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Le Collane

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Biblioteca Universitaria, Eichstätt, SJ II 2892-2894. San Sepolcro, Aboca 2006, Tre volumi in folio imperiale. cm.43,5x52, contenenti 367 tavole a colori, di misure e numero di pagine conformi all’originale. Copertine con decorazioni in rilievo sui piatti Legatura eseguita artigianalmente a mano, cucitura di tipo antico, colorazione dei tagli, cordonatura, nervatura ed etichettatura sul dorso Ogni volume è custodito in un cofanetto in tela nera con impressioni in oro. Tiratura di 1.450 esemplari. Opera con testo latino. Commentario di pp.286, con 408 illustrazioni, cm.28,5x38. Commentario in Italiano, Tedesco, Inglese.
Il facsimile dell’erbario Hortus Eystettensis è la riproduzione fedele dell’esemplare realizzato dal botanico farmacista Basilius Besler nel 1613 e conservato a Eichstätt, in Germania. È un erbario figurato, in tre volumi di straordinaria bellezza, composto di 367 tavole in folio imperiale con 1.084 disegni a colori di piante fiorite di provenienza europea ed esotica. L’Hortus Eystettensis è da considerarsi il più bel florilegio del Seicento: segna il definitivo passaggio dalla tecnica xilografica a quella calcografica e apporta un rilevante contributo alla storia della botanica medicinale. Le piante, per la prima volta al centro dell’attenzione, sono presentate seguendo la fioritura stagionale e ogni giorno dell’anno il lettore ha a disposizione un fiore diverso da ammirare. Le descrizioni delle piante, in lingua latina, mostrano una stupefacente anticipazione del sistema di nomenclatura binomiale. Il Commentarium, parte integrante che accompagna il florilegio, presenta i contributi di studiosi esperti in botanica, farmacologia vegetale e iconografia.
EAN: 9788895642567
Prezzo: € 9,600.00
- 39%
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Pierpont Morgan Library, New York, M.1044. Luzern, Faksimile Verlag 2005, cm.33x42, pp.256, 87 grandi scene dipinte, 126 grandi capilettera miniati in oro. Rilegatura come dall'originale, in tutta seta con gigli fi Francia in oro. Edizione limitata in 980 esemplari. Commentario in Francese e tedesco di Yves Christe.; D’Escayrac-Lauture, A.; William Voelkle; Francois Avril. Con Commentario.
This work not only represents the most famous record of medieval hunting, but also is an impressive documentation of natural history. The work was made around 1387 and is one of the finest manuscripts ever made in the Middle Ages. Shining gold and glowing colours testify to the high quality of work being produced in the Bedford Masters workshop. The most celebrated hunting book of medieval times: Gaston III, count of Foix and Béarn in the south of France, wrote his “Livre de chasse”, or Master of Game, in the years 1387–1389. This work not only represents the most famous record of medieval hunting, but may also be considered as one of the most interesting testimonies to the cultural history of its time. Gaston de Foix, because of his bright blond hair also called “Phoebus” after the Greek sun god, describes in his four-part hunting book not only the then common forms of hunting, but also presents an impressive natural history, which – long before the times of the empiric sciences – was based on the extensive observation of different species and used as a text book well into the 19th century. The Facsimile:Gaston Phoebus - The Master of Game is published as a faithful Fine Art Facsimile limited edition in the format of 38.5 x 28.6 cm. The fact that this edition is strictly limited to only 980 hand-numbered copies makes the Master of Game an exclusive masterpiece of book art world-wide and an item with rarity value. 87 vivid miniatures, richly ornate with gold leaf and brush gold, 126 imaginative large initials, as well as abundant scrollwork made of shining golden, red and blue foliage make the 128 folios a perfect background for the whole splendour of French bibliophile collection in the Gothic period. Written in a wonderful, if not perfect textura script, the French text has remained clearly legible to this day. In their commentary, Yves Christe (Geneva), Antoine d'Escayrac-Lauture (Kasteel Westerlo), William Voelkle (New York) and Francois Avril (Paris) present a comprehensive historic and art-historic analysis of the work. Thanks to the complete transcription and translation of the French text, today's readers may also immerse themselves in the aristocratic culture of the Middle Ages. Both the facsimile and the commentary volumes are presented in a protective case of acrylic glass. Binding: The binding of the Fine Art Facsimile edition is modelled on a blue silk binding from the library of King Louis XII. The fine silk was especially woven for this purpose and embroidered with golden lilies, the emblem of the French royal dynasty. Last but not least, the noble impression of the volume is perfected by the use of fine parchment with which the bookbinder covers the spine.
EAN: 9783856721008
Prezzo: € 7,500.00
- 64%
Nostro Prezzo: € 2,700.00
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L’edizione in facsimile: La Cosmographia, in tiratura unica ed esclusiva di 499 esemplari numerati e certificati, è stampata con i rigorosi criteri del facsimile su apposita carta 250 grammi nel formato atlantico dell’originale. L’edizione ripropone nel codice le 27 grandi tavole geografiche, mentre il testo teorico tolemaico è riprodotto integralmente a colori nel volume di commentario (272 pp. nel formato 24 × 32 cm), preceduto da un saggio di Laura Federzoni e dalla nota codicologica di Mauro Bini. Le tavole sono commentate da Annalisa Battini. Codice e commentario sono custoditi in un elegante cofanetto in seta con impressioni.
