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#318842 Facsimili
Ms. ex Vindobonense Greco 1 (sec. VI-VII). Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli. Presentazione di Guido Trombetti. Prefazione di Mauro Giancaspro e Valentino Mercati. Contributi di Paolo Caputo, Paolo De Luca, Roberto De Lucia, Roberto Romano e Manuela De Matteis Tortora, Hans Walter Lack, Pietro Baraldi e Paolo Bensi, Alessandro Menghini. Postfazione di Alain Touwaide. Ms. ex Vindobonense Greco 1 (sec. VI-VII). Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli. Sansepolcro, Aboca Museum Edizioni 2016, 2 voll. cm.29x33, pp.992, 243 illustrazioni a colori. splendide legature in tutta pelle, con impressioni a secco e in oro, Cofanetto in tela. Custodia cartonata. Immagini botaniche moderne a cura di Luca Massenzio Palermo. Dioscoride, grande medico del I secolo d.C., è considerato il padre fondatore della farmacologia, avendo posto le basi logico-scientifiche della terapia "farmacologica". Raccolse tutto lo scibile terapeutico di derivazione egiziana, medio-orientale e greco-romana in un'opera intitolata De materia medica.De materia medica (Perì hyles iatrikès), opera di primaria importanza nel campo della medicina, che non ha pari con altre del suo tempo per la chiara e dettagliata descrizione dei medicamenti, basata sul metodo razionale valido ancora oggi.Dell'opera originaria di Dioscoride sono derivate tante versioni: una delle più antiche è il Dioscurides Neapolitanus, codice greco della Biblioteca Nazionale di Napoli che in 172 carte riccamente illustrate da disegni miniaturizzati, illustra in forma di "erbario" le proprieta? e gli impieghi terapeutici di ben 409 specie vegetali dell'opera dioscoridea.Aboca, in collaborazione con l'Università e la Biblioteca Nazionale di Napoli, propone in forma inedita l'edizione di questo codice, dove per la prima volta il facsimile è accompagnato dalla traduzione integrale del testo greco.Alla parte storico-artistica si affiancano il commento critico e 243 tavole botaniche moderne. In 374 "schede", compilate da specialisti, le cognizioni dioscoridee sono messe a confronto con quelle raggiunte dalla botanica medica attuale. L'attualità e la modernità del testo di Dioscoride, inoltre, sono esaltate dalla corposa appendice di 700 voci delle patologie e dei farmaci corrispondenti

EAN: 9788895642857
EUR 490.00
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EUR 390.00
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#318783 Facsimili
Il Manoscritto Laurenziano Plut. 40.7 Commentario di Sonia Chiodo, Teresa de Robertis, Gennaro Ferrante, Andrea Mazzucchi. P Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani 2018, cm.16x24, legatura editoriale cartonata custodia in cartoncino.
EUR 120.00
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#318782 Facsimili
Il manoscritto Douce 195. Facsimile di 166 carte a colori. Saggio di Roberta Manetti:Il manoscritto Douce 195 nella tradizione e nella ricezione del Roman de la Rose. Presentazione di Massimo Bray. Prefazione di Martin Kauffmann. Scheda codicologica in appendice. Commentario, rilegato in carta pergamenata. pp.XXI,132, 64 tavole a colori di riproduzione. Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani 2017, cm.25,5x34, e cm.16x24, per il commentario. Legatura in pelle bordeaux con impressioni in oro sui piatti e dorso. Cofanetto in tela. Edizione limitata e numerata 234/399. Facsimile del poema allegorico (iniziato, fra il 1229 e il 1236 da Guillaume de Lorris, e terminato fra il 1275 e il 1280, da Jean de Meung) francese del XIII secolo, scritto per Luisa di Savoia (1476-1531), madre del re di Francia Francesco I. All’interno delle 166 carte, inserite nel testo, 127 miniature (7 su due colonne). Legatura in pelle bordeaux con impressioni in oro sui piatti e dorso. Commentario, rilegato in carta pergamenata, con saggi di Roberta Manetti, Nathalie Coilly e Martin Kauffmann.
