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Botanica (La) de' fiori dedicata al bel sesso.

Curatore: A cura di Simona Verrazzo. Introduzione di Lucia Tongiorgi Tomasi e Luigi Zangheri. Premessa di Duccio Tongiorgi.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xxvi-102 pp. con 14 figg. a colori n.t., brossura Giardini e paesaggio,52.

Abstract: Da sempre connesso al mondo degli affetti, l’immaginario floreale domina il panorama europeo del XIX secolo. La straordinaria diffusione della coltivazione dei fiori nostrali ed esotici nei giardini contribuisce a sollecitarne riflessi psicologici ed economici, accanto ai sempre più approfonditi studi scientifici sulla base della sintesi organica teorizzata da Carlo Linneo.Sulla scia della fortunata tradizione francese dedicata alla “botanique pour les dames”, alla fine del 1827 anche l’editore-libraio milanese Lorenzo Sonzogno pubblica un elegante 'almanacco' – La Botanica de' Fiori dedicata al Bel Sesso –, corredato da raffinate tavole a colori, alcune delle quali opera dell’incisore vicentino Giuseppe Dall’Acqua. Si tratta del primo volume di una serie fortunata, di lieve e non impegnativa lettura, rivolta al “Gentil Sesso”, che affronta tematiche che vanno da sintetici elementi di scienza botanica, ai giardini, a digressioni poetiche e letterarie sul panorama floreale fino al romantico linguaggio dei fiori. Anonimo autore della gradevole operetta è l’erudito poligrafo e letterato Giuseppe Compagnoni, assai noto nel sofisticato ambiente culturale milanese di primo Ottocento, già abile divulgatore di temi scientifici 'al femminile'.

EAN: 9788822265920
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#234650 Arte Saggi
Milano, Bompiani Ed. 2008, cm.13,5x20, pp.400, legatura ed.soprac.fig.a col. Collana grandi pasSaggi Bompiani. Cosa accade quando la cultura incontra una struttura politica, amministrativa, una macchina organizzata? Accade che o la "macchina" decide di rischiare e quindi di lasciare libera la cultura di manifestarsi; oppure succede che la "macchina" otturi i pori più pericolosi della cultura e, alla fine, la lasci agonizzare. Il duello che racconta Vittorio Sgarbi in "Clausura" è proprio questo: libertà della cultura o clausura. Non c'è margine di trattativa. O l'una o l'altra. Due anni alla guida dell'Assessorato alla cultura di Milano. Due anni di idee, battaglie per difendere valori assoluti e non negoziabili, opere che l'ignoranza amministrativa non può consentire di distruggere e che l'indifferenza quotidiana non può far dimenticare. Due anni di polemiche per affermare che il dio denaro, gli automatismi inerti della burocrazia, l'ignavia non devono avere la meglio sulla cultura. E all'appello non mancano niente e nessuno in questo libro: suor Letizia (Moratti), frate Clemente (Mastella), Glisenti, l'Expo, Berlusconi, Veltroni, l'Ara Pacis, le pale eoliche, la valle del Belice e molto altro. Perché la clausura di Milano si diffonde per tutto l'arco della penisola e ha due sinonimi: interessi e ignoranza. Ma ripartire si può. Da Salemi.

EAN: 9788845261787
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