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Dalla Mancha a Siena al Nuovo Mondo. Don Chisciotte nel teatro di Girolamo Gigli.

Autore:
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xvi-334 pp. Biblioteca dell'«Archivum Romanicum» - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, 366.

Abstract: Le quattro opere teatrali qui raccolte di Girolamo Gigli (1660-1722) nelle quali appare il don Chisciotte cervantiano, si distinguono per la loro grazia e originalità. Ne attestano il successo le numerose repliche dell’epoca sui palchi di tutta Europa e l’influenza che ebbero su autori quali Benedetto Marcello, Apostolo Zeno, Metastasio e Carlo Goldoni. Frenquellucci ha rintracciato il percorso di queste opere, tra i primissimi esempi di composizioni metateatrali. / The four operas by Girolamo Gigli (1660-1722) collected in this edition and featuring Cervantes’s Don Quixote, distinguish themselves for their grace and originality. The numerous representations of the time on stages all over Europe and the influence that they had on authors like Benedetto Marcello, Apostolo Zeno, Metastasio and Carlo Goldoni testify their success. Frenquellucci traces the development of these operas starting with the very first examples of meta-theatrical compositions.

EAN: 9788822259486
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Pisa, Edizioni ETS 2008, cm.17x24, pp.463, brossura, copertina figurata con bandelle. [copia allo stato di nuovo]. Collana Sequenze, Collana del Dipartimento di Filologia Moderna dell'Università di Firenze,3. Fin dai primi secoli della cristianità il teatro è stato colpito da condanne senza appello. Tertulliano, che agli spettacoli dedica un trattato, lo chiama "sentina d'impurità e di disonestà", e ne mette in luce l'aspetto per lui più sacrilego: l'idolatria che è insita nella duplicazione delle immagini. Né i secoli successivi hanno attenuato il giudizio; soprattutto in àmbito riformato la condanna ha assunto toni violenti, implicando l'attività in sé ma anche chi la praticava e chi ne fruiva. Come leggere un'ansia così radicale, che peraltro attraversa, con varie accentuazioni, tutti i paesi europei? Quali ne furono i motivi? Non c'era, al fondo di questo "moralismo senza moralità", la consapevolezza dello strano potere del teatro, e dunque lo sgomento per la sua straordinaria capacità di sopravvivenza? Gli autori dei saggi di questo volume provano a dare risposta a queste e ad altre domande percorrendo il pregiudizio antiteatrale nei diversi modi in cui si manifestò, dal Cinquecento alla fine del Settecento, in vari paesi d'Europa (Italia, Inghilterra, Spagna, Francia, Portogallo), sempre intrecciandosi con le vicende sociali, politiche e religiose di quei paesi.

EAN: 9788846719218
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