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Matteo Renzi Il rottamatore del PD.

Autore:
Editore: Vallecchi Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x21, pp.216, brossura con cop.fig.a col.con bandelle. Collana I Saggi.

Abstract: È il 15 febbraio 2009, Matteo Renzi vince le primarie a sindaco di Firenze, di cui diventerà primo cittadino pochi mesi più tardi. Il PD scopre una faccia nuova, se non altro seminuova, un grillo parlante che vuole rottamare i dirigenti del suo partito e si presenta con la volontà di scompaginare gli assetti classici della cooptazione. Piglio decisionista e cultura pop-populista che assume tratti veltroniani ("Sono cresciuto con Kennedy e Mandela nel cuore"), il cattolico Renzi si presenta alla pubblica opinione, con cui dialoga anche attraverso Internet, come un leader postideologico dalle doti taumaturgiche per il centrosinistra. Dal liceo Dante, dove già voleva rottamare qualche segretario, all'assemblea alla Stazione Leopolda dove ha riunito quasi 7.000 persone, passando per i duelli con il partito, ecco il ritratto di un giovane leader: i tic, il modello comunicativo, la musica che ascolta, la trasversalità che lo rende interessante anche agli occhi di un elettore di centrodestra, così l'"Obama dei lungarni" - come qualcuno l'ha ribattezzato - ha lanciato l'assalto alla diligenza, o meglio alla dirigenza del Partito Democratico. Per ora il Cyberscout non si candiderà a essere il leader del PD. Così almeno ha ripetuto fin dal giorno dell'intervista in cui ha detto di voler mandare in pensione D'Alema e Veltroni: "Fare il sindaco di Firenze è il mestiere più bello del mondo". Per il futuro, chissà.

EAN: 9788884272195
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Sesto San Giovanni, Mimesis 2024, cm.14x21, pp.102, brossura con copertina figurata a colori. Coll. Epistemologica. Il populismo è uno dei macrofenomeni sociali e politici del nostro tempo. Sfuggente e complesso, di difficile individuazione, è spesso usato come etichetta ideologica per bollare le idee di chi non la pensa come noi. Questo non significa però che i populisti non esistano. Uno di loro è Donald Trump, oggetto di studio della seguente trattazione. L'ex presidente degli Stati Uniti ha usato le armi dei social media come Twitter per veicolare i propri contenuti politici e per condizionare nettamente la pubblica opinione. Ha detto bugie e ha attaccato gli avversari, sia interni sia esterni, insultandoli. Analizzare il Trump politico, a partire dalla campagna elettorale del 2016, è prezioso per le nostre latitudini, perché la mentalità populista è diffusa non soltanto negli Stati Uniti, dove c'è una ricca tradizione politica. Capire la comunicazione politica di Trump ci aiuta a comprendere i fenomeni politici di casa nostra.

EAN: 9791222316178
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#147906 Arte Varia
Lugano, Museo D'arte, 24 ottobre, 2009 - 21 febbraio, 2010. Testo Italiano e Inglese. A cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà. Milano, Mazzotta Editrice 2009, cm.25x28, pp. 424, 400 ill.e tavv.bn.e col.nt. brossura con copertina figurata con bandelle. Dopo aver indagato i misteri della mente e dell'inconscio in rapporto alla creatività artistica con i recentissimi Arte, Genio, Follia. Il giorno e la notte dell'artista e La lente di Freud, la Fondazione Antonio Mazzotta affronta un grande progetto tra arte, scienza e tecnologia incentrato sul corpo umano. Un percorso storico conduce ad esaminare i tentativi di imitazione del corpo nelle diverse epoche (gli automi), a partire dall'antichità, e in seguito di sostituzione dello stesso (i robot), anche attraverso le tecnologie contemporanee. Il tema viene affrontato secondo diversi approcci (storico-artistico, antropologico, sociologico, scientifico) e da molteplici punti di vista che ne illustrano le declinazioni in musica, fotografia, teatro, cinema. Più di 400 immagini e un ricco indice di saggi di studiosi internazionali impreziosiscono questo volume bilingue.

EAN: 9788820219338
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Dall'indice: Vittorio Mete, La quiete dopo la tempesta. Politica e società civile in un comune sciolto per mafia. maria Carmela Soru, Un'esperienza di socialismo municipale nella Sardegna liberale. Maria Grazia Spina, L'estrazione dello zolfo a Lercara Friddi: impatto ambientale e innovazione tecnica tra Otto e Novecento. Idamaria Fusco, Centri abitati e industrie insalubri: la trattura della seta nella Calabria dell'Ottocento. Rossella Caccavo, Borghesia industriale e meridionalismo liberista. Isidoro Pirelli e il caso dell'area barese. Silvestro Santoro, viluppo e realtà produttive nascoste in Sicilia. Giuliano Lapesa, Le frontiere del sociale. Roma, Viella Ed. 2008, cm.15x21, pp.223, brossura con cop.fig.a col.con bandelle. Collana Meridiana. Rivista di Storia e Scienze Sociali.

EAN: 9788883342967
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Roma, Limes 2023, cm.17x24, pp.262, cartine nel testo, brossura con copertina figurata a colori. Questo numero si concentra sulla regione saheliana, teatro della “catena dei colpi di Stato” che da anni punteggiano l’area, ma che negli ultimi tempi hanno subìto una marcata accelerazione. Agli occhi dell’Italia, la circostanza rileva per almeno tre motivi.Primo: perché la (in)stabilità del Sahel si riflette sui fragili equilibri della fascia maghrebino-nordafricana, dunque sui paesi affacciati sul Mediterraneo e nostri prossimi dirimpettai.Secondo: perché da questi paesi – Egitto, Libia, Marocco, Algeria, Tunisia – originano o passano flussi di risorse fondamentali. A cominciare da quelle energetiche, rese ancor più vitali dalla guerra in Ucraina. Al contempo, in Nord Africa approdano i flussi migratori che puntano all’Europa attraverso il Mediterraneo, cui si aggiungono quelli autoctoni determinati dalle precarie condizioni socioeconomiche e di sicurezza.Terzo: perché i disordini e i golpe che spazzano il Sahel, area in cui la Francia esercita una storica influenza, hanno forte connotazione antifrancese. Ciò configura un chiaro rigetto degli assetti neocoloniali finora vigenti e apre la porta a nuove influenze esterne. Specie da parte della Russia.Siamo dunque di fronte a un momento di profonda e tumultuosa trasformazione di un’area in cui l’Italia ha interessi fondamentali e dalla cui instabilità abbiamo molto da perdere.Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista.Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili.L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
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