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Ragazzi in guerra e nell'Olocausto. I loro diari segreti.

Autore:
Curatore: Traduz.di P.Gherardelli.
Editore: Marco Tropea Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x21,5, pp.314, brossura cop.fig.a col.con bandelle. Collana Saggi.

Abstract: La prima raccolta di diari tenuti da bambini e ragazzi di ogni parte d'Europa durante la Seconda guerra mondiale. Dai ghetti della Lituania, della Polonia, della Lettonia e dell'Ungheria ai campi di concentramento di Terezin, Stutthof e Janowska, dalle strade bombardate di Londra e Rotterdam alla prigione nazista di Copenaghen, queste pagine, sconosciute al grande pubblico e conservate in poche copie superstiti, raccontano cosa significhi per un adolescente vivere ogni giorno con la consapevolezza che può essere l'ultimo. Ma è proprio in situazioni tanto drammatiche che la scrittura testimonia un'irriducibile voglia di vivere. Guidate dalla spontaneità dell'età infantile, le penne di questi giovani narrano l'incubo del quotidiano con una schiettezza sorprendente. I toni sono spesso amari, ma non mancano note umoristiche, espressioni di fiducia e, soprattutto, di grande coraggio. Il diario diviene l'unico sostegno, il miglior amico a cui confessare paure e con cui sfogare la rabbia per affrontare il domani. E, allo stesso tempo, una forma di resistenza alla follia dei tempi. Un modo per dare ordine al caos, per contrastare l'oppressione, per sopravvivere nella memoria. Per salvaguardare la propria umanità, e quella degli altri.

EAN: 9788855800242
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department of manuscripts of the British Library reference division. 04/07-11/11/1975. Londra, The British Library 1975, cm.19x24,5, pp.167,num.tavv.bn.nt. brossura cop.fig. (Piccolissimo taglio alla parte bassa delle prime 30 pagine).
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S.Nelli. Replica ai dubbi proposti dai giudici del II turno rotale contro S.Nelli nella "Florentina fideicommissi de Bonaccorsi". pp.12,140. Tip.Bonducciana,1783. -- PomposiF.O. "Florentina praetensi fideicomm. de Borgherinis" pp.20. idem,1773. -- O.Fenzi/P.M.Fantini/ A.Felici. Risposta ai dubbi nella causa "Florentina Successionis" Bagnesi contro Martellini asserti Pontanari. pp.38. idem,1777. -- C.D.Pellegrini. Replica nella causa "Florentina Successionis" per i marchesi Bagnesi contro il priore Geri della Rena. pp.40. idem, 1776. -- A.M.Bruni. Risposta alla decisione del 14/09/1773 nella "Florentina Commenadae de Gabburris super iure nominandi". pp.40. idem,1774. -- G.Arrighi/C.Ulivelli/G.Vernaccini. Decisione degli auditori del I Turno della Ruota Fiorentina nella "Florentina praetensi fideicommissi & iurispatronatus de Buontalentis" (7/2/1783). pp.16. idem. 1783. -- B.Lessi/M.Niccolini. "Florentina fideicommissi de Buontalentis". pp.22. idem,1782. -- G.Arduini. "Florentina fideicommissi de Buontalenti". pp.16. idem,1782. -- B.Raffaelli/T.Simonelli/U.Maggi. "Florentina praetensi fideicomm. de Buontalentis". pp.24. idem,1782. -- G.Mannozzi "Florentina praeletionis". pp.16. idem, 1783. G.Fierli. "Florentina relevationis". pp.12. Tip.Pecchioni. -- G.P.Ombrosi. Considerazioni che si propongono a Alessandro Luci e Stefano Querci, Auditori, e a Francesco Pellegrini, avvocato nella causa creditori Scorzi e Scorzi. pp.28. Tip.Cambiagi,1768. -- P.M.Fantini. "Florentina fideicommissi". pp.16. idem,1782. --F.Riganti. Consultazione nella "Florentina Immissionis" Bagnesi-Martellini. pp.48. idem,1777. -- F.Elmi "Florentina praetense successionis ex renunciatione". pp.20. -- G.Bizzarrini/C.Ulivelli/L.Salvetti. Dubbi nella causa Bagnesi, Pontanari e Della Rena. pp.4. 1777. Firenze, 16 fasc. cm.22x30,
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#309690 Storia Moderna
Traduzione di Alessandra Mazzi. Roma, Salerno 2018, cm.16x24, pp.272, brossura copertina figurata a colori. Collana Profili,75. La tesi che questa nuova biografia sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è il rifiuto di un certo approccio psicologizzante ‘emotivo’ e sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L’autore ci accompagna lungo l’evoluzione dell’uomo, nel rapporto con i suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le stesse esperienze: un’infanzia difficile, un’adolescenza dedita allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria. Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica, anche quelle considerate minoritarie, emerge l’antagonismo con i vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo, nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla storia come l’archetipo del mostro. Senza assolverlo né condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e l’11 Termidoro che videro l’esecuzione di Robespierre, Couthon, Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a denunciare l’”incorruttibile” come il solo responsabile del Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è ancora la versione dei fatti più accreditata. L’autore smonta uno ad uno – dal punto di vista storico – i miti e la leggenda che circondano il personaggio, per ritrovare l’uomo. Una ricostruzione senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l’immagine dell’eminente uomo politico.

EAN: 9788869732645
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#310649 Storia Moderna
Roma, Salerno Editrice 2019, cm.15x21, pp.192, brossura copertina figurata. Collana Piccoli Saggi,71. A pochi giorni dal colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799) Napoleone raccontò di essere scampato a un attentato di alcuni deputati armati di « stiletto ». In realtà, nessuno in quell'occasione aveva trovato il coraggio di sfoderare il pugnale di Bruto, come invece vorrebbe l'iconografia coeva, che ritrae il presunto tentativo di omicidio di Napoleone alla stregua di un mancato cesaricidio. Il continuo rimando fra passato e presente ha segnato in profondità la Rivoluzione francese, piú di quanto la storiografia sia stata disposta ad ammettere. Per i protagonisti dell'evento rivoluzionario il richiamo alla storia fu un'indispensabile bussola per orientarsi in un presente drammatico. Gli avvenimenti infatti apparivano loro la ripetizione ineluttabile di fatti storici già avvenuti, la messa in scena di un'antica tragedia, magari destinata un giorno a divenire farsa, come dirà Karl Marx. L'idea che la storia si ripete fu un modo per dare senso a una realtà incerta e in vorticoso cambiamento, nonché un tentativo di predire ciò che sarebbe potuto accadere. Si affermava un modello potente che avrebbe segnato lo svolgimento della lotta politica e delle rivoluzioni a venire.

EAN: 9788869733956
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