EUR 3,300.00
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#318781 Facsimili
Edizione facsimilare del ùl'esemplare Edizione Valgrisi 1568, conservato a Roma, Biblioteca Universitaria Alessandrina segnatura Rari 278. Contributi di Flavia Cristiano, Enrica Lozzi, Duilio Contin, Lucia Tongiorgi Tomasi, Giorgio Mangani, Paolo Santini, Piera Medeghini Bonatti, Ilaria Andreoli, Marco Bresadola. A cura di Duilio Contin e Lucia Tongiorgi Tomasi. Premessa di Valentino Mercati. Sansepolcro, Aboca Museum Edizioni 2015, 3 volumi. cm.39x40,5, pp.1728, illustrazioni. legature editoriali cartonate, cofanetto telato. Un capolavoro della letteratura medico-botanica, arricchito dai colori e dalle miniature di un grande maestro. Aboca Edizioni presenta la riproduzione facsimilare di I discorsi di P. A. Mattioli, nella celebre stampa a figure grandi che Valgrisi impresse a Venezia nel 1568. L'esemplare da cui Aboca ha attinto, oggi custodito alla Biblioteca Alessandrina di Roma, è noto per i magnifici decori di Gherardo Cibo, il quale, oltre a colorare le incisioni, ne completò gli sfondi con suggestivi paesaggi scaturiti dalla sua fertile immaginazione. Dalla nota di Flavia Cristiano :«L'edizione ci offre, in tutta la straordinaria bellezza del suo corredo artistico, un testo che documenta il cammino della scienza e del pensiero dell’uomo; un volume che, pur se stampato in una serie di molti esemplari, costituisce, nella sua individualita`, un'opera d'arte singolare e inimitabile; il tassello di una storia che collega fra loro un illustre botanico, un pittore amante di botanica, un principe studioso e un papa bibliofilo, protagonisti di una vicenda piu` affascinante di un romanzo; un esempio emblematico dell’importanza insostituibile della ricerca che scova nei depositi del passato e ci restituisce la nostra storia attraverso il fascino immediato e senza tempo della bellezza». Così, in una lettera datata 24 giugno 1565, Mattioli si esprimeva invece riguardo l'arte di Cibo e, in particolare, le sue figure botaniche: «in vero me par che siano tanto vive et naturali, che più non vi si possa desiderare; et massimamente che vi si discerne una leggiadria che dà loro l'ornamento di quei paesetti ameni, che non si discerne nelle naturali. Onde le dico che se ben da molti e diversi luoghi mi sono state mandate piante colorite, tanta differenza vedo tra queste e quelle, quanto si vede dal piombo all'argento o per dir meglio all'oro» (Biblioteca Comunale di Siena, cod. miscell. D, vii, 2. c. 15 r.). Ai due volumi contenenti la riproduzione dei Discorsi si affianca un volume di commento, ove sono presi in esame l'importanza dell'opera di Mattioli nella storia della botanica e della farmacia moderne, i passaggi di proprietà del volume decorato da Gherardo Cibo, le vicende biografiche di Mattioli, Cibo e di Giorgio Liberale da Udine, autore delle xilografie impresse nel 1568, la storia della tipografia valgrisiana. I discorsi di P. A. Mattioli con le miniature e gli acquerelli di Gherardo Cibo fu realizzato per la biblioteca personale di Francesco Maria II Della Rovere, duca di Urbino. Dopo la morte di questi, avvenuta nel 1631, il volume, unitamente ad altri libri a stampa, confluì per volontà testamentaria nel convento dei Caracciolini di Casteldurante. Da qui, con atto del 22 dicembre 1666, fu trasferito nelle sale di quella che sarebbe divenuta nel giro di pochi mesi la Biblioteca Alessandrina di Roma, dove oggi è censito attraverso la segnatura Rari 278.

EAN: 9788898881000
EUR 690.00
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EUR 550.00
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#282341 Facsimili
Incunabolo veneziano di Vindelino da Spira del 1470, nell’esemplare Della Biblioteca Civica Queriniana di Brescia, con figure dipinte da Antonio Grifo, Inc. G V 15. Commentario al facsimile a cura di Giuseppe Falasso, Giordana Mariani Canova, Ennio Sandal. pp.224. Un vol. in facsimile di mm. 267 × 176, di cc. I + 155 (= pp. 312), rilegato in piena pelle con capitelli e tagli in colore, fregi e incisioni in oro e a secco sui piatti e sul dorso, in custodia in plexiglass. Il facsimile è accompagnato da una cartella extra contenente pagine cadute nell esemplare queriniano recuperate dall'esemplare della Bibl. Trivulziana di Milano Triv. Petr. 49. Roma, Salerno 2017, cm.21x28, Tiratura in 499 esemplari.

EAN: 9788869732201
EUR 4,300.00
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EUR 1,100.00
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#251956 Facsimili
Riproduzione integrale dei codici 2167 (Grammatica del Donato) e 2163 (Liber Iesus) della Biblioteca Trivulziana di Milano. Riproduzione facsimilare delle dorature presenti nei manoscritti. Fedele riproduzione del profilo irregolare delle pagine. Descrizione del facsimile: GRAMMATICA DEL DONATO:pp.108, 12 pagine miniate. Legatura artigianale in pelle di vacchetta, con intarsi decorati e riproduzione degli ori a pennello e degli ori incisi. LIBER IESUS: pp.28, cm.14x19,8, 7 pagine miniate, legatura artigianale in pergamena di capretto Commentario a cura di Jonathan J. G. Alexander con testi di Pier Luigi Mulas e Marzia Pontone. Modena, Franco Cosimo Panini Editore 2016, cm.18x27,5, Coll.La Biblioteca Impossibile. Tiratura limitata di 699 esemplari numerati. Esemplare 312. LA GRAMMATICA DEL DONATO :Conosciuto anche con il nome Ianua, il codice è una Grammatica latina ispirata all’opera dell’autore Elio Donato, vissuto nel IV secolo e noto anche per essere stato il maestro di san Girolamo. I testi di Elio Donato furono utilizzati come fondamentali strumenti di consultazione e di studio per tutto il Medioevo e anche in età umanistica. L’apparato illustrativo si deve a vari miniatori lombardi, tra i quali spicca Ambrogio de Predis. Molte immagini sono