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#21695 Firenze

Banchieri fiorentini e pittori di Fiandra.

Autore:
Curatore: Testo Italiano e Inglese.
Editore: Artioli Ed.per Banco di S.Geminiano e S.Prospero.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.25x35, pp.224, 149 tavole a colori e 16 bn, legatura editoriale in tutta tela, con sopraccoperta figurata a colori.

Abstract: Il volume illustra i rapporti tra la pittura fiamminga e la pittura fiorentina, entrate in contatto alla fine del XV secolo grazie al fervore mercantile della borghesia fiorentina. Le testimonianze mostrano come nelle due aeree geografiche, pur così distanti, fosse in atto un movimento di rinnovamento della pittura, in entrambi i casi stimolato dai tentativi di rendere figurativamente il portato teorico della filosofia naturalista e della cultura rinascimentale e umanista. L’ultimo lavoro di Roberto Salvini, l’indimenticato maestro.

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#1878 Firenze
A cura di Umberto Baldini. Fotografie di M.Listri. Firenze, Nardini Ed.per Banca Toscana 1981, cm.22x29, pp.348, numerose illustrazioni e tavole bn.e a colori nel testo, legatura editoriale in tutta tela, titoli in oro al piatto anteriore e dorso,con sopraccoperta figurata. Ottimo esemplare. Fotografie di Massimo Listri.Con la collaborazione di Lando Bartoli, Luciano Berti, Ornella Casazza, Marco Chiarini, Isnardo Pio Grossi o.p., Francesco Gurrieri, Roberto Lunardi, Giuseppe Marchini, Daniela Mignani, Bruno Nardini, Alessandro Parronchi, Roberto Salvini, Fiorenza Scalia. Santa Maria Novella è la prima, in senso cronologico, delle grandi basiliche fiorentine. Il nome "Novella" le viene dall'aver sostituito sulla piazza un oratorio del IX secolo, già ingrandito nel 1094, chiamato Santa Maria delle Vigne. Nel 1221 questa chiesa e l'area circostante vengono assegnati ai frati domenicani, che subito iniziano la trasformazione. La costruzione di quella che sarà la sontuosa sede del potente Ordine domenicano inizia nel 1246 ad opera di due monaci architetti, frà Sisto Fiorentino e frà Ristoro da Campi, e viene conclusa nel 1360 sotto la direzione di frà Iacopo Talenti, autore anche del Cappellone degli Spagnoli (1350-55), del Refettorio del convento (1353) e del grande campanile cuspidato in stile romanico-gotico (1330). La ricca facciata a intarsi di marmo bianco e nero è un capolavoro: iniziata nel 1300, sarà poi completata nel 1470 da Leon Battista Alberti. L'interno della Basilica ospita una serie di opere che portano la firma di Giotto, Andrea Orcagna, Brunelleschi, Ghiberti, Benedetto da Maiano, Masaccio, Domenico Ghirlandaio e Filippino Lippi. Nei Chiostri sono visibili affreschi di Paolo Uccello e della scuola fiorentina dal XIII al XV secolo. Ottime condizioni.
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#8025 Firenze
Novara, Istituto Geografico De Agostini 1963, cm.21x27, pp.164, numerose ill.in bn.e XXX tavv. a col.nt., legatura ed.cartonata, sopraccop.fig.a colori. Collana Musei e Pinacoteche.
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#7385 Arte Saggi
A cura di Mirjo Salvini. Firenze, S.P.E.S. Studio per Edizioni Scelte 1987, 2 voll., cm.15x23, pp.608, 288 illustrazioni in bn. fuori testo , brossura, copertine con bandelle, custodia. Collana Specimen,8-9.

