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#291543 Storia

De honesta voluptate et valitudine. Un trattato sui piaceri della tavola e la buona salute Nuova edizione commentata con testo latino a fronte.

Autore:
Curatore: A cura di Enrico Carnevale Schianca.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 × 24, vi-590 pp., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,440.

Abstract: Un ricettario di cucina del Quattrocento, restituito nelle vesti di un trattato di dietetica che si riallaccia al dibattito filosofico sul piacere e la virtù; il tutto trapuntato da divagazioni letterarie, aneddotiche, naturalistiche: questi sono i temi del De honesta voluptate et valitudine, l’opera più inconsueta di tutto il repertorio platiniano che, con il suo durevole marchio di ‘libro di cucina’, si rivela testimone emblematico dell’energia dell’istanza gastronomica, destinata a prevalere sul vistoso intreccio dei contenuti. Le indagini degli studiosi hanno di volta in volta messo in luce, sotto diverse angolazioni, molteplici aspetti di questo singolare testo, che il presente volume affronta una volta ancora nell’intento, oltre che di renderne una nuova traduzione italiana, di perlustrare settori finora non sufficientemente messi a fuoco, quali quello delle fonti, il cui attento riscontro consente, fra l’altro, di com-piere più nitide valutazioni sull’originalità del De honesta voluptate. La traduzione con testo a fronte, arricchita da un ampio corredo di note, glossari e appendici documentali, intende riproporre il trattato con quelle connotazioni di gradevole libro di lettura che ne decretarono, già al suo esor-dio, il successo negli ambienti umanistici.

EAN: 9788822263797
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#291546 Storia
Firenze, Olschki Ed. 2019, cm 17 x 24, 138 pp., brossura Istituto nazionale di studi sul Rinascimento. Quaderni di «Rinascimento»,53. In Montaigne, ‘giustizia’ è un termine polisemico, non privo di indeterminatezza, poiché designa ad un tempo la virtù cardinale e la conformità alle norme positive, l’insieme delle magistrature e il concetto morale di equità, cioè sia esigenze etiche e politiche sia la loro realizzazione assai aleatoria. La sua posizione di Conseiller du roy en la Cour du Parlement comportava conoscenze pratiche e teoriche, mentre quella di civilista richiedeva la comprensione del diritto romano e del diritto consuetudinario, in virtù della loro ampia compenetrazione nel sistema giudiziario francese allora vigente. La denuncia di procedure confuse, della molteplicità delle magistrature, della venalità delle cariche, induce Montaigne a interrogarsi sulla natura delle norme con la conseguente demistificazione dei costumi. Si può quindi operare un raffronto tra il lessico giuridico, in particolare dei costumi e delle ordinanze, ormai desueto, e quello di Montaigne. Tuttavia bisogna notare che la formalizzazione di gran parte di questo lessico era ancora embrionale e che l'uso che Montaigne ne faceva andava nel senso di limitarne gli aspetti tecnici per avvicinarlo invece al linguaggio quotidiano. Solo con Montaigne ci si apre alla modernità giuridica.

EAN: 9788822266675
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