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#114352 Storia Antica

La Civiltà egea.

Autore:
Curatore: Traduzione di Domenico Fajella.
Editore: Giulio Einaudi Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.15,5x21,5, pp529, 76 tavole bn.ed una carta ripiegate fuori testo, legatura editoriale in tutta .tela, con sopraccoperta figurata a colori. Collana Biblioteca di Cultura Storica,47.

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#122152 Storia Antica
Traduz.di Domenico Fajella. Torino, Giulio Einaudi Ed. 1975, cm.15,5x21,5, pp.X,418, 50 tavole bianco e nero fuori testo, illsutraz. bianco e nero nel testo, legatura editoriale in tutta tela, sopraccoperta figurata a colori. Collana Saggi,538.
Usato, molto buono
EUR 16.00
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#190996 Storia Antica
Traduz.di Paolo Serini. Torino, Giulio Einaudi Editore 1956, cm.15,5x22, pp.494, alcune tavv.in bn.ft., legatura editoriale in tutta tela, brossura. Biblioteca di Cultura Storica,30.
Usato, molto buono
Note: Mancante della sopracoperta.
EUR 15.00
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#245546 Storia Antica
Traduzione di Domenico Fajella. Torino, Giulio Einaudi Ed. 1953, cm.15,5x21,5, pp.529, 76 tavv.bn.ed una carta ripieg.ft. legatura ed.e brossura. Collana Biblioteca di Cultura Storica,47.
Usato, molto buono
Note: mancante di soprac.
EUR 20.00
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#329533 Storia Antica
Paris, Librairie Hachette 1906, cm.12x19, pp.310, brossura.
Usato, accettabile
Note: il dorso è parzialmente rotto quindi legatura compromessa.
EUR 34.90
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#64204 Storia Antica
L'antica gastronomia romana rivive nelle pagine degli autori classici, nelle immagini, nell'arte e nelle scoperte dell'archeologia. Rilettura delle fonti relative alla cucina romana antica. Roma, Libreria dello Stato - Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato 2004, cm.22,5 x 28,5 pp.144, 187 figg.in bn.e a col.nt., brossura, cop.fig.a col. Collana Archeologia della Vita Quotidiana.

EAN: 9788824034432
EUR 60.00
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EUR 30.00
Disponibile
Traduit de l'allemand et annoté par le Docteur Roland Cahen, avec la collaboration de René et Françoise Baumann. Paris, Buchet/Chastel 1962 (stampa 1963), cm.14x19, pp.213, brossura (copia ingiallita ma in discreto stato.)
EUR 12.00
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#293778 Arte Pittura
Henri Charles Manguin. Albert Marquet. Maurice de Vlaemick. Raoul,Dufy, Kees Van Dongen, Othon Friesz, Charles Camoin, André Derain, Georges Braque. Milano, Il Sole 24 Ore 2007, cm.23x29, pp.340, ill.colori. brossura con copertina figurat a colori. Custodia. Collana I Grandi Maestri dell'Arte. L'artista e il Suo Tempo. Il Salon d'Automne di Parigi del 1905 tenne a battesimo l'esordio ufficiale di un piccolo gruppo di giovani artisti accomunati da un percorso formativo analogo, dall'amore per la luce calda e le ombre lunghe del Midi, dal costante riferimento alla ricerca pittorica di Cézanne. Riuniti in un'unica sala, i loro paesaggi, ritratti e idilli domestici abbagliarono visitatori e recensori. Per definirne l'eccentricità formale e denotarne la carica eversiva, il critico Louis Vauxcelles coniò una delle formule più celebri della storia dell'arte novecentesca: "fauves", selvaggi della moderna scena parigina. Spietata fedeltà alla percezione retinica, traduzione del dato visivo in termini di toni e timbri cromatici, composizioni sghembe furono interpretate da Matisse, Derain, Braque, Friesz, Camoin, Marquet, Van Dongen, Dufy come l'antidoto necessario alle derive di fine secolo: al facile realismo, da un lato, e alla dogmatica scienza del colore divisionista, dall'altro. Ma in assenza di un programma o di una base teorica, il gruppo si disperse a brevissimo giro in ricerche differenti, talora contraddittorie. Derain, dopo un fortunato sodalizio con Matisse, scopri al British Museum di Londra l'arte primitiva e ne sposò eleganze e monumentatila, in un percorso di progressivo avvicinamento all'esperienza coeva di Picasso. Braque accentuò, insieme a Friesz, la cifra accattivante dei suoi paesaggi portuali, per poi tornare decisamente sui suoi passi e approdare alla solidità e al cromatismo ribassato del cubismo, di cui sarà, con Picasso, tra i protagonisti riconosciuti. Camoin, Dufy e Marquet adottarono per i loro intimi quadretti bagnati dalla luce mediterranea formule garbate, di immediata presa sul collezionismo internazionale, in particolare russo. Van Dongen piegò le accensioni di colore tipiche dei fauve a un repertorio affollato di personaggi circensi, scene mondane, nudi, secondo una cifra aggressiva, quasi pre-espressionista, che ne avrebbe dettato la fortuna soprattutto in Germania. Solo Matisse, nel corso di tutta la sua carriera, tornò a più riprese a interrogare l'esperienza fauve, per discuterne i presupposti e rileggerne le acquisizioni. Ripercorrere le sue opere principali, da Luxe, calme et volupté (1904) fino alla cappella di Vence (1948-52), attraverso le serie degli anni Trenta, la decorazione Barnes e i papiers découpés, significa in questo senso confrontarsi con un percorso di ostinata, inattaccabile fedeltà al colore, e all'irrisolta tensione tra colore e disegno: perché "il colore - avrebbe detto Matisse verso la fine della vita - è una liberazione".
Usato, come nuovo
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La Spezia, Fratelli Melita 1989, cm.16,5x24, pp.90, ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Collana Le Gemme,18.
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