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Un mese con Montalbano.

Autore:
Editore: Arnoldo Mondadori Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.11x17,5, pp.355, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Miti,131.

EAN: 9788804467694
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Palermo, Sellerio Ed. 1998, cm.12x16,5, pp.91, brossura con bandelle. Collana La Memoria,399. Si tratta di microstorie, ciascuna delle quali è all'origine di un modo di dire, di una "frase celebre" facente parte di una vera e propria mitologia familiare e cittadina, risalente agli anni dell'infanzia dell'autore, quando Porto Empedocle si chiamava ancora Molo di Girgenti. "Non posso in coscienza affermare che le cose qui scritte appartengano esclusivamente alla mia fantasia... quasi tutte mi vennero raccontate da coloro che sono i veri autori di queste pagine, cioè i membri della mia famiglia, paterni e materni."

EAN: 9788838913877
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Milano, Rizzoli 2015, cm.14x20,5 pp.84, legatura ed. sopracop.fig. Collana La Scala. Vigata, 1940. La sera dell'11 giugno, il giorno dopo l'entrata in guerra dell'Italia salutata dal paese intero come "la vincita di una quaterna al lotto", al circolo Fascio & Famiglia ricompare d'improvviso, dopo cinque anni di confino in quanto "diffamatore sistematico del glorioso regime fascista", Michele Ragusano. Nessuno, com'è inevitabile, lo saluta, ma gli animi in un attimo si riscaldano e volano male parole: fin quando a don Emanuele Persico, novantaseienne tutto pelle e ossa, squadrista della primissima ora, prende letteralmente un colpo. Tutto perché Ragusano gli ha chiesto con tono di sfida: "Il nomi di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?". Qualcuno si inginocchia, avvicina l'orecchio al cuore del vecchio e sentenzia: "Morto è". Comincia così un esilarante circo di celebrazioni postume, di opportunismi e di verità sepolte, in cui ognuno eserciterà quell'arte sottile che è propria degli italiani d'ogni epoca: l'arte del revisionismo e del compromesso.

EAN: 9788817084376
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Milano, Skira Ed. 2010, cm.13x17,5, pp.136, legatura editoriale, sopraccoperta figurata a colori. Collana Narrativa. Una moneta che passa di mano in mano. Un oggetto misterioso che sembra uscito da una storia alla Indiana Jones. Andrea Camilleri ritorna al suo genere più classico con un grande romanzo storico, “La moneta di Akragas”: un affresco che ha gli ingredienti dell’avventura e dell’excursus nella grande storia. Tutto inizia con una moneta ritrovata intorno al 406 a.C. quando l’antica città di Agrigento (Akragas) viene presa dai Cartaginesi. Kalebas, mercenario ai servigi degli spartani, sfugge da un terribile eccidio portando con sé un sacchetto di monete d’oro, ricavo di tanti mesi di lavoro. Le monete sono strane e portano delle strane effigie sui lati. Kalebas muore morso da una vipera, ma prima di esalare l’ultimo respiro sparge le monete scagliandole lontane da sé. Questo è solo l’incipit di mille squarci temporali in cui Camilleri ci conduce, anche se lo scorcio è sempre quello della sua amata Sicilia. Ci ritroviamo infatti nel 1908, all’alba del nuovo giorno dopo il devastante terremoto di Messina. Altra città della Sicilia e altra epoca, ma ugualmente morte e distruzione attendono il lettore. Tra le rovine della città distrutta ricompaiono però misteriosamente le monete di Kalebas e dopo mille viaggi, arrivano tra le mani dello zar che coltiva la passione della numismatica. In un’altra parte dell’isola, solo un anno dopo, uno zappatore scavando la terra si trova tra le mani un’altra moneta. Il povero uomo pensa di aver trovato una fortuna, ma è solo l’inizio di una serie di sfortunati eventi. La moneta sembra vivere di vita propria, impossessata da un’anima che sfugge al destino che i suoi possessori vogliono attribuirle. Gli oggetti del libro scritto dall’autore di Montalbano, sfuggono, si nascondono, modificano la realtà e le monete faranno del bene se chi le trova è di animo buono, contrariamente possono diventare strumento di malvagità in mano a uomini cattivi. Ciò che è materiale, sembra dirci Camilleri, è effimero, dipende da come lo usiamo e comunque non possiamo portarlo con noi nell’aldilà quindi è meglio essere ricchi di buoni sentimenti piuttosto che di tante monete. Tragicità e fuga dal potere, generosità e esilaranti scene a cui ci ha abituati l’autore siciliano fanno di “La moneta di Akragas” soprattutto una fiaba dai toni gialli.

EAN: 9788857207414
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Palermo, Sellerio Ed. 2003, cm.12x17, pp.269, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana La Memoria.407. "Nell'estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale (che riproduco nel romanzo) per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia (l'ho terminata nel marzo del 1997). La concessione risale al 1892... Nei limiti del possibile, essendo questa storia esattamente datata, ho fedelmente citato ministri, alti funzionari dello stato e rivoluzionari col loro vero nome (e anche gli avvenimenti di cui furono protagonisti sono autentici). Tutti gli altri nomi e gli altri fatti sono invece inventati di sana pianta." A. C.

EAN: 9788838913440
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