm.20x28, pp. 340, riccamente miniate e dorate in oro, Legatura in pelle con riquadri a secco sui piatti, il dorso è è arricchito dalla presenza di nervetti a rilievo e dal fregio della Biblioteca Estense realizzato in oro a caldo. Custodia a scatola in legno. Commentario di Ernesto Milano, trascrizione di Giuseppe Trenti. Traduz.di Elena Corradini. Schede Botaniche di Roberta Baroni Forniero. Composto in francese antico con una scrittura gotica bastarda, il manoscritto descrive più di 500 piante e animali.L'autore organizza il manoscritto in ordine alfabetico, in base alla prima lettera del nome della pianta, e accompagna ogni testo con la raffigurazione della pianta. Le miniature, tutte realizzate da un singolo artista, sono molto realistiche, soprattutto quelle raffiguranti le erbe. Le piante medicinali e i rimedi discussi dall'autore sono più o meno 500. Le pagine sono riccamente miniate, decorate in oro. Ci sono molte immagini di piante, erbe, fiori, animali e scene di fattoria. Contiene 391 immagini: 355 sono di piante, fiori e radici; 26 sono di animali o minerali; 10 sono scene di vita naturale.

Note: La legatura del commentario presenta delle lievissime macchie.
EUR 4,600.00
-60%
EUR 1,850.00
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#95385
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Codice membranaceo dell'anno 1475 noto come "Psalterium" custodito presso la Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro. Preziosa riproduzione su carta speciale. Il fac-simile, perfettamente identico al manoscritto originale anche nei più raffinati e minuziosi particolari dei colori, delle dorature, delle tracce d'antico delle pergamene e della rilegatura, è corredato da un commentario di Christph Eggenberger e Luisa Miglio. Il tutto è custodito in un cofanetto in plexiglas. Stampa in offset, a nove colori, oro in polvere e in lamina trasferito a caldo, fustella per i bordi. Il commentario di cm.18x24,7, carta vergata avorio, leg.in mz.pergamena e piatti in carta stampata. Commissionato da un ignoto e colto personaggio di fine Quattrocento, il prezioso codice e` un piccolo, raffinato gioiello nel panorama dei libri di devozione privata. Un frammento di una vicenda personale che si illumina, poco a poco, sfogliandone le pagine, alla luce della storia e dell’arte. Roma, Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato cm.17,5x24,5, 194 carte, leg.eseguita a mano,capitelli in corda, cop.in pelle rossa, con fregi e iscrizioni ai piatti e dorso, Coll.I Codici.
EUR 1,700.00
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#251961
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Il Roman d’Alexandre che contiene 175 illustrazioni e 9 miniature a piena pagina, è un manoscritto sontuosamente e meravigliosamente miniato, una “Bibbia” cavalleresca, una vera e propria enciclopedia della cultura cortese. Il manoscritto Bodley 264. Saggi e commenti, commentario a cura di Mark Cruse,Marcello Ciccuto e Monica Centanni, pp.256, ill.a col. Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana - Treccani 2014, cm.29x41,5, carte, 274, pp.548, 9 miniature, 175 illustrazioni Completo di leggio e custodia con moneta da collezione. Tiratura limitata di 599 esemplari. Il codice (contenente i versi in francese antico del Roman d’Alexandre e di altri poemi dedicati all’epopea di Alessandro Magno, il testo in medio-inglese dell’Alexander and Dindimus in versi allitterati e il resoconto dei viaggi di Marco Polo, intitolato Livres du graunt Caam), vergato e miniato prima in Belgio, nella città di Tournai, nella prima metà del XIV secolo, poi a Londra, nella prima decade del secolo successivo, è conservato presso la Bodleian Library di Oxford (edizione in facsimile e commentario 2014). Importante esempio non solo di ars illuminandi, ma di plurilinguismo stilistico, il codice, di grandi dimensioni, testimonia il sorgere dell’interesse per i viaggi, le esplorazioni e l’Oriente, ed è considerato uno dei più preziosi dell’epoca medievale.