corredate di una didascalia in italiano volgare, mentre il resto del testo è in latino. E proprio l’impostazione è ciò che rende estremamente moderno questo codice: le immagini e le rispettive didascalie in volgare rimandano direttamente alla regola di latino che è spiegata nella pagina a fronte, secondo un metodo didattico in uso anche al giorno d’oggi. Così, ad esempio, l’immagine della c. 10v ritrae il giovane duca a cavallo per le vie della città ed è accompagnata dalla didascalia che recita “Va per Milano el conte innamorato. E da tutte le dame e contemplato”. Nella carta successiva è riportata la coniugazione del verbo amare (“Amo, amas, amat”), così che l’apprendimento della regola sia facilitato dall’identificazione del giovane duca con l’immagine e con il motto in volgare.Il manoscritto ha conservato la straordinaria legatura originale in pelle, impreziosita da impressioni a secco e dorate, con gli stemmi e le imprese del duca Sforza. IL LIBER IESUS: Il secondo, delizioso manoscritto è noto come Liber Iesus e contiene l’abbecedario, i dieci comandamenti e le principali preghiere in latino, oltre a una serie di ammonimenti e consigli per il piccolo Massimiliano. Il libro, scritto e illustrato nello stesso periodo della Grammatica, prosegue e completa il percorso educativo del principe, e per questo condivide con essa la medesima ricchezza figurativa, con scene di straordinaria suggestione visiva. La legatura del codice, in pergamena, è settecentesca. LE MINIATURE: A prova del prestigio della famiglia Sforza, i due volumi furono arricchiti di miniature straordinarie affidate a minatori lombardi tra cui spicca Ambrogio de Predis, pittore che aveva collaborato con Leonardo per la Vergine delle Rocce: i due ritratti di Massimiliano bambino e del padre Ludovico, all’inizio e alla fine del codice, sono forse il suo capolavoro assoluto. Echi della pittura di Leonardo da Vinci si trovano in molte tra le miniature dei due codici, proprio perchè il principale artista impegnato nella loro decorazione, Ambrogio de Predis, fu un importante collaboratore del genio toscano. Straordinario e suggestivo il ciclo di miniature che illustra momenti quotidiani della vita del piccolo Massimiliano, e proprio questo legame con la quotidianità determina un’altra importante caratteristica dei manoscritti: tutti i personaggi sono identificabili in persone realmente esistite e vissute alla corte degli Sforza, dal conte Borella, il precettore di Massimiliano, ai vari compagni di studio e di giochi del giovane duca. La Grammatica del Donato, infine, ha uno schema illustrativo che si articola secondo un programma ben preciso, mostrandoci il percorso educativo del futuro duca: partendo dal ritratto di Massimiliano, attraverso la sfera quotidiana scolastica, il trionfo militare e la scelta della Virtù che farà di lui un principe giusto, il codice si chiude sul ritratto di Ludovico il Moro, faro ideale cui deve tendere l’educazione del giovane, affinché diventi un principe giusto e saggio come il padre.
EUR 5,400.00
-55%
EUR 2,400.00
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#318765 Facsimili
Bolla di procalmazione del primo giubileo, Roma, 22 Febbraio 1300. Biblioteca Apostolica Vaticana, Archivio del Capitolo di S.Pietro, Caps. I, fasc.1, n.8. Commentario di Isabella Aurora pp.32, Fcasimile realizzato da Franco Cosimo Panini in collaborazione con Istituto dell'Enciclopedia Italiana - Treccani 2016, cm.30,5x35, Il facsimile della bolla. Edizione in 599 esemplari, nostro n.555.

EAN: 9788821009457
EUR 440.00
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#255823 Facsimili
Genova, Biblioteca Civica Berio, m.r. C.f. Arm. I Modena, Franco Cosimo Panini 2008, in cofanetto. cm.9,7x14,3, pp.432, legatura in velluto di seta, argento dorato e rubini. Tiratura limitata in 980 esemplari. Esemplare n.168. Commentario di Andrea De Marchi. Saggi di Andrea De Marchi, Davide Gasparotto, Federica Toniolo, Laura Nuvoloni, Beatrice Bentivoglio-Ravasio e Laura Malfatto. pp.336, --Il Libro d'Ore Durazzo, così chiamato dal nome del suo ultimo proprietario, è un piccolo capolavoro del pittore e miniatore Francesco Marmitta. Un'opera sorprendente che si distingue da ogni altro codice devozionale a uso privato per due peculiari caratteristiche: l'impiego della pergamena purpurea e la crisografia, cioè la scrittura a lettere d'oro, qui tracciata da un maestro dell'arte calligrafica, Pietro Antonio Sallando, docente presso l'Università di Bologna. --L'orefice della pagina miniata. Artista splendido e sontuoso, dotato anche come orafo e intagliatore, il parmense Francesco Marmitta (1462/1466 ca. 1505) profuse le sue capacità in opere superbe tra cui, oltre al Libro d'Ore Durazzo, il bellissimo Messale di Domenico della Rovere del Museo Civico di Torino. Nelle pagine dei suoi capolavori, oltre a una delicata sensibilità di tocco e a spiccate doti paesistiche, sfoggiò la sua predilezione per gemme, medaglie e cammei, miniati con squisita fattura. --Una meravigliosa decorazione: La meditata ripresa della tradizione classica, evidente nell’uso della porpora e delle lettere d’oro, è confermata dal lessico ornamentale costituito da panoplie,medaglie, cammei e bucrani,mentre il linguaggio pittorico del Calendario e degli Uffici dellaVergine rivela un aggiornamento sulle ultime acquisizioni della cultura figurativa bolognese, con particolare attenzione ad Amico Aspertini. --La raffinata legatura: L’elegante ed elaborata legatura in argento cesellato e sbalzato con parti dorate, su fondo in velluto purpureo è coeva al codice, con cui condivide il gusto della decorazione. Splendida la profusione di motivi classicheggianti a palmette, racemi di acanto, spighe, grappoli d’uva, vasi, mascheroni, scarabei e bucrani. Sui fermagli argentei, due piccoli rubini.
