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Kenilworth. The Pirate. Abbotsford Edition.

Autore:
Editore: J.B. Lippincott & Co.
Data di pubbl.:
Lingua: Inglese
Dettagli: cm.13x20,5, pp.572, 12 incis.in bn.ft.e un ritratto in antip., legatura ed.in tutta tela, frefi in nero al piatto ant., titoli e fregi in oro al dorso. The Waverley Novels by Sir Walter Scott. Vol.VI.

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Traduction de M.Defauconpret. Paris, Furne Ed. 1832, 3 voll. cm.13,5x21,5, pp.396,466,504, con 1 carta geogr.ripieg. brossura

Lingua: Francese
Da collezione, accettabile
Note: Copertine con segni d'uso.
EUR 49.00
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Introduzione di Emilio Tadini, traduzione di Annalisa Merlino. Edizione italiana a cura di M.P.Donat-Cattin. Roma, Donzelli Ed. 1994, cm.12x17,5, pp.XIII,350, 8 tavole a colori fuori testo, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori. Collana Biblioteca,10.

EAN: 9788879891035
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Vol. 1: Waverley; vol. 2: Guy Mannering, the Astrologer; vol. 3: The Antiquary; vol. 4: Rob Roy; vol. 5: Old Mortality; vol. 6: The Black Dwarf - The Legend of Montrose; vol. 7: The Heart of Midlothian; vol. 8: The Bride of Lammermoor; vol. 9: Ivanhoe; vol. 10: The Monastery; vol. 11: The Abbot; vol. 12: Kenilworth; vol. 13: The Pirate; vol. 14: The Fortunes of Nigel; vol. 15: Peveril of the Peak; vol. 16: Quentin Durward; vol. 17: St. Ronan's Well; vol. 18: Redgauntlet; vol.19: The Betrothed Chronicles of the Canongate - The Highland Widow; vol. 20: The Talisman; vol. 21: Woodstock, or the Cavalier. A Tale of the Year 1651; vol.22: The Fair Maid of Perth, or St. Valentine's Day; vol. 23: Anne of Geierstein, or The Maiden of the Mist; vol. 24: Count Robert of Paris; vol. 25: The Surgeon's Daughter - Castle Dangerous. Edinburgh, Adam and Charles Black s.d. (1904), 25 voll. di 25, cm.16x23,5, pp. complessive oltre 12.000, 440 tavv. ft. protette da velina, rilegature coeve uniformi in mezzo zigrino, piatti marmorizz. con grandi angoli, titoli, fregi e filetti in oro ai dorsi, tagli sup. in oro.

Lingua: Inglese
Da collezione, molto buono
Note: Dorsi un po' insolati; lievi mende alla cuffia superiore di due volumi. Ai contropiatti, ex libris di Edward Fitz-Randolph Vail (1874-1947), membro di una delle più antiche famiglie americane.
EUR 340.00
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Illustrazioni di Anna Mucciarelli. Roma, Editalia 1999, cm.21,5x31, pp.375, 28 tavole bn. fuori testo, legatura editoriale in mezza pelle, piatti in seta decorata, titoli e fregi in oro al piatto anteriore e dorso. Collana La Mia Prima Biblioteca diretta da Massimo Fabene.
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Versione e pref.di A.Cajumi. Verona, Mondadori 1966, cm.11x18, pp.418, brossura con cop.fig.a col. Collana I Record.
Usato, buono
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#196761 Biografie
Ristampa anastatica dell'ediz. originale (Lucca, Tipografia di Giuseppe Giusti, 1844). Annotazioni storico-bibliografiche a cura di Antonio Romiti. Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore 1976, cm.15,7x21, pp.XXXI,(3),50,(4), un ritratto del B. in bn.ft., brossura (piccola abrasione tra cop.ant. e dorso e interni ingialliti per il tipo di carta ma nell'insieme ottimo esemplare.) Ediz.limitata di 500 esemplari n.n.
EUR 14.00
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Roma, Salerno Edit. 2017, cm.15x21,5 pp.274, brossura con copertina figurata a colori. Collana Sestante,41. Membro di una famiglia di poeti, anch'essi tutt'altro che trascurabili (i fratelli Luca e Bernardo, la cognata Antonia), Luigi Pulci, l'iniziatore del poema cavalleresco d'autore, è uno dei più straordinari poeti del Rinascimento volgare. Una biografia, la sua, travagliata, segnata da sintonie culturali con Lucrezia Tornabuoni e soprattutto dal legame quasi morboso per Lorenzo de' Medici, alternato di connivenze e tradimenti, e costellato da virulente polemiche. Il saggio prende in esame tutte le singole opere di Pulci: le Frottole (spassosa la parodia muliebre di Le galee per Quaracchi, lungo elenco di impiastri per la cosmesi femminile), gli strambotti, la Beai da Dicomano, che va a formare un dittico, forse eccessivamente sensuale, con la piti celebre Nencia da Barberino; la novella la Giostra, sintomo di ancestrali antipatie tra Fiorentini e Senesi, attenta descrizione di sopravvivenze cavalleresche in pieno Rinascimento; oppure celebrazione della supremazia del suo Lorenzo sulle altre famiglie oligarchiche fiorentine, l'altro poema Griffo Calvaneo, che, riletto attentamente, ha squarci di straordinario funambolismo linguistico e comico, i sonetti contro disparati avversari e quelli di parodia religiosa. E infine una dettagliata analisi del suo capolavoro, il Morgante, con l'individuazione della rete sotterranea di interferenze tra vita e arte (il re Marsilio è Marsilio Ficino, Margutte Antonio di Guido, Astarotte Luigi Pulci, Pallante Piero de' Medici, ecc.), del quale si analizzano singoli cantari e si segnalano le molte, se non tutte, possibili fonti, e al quale alla fine viene resa giustizia: non è, come ipotizzava Rajna, un pedissequo plagio dell' Orlando laurenziano che è, invece, orrenda trascrizione canterina del Morgante.

