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Risposta di Vincenzo Gioberti a Urbano Rattazzi sopra alcune avvertenze di Filippo Gualterio al generale Dabormida.

Autore:
Editore: Giuseppe Bocca Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.15x24, pp.157, rilegatura in mezza tela. tassello in pelle al dorso con titoli in oro.

CondizioniUsato, buono
Note: legatura recentemente eseguita in perfetto stato. Il volume internamente presenta macchiette e ossidazioni.
EUR 34.90
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Vedi anche...

A cura di Gustavo Balsamo Crivelli. Torino, Fratelli Bocca 1920, cm.13x19,5, pp.XI,609, brossura. Biblioteca di Storia Contemporanea,12.
Usato, buono
Note: copertina brunita.
EUR 24.00
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Pensieri sulla letteratura italiana. Scrittori italiani come possono formarsi,ed obblighi loro. Giudizi sopra i principali scrittori italiani. Biografie. Uomini celebri italiani che influirono sulla letteratura. Letteratura straniera. Raccolti da tutte le sue opere e ordinati da Filippo Ugolini. Firenze, Barbera Bianchi e Comp. 1859, cm.11,5x18,5, pp.XXXVI,528, brossura con copertina in carta decorata, non mantenuta quella originale.
Usato, buono
Note: macchiette e bruniture nel volume in particolare alle prime e ultime pagine. Macchia al frontespizio.
EUR 33.00
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1834-1852. Pubblicate con proemio e note a cura di Adolfo Colombo. Roma, Regio Ist.per la Storia del Risorgimento Italiano 1937, cm.18x25, pp.XVIII-187, brossura intonso, num.bruniture alla cop.legatura lenta, Collana Fonti,19.
EUR 34.00
Disponibile
Per cura di B.E. Maineri. Milano, Fratelli Rechiedei Editori 1875, cm.12,5x19, pp.IX,378, brossura. Prima edizione del carteggio tra il grande filosofo e il noto patriota lombardo, le cui 111 intense missive dipingono un animato affresco del Piemonte risorgimentale, ancora incerto tra conservazione e apertura alle nuove idee liberali e federaliste. Il destinatario delle lettere, Giorgio Pallavicino Trivulzio (Milano, 1796-Casteggio, 1878), figura eminente del nostro Risorgimento, venne condannato a morte per attività patriotica, ma la pena gli fu commutata in 20 anni di carcere duro allo Spielberg insieme col Confalonieri (proprio una sua testimonianza, resa per scagionare l'amico De Castilia, aveva involontariamente causato l'arresto del Confalonieri). Nella prigione morava egli fu in contatto col Pellico e con Francesco Arese, ma, prostrato nel morale e nel fisico, venne trasferito a Gradisca, dove subì anche un tentativo di assassinio da parte di un compagno di cella impazzito. Tradotto in carcere a Lubiana, venne definitivamente amnistiato nel 1835. A Milano fu a fianco del Manin durante le Cinque Giornate e con lui si adoperò, in seguito, per realizzare l'unità d'Italia. Parlamentare e poi Senatore in Piemonte, fu anche Prodittatore a Napoli subito dopo l'ingresso di Garibaldi nella città nel settembre 1860 (egli, contro il volere di Garibaldi, sostenne l'annessione immediata delle Due Sicilie al Regno di Sardegna) e prefetto di Palermo nel 1862.
Usato, buono
Note: copertina brunita, dorso con mancanze.
EUR 28.00
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