EUR 3,500.00
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#251956
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Riproduzione integrale dei codici 2167 (Grammatica del Donato) e 2163 (Liber Iesus) della Biblioteca Trivulziana di Milano. Riproduzione facsimilare delle dorature presenti nei manoscritti. Fedele riproduzione del profilo irregolare delle pagine. Descrizione del facsimile: GRAMMATICA DEL DONATO:pp.108, 12 pagine miniate. Legatura artigianale in pelle di vacchetta, con intarsi decorati e riproduzione degli ori a pennello e degli ori incisi. LIBER IESUS: pp.28, cm.14x19,8, 7 pagine miniate, legatura artigianale in pergamena di capretto Commentario a cura di Jonathan J. G. Alexander con testi di Pier Luigi Mulas e Marzia Pontone. Modena, Franco Cosimo Panini Editore 2016, cm.18x27,5, Coll.La Biblioteca Impossibile. Tiratura limitata di 699 esemplari numerati. LA GRAMMATICA DEL DONATO :Conosciuto anche con il nome Ianua, il codice è una Grammatica latina ispirata all’opera dell’autore Elio Donato, vissuto nel IV secolo e noto anche per essere stato il maestro di san Girolamo. I testi di Elio Donato furono utilizzati come fondamentali strumenti di consultazione e di studio per tutto il Medioevo e anche in età umanistica. L’apparato illustrativo si deve a vari miniatori lombardi, tra i quali spicca Ambrogio de Predis. Molte immagini sono corredate di una didascalia in italiano volgare, mentre il resto del testo è in latino. E proprio l’impostazione è ciò che rende estremamente moderno questo codice: le immagini e le rispettive didascalie in volgare rimandano direttamente alla regola di latino che è spiegata nella pagina a fronte, secondo un metodo didattico in uso anche al giorno d’oggi. Così, ad esempio, l’immagine della c. 10v ritrae il giovane duca a cavallo per le vie della città ed è accompagnata dalla didascalia che recita “Va per Milano el conte innamorato. E da tutte le dame e contemplato”. Nella carta successiva è riportata la coniugazione del verbo amare (“Amo, amas, amat”), così che l’apprendimento della regola sia facilitato dall’identificazione del giovane duca con l’immagine e con il motto in volgare.Il manoscritto ha conservato la straordinaria legatura originale in pelle, impreziosita da impressioni a secco e dorate, con gli stemmi e le imprese del duca Sforza. IL LIBER IESUS: Il secondo, delizioso manoscritto è noto come Liber Iesus e contiene l’abbecedario, i dieci comandamenti e le principali preghiere in latino, oltre a una serie di ammonimenti e consigli per il piccolo Massimiliano. Il libro, scritto e illustrato nello stesso periodo della Grammatica, prosegue e completa il percorso educativo del principe, e per questo condivide con essa la medesima ricchezza figurativa, con scene di straordinaria suggestione visiva. La legatura del codice, in pergamena, è settecentesca. LE MINIATURE: A prova del prestigio della famiglia Sforza, i due volumi furono arricchiti di miniature straordinarie affidate a minatori lombardi tra cui spicca Ambrogio de Predis, pittore che aveva collaborato con Leonardo per la Vergine delle Rocce: i due ritratti di Massimiliano bambino e del padre Ludovico, all’inizio e alla fine del codice, sono forse il suo capolavoro assoluto. Echi della pittura di Leonardo da Vinci si trovano in molte tra le miniature dei due codici, proprio perchè il principale artista impegnato nella loro decorazione, Ambrogio de Predis, fu un importante collaboratore del genio toscano. Straordinario e suggestivo il ciclo di miniature che illustra momenti quotidiani della vita del piccolo Massimiliano, e proprio questo legame con la quotidianità determina un’altra importante caratteristica dei manoscritti: tutti i personaggi sono identificabili in persone realmente esistite e vissute alla corte degli Sforza, dal conte Borella, il precettore di Massimiliano, ai vari compagni di studio e di giochi del giovane duca. La Grammatica del Donato, infine, ha uno schema illustrativo che si articola secondo un programma ben preciso, mostrandoci il percorso educativo del futuro duca: partendo dal ritratto di Massimiliano, attraverso la sfera quotidiana scolastica, il trionfo militare e la scelta della Virtù che farà di lui un principe giusto, il codice si chiude sul ritratto di Ludovico il Moro, faro ideale cui deve tendere l’educazione del giovane, affinché diventi un principe giusto e saggio come il padre.