Biblioteca Estense, Modena. Lat. 463 = a.X.1.3. Modena, Il Bulino Edizioni d'Arte 2003, cm.31x45, Coll.Ars illuminandi.
La Cosmographia è opera basilare dell’Umanesimo, della sua sete di cultura e di scienza, anticipatrice degli ideali del Rinascimento e dell’età delle grandi scoperte geografiche. Il primo atlante universale: La tradizione tolemaica, codificata nei manoscritti greci, fu riscoperta nel Quattrocento quando a Firenze, capitale intellettuale e artistica, si sviluppò quella ricerca scientifica e cartografica che segnò l’età delle grandi scoperte geografiche. Nelle botteghe fiorentine vennero compilati e miniati i più bei Tolomei della storia dell’arte e della scienza e i potenti del Rinascimento – da Borso a Federico da Montefeltro, da Mattia Corvino d’Ungheria a Luigi XII di Francia – fecero a gara per entrare in possesso di questi mirabili codici, rilegati in finissima pelle di vitello, con le belle miniature a bianchi girari e con le ventisette carte del mondo. Il codice estense, miniato su pergamena, si compone di 128 carte di cm 45 × 31. Fu acquistato nel 1466 da Borso d’Este, al quale è dedicato, direttamente dall’autore, l’umanista tedesco Nicolò Germanico. La Cosmographia tolemaica, nella versione latina di Jacopo Angelo da Scarperia, è corredata dalle tradizionali 27 tavole geografiche a doppia pagina (45 × 62 cm) rinnovate dall’autore con l’adozione della proiezione trapezoidale. La prima delle 27 carte raffigura l’ecumene; le successive, precedute da un testo esplicativo, illustrano le singole regioni terrestri allora conosciute. L’apparato cartografico della Cosmographia va considerato come uno dei monumenti della creatività dell’uomo, in un’epoca dove arte e scienza erano spesso intimamente correlate. La prima carta del manoscritto è di dedica a Borso d’Este, grande collezionista e committente di codici miniati, che ripagò l’autore con ben 100 fiorini d’oro. L’Atlante di Borso d’Este Lo straordinario cimelio della Biblioteca Estense costituisce una delle più importanti opere dell’arte cartografica rinascimentale, testimone dell’interesse scientifico e politico per la conoscenza del mondo, documento fondamentale per incentivare e supportare le spedizioni di terra e di mare alla ricerca di nuovi popoli e di leggendarie ricchezze. L’Atlante di Borso, per la sua voluminosità e per la sua raffinatezza artistica, era un’opera di rappresentanza e non certo di consultazione (attestato peraltro dall’ottimo stato di conservazione), ma l’acquisizione in una delle biblioteche più famose collocava la nuova scienza geografica tra le materie di maggior importanza e attrattiva per l’uomo del Rinascimento. La legatura originaria del codice è andata perduta. L'editore Su indirizzo della Direzione della Biblioteca ha provveduto alla creazione di una nuova copertina in pelle naturale di vitello, con l’impressione a secco e in oro zecchino di un fregio a bianchi girari e del titolo, al fine di dotare l’esemplare estense, e così l’edizione in facsimile, di una veste rispondente a quella quattrocentesca e consona all’importanza storica e artistica del cimelio.
EAN: 9788886251532
Prezzo: € 5,000.00
- 40%
Nostro Prezzo: € 3,000.00
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Il facsimile è inserito in una speciale custodia in legno di quercia ultracentenaria La custodia è lavorata e cucita artigianalmente a mano. Il facsimile è lavorato con carte piegate e tagliate a mano. La copertina è in pelle di capra tinta a mano. Pagine 96, illustrazioni 96. Tiratura limitata di 999 esemplari numerati e certificati. Il prezioso cofanetto contiene, insieme al facsimile, il commentario. Rivestito in tela, il cofanetto è rifinito con decori in oro a caldo. formato del cofanetto cm.27,5x32,5. Formato del facsimile:cm.11,5x16.
ms. 7955 Archivio di Stato Coronini Cronberg, Gorizia (Italia). Manoscritto autografo, XV sec. San Sepolcro, Aboca Museum 2007, 2 voll. cm.11,5x16, Edizione facsimilare da collezione.
Pacioli scrisse un trattato sugli scacchi mai pubblicato, De Ludo Scachorum. Scritto in volgare attorno al 1500, perduto per ben cinque secoli, il manoscritto è stato ritrovato nel 2006 tra i 22000 libri della biblioteca del Conte Coronini (Archivio di Stato di Gorizia). Con riferimento alla lunga amicizia tra il Pacioli e Leonardo da Vinci e tenendo conto del contributo di quest'ultimo al De Divina Proportione (tutti i disegni sono autografi di Leonardo stesso!), alcuni studiosi sostengono che è possibile che il De Ludo Scachorum sia stato illustrato, in parte o in toto, proprio da Leonardo. Come lo definisce il Pacioli stesso, è un "iocondo et alegro tractato", utile come "schifanoia" (per schivar la noia, cioè passatempo); oggi è considerato uno dei più importanti esempi di strategie logiche e matematiche del suo tempo. Il manoscritto ha suscitato molto interesse perché contiene "partiti" giocati alla maniera medioevale e altri secondo la nuova tecnica "a la rabiosa", introdotta alla fine del quindicesimo secolo.