EAN: 9788872422427
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#34457 Arte Pittura
Milano, Garzanti 1958, cm.15,5x21, pp.202, 154 figg.bn.e col.ft. legatura ed.in tutta tela,soprac.fig.a col.
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#307509 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 4. Pisa, ETS 2010, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Livorno Cruciale dedica questo numero al tema dell'architettura degli interni: nella sezione intitolata al XX secolo abbiamo voluto presentare i casi emblematici, peraltro assai poco noti se non inediti, di due importanti allestimenti di spazi privati realizzati nella Livorno degli anni '30. Si tratta di opere di micro-architettura dovute al disegno di Roberto Uccelli e Piero Bottoni, il primo, ingegnere che ha svolto la sua attività a Livorno con interventi di pregevole qualità, il secondo, personalità di spicco dell'architettura razionalista italiana. Se ne trae l'indubbia convinzione che Livorno, in quel torno di tempo, fosse ricettiva alle novità dell'architettura contemporanea; e tale attenzione si può ritrovare anche in altre architetture di questi anni, come la casa dello Strologo di Piero Bottoni, la villa Tavani di Giancarlo Palanti e ancora, il palazzo del Governo, segnato dagli interventi di Alberto Legni e Armando Sabbatini, vincitori di un concorso nazionale che aveva visto la partecipazione delle maggiori personalità del Novecento italiano. Immediato è quindi il riferimento alla situazione presente: non è certo un caso che proprio questo numero della rivista offra, nelle rubriche dedicate all'attualità, affondi, decisamente polemici, su alcune tematiche cardine per l'architettura e l'urbanistica della Livorno del nuovo millennio. Ci riferiamo al progetto del nuovo centro, ora ribattezzato Quartiere San Martino, e all'ipotesi, non ancora tradotta in termini di disegno, del nuovo ospedale. Non è nostra intenzione in questa sede entrare nel merito degli aspetti procedurali e amministrativi che hanno condotto alla previsione di diversa dislocazione dell'attuale attrezzatura sanitaria, decisione che rischia di incidere pesantemente sull'immagine architettonica della città dei prossimi decenni. Ci siamo limitati a segnalare come tale decisione avvenga all'oscuro di una strategia di più ampio respiro, lasciando troppi punti indefiniti, a partire dal destino urbanistico e architettonico dell'antico nosocomio. Si finge di ignorare che si tratta di un tema assai delicato che, ove la previsione di tale spostamento fosse assunta in maniera definitiva, coinvolge il riuso e la riconversione di un immenso patrimonio architettonico, patrimonio ormai acquisito, anche da punto di vista storiografico, alle vicende del Novecento italiano. Non pochi sono i dubbi che sorgono, se pensiamo alla manchevole sensibilità che nel recente passato si è voluto dimostrare nei confronti di analoghe testimonianze architettoniche, valga per tutte la demolizione della fabbrica della Peroni o del cinema Odeon. Non siamo necessariamente affezionati allo star system dell'architettura, anche se non possiamo non ricordare che proprio recentemente a Pisa, in un caso analogo, si è scelto di affidare, tramite un concorso internazionale, l'elaborazione del master plan delle aree dell'antico ospedale ad uno dei più noti studi europei. La nostra riflessione diventa tanto più opportuna, se ci volgiamo alle scelte progettuali adottate per il nuovo centro, disastrosamente anonime, che sembrano addirittura mutuate dalle pagine di qualche rivista patinata degli Emirati arabi e che ben poco mostrano di relazionarsi con lo spirito del luogo o con le nuove tendenze dell'architettura contemporanea. Tale giudizio non può non estendersi anche ai risultati dei recenti concorsi banditi dall'Ammnistrazione Comunale nell'ambito dei PIUSS (Piani Integrati di Sviluppo Sostenibile), risultati completamente disattesi, sembra per problemi procedurali, e sostituiti con una nuova progettazione affidata agli uffici interni all'Ente. Le immagini recentemente divulgate di queste architetture non sono con tutta sincerità convincenti: si tratta di una progettazione di routine, forse anche corretta da un punto di vista tecnico, ma certo non tale da offrire alcuno slancio all'immagine della Livorno futura. È un bilancio assai amaro quello che, a nostro giudizio, si profila: al di là delle affermazioni trionfalistiche ufficiali, la città si mostra assente sulle impegnative sfide dell'architettura contemporanea.

EAN: 9788846728463
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#307511 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 15. Pisa, ETS 2015, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori.

EAN: 9788846743169
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#310356 Arte Saggi
Torino, Einaudi 1977, cm.15,5x21,5, pp.290, 32 figg.bn.ft. brossura. Collana Reprint,112.
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#316177 Arte Saggi
Testi di Michel Butor. A cura di Domenico D'Oria. Bologna, Associazone Culturale Italo Francese 1993, cm.10x15, pp.64 ill. brossura.
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