EUR 5,400.00
-35%
EUR 3,500.00
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#252778
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CÓDICES DE LEONARDO (facsimil): --Codex Madrid I (Ms. 8937) “Tratado de estática y mecánica” 192 folios (384 págs.); formato interior: 215 x 145 mm. --Codex Madrid II (Ms. 8936) “Tratado de fortificación, estática y geometría” 158 folios (316 págs.); formato interior: 210 x 145 mm. VOLÚMENES COMPLEMENTARIOS: --Vol I , II.- Transcripción paleográfica, edición crítica con más de 3.000 notas y traducción, de la Prof Elisa Ruiz. (Total páginas: 998 aprox.) Vol. III.- Estudios biográfico, codicológico y científico, (Impreso a color; total páginas: 218 aprox.) - Dr. Julián Martín-Abad: Los Manuscritos 8936 y 8937 de la BNE - Prof. Elisa Ruiz: La escritura de Leonardo: Pensar en imágenes versus expresar con palabras. - Prof. Dr. Fernando Torres Leza: Leonardo da Vinci: Entorno, carácter y obras. - Dr. Fernando Cobos-Guerra: Leonardo ingeniero y su contexto: Una guía de lectura crítica del Códice Madrid II. - Edición prologada por don Manuel Acero, Presidente del Instituto de la Ingeniería de España Formato: 215 x 310 mm. Páginas: 1.220 aprox. total entre los tres volúmenes. Encuadernación: Tela con lomo estampado en oro. Presentación: Estuche petaca con cantos en cuero rojo y tapas en tela negra. Encuadernación manual en piel de cabra roja estampada en oro,que reproduce la encuadernación original de la Biblioteca Real (Madrid). Madrid, Club Internacional del Libro- Egeria 2008, 5 vol. Con la collaboracion especial del Instituto de la Ingegneria de Espana. 2990 ejemplares.

EAN: 9788488065191
Note: Sin estuches
EUR 590.00
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#252364
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Comprende: Inscrizioni antiche trovate, e raccolte tra le rovine delle quattro principali colonie romane della Transilvania dal conte Giuseppe Ariosti nobile bolognese ferrarese, e senese capitano d'infanteria nel reggimento Gaier. E parte di esse dal medesimo condotte in Vienna d'Austria per comando della sacra cesarea cattolica real maesta di Carlo 6. imperatore de romani l'anno 1723 Biblioteca Capitolare di Verona, ms. 267. A cura di Gian Paolo Marchi e József Pál. Biblioteca Capitolare di Verona 2010, 2 volumi in cofanetto. co.17x24, pp.413 [1] carta di tav. ripieg. : ill.; + 1 vol. di 125 carte (facsimile del manoscritto). legature editoriali copp.a col. Szegedi Tudományegyetem, Università degli studi di Verona. Edizione di 1000 esemplari. Il manoscritto che si conserva nella Capitolare di Verona, oggetto di questi studi, fu acquisito dalla biblioteca come donazione testamentaria di Scipione Maffei, come testimonia l'annotazione a penna dello stesso Maffei sul margine inferiore del frontespizio. Le epigrafi costituiscono un patrimonio emerso nel corso degli scavi eseguiti nel 1722 per la costruzione della fortezza di Carlsburg. Per interessamento di Apostolo Zeno e Scipione Maffei, i reperti vennero avviati a Vienna per essere destinati al progettato Museo Imperiale di Iscrizioni. Giuseppe Ariosti, colonnello dell'esercito imperiale, eseguì il rilievo grafico delle iscrizioni provenienti dagli scavi e allestì tre manoscritti con i disegni delle epigrafi, destinati ad alte personalità tra cui Maffei.

EAN: 9788896548066
EUR 440.00
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#104410
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La riproduzione fotografica del manoscritto, realizzata dalla Siz di Santa Maria di Zevio (Verona),è corredata da un volume di Studi e Ricerche a cura di Gian Paolo Marchi e József Pál. Hanno collaborato Árpád Berta, Guglielmo Bottari, György Domokos, Fabio Forner, Giorgio Fossaluzza, Árpád Mikó, Paolo Pellegrini, Maria Prokopp, Michelangelo Zaccarello. Biblioteca Universitaria di Budapest, Codex Italicus 1. Verona, Università degli Studi di Verona, Szegedi Tudomànyegyetem 2006 2 voll. cm.26x32, pp.circa 200 di riproduzioni a colori e pp.288 di commentario, trascrizione e saggi. Legg.ed. Edizione in 1200 esemplari.