EAN: 9788895642574
Prezzo: € 1,850.00
- 41%
Nostro Prezzo: € 1,100.00
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Edizione Facsimile del manoscritto miniato su pergamena ms. 1853. Autorizzata dalla Biblioteca Civica di Verona. A cura di R. Bini. Modena, Il Bulino Edizioni d'Arte 2007, 2 volumi con legature in pelle, in cofanetto. Facsimile cm.18x25. Commentario cm.17,5x24,5. Tiratura limitata di 600 esemplari. Il nostro esemplare è accompagnato da un ulteriore cartella contenente la preghiera in volgare veronese del XIII secolo, cartella ideata per essere unicamente donata a Sua Santità Benedetto XVI. Il caloroso gradimento espresso dal Ponteficeha indotto l'editore a realizzare altri esemplari da riservare ai collezionisti più affezionati, integrando il testo originale con la trascrizione e con un particolare di una carta miniata del codice.
l manoscritto 1853 della Biblioteca Civica di Verona è un codice miniato su pergamena risalente alla seconda metà del XIII secolo. Misura mediamente 17 × 24 cm ed è composto da 42 carte, corrispondenti a 84 pagine. Le prime due carte, in scrittura gotica semicorsiva, contengono la Preghiera alla Vergine, una delle più antiche laudi in volgare veronese. Il resto del codice, interamente illustrato, tramanda i testi, in scrittura gotica rotunda, delle due leggende di San Giorgio di Cappadocia (cc. 3r-26r) e di Santa Margherita d’Antiochia (cc. 27r-37v); in chiusura due miniature a piena pagina: Cristo in maestà con i quattro evangelisti e San Cristoforo. Il manoscritto fu acquistato dalla Biblioteca Civica nel 1881 per 200 lire dell’epoca. Una nota di possesso ne denuncia la provenienza dal monastero di Santa Maria Maddalena, al quale era stato assoggettato fin dal 1350 quello di osservanza francescana di Santa Maria delle Vergini che, fra il Due e il Trecento, accoglieva molte giovani dell’aristocrazia veronese, compresa una fanciulla della famiglia Della Scala, dominante in città, cui era toccata in sorte la vita monastica. Ciò ha fatto supporre agli studiosi che il codice, viatico per una vita di intensa spiritualità, abbia accompagnato nel convento delle clarisse una giovane nobile veronese. Uno straordinario racconto per immagini. L’importanza artistica del manoscritto è dovuta all’eccezionale ciclo delle 78 miniature che illustrano le leggende di San Giorgio e di Santa Margherita. Ne risulta uno straordinario racconto per immagini, la cui peculiarità strutturale è il costante rapporto tra testo e immagine. Se ciò conferma una delle tipicità della miniatura medievale – specie nei manoscritti di carattere religioso e liturgico in funzione anche di una comprensione “in diretta” del messaggio divino – l’apparato miniatorio del codice, peraltro ottimamente conservato, si eleva per l’inusuale e incomparabile ampiezza e per i nessi stilistici con gli affreschi veronesi dello stesso periodo e per la palpabile influenza della pittura bolognese. Leggenda di San Giorgio. Ben cinquantacinque miniature accompagnano la leggenda del tribuno Giorgio di Cappadocia, dal momento in cui dichiara all’imperatore Daciano la propria fede cristiana a quando, dopo sette anni di tormenti, viene decapitato. L’immagine che chiude la leggenda è quella più nota: san Giorgio a cavallo trafigge con una lancia il drago, tenuto al guinzaglio dalla principessa. Più tardi, intorno al 1435, sarà Pisanello a riprendere il tema per l’affresco nella chiesa veronese di Sant’A­nastasia. Leggenda di Santa Margherita. Ventun miniature decorano la leggenda di santa Margherita, pastorella di Antiochia, di cui s’invaghisce il pre­fetto Olibrio. Il rifiuto della fanciulla è considerato atto di ribellione verso il potere imperiale romano e dunque essa è barbaramente tor­turata e man­data a mor­te. La storia della santa ha costituito uno dei sogget­ti prediletti dell’arte cristia­na, sia a O­­rien­te (affreschi del X secolo nelle chiese di Goreme, in Cap­pa­docia) che in Oc­cidente (celebre il dipinto di Tiziano del 1550).
EAN: 9788886251662
Prezzo: € 2,500.00
- 30%
Nostro Prezzo: € 1,750.00
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Paris, Bibliothèque de l'Arsenal, Ms 5070. Valencia, Scriptorium 2009, cm.28,5x40, Original binding in olive coloured leadther with the coat of arms. Commentary ,English abstract, Spanish by Muzerelle, D.; Tesniére, M. Limited Edition: 390 copies.
The edition consist of a facsimile volume reproducing the original work, which is kept in Paris at the Arsenal Library measuring 28,50x40 cm. on four hundred sheets, plus a study volume containing a history of the manuscript, codicological study, study of the miniature, introduction to the text, translation to Spanish and English. Autors:Danielle Muzerelle, manuscript curator; Marie-Hélène Tesniére, specialist in the Decameron miniature, who has written countless works on the manuscript.
Prezzo: € 12,500.00
- 33%
Nostro Prezzo: € 8,400.00
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La versione tedesca del Liber Chronicarum (Cronache di Norimberga 1493). Leipzig, Edition Libri Illustri 1990, cm31x44,5, pp.596, Facsimile and commentary are kept in a box. Limited Edition: 800 copies. This facsimile is complete (full-size color reproduction of the whole original document). Commentary ,German.