EAN: 9788869732171
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A cura di Benedetta Aldinucci. Roma, Salerno Editrice 2019, cm.14,5x22, pp.XLIII,160, brossura con bandelle. Collana Testi e Documenti di Letteratura e di Lingua,XLIII. Edizione numerata in 999 esemplari. L'identità e la produzione del notaio e rimatore fiorentino ser Jacopo Cecchi sono state per oltre quattro secoli indissolubilmente legate al nome di Dante Alighieri: consacrata sotto la paternità dantesca dalla stampa della 'Giuntina di rime antiche' del 1527, la fortunatissima canzone Morte, perch'io non trovo a cui mi doglia è rimasta legata al nome dell'Alighieri fino alla fine dell'Ottocento, in virtù di una lettura da parte della critica che la voleva tessera estravagante della Vita nuova, necessaria a "completare" un capitolo del libello - quello sulla infermità, morte e assunzione in cielo di Beatrice - avvertito come carente. Copisti ed editori di Dante hanno dunque inteso la canzone quale accorato planctus del sommo poeta cagionato dalla mortale malattia di Beatrice, al punto di oscurare l'identità del meno celebre rimatore fiorentino, riportato all'attenzione degli studi solo sul finire dell'Ottocento, allorché ha cominciato a delinearsi la fisionomia di un poeta minore, mediocre autore di rime amorose, ma abile imitatore di Dante e del Petrarca. Attivo nelle istituzioni fiorentine dal 1315-'26 al 1369, Jacopo Cecchi svolse l'incarico di ambasciatore per il Comune di Firenze e ricoprì l'ufficio di notaio della Signoria per il quartiere San Giovanni. Nel volume viene puntualmente ricostruita, grazie a nuove ricerche d'archivio, la sua identità storica, introduttiva all'edizione critica commentata del piccolo corpus rimico, che annovera, oltre alla canzone alla Morte, la canzone Lasso, ch'i' sono al mezzo della valle e il capitolo ternario O sconsolate a pianger l'aspra vita, ora per la prima volta proposto a stampa. Seguono in Appendice la canzone O Morte, che la vita schianti e snerbi (forse del Cecchi, se lo Jacobus de Florentia cui la assegna il ms. Paris, Bibliothèque nationale de France, n.a. 1745, coincide con il rimatore fiorentino) e l'anonimo rifacimento tardo quattrocentesco o cinquecentesco, Morte, da che convien pur ch'io mi doglia, testimone dell'ampia fortuna arrisa alla canzone Morte, perch'io non trovo. Ogni componimento, opportunamente inquadrato all'interno del panorama poetico coevo, è corredato di apparato giustificativo che consente di verificare le scelte testuali diffusamente discusse anche nella Nota ai testi; mentre il commento è a servizio della comprensione del testo e indica i riferimenti letterari che si sono reputati più probabili e certi.

EAN: 9788869734496
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