EUR 470.00
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#252326
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Genova, Biblioteca Civica Berio, m.r. C.f. Arm. I Modena, Panini 2008, cm.9,7x14,3, pp.432, legatura in velluto di seta, argento dorato e rubini. Tiratura limitata in 980 esemplari. Commentario di Andrea De Marchi. Saggi di Andrea De Marchi, Davide Gasparotto, Federica Toniolo, Laura Nuvoloni, Beatrice Bentivoglio-Ravasio e Laura Malfatto. pp.336, --Il Libro d'Ore Durazzo, così chiamato dal nome del suo ultimo proprietario, è un piccolo capolavoro del pittore e miniatore Francesco Marmitta. Un'opera sorprendente che si distingue da ogni altro codice devozionale a uso privato per due peculiari caratteristiche: l'impiego della pergamena purpurea e la crisografia, cioè la scrittura a lettere d'oro, qui tracciata da un maestro dell'arte calligrafica, Pietro Antonio Sallando, docente presso l'Università di Bologna. --L'orefice della pagina miniata. Artista splendido e sontuoso, dotato anche come orafo e intagliatore, il parmense Francesco Marmitta (1462/1466 ca. 1505) profuse le sue capacità in opere superbe tra cui, oltre al Libro d'Ore Durazzo, il bellissimo Messale di Domenico della Rovere del Museo Civico di Torino. Nelle pagine dei suoi capolavori, oltre a una delicata sensibilità di tocco e a spiccate doti paesistiche, sfoggiò la sua predilezione per gemme, medaglie e cammei, miniati con squisita fattura. --Una meravigliosa decorazione: La meditata ripresa della tradizione classica, evidente nell’uso della porpora e delle lettere d’oro, è confermata dal lessico ornamentale costituito da panoplie,medaglie, cammei e bucrani,mentre il linguaggio pittorico del Calendario e degli Uffici dellaVergine rivela un aggiornamento sulle ultime acquisizioni della cultura figurativa bolognese, con particolare attenzione ad Amico Aspertini. --La raffinata legatura: L’elegante ed elaborata legatura in argento cesellato e sbalzato con parti dorate, su fondo in velluto purpureo è coeva al codice, con cui condivide il gusto della decorazione. Splendida la profusione di motivi classicheggianti a palmette, racemi di acanto, spighe, grappoli d’uva, vasi, mascheroni, scarabei e bucrani. Sui fermagli argentei, due piccoli rubini.

Note: Esemplare privo della custodia.
EUR 7,000.00
-64%
EUR 2,500.00
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#252307
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Edizione Facsimile del manoscritto miniato su pergamena ms. 1853. Autorizzata dalla Biblioteca Civica di Verona. A cura di R. Bini. Modena, Il Bulino Edizioni d'Arte 2007, 2 volumi con legature in pelle, in cofanetto. Facsimile cm.18x25. Commentario cm.17,5x24,5. Tiratura limitata di 600 esemplari. Esemplare ad personam dedicato ad un notissimo critico d'arte italiano. l manoscritto 1853 della Biblioteca Civica di Verona è un codice miniato su pergamena risalente alla seconda metà del XIII secolo. Misura mediamente 17 × 24 cm ed è composto da 42 carte, corrispondenti a 84 pagine. Le prime due carte, in scrittura gotica semicorsiva, contengono la Preghiera alla Vergine, una delle più antiche laudi in volgare veronese. Il resto del codice, interamente illustrato, tramanda i testi, in scrittura gotica rotunda, delle due leggende di San Giorgio di Cappadocia (cc. 3r-26r) e di Santa Margherita d’Antiochia (cc. 27r-37v); in chiusura due miniature a piena pagina: Cristo in maestà con i quattro evangelisti e San Cristoforo. Il manoscritto fu acquistato dalla Biblioteca Civica nel 1881 per 200 lire