EAN: 9783927506015
Prezzo Netto: € 670.00
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L’edizione in facsimile del Liber Physiognomiae è stata realizzata in concomitanza con il restauro e con la dotazione della nuova copertina in pelle. L’opera è stampata su carta «Accademia» Fabriano, che richiama il supporto dell’originale. I due fogli membranacei sono riproposti su carta pergamenata. La cucitura e la legatura in pelle di vitello con impressioni a secco sono opera di provetti artigiani. Il commentario, di 64 pagine rilegate in brossura, contiene l’integrale trascrizione del testo latino e relativa traduzione, a cura di Paola Di Pietro Lombardi, un saggio storico-codicologico della stessa autrice, lo studio artistico di Leandro Ventura e quello storico di Daniele Bini. Codice, commentario e certificato di garanzia numerato sono custoditi in cofanetto.
Modena, Il Bulino Edizioni d'Arte 2000, cm.22x29, pp.70, Tiratura unica in 999 esemplari numerati.
1440 ca., composto di II + 35 + II carte = 70 pagine, numerate a stampiglia rossa da I a LXX, due carte con astrolabi piani e «volvelle» per la ricerca dell’oroscopo e due pergamene; formato 22x29 cm, legatura in pelle, testo latino in gotico rotondo. Il Liber Physiognomiae è una miscellanea di trattati medico-astrologici medievali, rivisitati in età umanistica. Autore dei testi, miniatore e committente rimangono ancora ignoti. Alle descrizioni sui giorni e sulle stagioni seguono i dodici segni dello zodiaco, raffigurati uno per pagina assieme al testo degli oroscopi, che delineano il carattere e gli eventi positivi e negativi dell’uomo e della donna in relazione al periodo di nascita; i disegni acquarellati del fondo pagina rappresentano gli influssi dei pianeti sul genere umano. Le parti centrale e finale del codice comprendono tavole genealogiche, interpretazioni astrologiche del sogno biblico del profeta Daniele e i suggerimenti medici di Pietro d’Abano, le cui lezioni nel primo Trecento all’Università di Padova si rivelano come le fonti dirette o ispiratrici del Liber. Le dodici tavole con i disegni acquarellati sono opera di un miniatore di area pisanelliana. Prevale l’attribuzione a un artista patavino (anche per i diretti riferimenti agli affreschi del Guariento agli Eremitani), tuttavia recenti ipotesi, non comprovate ma suggestive e forse verosimili, propongono una possibile comittenza per il marchese Leonello d’Este.
EAN: 9788886251396
Prezzo: € 1,100.00
- 41%
Nostro Prezzo: € 650.00
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Manoscritto Ms. Regg. a 41/2, conservato presso la biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, il volume accoglie gli studi dedicati da Piero della Francesca alle regole della prospettiva, con una serie di note e di stupefacenti disegni autografi dell'artista. Il commentario contiene un'analisi critica sulle innovative teorie introdotte nel De prospectiva pingendi, osservandone l’applicazione nei dipinti di Piero e analizzando dal punto di vista geometrico i disegni contenuti nel manoscritto emiliano. Il De prospectiva pingendi è accolto in una maestosa legatura di tipo monastico, in mezza pelle di montone su assi di faggio stagionato chiuse da fermagli di ottone. A legare le pagine provvede una cucitura realizzata a mano a punto pieno con filo di cotone su nervi doppi in pelle allumata, mentre i capitelli, anch'essi prodotti manualmente, sono in filo di cotone su anima in canapa e pelle.
Presentazioni di Valentino Mercati, Maurizio Festanti. Contributi di Massimo Mussini, Luigi Grasselli. San Sepolcro, Aboca Museum 2008, 2 volumi in cofanetto. cm.23x31, Facsimile di 110 carte e commentario di pp.225 con alcune figg.a col.nt. Tiratura limitata a 999 esemplari numerati. Facsimile da collezione. Commentario in lingua italiano e inglese.
EAN: 9788895642598
Prezzo: € 1,850.00
- 41%
Nostro Prezzo: € 1,100.00
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Bibliothèque Nationale, Parigi, ms. Arabe 2964. Sansepolcro, Aboca Museum 2008, cm.28,5x37, Tiratura di 999 esemplari. Con commentario.
Il manoscritto Kitâb al-Diryâq descrive la teriaca, l’antico medicinale utilizzato inizialmente nella cura dei morsi da serpenti o animali selvaggi (dal greco, thèrion) e poi impiegato ampiamente come panacea per ogni male. L’opera, datata 1198, include immagini di piante medicinali utilizzate per le diverse ricette dai più importanti medici della tradizione greca. L’esemplare parigino è il più antico ed affascinante di tutte le versioni esistenti. Il trattato, che è conosciuto anche come la Teriaca di Parigi, contiene un’avvincente serie di racconti e aneddoti che riguardano nove medici greci che avevano contribuito allo sviluppo del medicamento. L’esemplare di Parigi, in lingua araba antica con appunti in persiano, consta di 36 carte, arricchite da miniature con motivi arabeggianti. Le pagine di introduzione, decorate e disegnate, sono riservate all’indice generale e precedono due stupefacenti pagine di frontespizio dedicate alla luna e ai suoi miti di astrologia e magia. Le pagine calligrafiche a seguire sono delle singole opere d’arte, dove anche la scrittura cufica diventa un motivo di decorazione. Il commento al codice, tradotto in sei lingue, è opera di cinque esperti arabisti che con i loro contributi ci permettono di comprenderne il contenuto. Il prezioso cofanetto contiene il facsimile e il commentario Rivestito in seta con applicazione di due tavole stampate a colori con oro satinato in lamina. Formato: cm 29,5 x 39 x 6,5. Caratteristiche del Facsimile:Stampa a colori e miniature impresse con oro. Satinato in lamina. Pagine 72, fustellate con applicazione manuale di tre inserti e taglio oro rifinito a mano sui tre lati. Copertina con aletta rivestita in pelle cabra con impressione in oro satinato in lamina e turchese.