EUR 7,000.00
-38%
EUR 4,300.00
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#222311 Facsimili
L’opera è accompagnata da un volume di commentario: Saggi storici, di circa 220 pagine di formato 13 x 23 cm, ed è custodita in un prezioso cofanetto interamente ricoperto in pelle doppio scomparto interno per contenere i due volumi sovrapposti, interno rivestito in seta vendôme, piatto anteriore con imbottitura e titoli in oro fino, con al centro un’impressione a secco che riproduce l’aquila Treccani. Manoscritto conservato a Roma presso la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana. 55.k.16 (Cors. 1232). Roma, Treccani 2007, cm.11x19,5, pp.300, 7 miniature a tutta paginaa colori , 20 iniziali miniati e più di 20 iniziali decorate. Piegatura e cucitura manuali, dorsatura, confezione della copertina in velluto verde con medaglione centrale e chiusure in argento. Stampa del facsimile su carta pergamenata Luxor delle Cartiere Fedrigoni. Riproduzione dell’oro in polvere e in pasta; oro in lamina 22k, rigature a secco. Tiratura limitata di 750 copie numerate. ll Libro d’ore di Margherita d’Austria e Alessandro de’ Medici, conservato presso la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana (ms. 55.K.16), si inserisce nella serie dei codici di pregio pubblicati dall’Istituto della Enciclopedia Italiana per un pubblico di studiosi e cultori del libro antico. Il manoscritto venne commissionato da Alessandro, primo duca di Firenze, per l’ancora tredicenne sposa Margherita, figlia naturale dell’imperatore Carlo V e quasi certamente scritto e illustrato dopo il 1532, dato che i ritratti di Alessandro che vi compaiono sono accompagnati dal titolo di dux, riconosciutogli ufficialmente a partire da quella data.
EUR 5,000.00
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EUR 1,900.00
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#318612 Facsimili
Dall'Indice: Come nasce un facsimile. I trionfi del Petrarca. Libro d'Ore di Cristoforo Colombo. Libro d'Ore di Margherita D'Austria e Alessandro de Medici. Il Salterio di St. Albans. Battista Agnese Atlante Nautico. Mappa Mundi 1457. Tavola Ritonda. Filippo Cavriani Anatomia Depicta. Bibbia di Marco Polo. Giovanni Boccaccio Decameron. Nicolò Machiavelli. Il principe. Bodley 264 Roman D'Alexandre, Alexander and Dindimus , livres du graunt Caam. Notizia Dignitatum. Egerton 943 Dante Alighieri Commedia. Giorgio Sideri detto Calapodà Portolano 6 , 1550. Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana Fondata da Giovanni Treccani 2016, cm.16,5x23, pp.116 ill.a colori. brossura.

EAN: 9788812006069
EUR 20.00
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#57835 Facsimili
Come attestato e garantito nel Colofon, il facsimile riproduce fedelmente tutte le caratteristiche dell'originale. L'opera è accompagnata dal Commentario Formato cm.33x27, 580 pagine, carta filigranata con 73 tavole fuori testo. doratura con oro in polvere. Legatura in mezza pelle ed in seta ricamata, doratura sul dorso. Conosciuta come Bibbia di San Paolo Fuori le Mura. Roma, Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato 1993, 2 voll. cm.36,7x44,7, pp.684, Copertina in pelle di colore rosso con fregi dorati sui piani e sul dorso Carta speciale, inalterabile nel tempo. Stampa realizzata con retinatura non convenzionale, in 11 colori. Doratura con oro in polvere. Profilatura delle pagine fedele all'originale.Legatura in piena pelle. Borchie e cantonali dorati sulle coperte. Tiratura numerata e limitata a 1.000 esemplari. Nata nel IX secolo per volere di Carlo il Calvo e destinata all’uso della Corte carolingia, questa Bibbia e` un capolavoro assoluto di arte medievale. La Bibbia di San Paolo è uno dei codici che nel tempo gli studiosi hanno più indagato, nel tentativo di sciogliere ogni dubbio circa la sua origine, la sua storia e la sua destinazione. La riproduzione in facsimile ha offerto l’occasione per una serie di nuove ricerche che hanno analizzato il manoscritto sotto tutti gli aspetti, da quello codicologico a quello paleografico, da quello della critica testuale a quello storico-artistico. È apparso dunque necessario realizzare un volume di commento che raccogliesse gli interventi dei più autorevoli esponenti di ciascuna materia intervenuti per l’occasione, per fornire al pubblico una summa delle conoscenze acquisite in merito all’affascinante e complessa vicenda di questo antico e prezioso cimelio: uno strumento insostituibile per la sua interpretazione. Gli insigni studiosi, stimati esperti della loro materia, che hanno partecipato all’analisi del codice e hanno contribuito alla realizzazione del Commentario, sono: Girolamo Arnaldi, Professore Ordinario di Storia Medievale, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Stefano Baiocchi osb, Bibliotecario dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura in Roma. Bernhard Bischoff, Professore Emerito della Cattedra di Latino del Medioevo, Ludwig-Maximilians- Universität, München. Henri de Sainte-Marie osb, Pontificio Istituto per l’Emendazione della