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Lo sguardo del cacciatore.

Autore:
Editore: CDE su licenza Rizzoli Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x22, pp.288, legatura ed.soprac.fig.a col.

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Milano, Rizzoli 1982, cm.14x22,5, pp.279, legatura editoriale cartonata, sovraccop. figurata a colori. Coll.La Scala.
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#221968 Religioni
Intervista con Claude Geffré, David Rosen, Mustafà Abu Sway. Milano, Arnoldo Mondadori Ed. 2001, cm.14,5x22,5, pp.229, legatura ed. sopraccop. Coll.Frecce. Qual'è il valore più importante? La vita e la dignità dell'uomo, come per Cristianesimo ed Ebraismo, oppure la generosità, come sostiene l'Islam? E la libertà è un tratto che avvicina l'uomo a Dio? Un valore importante ma non assoluto? O, invece, un bene che va attentamente dosato? A queste e numerose altre domande rispondono il padre domenicano Claude Geffré, il rabbino David Rosen e il professore di filofia Mustafa Abu Sway, intervistati da Giorgio Montefoschi e Fiamma Nirenstein a Gerusalemme per un programma televisivo andato in onda sulla Rai. I temi affrontati in questi colloqui spaziano dalla teologia alla morale e le tre grandi religioni monoteiste offrono indicazioni talvolta coincidenti, talvolta profondamente distanti.

EAN: 9788804488385
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Milano, Club degli Editori su licenza Bompiani 1995, cm.14x22, pp.276, legatura ed.soprac.fig.col. Coll.I Premi Strega.
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Roma, Il Vittoriale degli Italiani 1939, cm.16x22,5, pp.175, brossura sopracop. (altra copia,idem,ma Roma,1940)
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Koln, Horst Ziethen Verlag 1987, cm.25x32,5, pp.97, num.tavv.bn.e figg.a col.nt. legatura ed.,titoli in oro al dorso,soprac.fig.a col. (mende alla soprac.).
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Disegni di Orfeo Tamburi, Intr.di Enzo Carli. Verona, Graphis Arte--stamperia Valdonega. 1973, cm.18x26, pp.VII,67, num.figg.bn.nt. brossura
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#307509 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 4. Pisa, ETS 2010, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura copertina figurata a colori. Livorno Cruciale dedica questo numero al tema dell'architettura degli interni: nella sezione intitolata al XX secolo abbiamo voluto presentare i casi emblematici, peraltro assai poco noti se non inediti, di due importanti allestimenti di spazi privati realizzati nella Livorno degli anni '30. Si tratta di opere di micro-architettura dovute al disegno di Roberto Uccelli e Piero Bottoni, il primo, ingegnere che ha svolto la sua attività a Livorno con interventi di pregevole qualità, il secondo, personalità di spicco dell'architettura razionalista italiana. Se ne trae l'indubbia convinzione che Livorno, in quel torno di tempo, fosse ricettiva alle novità dell'architettura contemporanea; e tale attenzione si può ritrovare anche in altre architetture di questi anni, come la casa dello Strologo di Piero Bottoni, la villa Tavani di Giancarlo Palanti e ancora, il palazzo del Governo, segnato dagli interventi di Alberto Legni e Armando Sabbatini, vincitori di un concorso nazionale che aveva visto la partecipazione delle maggiori personalità del Novecento italiano. Immediato è quindi il riferimento alla situazione presente: non è certo un caso che proprio questo numero della rivista offra, nelle rubriche dedicate all'attualità, affondi, decisamente polemici, su alcune tematiche cardine per l'architettura e l'urbanistica della Livorno del nuovo millennio. Ci riferiamo al progetto del nuovo centro, ora ribattezzato Quartiere San Martino, e all'ipotesi, non ancora tradotta in termini di disegno, del nuovo ospedale. Non è nostra intenzione in questa sede entrare nel merito degli aspetti procedurali e amministrativi che hanno condotto alla previsione di diversa dislocazione dell'attuale attrezzatura sanitaria, decisione che rischia di incidere pesantemente sull'immagine architettonica della città dei prossimi decenni. Ci siamo limitati a segnalare come tale decisione avvenga all'oscuro di una strategia di più ampio respiro, lasciando troppi punti indefiniti, a partire dal destino urbanistico e architettonico dell'antico nosocomio. Si finge di ignorare che si tratta di un tema assai delicato che, ove la previsione di tale spostamento fosse assunta in maniera definitiva, coinvolge il riuso e la riconversione di un immenso patrimonio architettonico, patrimonio ormai acquisito, anche da punto di vista storiografico, alle vicende del Novecento italiano. Non pochi sono i dubbi che sorgono, se pensiamo alla manchevole sensibilità che nel recente passato si è voluto dimostrare nei confronti di analoghe testimonianze architettoniche, valga per tutte la demolizione della fabbrica della Peroni o del cinema Odeon. Non siamo necessariamente affezionati allo star system dell'architettura, anche se non possiamo non ricordare che proprio recentemente a Pisa, in un caso analogo, si è scelto di affidare, tramite un concorso internazionale, l'elaborazione del master plan delle aree dell'antico ospedale ad uno dei più noti studi europei. La nostra riflessione diventa tanto più opportuna, se ci volgiamo alle scelte progettuali adottate per il nuovo centro, disastrosamente anonime, che sembrano addirittura mutuate dalle pagine di qualche rivista patinata degli Emirati arabi e che ben poco mostrano di relazionarsi con lo spirito del luogo o con le nuove tendenze dell'architettura contemporanea. Tale giudizio non può non estendersi anche ai risultati dei recenti concorsi banditi dall'Ammnistrazione Comunale nell'ambito dei PIUSS (Piani Integrati di Sviluppo Sostenibile), risultati completamente disattesi, sembra per problemi procedurali, e sostituiti con una nuova progettazione affidata agli uffici interni all'Ente. Le immagini recentemente divulgate di queste architetture non sono con tutta sincerità convincenti: si tratta di una progettazione di routine, forse anche corretta da un punto di vista tecnico, ma certo non tale da offrire alcuno slancio all'immagine della Livorno futura. È un bilancio assai amaro quello che, a nostro giudizio, si profila: al di là delle affermazioni trionfalistiche ufficiali, la città si mostra assente sulle impegnative sfide dell'architettura contemporanea.

EAN: 9788846728463
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