Prezzo: € 2,980.00
- 53%
Nostro Prezzo: € 1,400.00
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Edizione facsimilare con Commentario italiano, con asbract in inglese e tedesco di Milano, Ernesto; Cvetnic, Sanja; Fidalgo, Manuela; Di Pietro Lombardi, Paola; Malacarne, Giancarlo.
Lisbon, Museu Fundação Calouste Gulbenkian, L.A. 149. Zagreb Strossmayerova Galerija, nn. 339-352. Modena, Il Bulino Edizioni d'arte 2002, cm.17x26, Coll.Ars Illuminandi. L’edizione in facsimile , unica e irripetibile in 999 esemplari numerati.
l codice, "l’ultima creazione veramente straordinaria della miniatura ferrarese", fu commissionato dal duca Alfonso I al miniatore Matteo da Milano. Appartenuto alla Biblioteca modenese fino al 1859, fu asportato dagli Estensi (assieme alla Bibbia di Borso e al Breviario di Ercole, con i quali costituiva una trilogia di capolavori miniati di assoluta eccellenza) e conservato come patrimonio della casa d’Austria-d’Este nell’esilio di Vienna; il corpo del manoscritto, privato delle 14 miniature di Zagabria, fu acquistato sul mercato antiquario dal collezionista armeno Gulbenkian per la sua Fondazione, ora a Lisbona.
EAN: 9788886251501
Prezzo: € 3,900.00
- 28%
Nostro Prezzo: € 2,800.00
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Facsimile accompagnato da una introduzione storica (in italiano, francese ed inglese) a cura di Mons. Luigi Bettazzi, ed un puntuale studio del codice, sempre in tre lingue, realizzato da Luigi Magnani nel 1934 per conto della Biblioteca Apostolica Vaticana, pp.XXX,205.
Ivrea, Priuli &Verlucca 1990, cm.22x33, pp.44 stampate da 8 a 12 colori più 240 pagine di testo Opera rilegata manualmente in piena pelle naturale, con impressioni a secco sui piatti e sul dorso, posta in cofanetto con testate in legno e fiancate in pelle con impressioni a secco, Cofanetto in legno e pelle. Tiratura limitata a 1000 esemplari.
Presso la Biblioteca Capitolare di Ivrea è conservato un codice che risale a prima dell'Anno Mille, il Sacramentarium Episcopi Warmundi realizzato per quel vescovo eporediese che intrattenne, con Re Arduino, diatribe che hanno popolato la fantasia dei nostri antenati e riempito gli anni a cavallo del primo millennio. Si tratta di un codice membranaceo di 222 fogli, quindi di 444 pagine, con svariate miniature e lettere iniziali auree o policrome. Le miniature rivelano mani diverse, ma hanno in comune i caratteri fondamentali: sono vivacemente disegnate a penna e colorate all'acquerello (verde, rosso, turchino, giallo). Le miniature, o le iniziali decorate, sono racchiuse da cornici, entro cui si snodano iscrizioni illustrative. Grande, inoltre, è l'importanza storica dei personaggi: il giovane imperatore, difensore di Warmondo, progettava la "renovatio imperii" di Costantino e forse non è a caso che il Papa francese imposto da Ottone (ed era il suo precettore) abbia preso il nome di Silvestro II, in continuità con Silvestro I, il Papa che battezzò Costantino. E sarà il Papa che, nel Sinodo romano del 999, confermerà le condanne contro Arduino, il rivale di Warmondo. Se Arduino è famoso nei libri di storia, presentato talora come il primo re d'Italia, Warmondo è uomo di pari statura che ha saputo, non solo tenergli testa, ma creare nella città del bellicoso Arduino un centro di cultura tra i più illustri dell'epoca in tutta l'Italia settentrionale. Di questa cultura e della sua arte il Sacramentario (il cui originale è gelosamente custodito presso la Biblioteca Capitolare di Ivrea) rappresenta uno dei rarissimi esemplari.
