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Terra di Siena.

Curatore: Fotografie di Fabio Santagiuliana. Testi di Geno Pampaloni e Roberto Barzanti.
Editore: Ediz.Magnus.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.34x22,5, pp.152 fotografie a col.ft. legatura ed.sopracop.fig.a col., in cofanetto con piatti figg.a col.

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#119038 Esoterismo
Roma, Edizioni Mediterranee 1970, cm.13,5x21,5, pp.220, brossura Biblioteca dei Misteri.
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Note: Segni a amtita nera. Ex-Libris in antiporta.
EUR 25.00
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Traduzione di Bruno Oddera. Milano, Ediz.Euroclub su licenza Sperling & Kupfer 1978, cm.13x19,5, pp.477, legatura editoriale con sopraccoperta illustrazioni a colori.
Usato, buono
EUR 8.00
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Ritratto ,di un uomo , di un' epoca e di un paese. Solferino Editore per Corriere della Sera 2019, cm.14x22, pp.490, brossura. È sopravvissuto a due guerre mondiali, sette papi, la monarchia, il fascismo, la Prima Repub­blica e la Seconda. E a sei processi per mafia e omicidio. Giulio Andreotti è stato un esemplare unico del potere in Italia per longevità, sopravvi­venza agli scandali, dimestichezza con gli appa­rati dello Stato e del Vaticano, consuetudine con le classi dirigenti mondiali del passato. È stato unico perfino nell’aspetto fisico, che ha nutrito generazioni di vignettisti. A cento anni dalla nascita, il 14 gennaio del 1919, ripercorrere la sua vita e la sua epoca significa fare i conti con la distanza siderale tra la sua Italia e quella di oggi. Dopo essere stato incombente per mezzo secolo come uomo di governo e come enigma dell’Italia democristiana, Andreotti non c’è più. E non solo perché è morto, il 6 maggio del 2013. Non esistono più la sua politica, la sua cultura, il suo Vaticano. Rimane solo l’eco lonta­na e controversa del «processo del secolo», che doveva chiarire le sue responsabilità e che inve­ce si è concluso nel modo più andreottiano: con una verità sfuggente. Nel suo libro, ampiamente rivisto e aggiornato per questa nuova edizione, Massimo Franco racconta e analizza Andreotti e il suo mondo: gli alleati, i nemici, il suo alone intatto di mistero, ma anche la famiglia invisibile per decenni, e sorprenden­te nella sua stranissima normalità. Attraverso la silhouette curva del «Divo Giulio», aiuta a capire che cosa siamo stati e non siamo più. In un’Italia che cambiava o fingeva di cambiare, Andreotti ri­mase sempre se stesso: nel bene e nel male. Emblema e garante dello status quo nell’era della guerra fredda, ha rappresentato l’«uomo del Pur­gatorio» per antonomasia, in una nazione in bilico tra Paradiso occidentale e Inferno comunista. Ha permesso a un’Italia di specchiarsi per mezzo se­colo in lui, di sentirsi migliore, o forse solo di auto­assolversi. Le ha fornito la bussola: un pessimismo di fondo sulla natura umana, alleviato dall’ironia.
Usato, molto buono
Note: copertina con un graffio.
EUR 6.00
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#348175 Sociologia
Milano, CDE su licenza Garzanti 1982 cm.14x21, pp.144, legatura editoriale cartonata con sopraccoperta figurata a colori. L'albero della vita è un elemento simbolico o un motivo iconografico ricorrente in svariate religioni, mitologie, filosofie e culture, ognuna delle quali gli attribuisce significati magici e mistici perlopiù diversi. Alcuni esempi sono: l'albero del mondo dei popoli indo-europei, il misterioso albero sacro degli assiri[1] e l'albero della vita della Cabala. Anche l'albero di Jesse è talvolta considerato un albero della vita. Il nome di "albero della vita" è preso dall'omonimo albero biblico, che rappresenta l'opportunità offerta da Dio all'uomo di condividere la vita eterna.
Usato, buono
Note: Mende alla sopracoperta
EUR 5.00
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