Vulgata, Abbazia di san Girolamo in Roma. Maria Lilli di Franco, Direttore dell’Istituto Centrale Italiano della Patologia del Libro di Roma. Joachim E. Gahede, Professore Ordinario di Paleografia, Brandeis University Woltham, Massachusetts (USA). Jean Gribomont osb, Pontificio Istituto per l’Emendazione della Vulgata, Abbazia di san Girolamo in Roma. Jean Mallet osb, Pontificio Istituto per l’Emendazione della Vulgata, Abbazia di san Girolamo in Roma. Florentine Mütherich, Onoraria della Cattedra di Storia dell’Arte, Zentralinstitut für Kunstgeschichte, München. Giuseppe Nardin osb, Abate pro-tempore dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura in Roma Steven Pisano sj, Docente dell’Istituto Biblico dell’Università Gregoriana di Roma Alessandro Pratesi, Professore Ordinario di Diplomatica presso la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Karl Ferdinand Werner, direttore del Deutsches Historisches Institut, Parigi. Allo splendore delle decorazioni e alla ricchezza delle miniature, si aggiunge l’altissimo valore storico e documentario dei suoi testi.
Note: Il volume presenta delle perdite di dorature ai fregi.
EUR 18,000.00
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EUR 6,900.00
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#234963 Facsimili
L’edizione in facsimile: La Cosmographia, in tiratura unica ed esclusiva di 499 esemplari numerati e certificati, è stampata con i rigorosi criteri del facsimile su apposita carta 250 grammi nel formato atlantico dell’originale. L’edizione ripropone nel codice le 27 grandi tavole geografiche, mentre il testo teorico tolemaico è riprodotto integralmente a colori nel volume di commentario (272 pp. nel formato 24 × 32 cm), preceduto da un saggio di Laura Federzoni e dalla nota codicologica di Mauro Bini. Le tavole sono commentate da Annalisa Battini. Codice e commentario sono custoditi in un elegante cofanetto in seta con impressioni. Biblioteca Estense, Modena. Lat. 463 = a.X.1.3. Modena, Il Bulino Edizioni d'Arte 2003, cm.31x45, Coll.Ars illuminandi. La Cosmographia è opera basilare dell’Umanesimo, della sua sete di cultura e di scienza, anticipatrice degli ideali del Rinascimento e dell’età delle grandi scoperte geografiche. Il primo atlante universale: La tradizione tolemaica, codificata nei manoscritti greci, fu riscoperta nel Quattrocento quando a Firenze, capitale intellettuale e artistica, si sviluppò quella ricerca scientifica e cartografica che segnò l’età delle grandi scoperte geografiche. Nelle botteghe fiorentine vennero compilati e miniati i più bei Tolomei della storia dell’arte e della scienza e i potenti del Rinascimento – da Borso a Federico da Montefeltro, da Mattia Corvino d’Ungheria a Luigi XII di Francia – fecero a gara per entrare in possesso di questi mirabili codici, rilegati in finissima pelle di vitello, con le belle miniature a bianchi girari e con le ventisette carte del mondo. Il codice estense, miniato su pergamena, si compone di 128 carte di cm 45 × 31. Fu acquistato nel 1466 da Borso d’Este, al quale è dedicato, direttamente dall’autore, l’umanista tedesco Nicolò Germanico. La Cosmographia tolemaica, nella versione latina di Jacopo Angelo da Scarperia, è corredata dalle tradizionali 27 tavole geografiche a doppia pagina (45 × 62 cm) rinnovate dall’autore con l’adozione della proiezione trapezoidale. La prima delle 27 carte raffigura l’ecumene; le successive, precedute da un testo esplicativo, illustrano le singole regioni terrestri allora conosciute. L’apparato cartografico della Cosmographia va considerato come uno dei monumenti della creatività dell’uomo, in un’epoca dove arte e scienza erano spesso intimamente correlate. La prima carta del manoscritto è di dedica a Borso d’Este, grande collezionista e committente di codici miniati, che ripagò l’autore con ben 100 fiorini d’oro. L’Atlante di Borso d’Este Lo straordinario cimelio della Biblioteca Estense costituisce una delle più importanti opere dell’arte cartografica rinascimentale, testimone dell’interesse scientifico e politico per la conoscenza del mondo, documento fondamentale per incentivare e supportare le spedizioni di terra e di mare alla ricerca di nuovi popoli e di leggendarie ricchezze. L’Atlante di Borso, per la sua voluminosità e per la sua raffinatezza artistica, era un’opera di rappresentanza e non certo di consultazione (attestato peraltro dall’ottimo stato di conservazione), ma l’acquisizione in una delle biblioteche più famose collocava la nuova scienza geografica tra le materie di maggior importanza e attrattiva per l’uomo del Rinascimento. La legatura originaria del codice è andata perduta. L'editore Su indirizzo della Direzione della Biblioteca ha provveduto alla creazione di una nuova copertina in pelle naturale di vitello, con l’impressione a secco e in oro zecchino di un fregio a bianchi girari e del titolo, al fine di dotare l’esemplare estense, e così l’edizione in facsimile, di una veste rispondente a quella quattrocentesca e consona all’importanza storica e artistica del cimelio.