Prezzo: € 1,490.00
- 68%
Nostro Prezzo: € 480.00
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Il manoscritto miniato n. 388 del Museo Condé di Chantilly è un codice di quindici carte pergamenacee (30 pagine). Modena, Il Bulino 2005, cm.19,2×12,7, con una legatura ottocentesca in pelle verde con cornice dorata. Il codice è accompagnato dal commentario. ISBN 88-82651-69-6
Le miniature sono ventotto, interrotte da due pagine bianche che sembrano voler suddividere la storia in tre capitoli: una prima carta porta impresso lo stemma del committente, quindici miniature a piena pagina raffigurano lo sviluppo del rapporto amoroso tra Jean e Louise, nomi ipotetici ma verosimili, desunti dalle sigle intrecciate ricorrenti nelle dodici carte ornamentali che affrontano le scene dipinte. L’opera in facsimile, realizzata in esclusiva mondiale in cinquecento esemplari numerati e certificati, è una coedizione Müller & Schindler, Eikon Editores e Il Bulino edizioni d’arte. Il codice, il volume di commentario con i saggi di P. Stirnemann e M. Zink tradotti in italiano. La veste ideata in esclusiva per l’edizione italiana riprende quella del Libro d’ore di Renata di Francia. La prima peculiarità di questo manoscritto risiede nell’assenza di testo, e persino di un titolo; e tuttavia le miniature a piena pagina, recto-verso, costituiscono il più riuscito esempio di rappresentazione iconografica di una storia d’amore a cavallo tra tardo Medioevo e Rinascimento. In assenza di un titolo e di qualsiasi altra identificazione si è pertanto battezzato il codice "Histoire d’amour sans paroles". Un racconto sentimentale, che narra il corteggiamento tra due giovani appartenenti ad una corte del nord della Francia, vissuti all'inizio del Cinquecento.
EAN: 9788886251693
Prezzo: € 1,250.00
- 12%
Nostro Prezzo: € 1,100.00
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Civica Biblioteca "Angelo Mai" di Bergamo - Cassaf. 1.21. Con commentario, pp.64, 6 illustrazio a colori, brossura cm.21x30x0,7. Modena, Il Bulino 1998, cm.19x26, 31 carte pergamenacee legatura d'archivio in busta di velluto, cofanetto di custodia. Coll.Ars illuminandi.
Il Taccuino dei disegni di Giovannino de Grassi è considerato uno dei massimi esempi dell'arte tardo-gotica italiana. Il codice, realizzato alla corte viscontea sul finire del Trecento, presenta 77 soggetti disegnati e le 24 lettere di un sorprendente "alfabeto figurato". Giovannino de Grassi, cui è da attribuire la maggior parte dei disegni (il rimanente è, comunque, paternita' della sua bottega), fu ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano, ma anche il maggior artista lombardo dell'epoca, capostipite di una scuola che sarà poi esaltata da Michelino da Besozzo, Belbello da Pavia, Pisanello e Cristoforo de Predis. Altri importanti codici miniati (Offiziolo Visconteo di Firenze, Beroldo della Trivulziana di Milano, Historia Plantarum della Casanatense di Roma) sono annoverati tra le opere di Giovannino, artista polivalente in grado di esprimersi con eguale maestria come progettista, scultore, ideatore di vetrate, e che in questo Taccuino mette alla prova la sua arte di disegnatore. La realizzazione del facsimile ha immediatamente seguito il restauro dell'originale, ad opera dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Commentario con
EAN: 9788886251303
Prezzo: € 1,250.00
- 50%
Nostro Prezzo: € 625.00
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L’Officio della Vergine di Modena è un libro d’ore di manifattura lombarda datato 1390. Il codice, scritto e miniato su pergamena finissima, nel formato di cm.15x21, si compone di 272 carte, corrispondenti a 544 pagine. L’apparato decorativo, dipinto con grande profusione di oro in lamina, presenta 28 miniature a piena pagina dedicate ai santi e alle festività religiose, 15 carte interamente incorniciate con fregi a motivi vegetali e miniature raffiguranti episodi della vita della Vergine e di Gesù, 10 capilettera dorati ornati con grandi fregi, 522 capilettera dorati, oltre 2500 iniziali miniate, di cui 1350 laminate in oro e 300 finalini di riga in gran parte dorati. La scrittura è in carattere gotico rotondo, con titoli rubricati. Il contenuto, partendo dal calendario, è quello classico dell’Officium del rito della Chiesa romana. Il committente fu il ricco nobile milanese, Balzarino de Pusterla, ambasciatore e uomo di corte di Gian Galeazzo e di Filippo Maria Visconti, e il cui stemma compare a c. 12r e ricamato sul retro della copertina. Il codice subì diversi passaggi di proprietà prima di giungere, nel Settecento, nella raffinata collezione del marchese Obizzi del Catajo, donata interamente nel 1817 alla Biblioteca Estense. Il codice è riconosciuto dagli studiosi come uno dei capolavori assoluti della miniatura, ascrivibile al periodo aureo del gotico internazionale. Le miniature sono state recentemente attribuite a Tomasino da Vimercate, autore di altri manoscritti per la corte viscontea e operante, negli ultimi anni del Trecento, nella bottega milanese di Giovannino de Grassi. L’Officium dell’Estense rappresenta l’espressione massima della sua arte, sempre originale, elegante e particolarmente dolce nelle rappresentazioni delle figure femminili. La bellissima e lussuosa legatura del codice, in delicata seta rossa, è interamente ricamata con cornici ornamentali sui piatti e sul dorso a fili d’oro, d’argento e sete colorate; al centro del piatto anteriore è incorniciato il busto della Vergine Maria, mentre al centro del posteriore è ricamato lo stemma del possessore. Anche la copertina, presumibilmente manufatta nel Cinquecento per un alto personaggio di corte, costituisce per sontuosità e rarità una vera e propria opera d’arte. Per consentirne la piena visibilità e godibilità, il codice è custodito in apposita teca sormontata da una protezione trasparente. L’edizione in facsimile del Libro d’ore di Modena, presentata nel Palazzo dei Musei di Modena da Arturo Carlo Quintavalle e Giuseppa Z. Zanichelli, è stata realizzata in collaborazione con la Biblioteca Estense Universitaria, su autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in concomitanza con il restauro e la messa in sicurezza della delicata copertina. Le fasi riproduttive – fotografia, digitalizzazione, elaborazione cromatica, stampa speciale su carta appositamente scelta, applicazione degli ori in lamina e a pennello, profilo fustellato delle singole carte e ricamo della copertina – sono state eseguite con le tecnologie più moderne sapientemente coniugate alle nostre metodologie creative, mentre la rilegatura del codice – raccolta e cucitura dei fascicoli, taglio dorato e cesellato, applicazione della copertina su assi di legno – sono state effettuate con procedimenti manuali. Commentario di 128 pagine con saggi e studi. La tiratura in esclusiva mondiale è di 499 esemplari numerati e certificati; altri 56 esemplari sono riservati alle istituzioni e all’editore.