dell’epoca. Una nota di possesso ne denuncia la provenienza dal monastero di Santa Maria Maddalena, al quale era stato assoggettato fin dal 1350 quello di osservanza francescana di Santa Maria delle Vergini che, fra il Due e il Trecento, accoglieva molte giovani dell’aristocrazia veronese, compresa una fanciulla della famiglia Della Scala, dominante in città, cui era toccata in sorte la vita monastica. Ciò ha fatto supporre agli studiosi che il codice, viatico per una vita di intensa spiritualità, abbia accompagnato nel convento delle clarisse una giovane nobile veronese. Uno straordinario racconto per immagini. L’importanza artistica del manoscritto è dovuta all’eccezionale ciclo delle 78 miniature che illustrano le leggende di San Giorgio e di Santa Margherita. Ne risulta uno straordinario racconto per immagini, la cui peculiarità strutturale è il costante rapporto tra testo e immagine. Se ciò conferma una delle tipicità della miniatura medievale – specie nei manoscritti di carattere religioso e liturgico in funzione anche di una comprensione “in diretta” del messaggio divino – l’apparato miniatorio del codice, peraltro ottimamente conservato, si eleva per l’inusuale e incomparabile ampiezza e per i nessi stilistici con gli affreschi veronesi dello stesso periodo e per la palpabile influenza della pittura bolognese. Leggenda di San Giorgio. Ben cinquantacinque miniature accompagnano la leggenda del tribuno Giorgio di Cappadocia, dal momento in cui dichiara all’imperatore Daciano la propria fede cristiana a quando, dopo sette anni di tormenti, viene decapitato. L’immagine che chiude la leggenda è quella più nota: san Giorgio a cavallo trafigge con una lancia il drago, tenuto al guinzaglio dalla principessa. Più tardi, intorno al 1435, sarà Pisanello a riprendere il tema per l’affresco nella chiesa veronese di Sant’A­nastasia. Leggenda di Santa Margherita. Ventun miniature decorano la leggenda di santa Margherita, pastorella di Antiochia, di cui s’invaghisce il pre­fetto Olibrio. Il rifiuto della fanciulla è considerato atto di ribellione verso il potere imperiale romano e dunque essa è barbaramente tor­turata e man­data a mor­te. La storia della santa ha costituito uno dei sogget­ti prediletti dell’arte cristia­na, sia a O­­rien­te (affreschi del X secolo nelle chiese di Goreme, in Cap­pa­docia) che in Oc­cidente (celebre il dipinto di Tiziano del 1550).
EUR 2,500.00
-50%
EUR 1,250.00
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#110064
Facsimili
Stampa con speciale retino stocastico e riproduzione dell'oro in lamina e in polvere. Legatura artigianale con quinterni cuciti a mano. Copertina in pergamena con incisioni in oro. Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, It. IX, 87 (=6226). Commentario a cura di Silvia Urbini, per le regole del gioco Lia Cesare Modena, Franco Cosimo Panini Editore 2006, cm.17,5x24,5, pp.128, legatura in piena pergamena, contenuto in elegante cofanetto in mogano, si acclude commentario e manuale d'uso del gioco e tre dadi per svolgerlo. Edizione in fac-simile. Edizione in 980 esemplari, nostro n.24. Il Libro delle Sorti, ultimato dal suo autore nel 1482, comprende cinque sezioni - ruota della fortuna, re, simboli astrologici, sfere celesti, profeti - ognuna delle quali fu illustrata nel primo decennio del XVI secolo da pittori umbri gravitanti nell'orbita di Pietro Perugino e del giovane Raffaello. Uno splendido corredo di miniature, ravvivato da tocchi d'oro, che nel suo insieme rappresenta una sintesi della cultura figurativa centro-italiana del tempo.
