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Liber hominum et personarum comitatus Pistorii (1293-94).

Curatore: Edizione a cura di Giampaolo Francesconi.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xlvii-74 pp. con 13 tavv. f.t. a colori. Documenti di storia italiana - Serie II, 16.

Abstract: Il Liber hominum et personarum, redatto durante la podesteria del fiorentino Giano della Bella, costituisce una delle testimonianze più significative del periodo drammatico delle lotte politiche che segnarono, con le maggiori città toscane, Pistoia e il suo territorio alla fine del Duecento. Il documento – un elenco di tutti gli abitanti del contado in grado di rispondere alle richieste fiscali della città – rimane un esempio eccezionale dell’avanzato livello culturale e gestionale raggiunto dai ceti dirigenti della piena età comunale. / Liber hominum et personarum was written during Giano della Bella’s podesteria. It represents one of the most significant testimonies of the dramatic period of political struggle which characterized Pistoia and other major Tuscan cities in the late XIII century. This document – a list of all contado inhabitants who could afford to pay city taxes – is an outstanding example of the cultural and managerial level reached by the administrative class during the Age of Communes.

EAN: 9788822260185
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#133639 Regione Toscana
Introduz.e cura di Veronica Gabbrielli. Firenze, Fondaz.Spadolini, Nuova Antologia - Le Monnier 2006, cm.16,5x24, pp.242, brossura Collana Centro Studi sulla Civiltà Toscana fra '800 e '900,40.

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#170107 Storia Moderna
27 settembr 1511. La fuga dalla prigione attribuita alla Vergine Maria del patrizio veneziano Girolamo Miani fondatore dei padri Somaschi. Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti 2012, cm.16x24, pp.346, brossura con cop.fig.a col. [esemplare nuovo] Girolamo Miani intraprende la carriera politica nel corso di una prolungata congiuntura militare: la guerra fra la Serenissima e i collegati di Cambrai (1509-1517). Nell'agosto del 1511 viene fatto prigioniero da un reparto di imperiali comandato dal greco-albanese Mercurio Bua. Si trova nel campo nemico a Maserada sul Piave, quando la sera del 27 settembre riesce a fuggire e a riparare a Treviso, rimasta veneziana. Successivamente Miani dichiarerà che fu l'intervento della Vergine a consentirgli di liberarsi, passare inosservato tra le linee nemiche e giungere a salvamento. A testimonianza della straordinaria vicenda, Girolamo dona al santuario della Madonna Grande di Treviso i simboli (catene, ceppi) della sua prigionia. Questo volume si colloca nel cinquecentesimo anniversario degli avvenimenti che impressero una svolta radicale nella vita di Girolamo Miani, spingendolo a una riflessione interiore culminata nella vocazione a porsi al servizio degli orfani, dei derelitti, dei miseri. Diversi autori esaminano, sotto angolazioni particolari, gli aspetti salienti della vita di Miani, prima e dopo le circostanze che portarono un uomo d'armi alla santità.

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