Modena, Bibl. Estense Univ., lat. 842 (=alfa R.7.3). Modena, Il Bulino 2006, Coll.Ars Illuminandi.
EAN: 9788886251655
Prezzo: € 7,200.00
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Legatura artigianale in pelle con impressioni in nero e oro. Cofanetto a conchiglia in velluto di cotone con scritte ricamate a filo dorato.
Edizione facsimilare del Ms. Casanatense 2020. Firenze, Vallecchi Ed. 2008, cm.15,7x22,4, pp.312, Legatura artigianale in pelle con impressioni in nero e oro. Cofanetto a conchiglia in velluto di cotone con scritte ricamate a filo dorato. Tiratura limitata di 499 esemplari num.da 1 a 499 per il mercato italiano e 100 esemplari num.da I a C per il mercato estero.
La Biblioteca Casanatense annovera nel suo Fondo manoscritti oltre centoquaranta codici medievali liturgici, che vanno dal IX al XVI secolo, raggruppati negli antichi cataloghi sotto la voce «Rituales codices» ma distinti alfabeticamente secondo il loro uso. Di questi, tre soli sono registrati con il titolo specifico di Evangelium o Evangeliarium, indicante volumi che raccolgono i testi dei Vangeli. Il Ms. 2020, conosciuto fino a oggi semplicemente come Evangelia totius anni, è un evangelistario di corte di provenienza francese acquisito dalla Casanatense verso la fine del Settecento o agli inizi dell'Ottocento e contenente i brani dei Vangeli letti durante la messa nei vari periodi dell'anno. Recenti e approfonditi studi sulla storia della miniatura in Francia nel Rinascimento hanno consentito di porre in luce l'attività di atélier come quello di Tours, al quale è probabilmente da ricondurre il codice casanatense, evidenziando le caratteristiche e le sfumature stilistiche degli artisti che operavano per conto dei grandi del regno. Il nostro evangelistario vi sarebbe stato eseguito intorno al 1526, nel periodo in cui il re di Francia Francesco I fu costretto a mandare in Spagna i due figli maggiori, il delfino Francesco e il cadetto Enrico (il futuro En¬rico II), come ostaggi di Carlo V, in cambio della propria libertà dopo la disfatta di Pavia, avvenuta il 24 febbraio del 1525. Il libro fu realizzato insieme a un manoscritto gemello, oggi custodito alla Biblioteca Nazionale di Madrid, e a un terzo codice, conservato a Chantilly, il cui contenuto, a carattere didascalico, mirava alla formazione dei giovani principi, segregati per ragion di stato a Valladolid. Il legame che unisce i tre codici è indiscutibile, non soltanto per la presenza dei blasoni appartenenti al delfino e ai cadetti, che ne costellano la decorazione, ma perché tutti e tre sono riconducibili alla mano di un copista e di un miniatore originari di Tours e riferibili all'entourage dell'artista prediletto della regina Claudia di Francia. In particolare, l'evangelistario casanatense risulterebbe destinato alla cappella del delfino, Francesco di Valois, come conferma lo stemma ricorrente, mentre il manoscritto di Madrid alla cappella dei cadetti, nell'ipotesi che i fratelli fossero stati separati durante la prigionia. Un gioiello della miniatura rinascimentale nelle cui delicate scenette par di avvertire tutta la trepidazione della committente, la regina Claudia di Francia, ancorché sovrana ma pur sempre madre, che vedeva strappare dal suo petto il proprio piccolo, ostaggio in Spagna alla mercé di Carlo V per quella ragion di stato che non risparmiava né i potenti né i loro ancora imberbi rampolli. Il Codice Valois fu dunque ciò che ella volle far realizzare e consegnare al figlio per accompagnarlo nel suo esilio, perché con le sue letture fosse istruito e avviato su un cammino di fede che lo illuminasse per tutta la vita. Commento al codice a cura della conservatrice dei manoscritti della Biblioteca Casanatense, dott.ssa Isabella Ceccopieri, e della direttrice della Biblioteca Riccardiana di Firenze, dott.ssaGiovanna Lazzi. The manuscripts endowment of the Casanatense Library contains more than one-hundred-forty medieval liturgical codices, from the IX to the XVI century, grouped in the old catalogues under the entry «Rituales codices», but divided alphabetically according to their use. Of these, only three are recorded with the specific title of Evangelium or Evangeliarium, indicating volumes that group texts of the Gospels. The Ms. 2020, until today known simply as Evangelia totius anni, is a court Evangeliary of French origin which the Casanatense purchased around the late eighteenth-century or the early nineteenth century, and contains the passages of the Gospels read during mass in various periods of the year. Recent in-depth studies on the history of illuminating in France during the Renaissance, have made it possible to shed light on the activity of ateliers, such as that of Tours which probably authored the Casanatense Codex, evidencing the stylistic characteristics and nuances of the artists who worked on behalf of the kingdom's