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#195591 Religioni

Bardo-Thödol. Le Livre tibétain des Morts.

Curatore: Prèface de Lama Anagarika Govinda. Presenté par Eva K. Dargyay. Traduit de l'allemand par Valdo Secretan.
Editore: Dervy-Livres.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.16x24, pp.180,(4), 8 tavv.a col.ft., brossura, cop.fig. con bandelle. [copia in buono stato] Collection Mystiques et Religions.

Abstract: Il Bardo-Thödol (tibetano per "Suprema Liberazione con l'Ascolto"), noto nei paesi occidentali come Libro tibetano dei morti, è un testo classico del buddhismo tibetano. Il testo descrive le esperienze che l'anima cosciente vive dopo la morte, o meglio nell'intervallo di tempo che, secondo la cultura buddhista, sta tra la morte e la rinascita. Questo intervallo si chiama, in tibetano, "bardo". Il libro include anche capitoli riguardanti i simboli di morte, i rituali da intraprendere quando la morte si avvicina, o quando ormai è avvenuta.Nella tradizione il Bardo-Thödol viene recitato presso il corpo del morto (o del morente) in un periodo di tempo dopo la morte in cui si ritiene che possa ancora essere ricettivo, per rammentare la dottrina del vuoto ed aiutarne lo "spirito" ad evitare il ciclo di rinascita. Nel libro si ripercorrono tre fasi nelle quali progressivamente ed in seguito al possibile fallimento nella fase che precede: 1) si cerca di favorire lo scioglimento dello spirito nel Nirvana;2) si aiuta ad identificare lo spirito con le "divinità" del piano di cofruizione, intermedio tra l'ingresso nel Nirvana e la ricaduta nel ciclo di rinascite. Di tale piano sono caratteristici i Cinque Buddha spesso raffigurati nei Mandala; 3) si tenta di evitare la ricaduta nel ciclo di rinascite. (da Wikipedia).

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Questa ed.è stata impressa in 200 esempl.num.1-200 più 21 f.c., composizione in caratteri Dante e impressione su carta Magnani filigranata, eseguite nella Stamperia Valdonega. Pres.di Goffredo Parise, trad.di P.Ba. Milano, Mondadori 1983, cm.21x31, pp.X,164,(6). legatura ed.in t.pelle con nervi e dorat.,taglio oro e barbe. Cofano foderato con tass.di pelle inciso. Copia perfetta imballata. Ediz.num.di 200 esemplari.
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Torino, Giulio Einaudi Editore 2014, cm.13,5x21,5, pp.195, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana I Coralli. In questo libro non troverete grandi discorsi filosofici sulle scelte della vita, ma troverete molte storie, e uno sguardo che le attraversa, e vera scrittura. E molte apparenti digressioni, ad esempio su un piccolo Museo degli Amori Finiti, o su un documentario inglese che ha seguito nel tempo la vita di 14 bambini: perché la digressione è il mezzo di chi sa che stando ai bordi si vede il centro. Tutto parte da un assunto: quando facciamo una scelta, che si tratti di amore, lavoro, casa, figli, il più delle volte non è il 100% di noi a decidere: spesso, anzi, è un risicatissimo 51%. Una parte non piccola di noi continua a essere innamorata dell'uomo che stiamo lasciando, dell'appartamento da cui stiamo traslocando, del mondo che stiamo abbandonando. Nella vita, le scelte che non abbiamo fatto continuano a esistere accanto a noi. Pulsano debolmente, come potenzialità inespresse. E non occorre arrivare a provare rimpianto per volere un po' di bene a quelle vite scartate per un soffio. Sono lì, a portata di mano, e può capitare persino di andare a cercarle, come succede appunto in questo libro, nelle facce e nelle storie delle persone che hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato. Per scoprire qualcosa a cui forse non eravamo del tutto preparati, perché il gioco degli specchi, si sa, non è mai scontato. "Io cercavo pezzi della mia storia, ho incontrato altre storie. E mi sono piaciute".

EAN: 9788806216191
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