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Un tè e quattro chiacchiere.

Autore:
Curatore: Traduz.di Carlo Brera.
Editore: Adelphi Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x22, pp.569, brossura con sopraccop.fig.a col. [copia in ottimo stato]. Collana Fabula,82.

Abstract: C'è "una donna fatale e un giorno fatale" per ogni uomo, dice Peter Hoag, personaggio secondario di questo romanzo. E quel giorno e quella donna verranno anche per il protagonista di questa storia, Robert Grant. Ma prima dovremo osservarlo "espandersi" e fiorire nell'azione, come una vorace pianta tropicale. Il suo alimento principale sono le donne e i soldi. La sua scienza suprema è la seduzione, praticata usando con equanimità gli espedienti più abietti e i più puerili. "Un tè e quattro chiacchiere" è uno di questi. L'efficacia è comunque somma. Robert Grant conosce le donne, ma le donne non conoscono lui, questo è il segreto di cui va fiero. Eppure, come tanti segreti, un giorno potrà anche essere svelato.

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Traduz.di Carlo Brera. Milano, Adelphi Ed. 1994, cm.14x22, pp.569, (tracce d'uso alla cop.ed alcune sottolineature a matita nt.). brossura con sopraccop.fig.a col. Collana Fabula,82. C'è "una donna fatale e un giorno fatale" per ogni uomo, dice Peter Hoag, personaggio secondario di questo romanzo. E quel giorno e quella donna verranno anche per il protagonista di questa storia, Robert Grant. Ma prima dovremo osservarlo "espandersi" e fiorire nell'azione, come una vorace pianta tropicale. Il suo alimento principale sono le donne e i soldi. La sua scienza suprema è la seduzione, praticata usando con equanimità gli espedienti più abietti e i più puerili. "Un tè e quattro chiacchiere" è uno di questi. L'efficacia è comunque somma. Robert Grant conosce le donne, ma le donne non conoscono lui, questo è il segreto di cui va fiero. Eppure, come tanti segreti, un giorno potrà anche essere svelato.

EAN: 9788845910920
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Traduz.di Floriana Bossi. Con un saggio di Randall Jarrell. Milano, Adelphi Ed. 2004, cm.14x22, pp.561, brossura con sopraccop.fig.a col. [copia in ottimo stato]. Collana Fabula,159. L'uomo che Henny ha scelto per marito è un eccellente venditore di se stesso, si presenta nel migliore dei modi: un po' leggero, ma in compenso sorridente, affabile, di bell'aspetto, la bontà e l'affidabilità in persona. E soprattutto capace, con le parole che sceglie e quelle che inventa di "creare un mondo". Quel mondo destinato a diventare con gli anni un gorgo orrifico in cui Sam riuscirà ad attirare i suoi sette figli e anche Henny, mentre la vita della piccola comunità si trasformerà in una commedia prima leggera, poi spossante, via via sempre più macabra.
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A cura di Benedetta Aldinucci. Roma, Salerno Editrice 2019, cm.14,5x22, pp.XLIII,160, brossura con bandelle. Collana Testi e Documenti di Letteratura e di Lingua,XLIII. Edizione numerata in 999 esemplari. L'identità e la produzione del notaio e rimatore fiorentino ser Jacopo Cecchi sono state per oltre quattro secoli indissolubilmente legate al nome di Dante Alighieri: consacrata sotto la paternità dantesca dalla stampa della 'Giuntina di rime antiche' del 1527, la fortunatissima canzone Morte, perch'io non trovo a cui mi doglia è rimasta legata al nome dell'Alighieri fino alla fine dell'Ottocento, in virtù di una lettura da parte della critica che la voleva tessera estravagante della Vita nuova, necessaria a "completare" un capitolo del libello - quello sulla infermità, morte e assunzione in cielo di Beatrice - avvertito come carente. Copisti ed editori di Dante hanno dunque inteso la canzone quale accorato planctus del sommo poeta cagionato dalla mortale malattia di Beatrice, al punto di oscurare l'identità del meno celebre rimatore fiorentino, riportato all'attenzione degli studi solo sul finire dell'Ottocento, allorché ha cominciato a delinearsi la fisionomia di un poeta minore, mediocre autore di rime amorose, ma abile imitatore di Dante e del Petrarca. Attivo nelle istituzioni fiorentine dal 1315-'26 al 1369, Jacopo Cecchi svolse l'incarico di ambasciatore per il Comune di Firenze e ricoprì l'ufficio di notaio della Signoria per il quartiere San Giovanni. Nel volume viene puntualmente ricostruita, grazie a nuove ricerche d'archivio, la sua identità storica, introduttiva all'edizione critica commentata del piccolo corpus rimico, che annovera, oltre alla canzone alla Morte, la canzone Lasso, ch'i' sono al mezzo della valle e il capitolo ternario O sconsolate a pianger l'aspra vita, ora per la prima volta proposto a stampa. Seguono in Appendice la canzone O Morte, che la vita schianti e snerbi (forse del Cecchi, se lo Jacobus de Florentia cui la assegna il ms. Paris, Bibliothèque nationale de France, n.a. 1745, coincide con il rimatore fiorentino) e l'anonimo rifacimento tardo quattrocentesco o cinquecentesco, Morte, da che convien pur ch'io mi doglia, testimone dell'ampia fortuna arrisa alla canzone Morte, perch'io non trovo. Ogni componimento, opportunamente inquadrato all'interno del panorama poetico coevo, è corredato di apparato giustificativo che consente di verificare le scelte testuali diffusamente discusse anche nella Nota ai testi; mentre il commento è a servizio della comprensione del testo e indica i riferimenti letterari che si sono reputati più probabili e certi.

EAN: 9788869734496
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