EUR 5,000.00
-50%
EUR 2,500.00
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#88625
Facsimili
Federico Zúccari (Sant’Angelo in Vado 1540 - Ancona 1609) visse e operò in Italia centro-settentrionale e in alcuni paesi europei: Spagna, Olanda, Francia e Inghilterra. L’opera qui presentata, considerata «la maggiore e piú interessante illustrazione dantesca che l’Italia abbia mai prodotto» (Corrado Ricci), fu realizzata in Spagna tra il 1585 e il 1588. Gli 88 disegni, con alcune tra le piú spettacolari scene del capolavoro dantesco (a matita nera e rossa per l’Inferno e il Paradiso, a penna e bistro nero per il Purgatorio), che costituiscono questa raccolta passarono per le mani degli Orsini e dei Medici prima di essere consegnati definitivamente alla Galleria degli Uffizi, dove oggi sono custoditi. Le magnifiche illustrazioni delle scene dantesche, con architetture fantastiche e tratti notevoli – che vanno dal cupo segno infernale, all’evanescente del Paradiso – sono originali interpretazioni del testo, frutto dell’intensa attività di approfondimento culturale e di frequentazione di Zúccari con i massimi letterati e pensatori fiorentini. Il fac-simile, del tutto conforme all’originale, è il secondo prodotto dalla Salerno Editrice per l’«Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi – Serie Commenti illustrati», dopo il Codice Filippino della ‘Divina Commedia’ di Dante, anch’esso a tiratura limitata e oggi quasi esaurito. 88 disegni a colori in vario formato (da cm 49,5×64 a 49,5×149, le piú grandi ripiegate). Roma, Salerno Editrice 2004, cofano, (cm.54x69), fasciato in t.tela. Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi,2.

EAN: 9788884024527
EUR 2,990.00
-36%
EUR 1,900.00
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#78965
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Monterotondo, Roma, Art Market, su carta speciale tipo "Cellini". Ars Edizioni D'Arte 1990, cm.34x49, pp.380, 113 tavv.a col. leg.a mano.in t.pelle, 5 nervi, impressioni in oro zecchino.
EUR 2,250.00
-62%
EUR 850.00
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#249656
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Il facsimile riproduce in ogni dettaglio lo straordinario vademecum tascabile del viaggio compiuto nel 1600 dall’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi. Il libretto, di forma stretta e allungata, è composto da 88 fogli minuziosamente annotati sui quali lo Scamozzi riporta le osservazioni e le impressioni ricevute durante il tragitto da Parigi a Venezia, insieme a 15 disegni di architetture di grande raffinatezza e precisione. Custodito in un elegante cofanetto, è accompagnato da un Quaderno di Restauro contenente la trascrizione completa e commentata del manoscritto, la relazione dell’intervento di restauro effettuato nel 2009 e vari saggi su Vincenzo Scamozzi. Nova Charta 2010,
EUR 2,800.00
-65%
EUR 990.00
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#217677
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L'erbario che ha rivoluzionato lo studio delle scienze botaniche. Il più completo e innovativo erbario della scuola tedesca, una splendida raccolta di tavole botaniche. Impresso a Basilea nel 1542, un anno prima del De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico e del De humani corporis fabrica di Andrea Vesalio, il De historia stirpium èil volume che ha fondato la botanica moderna. La descrizione delle 343 piante è condotta con nuovi criteri, che specificano nomenclature, aspetto morfologico e, soprattutto, virtù curative delle singole specie, ed è accompagnata da un notevole corredo iconografico. Le 517 incisioni su legno segnano un importante passo in avanti nella fitografia e sono il frutto della stretta collaborazione tra gli artisti e l'autore, che, per compensarli, volle includere nell'opera i loro ritratti. La riproduzione, ricavata da un superbo esemplare acquerellato della Bibliotheca Antiqua di Aboca Museum, è completata da un fascicolo che approfondisce la biografia dell'autore e gli aspetti tecnico-artistici della stampa e della colorazione. L'esemplare del De historia stirpium utilizzato per la realizzazione del facsimile appartiene alla prima edizione, che venne stampata nel 1542 presso l'Officina Isingriniana di Basilea, in Svizzera. La colorazione all'acquerello dei disegni delle piante è contemporanea e ben conservata. Il colore è corposo nelle figure e nelle grandi foglie, mentre è diluito, acquoso, talvolta impreciso ma sempre evidente, nel piccolo fogliame e nelle radici in genere. Il testo è corredato di 517 tavole silografiche di buona fattura, con incisione semplice e ben marcata. Presentazione e contributi di Duilio Contin e Alessandro Menghini. Aboca Museum 2003, cm.23x35, pp.928, 517 illustrazioni a colori. Il volume è rilegato con una preziosa copertina in cartone e fasciato in similpelle. Esemplare allo stato di nuovo. Mint Copy.

EAN: 9788895642178
EUR 480.00
-25%
EUR 360.00
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