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Atlantis.

Autore:
Curatore: Raccontato da A.V.Sellwood. Trad.di Gilberto Forti. Con una nota di Bernhard Rogge.
Editore: Longanesi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.12x18,5, pp.304, brossura copertina figurata. Col.Il Cammeo,55. Sesta edizione.

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Raccontato da A.V.Sellwood. Traduzione di Gilberto Forti. Milano, Longanesi & C. 1965, cm.12x18,5, pp.303, brossura copertina figurata a colori. Col.I Libri Pocket,18.
Usato, buono
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Torino, Giulio Einaudi Editore 2014, cm.13,6x20,9, pp.432, brossura. Collana Einaudi Tascabili. Scrittori. Aristide Gambía ha 58 anni, un lavoro interessante, tre matrimoni falliti, quattro figli, una vita sessuale intensa. Un giorno riceve una lettera da parte di una donna con cui ha avuto una rapida avventura in gioventù: da quel ricordo sfuocato nasce in entrambi una voglia di raccontare e raccontarsi che è un gioco impudico e molto serio. A ogni appuntamento le loro memorie debordano, inseguendo i dettagli della trepidazione di allora, e il linguaggio si fa sempre più esplicito, osceno, anche grazie al dialetto. Sono due persone mature, che non provano niente l'una per l'altra, che si appassionano al puro e semplice progetto di restituirsi con le parole l'esperienza erotica di un'intera vita, facendo entrare in corto circuito il tempo in cui quasi tutto doveva ancora accadere e quello in cui quasi tutto ormai è accaduto. Ma si tratta davvero soltanto di un gioco? Ogni esperienza erotica di Gambía è una balaustra affacciata sulle fantasie maschili e le pratiche sessuali di un'epoca. E se ci si sporge, quel concentrato di vita smuove i ricordi del lettore stesso, riannoda i fili tra scampoli distanti di vita che si urtano e si integrano, come nella letteratura. Ci accorgiamo leggendo che il sesso contiene ed esalta la nostra relazione con gli altri, con il tempo, con noi stessi. È un laboratorio di esperienza e d'immaginazione, un serbatoio di parole, un'inesauribile fonte di vitalità, un autentico enigma. Un angolo di noi che dice tutto.

EAN: 9788806223823
Usato, molto buono
Note: Data di acquisto apposta a pennarello all'occhiello.
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#350123 Arte Saggi
Introduzione, traduzione e cura di Michela Scolaro. Argelato, Minerva Edizioni 2002, cm.17x24, pp.302, illustrazioni, tavole in bianco e nero. brossura. Collana Saggi Studi e Ricerche I figli di Mercurio. Il volume raccoglie una serie di saggi, tradotti in italiano, che Edouard Pommier, archivista, paleografo e oggi ispettore dei Musées de France, ha pubblicato tra il 1989 e il 1996 sotto forma di articoli o di studi monografici.Il lavoro di Pommier intende sottoporre all'attenzione del lettore alcuni nodi concettuali problematici, ancora oggi attuali, che Winckelmann e Quatremère de Quincy - due figure di decisiva importanza per la storia dell'arte - hanno affrontato e cercato di sciogliere nel corso della loro pratica intellettuale; in particolare, si tratta dei problemi relativi a una corretta definizione dell'arte classica, al tempo e quindi al passato, alla memoria, al museo; di quelli connessi alla creatività dell'espressione artistica e alla sua vicenda, al concetto del bello, alla realtà e all'ideale; di quelli, infine, legati all'utilizzo e alla finalità delle opere d'arte.Le pagine prendono immediatamente il lettore per la loro scorrevolezza, guidandolo con straordinaria finezza - tinta a volte da lieve ironia - attraverso un periodo storico tanto contraddittorio quanto affascinante: il secolo dei lumi e della rivoluzione francese.Uno dei capitoli più stimolanti è proprio quello riguardante la recezione di Winckelmann nella Francia rivoluzionaria: qui l'intuizione dell'arte greca come prodotto della libertà politica viene assolutizzata, ipersemplificata, e si perverte diventando fondamento di una macchina perfetta e irrefrenabile per giustificare i sequestri d'arte in tutta Europa.E' questo il saggio che costituisce il ponte con gli studi su Quatremère de quincy, il più originale inteprete di Winckelmann, autore delle Lettres a Miranda, la più lucida e audace opposizione alle requisizioni artistiche del Direttorio e alla creazione del grande Louvre rivoluzionario.Cogliendo opportunamente le analogie fra il modo di operare di Winckelmann e quello di Quatremère, Edouard Pommier analizza le diverse peripezie di quell'importante polemica nata attorno alla questione del patrimonio artistico e sollecitata dall'inquietante sfida culturale lanciata alla storia dall'ideologia rivoluzionaria.Le risposte che Pommier sapientemente fornisce al riguardo suonano però non come conclusione di una discussione, ma come richiesta di proseguimento di un dibattito che ancor oggi è di pregnante attualità.

EAN: 9788873810087
Usato, come nuovo
EUR 26.00
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