EAN: 9788886251532
EUR 5,000.00
-62%
EUR 1,900.00
2 copie
#198005 Facsimili
Riproduzione integrale del Codice NYPL MA 91 della New York Public Library, noto anche come Toweley Lectionary. Modena, Franco Cosimo Panini Ed. 2009, cm.34x49, legatura in velluto rosso con cantonali,bindelle e medaglioni in argento 800 dorato e stemma in smalto; con volume di commentario. Esemplare Con punzone presente alle borchie. Tiratura limitata di 550 copie numerate e certificate. Nostro esemplare n.287. Mint copy. L'imponente libro liturgico noto come Lezionario Farnese, realizzato a Roma poco dopo la metà del XV I secolo per il cardinale Alessandro Farnese, rappresenta un ideale punto d'arrivo dell'arte della miniatura. Un'opera eccezionale, che si distingue per le dimensioni monumentali e la straordinaria ricchezza decorativa.
Note: volume di facsimile e commentario in perfetto stato
EUR 13,800.00
-55%
EUR 6,200.00
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#317820 Facsimili
Ms. Vittorio Emanuele 411. Firenze, Vallecchi 2008, cm.25x34,5, 90 carte di facsimile. Stamopato su carta delle cartiere Fedrigoni Verona. Legatura in pelle con decori impressi a secco ai piatti, decori in oro al dorso eseguita a mano da l'Arte del Libro di Todi. Riproduzione dettagliata a colori del codice originale. Esemplare 8/980. Riproduzione del manoscritto originale, risalente al XIV secolo, recante la biografia di San Francesco. Il codice è di ampio formato e splendidamente decorato, seguendo la tradizione dei codici su San Francesco: è ornato da 17 affascinanti miniature che rappresentano episodi della vita del Santo, seguendo lo stile dei freschi di Giotto ad Assisi. La presenza di sfondi d'oro suggerisce un mecenate ricco, con l'ipotesi che potrebbe essere la figura femminile misteriosa presente nelle miniature.
Note: Mancante il volume del commentario e del cofanetto.
EUR 790.00
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#317793 Facsimili
A cura di Maurizio Tuliani. San Sisto, Effe Fabrizio Fabbri Edizioni 2015, 2 volumi in custodia. cm.21x31,5, pp.230, con volume di facsimile di pp.40,IV, brossure copertinaùe a colori.

EAN: 9788867780525
EUR 80.00
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#222307 Facsimili
Il facsimile è accompagnato da un volume di oltre 600 pagine, nel quale è riproposto l'intero testo del Decameron accompagnato da saggi di commento. Testi di F.Toniolo. M.Cursi. T.Nocita. Riproduzione integrale del manoscritto Holkham mise. 49, conservato a Oxford, presso la Bodleian Library. Roma, Treccani 2013, cm.26,5x35,6, pp.340, (172 carte) num.carte miniate, capilettera e iniziali. legatura in velluto di seta rosso, piatto anteriore con impressione in oro; capitelli in cotone e oro, realizzati a mano; Tiratura mondiale di 599 copie numerate a mano. Il libro è stampato su carta pergamenata Luxor delle cartiere Fedrigoni, oro a spruzzo sui tre lati del taglio; custodito in una "scatola-libro" con coperchio a incastro e inserimento dall'alto, rivestita in in piena pelle. Nostro 483/599.
EUR 2,400.00
2 copie
#110065 Facsimili
Tiratura di 980 copie. L'opera è accompagnata da un volume di commento ed è presentata in un prezioso cofanetto. Riproduzione integrale del Codice Ms. Ashburnham 1874, Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Modena, Franco Cosimo Panini 2004, cm.10,1×15.3, pp.472, Legatura a mano con copertina rivestita di velluto di seta pura. Decori in argento dorato con lapislazzuli e quarzi rosa. Con volume di commento. Nell’inventario redatto nel 1492, alla morte di Lorenzo de Medici, sono citati cinque “libriccini delli offitii, di donna”, ossia piccoli libri d’ore. Già questa definizione, “di donna”, evoca qualcosa di piccolo e insieme prezioso, come un gioiello, atto a essere sfogliato dalle dita delicate di una dama rinascimentale. E il codice Ashburnam 1874 risponde appieno a questa suggestione. Poco più grande di una moderna cartolina – misura infatti appena 10 centimetri per 15 – si impone prima ancora di essere aperto per la sua straordinaria legatura in velluto viola, con borchie e cantonali in argento dorato filigranato, nei quali sono incastonati un grande lapislazzuli e quattro quarzi rosa su ciascun piatto. Tutto in questo codice parla di una origine e di una destinazione di prestigio; a partire dalla legatura descritta per proseguire con la melodiosa scrittura, sino al raffinatissimo corredo di miniature attribuite a Francesco Rosselli, incisore, miniatore, cartografo e pittore, che insieme a Francesco di Antonio del Chierico fu il massimo esponente della scuola fiorentina. Sono nove le miniature a piena pagina, nelle quali l’illustrazione sembra riposare su un letto lussureggiante di decorazioni floreali, festoni e ghirlande. Ma ognuna delle 233 carte del manoscritto contiene almeno un elemento, un capolettera, un fregio, che impreziosice il testo, incastonato nella pagina secondo i canoni armonici più rigorosi dell’arte libraria.
