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Le guerre in Gallia.

Autore:
Editore: Mondadori.
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Dettagli: cm.15x22, pp.470, legatura editoriale copertina figurata a colori. Cofanetto.

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Presentaz.di G.Spadolini. Con un saggio e il commentario di L.Russo. Palermo, Sellerio Ed. 1993, cm.24,5x34, pp.270, 39 tavv.a col.138 ill.bn.e 74 ill.color se legatura ed.in tutta tela, sopracop.fig.a col. Collana I Cristalli. "In quella specie di devota adeguazione di tutti al sogno, alla forza, al genio di uno solo, non c è posto per le supponenze individuali, né per le confidenze soggettive, né per gli stati d'animo particolari: l'Abba racconta solo di sé negli altri. Non c'è Garibaldi distinto dai suoi gregari, così non ci sono ricordi e impressioni di un testimonio o di un attore che si senta differente da tutta quella gente, con la quale si va come un cuore solo. Egli scrive per tutti e in nome di tutti; le sue sono le noterelle di "uno dei Mille", testimonianza di quel nascosto stato d'animo "garibaldino", di quella vaga e diffusa fiducia mistica, senza le quali cose l'impresa dei Mille non s'intende, o resta una pura astrazione fantastica." (Luigi Russo)

EAN: 9788876810855
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Testo latino e traduz.in italiano di Giuseppe Lipparini. Bologna, Zanichelli Ed. 1967, cm. 13x19,5 pp.XXIII,451, legatura editoriale in tutta tela. Collana Prosatori di Roma.
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#13500 Filosofia
A cura di G.Papuli, F.P.Raimondi. Fondaz.Credito Popolare Salentino per gli Studi sul Salento. Galatina, Congedo 1990, cm.17x24, pp.625, brossura Bibl.di Scrittori salentini. L’Amphiteatrum aeternae Providentiae e il De admirandis Naturae arcanis, pubblicati a Lione e a Parigi, in rapida successione, fra il 1615 e il 1616, sono gli scritti con i quali Giulio Cesare Vanini s’impone al pubblico di tutt’Europa come uno dei corifei del libertinisme érudit. L’autore è ancora assai giovane, ma ha già alle spalle una vicenda biografica densa ed inquietante, votata ad una tragica e clamorosa conclusione. Nato a Taurisano, in Terra d’Otranto, nel 1585 ed addottoratosi in utroque iure a Napoli nel 1606, entra nell’Ordine dei Carmelitani e si trasferisce a Padova dove, mentre cresce la sua intolleranza alla disciplina claustrale cui è sottoposto, viene scoprendo, se così si può dire, un nuovo universo filosofico-scientifico nella tradizione dell’aristotelismo eterodosso che lo studio della Serenissima mantiene sempre viva. Frequenta i circoli che professano gl’ideali latitudinari del Sarpi; riesce a portarsi in Inghilterra; abiura al cattolicesimo e abbraccia l’anglicanesimo. Scandalosa, certamente, è la sua apostasia, ma ancor più scandaloso è il suo rientro in seno alla Chiesa di Roma. Il giuoco delle conversioni, però, lo porta all’incredulità; l’esigenza di un riscatto personale alla più radicale empietà. Dopo la pubblicazione delle sue opere - nelle quali si fa beffe dell’esistenza di Dio, dell’ordine provvidenziale del mondo e della credenza nei miracoli - è costretto alla clandestinità; ma ben presto è catturato a Tolosa, processato e condannato al rogo dal Parlamento cittadino. l’Arrêt de mort, che comporta il taglio della lingua, lo strangolamento e la dispersione al vento delle ceneri, è eseguito il 9 febbraio 1619. è la data della maggiorità del libertinismo moderno: il definitivo suggello del ripudio del sovrannaturale da parte del libero pensiero, nonché della rifondazione dell’intera fisica iuxta propria principia. Certo, non immeritatamente il Vanini sarà fatto segno dei più pungenti strali dell’apologetica religiosa perché ben presto riconosciuto «aquila atheorum»; ma altrettanto non immeritatamente al suo naturalismo e al suo razionalismo, benché direttamente mutuati dal pensiero rinascimentale e tardo-rinascimentale, si volgerà la più matura filosofia dell’età moderna, da Bayle a Hegel e a Shopenhauer, scorgendovi il segno di un’irreversibile emancipazione dalla metafisica.

EAN: 9788877864192
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#103836 Firenze
Firenze, Centro 2P 1981, cm.17x24, pp.98, 2 tavv.genealogiche ripiegg.allegate. brossura
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Traduzione di Elisabetta Pellini. Massa, Edizioni Clandestine 2003, cm.13x20, pp.110, brossura con copertina figurata a colori. Il Fedone è uno dei più celebri dialoghi di Platone, poiché riporta i discorsi tenuti tra Socrate e i suoi discepoli durante l'ultimo giorno di vita del grande maestro. Socrate è rinchiuso in una cella circondato dai suoi accoliti, conversando di filosofia nell'attesa del tramonto, ora in cui gli verrà portato il veleno che lo ucciderà, secondo il volere dei cittadini ateniesi. L'argomento centrale su cui verte l'opera è l'immortalità dell'anima, in sostegno della quale Platone riporta quattro diverse argomentazioni: la palingenesi, la dottrina della reminiscenza, la differenza sostanziale fra l'anima e il corpo e la constatazione che l'idea della morte non può risiedere nell'anima, poiché è partecipe invece dell'idea della vita.

EAN: 9788865967805
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