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#268591 Facsimili

Libro di Preghiere di Renata di Francia.

Curatore: ms. alfa.U.28=Lat.614 (sec. XVI). Custodito presso la Biblioteca Estense Universitaria - di Modena, Italia.
Editore: Art Codex L'Atelier del Codice Miniato.
Dettagli: cm.9x12, 30 carte (60 pagine), 12 miniature a tutta pagina, 112 capilettera in polvere color oro, Legatura interamente eseguita a mano, nel rispetto della profilatura e delle pagine e della fogliazione. Copertina in velluto di seta color rosa antico, con finissimo ricamo in fili d'argento sui due piatti e laccetti di chiusura. Tiratura di 999 esemplari numerati e certificati. L'opera è custodita in un prezioso cofanetto in legno. Volume di commento e saggi di Emilia Talamo.

Abstract: Codice totalmente membranaceo, compresi i fogli di guardia. 30 carte, numerate a matita in basso a sinistra, e formato da due quaderni, ciascuno di dieci carte, accompagnati da altri due quaderni minori, di quattro carte ciascuno, posti l'uno all'inizio, l'altro alla fine, che servono da risguardi, ricoperti da una vistosa carta marmorizzata.Il Codice rappresenta uno dei più preziosi livres d'heures, mirabili capolavori ancora in voga nelle corti europee anche dopo l'invenzione della stampa. Fu scritto e miniato in area parigina intorno al 1517 per Renata di Valois, figlia del re di Francia Luigi XII e di Anna di Bretagna, e giunse a Ferrara nel 1528 con i beni dotali della nuova duchessa, sposa di Ercole II d'Este. Quando Renata, nel 1560, morto il Duca, abbandonò Ferrara e abiurò la religione cattolica divenendo calvinista, i suoi libri furono bruciati, tranne alcuni di osservanza cattolica – compreso questo piccolo libro d'ore rimasto poi sempre nel patrimonio estense. Nel 1994, andato in mostra all'Abbazia d Montecassino, il libro fu rubato e non più ritrovato. Fortunatamente erano già in corso le procedure di riproduzione dell'opera.

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#319877 Ippica Cavalli
Manchester, Carcanet 1992, cm.14x22, pp.244, legatura editoriale cartonata, sopraccoperta figurata a colori. In dictionary form, but offering much more than a dictionary, this book presents a guide to the history, development and usage of words and phrases employed on the racecourse, by those who train and look after the horses, those who ride them and those who lose their money betting on them. Here you can find out exactly what 'the distance' is, and why it is so called; what the 'cap' was in handicap; what relation the wild goose chase had to the steeplechase; what is 'dead' about a dead heat and what the differences are between getting in, getting on, getting out, and getting up. The history of racing language has many surprises, so be prepared to discover that racing is not the first, or even the second claimant to the title 'Sport of Kings'; that when jockeys 'nurse' a horse in a race the term comes from the nineteenth-century omnibus service; and what when a horse 'pecks' after a jump this has nothing to do with birds. Whether at Ascot or a local 'gaff', this book opens up the language of the racecourse, including the bizarre vocabulary of betting, from the 'betting boots' which early bookies put on, to the 'faces', 'heads', 'sharks' and 'sharps' who feed off the 'buzz' and 'whisper' which go round the ring.

EAN: 9780856359309
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