illustrious figures. Our Evangeliary was probably made there around 1526, in the period in which king of France, Francis I was forced to send his two eldest sons, the Dauphin Francis and the younger Henry (the future Henry II) to Spain as hostages of Charles V, in exchange for his own freedom after the defeat of Pavia, which took place on February 24, 1525. The book was made along with a twin manuscript, today conserved at the National Library of Madrid, and a third codex, conserved at Chantilly, of a didactic nature, which aimed at educating the young princes, segregated for "raisons d'état" at Valladolid. The three codices are joined by an incontrovertible bond, not only for the presence of the coats of arms of the Dauphin and the Cadets that abound in the decoration, but also because all three can be traced back to the hand of a copyist and illuminator from Tours referable to the entourage of the favourite artist of Queen Claude of France. In particular, the Casanatense Evangeliary seems to have been intended for the chapel of the dauphin Francis of Valois, as the recurrent crest confirms, while the Madrid manuscript was destined to the chapel of the cadets, in the hypothesis the brothers were separated during imprisonment. This jewel of Renaissance illumination depicts delicate scenes which seem to communicate all the trepidation of its owner, Queen Claude of France, sovereign as well as mother, who saw her son torn from her breast, a hostage in Spain at the mercy of Charles V for that raison d'état which spared neither the powerful nor their inexperienced descendants. She thus had the Valois Codex made and given to her son to accompany him in exile, so that through reading it, he would be educated and initiated on a path of faith which would illuminate him for his entire life. Codex commented by manuscripts conservator of the Casanatense Library, dott.sa Isabella Ceccopieri, and by directress of the Riccardi Library of Florence, dott.sa Giovanna Lazzi.
Prezzo: € 7,800.00
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JB. II. 34 - Archivio di Stato di Torino - Museo dell'Archivio di Corte. Castel Guelfo, Imago 2005, cm.15x19, 119 carte, 238 pagine, numerose miniature a tutta pagina e capilettera in oro e a colori, leg. in piena pelle bicolore, cornici e impress. in oro ai piatti, titoli e filetti in oro al dorso. Esemplare privo di confezione e commentario ma in ottimo stato.
Prezzo Netto: € 1,400.00
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Il volume contiene la riproduzione integrale del Il Salterio di St. Albans. Le pagine, i fogli di guardia e il colophon per la certificazione sono fustellate con taglio dorato. La stampa è in carta pergamenata Luxor a 4 colori più oro in polvere e lamina dorata. La rilegatura è in pelle con stampa a secco e 5 cordoli nel dorso, interamente eseguita a mano, risguardi in carta pergamenata, capitelli in pelle e fermagli dorati. L'opera, accompagnata da un volume di Commentario, è custodita in un prezioso cofanetto a marmotta interamente ricoperto in pelle con doppio scomparto per contenere i due volumi sovrapposti, interno rivestito in seta vendôme, piatto anteriore con imbottitura e titoli e fregi in oro.
Roma, Treccani Istituto per l'Enciclopedia Italiana 2007, 1 vol.di facsimile e 1 di commentario, cm.21x29, commentario pp.280, facsimile di 417 carte in gran parte con ampie miniature. contenuto in una confezione in pelle con scomparto. Splendida legatura in tutta pelle con impressioni a secco e a sbalzo, 5 nervi al dorso. Esemplare 481/750 di una tiratura complessiva di 1125 esemplari.
Manoscritto HS St. God. 1 della Dombibliothek Hildesheim proprietà della Basilica di St. Godehard a Hildesheim e carta M694 conservato presso lo Schnutgen Museum di Colonia.
Note: Lievissima menda alla custodia, per il resto esemplare perfetto.
Prezzo: € 12,400.00
- 50%
Nostro Prezzo: € 6,200.00
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A cura di Francesco M.Caleca. Roma, TREC Edizioni Pregiate 2004, cm.35x50, pp.470, 506 disegni in tavv.protetti da velina, Stampato su carta speciale Dalì camoscio della cartiera Poliedra e rilegati a mano da "L'arte del libro" con copertine in tutta pelle selezionata e con impressioni in oro zecchino. Custodia in legno pregiato. Ediz.in 1999 esemplari numerati. [esemplare allo stato di nuovo]
Prezzo: € 2,250.00
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A cura di Francesco M.Caleca. Roma, TREC Edizioni Pregiate 2004, cm.35x50, pp.460, 506 disegni in tavv.protetti da velina, Stampato su carta speciale Dalì camoscio della cartiera Poliedra e rilegati a mano da "L'arte del libro" con copertine in tutta pelle selezionata e con impressioni in oro zecchino. Custodia in legno pregiato. Ediz.in 1999 esemplari numerati. [esemplare allo stato di nuovo]
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