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#205586 Letteratura

Carteggio (Il) Gino Severini - Jacques Maritain. (1923 - 1966).

Curatore: A cura di Giulia Radin.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 15 x 21, xxx-298 pp. con 16 tavv. f.t. Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, 14.

Abstract: Il volume riunisce oltre 200 lettere conservate a Rovereto, a Roma e a Kolbsheim, frutto del lungo rapporto che legò il filosofo Jacques Maritain e il pittore Gino Severini. Durato più di quarant’anni, lo scambio epistolare rivela la stima e l’intima amicizia, toccando al tempo stesso questioni cruciali della storia del XX secolo. La corrispondenza, già apparsa nella versione francese e curata da Giulia Radin, è pubblicata dal Mart in occasione della mostra Gino Severini. 1883-1966. / Il volume riunisce oltre 200 lettere conservate a Rovereto, a Roma e a Kolbsheim, frutto del lungo rapporto che legò il filosofo Jacques Maritain e il pittore Gino Severini. Durato più di quarant’anni, lo scambio epistolare rivela la stima e l’intima amicizia, toccando al tempo stesso questioni cruciali della storia del XX secolo. La corrispondenza, già apparsa nella versione francese e curata da Giulia Radin, è pubblicata dal Mart in occasione della mostra Gino Severini. 1883-1966.

EAN: 9788822261168
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#205628 Letteratura
A cura di Nicola Panichi. Firenze, Olschki Ed. 2013, cm 17 x 24, viii-324 pp. Istituto nazionale di studi sul Rinascimento - Studi e testi, 49. Lingua quo vadis? Nel progetto erasmiano della pace universale, la lingua, che è sempre sermo ed ethos, diviene l’omerica arma di Achille che ferisce e sana. Se la parola, per sua natura anfibia, reclama disciplinamento etico, il cum versari, lo stare insieme, esige un linguaggio civile, aspetto su cui aveva indugiato a lungo Guazzo con la sua morale del quotidiano, della etichetta intesa come piccola etica del qui e ora, e non dei grandi sistemi dell’Etica, astratta e irraggiungibile. / Lingua quo vadis? Nel progetto erasmiano della pace universale, la lingua, che è sempre sermo ed ethos, diviene l’omerica arma di Achille che ferisce e sana. Se la parola, per sua natura anfibia, reclama disciplinamento etico, il cum versari, lo stare insieme, esige un linguaggio civile, aspetto su cui aveva indugiato a lungo Guazzo con la sua morale del quotidiano, della etichetta intesa come piccola etica del qui e ora, e non dei grandi sistemi dell’Etica, astratta e irraggiungibile.

EAN: 9788822262813
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