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#291684 Religioni

Una fabula mystica nel Seicento italiano. Maria Maddalena de’ Pazzi e le Estasi (1609-1611).

Autore:
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xviii-322 pp., brossura Biblioteca della «Rivista di storia e letteratura religiosa». Studi,35.

Abstract: La Vita della Madre Suor Maria Maddalena de’ Pazzi fiorentina viene stampata in due versioni nel 1609 e nel 1611 e testimonia di una precocissima ricezione secentesca delle Estasi maddaleniane. L’opera, voluta dalle consorelle della monaca fiorentina e assegnata a Vincenzo Puccini, governatore e confessore del monastero di Santa Maria degli Angeli in Firenze, rimarrà per tutto il XVII secolo il punto di riferimento per chiunque voglia avere accesso ai manoscritti originali contenenti quell’esperienza estatica. Lo studio che presentiamo, in continuità con le fondamentali letture proposte nel Novecento da Giovanni Getto, da padre Giovanni Pozzi, intende valorizzare, come mai fino ad ora, questa prima impresa editoriale, dimostrando come le Estasi siano state recepite in modo quasi integrale già nel Seicento. In particolare, è approfondito l’influsso della spiritualità gesuitica e domenicana sulla ratio scribendi del Puccini, l’attenuarsi, dall’una all’altra redazione, della dimensione ascetica rispetto all’elaborazione di una concezione ‘pneumatologica’ della mistica. La biografia pucciniana illustra così la tesi di Michel De Certeau, nella sua Fable mystique: la mistica è di per sé inesauribile mistero; iniziamo a conoscerla quando un dettato storico la circoscrive.

EAN: 9788822266804
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#291662 Religioni
Tradotta ed esposta da Lodovico Castelvetro. A cura di Andrea Barbieri. Firenze, Olschki Ed. 2021, cm 15 x 21, xii-160 pp., brossura Piccola Biblioteca Umanistica,7. La pubblicazione della Lettera di san Paolo ai Romani è solo un campione di quei Vangeli volgarizzati da Lodovico Castelvetro che si credevano irrimediabilmente perduti, ma dei quali diverse testimonianze, di cui una autografa, affermavano l'esistenza. L'autore, già da un decennio nell'occhio dell'Inquisizione, non poteva pubblicarli in Italia e a proprio nome, quindi ricorse allo strumento di un'opera collettiva realizzata in ambiente veneto e attribuita a un prestanome. L'ipotesi che qui si presenta implica una sostanziale rivisitazione dell'intero panorama della Riforma in Italia. Non solo autorizza ad affermare l'esistenza di una Riforma italiana col proprio testo di riferimento in lingua volgare, ma colloca il Modenese Castelvetro in posizione di primissimo piano fra gli interpreti e i diffusori del pensiero riformato. Il seguito della vicenda è noto: la condanna del Sant'Uffizio come eretico “fuggitivo e impenitente” lo obbligò all'espatrio. Si spostò fra Chiavenna, Lione, Ginevra e Vienna, dove diede alle stampe, con dedica dell’imperatore, la Poetica di Aristotele vulgarizzata e sposta, la sua opera più conosciuta, il testo della quale è strutturato esattamente come quello della Lettera di san Paolo ai Romani che qui si presenta.

EAN: 9788822268044
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