EUR 9,500.00
-62%
EUR 3,600.00
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#9856 Facsimili
Il Codice N.2162 della Biblioteca Trivulziana di Milano. Intr.trascriz.glossario, indice dei nomi e delle cose di A.Marinoni,con una nota di André Chastel. Milano, Arcadia Electa 1980, 2 volumi. cm.15x21,5, pp.XXXI-239,+ 102 carte di facsimile. volume di facsimile: copertina in pergamena con lacciuolo, trascrizione: volume in mezza pelle, in contenitore a libro in tutta pelle. Ediz.di 999 esemplari numerati. Nostro n.263 ad personam.
Note: lievi tracce d'uso.
EUR 590.00
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#317630 Facsimili
Manoscritto miniato su pergamena, 1470 circa, 17x24 cm, composto da 16 carte che danno vita a un libro di 32 pagine, di cui 7 bianche con rigatura ortogonale a inchiostro rosso, 15 interamente miniate, 9 con disegni astronomici e una Tabula climatum; scrittura semigotica libraria, in italiano, a inchiostro rosso, seppia e azzurro. Commentario di Gianni Venturi, Luca Bellingeri, Giovanna Lazzi, Annalisa Battini, Marco Bertozzi, Manuela Incerti. Modena, Il Bulino edizioni d'arte 1995-2202, Coll.Hortus Deliciarum. HD. Che riunisce gli ultimni esemplari della Collezione Ars Illuminandi da riservare agli Amici del Bulino. Gli ultimi 66 esemplari della tiratura sono rivestiti in velluti verde dell' originale e custoditi in cofanetto in pelle di vitello naturale. Esemplare 61. Il De Sphaera è unanimemente considerato il più bel libro astrologico del Rinascimento italiano. Miniato per la corte di Milano da un raffinato artista di scuola lombarda (forse Cristoforo de Predis), pervenne agli Estensi di Ferrara nell’am-bito dei frequenti interscambi artistico-culturali con la corte sforzesca. Il codice riassume, con impareggiabile eleganza, il sapere astrologico dell’epoca e, soprattutto, è testimone della sua nuova autorità, del credito raggiunto dalla fede negli astri - moda e cultura a un tempo - presso le corti più potenti e raffinate. Il De Sphaera aggiunge lustro a un filone già proficuo, quello della iconografia planetaria e zodiacale, con la bellezza delle sue miniature e i versi rimati degli oroscopi. Dodici colori base sono stati utilizzati per la stampa di quest’opera al fine di rendere al meglio sia la struttura cromatica delle miniature, sia la sensazione visiva e tattile dell’originale. L’uso di un sistema di stampa a modulazione di frequenza o stocastico in luogo del tradizionale retino a punto tondo, unito a una risoluzione più che doppia rispetto alla stampa tradizionale di alta qualità, consente di apprezzare la finezza della miniatura anche attraverso una lente di ingrandimento. Completa l’edizione il commentario, un importante volume storico e artistico, riccamente illustrato. Ne sono autori: Gianni Venturi, docente di storia della letteratura italiana all’Università d Firenze e direttore dell’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara, Giovanna Lazzi, storica dell’arte e direttrice della Biblioteca Riccardiana di Firenze, Annalisa Battini, bibliotecaria dell’Estense Universitaria di Modena, Marco Bertozzi, docente all’Università di Ferrara
EUR 1,200.00
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#254634 Facsimili
Il ms. Palatino 556, straordinario prodotto della cultura delle corti padane, porta la data del 20 luglio 1446; fu realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori. Commentario di Cardini, Roberto; Delcorno Branca, Daniela; Bertolini, Lucia; Faietti, Marzia; Hoffmann, Annette; Tordella, Piera Giov Roma, Treccani 2009, cm.20x27,5, pp.348, 289 disegni. facsimile con legatura in velluto, contenuto insieme al commentario in una teca rilegata in pelle. Edizione in facsimile e commentario. Edizione limitata in 750 esemplari. Il manoscritto Palatino 556 (Tavola Ritonda) si inserisce nella tradizione letteraria e illustrativa del ciclo bretone, legato alla mitica figura di Artù e ispirato alle vicende cavalleresche di argomento amoroso. Il genere, sorto nell’Alto Medioevo e affermatosi in Francia, si diffuse in Italia dall’inizio del XII secolo, e la sua fortuna continuò anche nei secoli successivi. Nelle biblioteche signorili, in particolare dell’Italia settentrionale, abbondavano i manoscritti illustrati che rievocavano le avventure della civiltà cortese-cavalleresca, e il loro successo è testimoniato dalla grande quantità di codici pervenuti fino a noi. Il ms. Palatino 556, straordinario prodotto della cultura delle corti padane, porta la data del 20 luglio 1446; fu realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori. Si tratta di un’opera di grande fascino sia sotto il profilo