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#192840 Dantesca

La perdita e il ritorno. Presenze cavalcantiane nell'ultimo Dante.

Autore:
Editore: Edizioni ETS.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.11,5x18,5, pp.63, brossura, cop.con bandelle. [copia allo stato di nuovo] Collana Scaffale,12.

Abstract: Rinunciando per una volta a indagare il rapporto tra Dante e Guido Cavalcanti all'altezzza della "Commedia", esclusivamente alla luce dei famosissimi - e pochissimi - passi del poema in cui Dante parla apertamente del suo "primo amico" di gioventù (Inf.X, 58 sgg.; Pur.XI, 97-99), questo saggio intende contribuire al progetto già avviato da Contini, il quale ebbe a dire che nella "Commedia" la presenza di Cavalcanti "aleggia in modo tanto più inquietante quanto più indiretto".

EAN: 9788846701862
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Pisa, Edizioni ETS 2006, cm.17x24, pp.305, brossura, cop.fig. Collana Poiesis e Critica Mitica,35. Un Chartless Voyage, quello che si propone qui al lettore, come recita il titolo del volume: cioè, letteralmente, un "viaggio per mare" (questo il significato dell’inglese voyage) intrapreso senza il conforto e sostegno di una "carta" preconfezionata, di una "mappa" già in precedenza tracciata e pronta all’uso. L'espressione – dovuta a Herman Melville e fatta propria dall’autore di questo saggio – sottende e sottintende un'avventura e un rischio: avventura e rischio che qui si corrono, pagina dopo pagina, attraverso i testi di Melville e di Leopardi – attraverso i mari della loro opera, scandagliatissimi isolatamente ma quasi inesplorati nelle loro possibili osmosi e miscele misteriose di concetti, di miti, di parole. Il ritmo del percorso è scandito nell’arco di una "giornata" ideale di viaggio – dal mattino al meriggio alla sera – dietro alla traccia della parabola vitale e intellettuale dei due grandi autori – poeti, pensatori – apparentemente (ed effettivamente) tanto lontani tra loro eppur – come vorranno le conclusioni cui approda il libro – più vicini di quanto, verosimilmente, venga fatto di pensare a tutta prima. Il nutrito apparato di note che si snoda lungo tutto il lavoro, oltre a fornire gli opportuni riferimenti bibliografici, è inteso a dettagliare talune questioni toccate nel testo, ad uso dello specialista o del lettore semplicemente incuriosito.

EAN: 9788846716514
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Milano, Medusa 2017, cm.14x22,5, pp.136, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana Le Porpore,112. Tre saggi su Goethe, il padre delle letteratura tedesca moderna, scritti fra il 1932 e il 1949. Meno di vent'anni, ma densi di storia, sia quella personale di Thomas Mann (che dopo l'avvento di Hitler decide di emigrare in America), sia quella della Germania e dell'Europa, gravate dall'orrore nazista e da una guerra mondiale. Dalla pubbicazione, subito dopo la fine della Grande guerra, di Considerazioni di un impolitico, la critica si è a lungo interrogata sulla visione politica del "conservatore" Thomas Mann. Un testo che poi, restrospettivamente, ha pesato sul giudizio riguardo la sua posizione verso il nazismo, considerata per certi aspetti ambigua, mentre nel saggio scritto durante il primo viaggio in America - Traversata con Don Chisciotte (riedito l'anno scorso da Medusa) -il giudizio verso il Nazionalsocialismo traspare senz'ombre. Che cosa è cambiato nel frattempo in Mann? I saggi compresi in questo libro ci svelano la lenta ma costante evoluzione del giudizio su Goethe come esponente della borghesia tedesca e precursore del pensiero della democrazia. È anche una specie di autoritratto intellettuale? Gli anni tra le due guerre sono decisivi nella maturazione del pensiero di Mann, il quale abbraccia una visione di moderata, fiduciosa apertura alla cultura democratica. E su questa strada la frequentazione del Maestro del Werther, del Wilhelm Meister e del Faust è sempre più stretta, come se Mann dovesse prendere dalle mani di Goethe il testimone di interprete della coscienza civile germanica. La strada maestra che lo porterà a comprendere le ragioni della democrazia - progresso che i saggi qui raccolti mettono bene in evidenza - passa dalla contrapposizione fra amore della morte e amore della vita. In quegli anni cruciali per l'Europa Mann arriva a dire che il popolo tedesco è affascinato dalla morte, mentre per Goethe «l'ultima parola contro la morte e per la vita, rimane: "Non si tratta infine che di andare avanti"». Non lascia molti dubbi sulla posizione di Mann questa lettura di Goethe che diventa implicito giudizio sulla Germania hitleriana.

EAN: 9788876983955
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