letterario sia dal punto di vista artistico. Quanto ai contenuti, il testo rielabora le storie connesse all’epopea arturiana, incentrate sulla ricerca del Santo Graal e sulle imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda, intrecciate alle vicende amorose di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta. La redazione in volgare dialettale è arricchita da un cospicuo apparato illustrativo costituito da 289 disegni, eseguiti quasi esclusivamente a penna, che commentano il racconto, visualizzandolo in sequenza narrativa a ogni pagina. La presenza di tali disegni, distribuiti su 171 carte, accresce l’importanza che il codice riveste nell’ambito dell’illustrazione dei romanzi arturiani. Per la loro attribuzione sono state avanzate varie ipotesi che riguardano due esponenti della famiglia Bembo – Bonifacio, il più famoso tra i pittori della famiglia, e Ambrogio, noto come miniatore , oltre allo stesso Zuliano degli Anzoli. Riguardo alla committenza, è stato possibile formulare delle ipotesi sulla base di alcune caratteristiche iconografiche del codice: così, la particolare attenzione posta nell’illustrazione della liturgia del Santo Graal ha suggerito un legame diretto con i Gonzaga, mentre la raffigurazione ricorrente del ghepardo con collare e guinzaglio ha indotto a ricercare il committente nella cerchia delle famiglie cremonesi o nel contesto della famiglia viscontea; motivi prevalentemente legati all’araldica e agli stretti rapporti con la corte milanese hanno invece fatto ipotizzare una committenza di ambito parmense, nella persona di Pier Maria Rossi (1413-1482), conte di Berceto e di Corniglio, marchese di San Secondo. All’approfondimento delle problematiche legate ai diversi aspetti del codice è dedicato il volume di saggi, curato da Roberto Cardini, che accompagna l’edizione in facsimile della Tavola Ritonda. Il volume si apre con il contributo di Daniela Delcorno Branca sulla specificità del Palatino 556 nell’ambito della tradizione arturiana italiana; seguono l’imponente saggio linguistico di Lucia Bertolini sull’influenza esercitata nella redazione del codice dalla lingua del copista; lo studio storico-artistico condotto da Marzia Faietti sul complesso rapporto tra testo e immagine; l’accurata indagine iconografica di Annette Hoffmann sui rapporti del codice con l’illustrazione figurativa precedente e coeva, e sulle novità che esso presenta. L’analisi degli aspetti tecnici della scrittura, quali le tipologie degli inchiostri, le loro combinazioni e la dinamica delle varie fasi del disegno è invece affrontata da Piera Giovanna Tordella, cui fa seguito lo studio di Adriana Di Domenico sulla committenza. Completano il volume la descrizione codicologica del manoscritto e un’accurata trascrizione del testo.
EUR 7,000.00
-68%
EUR 2,200.00
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#317316 Facsimili
Dall'Indice: --Claudia Giuliani. Il libro d'Ore di Maria Stuarda entro le collezioni della Biblioteca Classense: storia di un culto librario. --Stefano Villani. Maria Stuarda dalla storia al mito. --Caterina Limentani Virdis, Un piccolo libro di preghiera. --Floriana Amicucci. Il codice. --Giovanna Lazzi, In preghiera tra fede e natura. --Bibliografia. --Indici dei Manoscritti. --Indici dei nomi. A cura di Claudia Cappelletti. Modena, Art Codex 2014, cm.9,5x12,5, pp.106, 63 figure a colori e bn.nt. legatura in velluto rosso. 9788861800076
EUR 60.00
Disponibile
#317200 Facsimili
Dall'Indice: --Presentazione di Luigi Bellingeri. --Emilia Anna Talamo. Les petis prieres de Renée de France. --Emilia Anna Talamo. Il libro di preghiere di Renata di Francia. --Emilia Anna Talamo. Descritione del Manoscritto. --Bibliografia essenziale. A cura di Claudia Cappelletti. Modena, Art Codex 2014, cm.9,5x12,5, pp.134, 21 figura a colori e bn.nt. legatura in velluto rosa.
EUR 30.00
Disponibile
#314872 Facsimili
--Michele Lefebvre. Un Apocalipsis ilustrado en la encrucijada de los caminos. --Miniaturas, transcripción y traducción del poema, Michele Lefebvre y Gregorio Solero. Prólogo Pierre Guinard. Orbis Mediaevalis Editora Internacionale de Facsimiles 2011, cm.24x32,5, pp.160, 88 ilustraciones legtaura editoriale cartonata, sopracoperta figurata a colori. Nuestro facsímil consta de una sola edición numerada de 995 ejemplare
EUR 85.00
2 copie
#299744 Facsimili
by Juan Jose´ Garci´a Gil, Pablo Molinero Hernando, Dietrich Briesemeister, Juan Jose Vallejo Pinedo, and Jaume Casamitjana Costa Burgos, Siloé, arte y bibliofilia 2003, cm.27x38, legatura editoriale sopracoperta figurata a colori, cofanetto.
EUR 190.00
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