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#292931 Spettacolo

Striscia la tivù. Comicità spettacolo informazione.

Autore:
Curatore: A cura di Nico Orengo.
Editore: Einaudi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.12x20, pp.186, brossura copertina figurata. Collana EInaudi Tascabili- Stile Libero,577.

Abstract: Costruito come una microenciclopedia di voci, da "Alassio" a "veline", da "coppie" a "montaggio", da "Berlusconi" a "Gabibbo", questo libro racconta e svela i segreti delle trasmissioni di Antonio Ricci che da anni sono al primo posto per audience e provocazione: aneddoti, "dietro le quinte", pettegolezzi, cattiverie e tutto quello che sta dietro al grande circo della Tv. Il racconto di Ricci sarà anche il pretesto per rileggere celebri sketches, battute, monologhi, dei migliori comici lanciati dallo stesso Ricci.

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#238 Dantesca
6 illustrazioni di Pietro Parigi. Firenze, Sansoni 1965, cm.16x24, pp.124, brossura
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Bologna, Forni Ed. 1977, cm.15,5x21, pp.X,400, 1 tav.bn.nt. brossura Ristampa anastatica dell'edizione di Prato, 1895.
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Bergamo, Istituto Italiano D'Arti Grafiche 1927-1937, opera completa in 6 voll. cm.19,5x27,5, pp.XII,664,(6)574,XVI,454,XIV,524,(6)664,VIII,748, 4301 ill.bn.nt. 126 tavv.a col.ft. 8 fototipie ft. 11 carte geog.ft. Terza ediz.per i voll.I,III,IV,V. Quarta ediz.per il vol.II. Prima ediz.per il vol.VI. Ex libris. Contenuto dei VI voll.: Vol.I: Arte Antica (di nuovo tradotto ed ampliato sulla 12.a edizione tedesca di Paolo Wolters da Alessandra Della Seta). Vol.II: Arte del Medio Evo (riveduto dal D.r Giuseppe Neuwirth. Di nuovo tradotto ed ampliato sulla 9.a edizione tedesca a cura dei Proff.Antonio Munoz e Alessandro Cruciani). Vol.III: Il Rinascimento in Italia (largamente ampliato nelle illustrazioni e nel testo da Corrado Ricci). Vol.IV: Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII (riveduto ed ampliato da Paolo Schubring). Vol.V: Dal 1800 ai nostri giorni (dalla nuova edizione tedesca curata da Max Osborno, riveduta, e rifatta nella parte italiana da Nello Tarchiani con prefazione di Corrado Ricci). Vol.VI: L'arte extra-europea: l'arte asiatico-orientale, l'arte indiana, l'arte islamica, l'arte africana, l'arte indiana d'America, l'arte malesio-pacifica (prima edizione italiana tradotta da Giorgio Steiner, riveduta ed aggiornata dai Proff.A. Ballini, G.V.Callegari, R.Boccassino, M.Carelli. Con prefazione di Santi Muratori).
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#307512 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 11. Pisa, ETS 2013, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura copertina figurata a colori. A voler anticipare le innumerevoli suggestioni destinate a inondare l'immaginario dei lettori di questo nuovo numero di "Livorno cruciale" dedicato alla sessualità e nel tentativo di offrire al pubblico una visione non scontata di un tema che potrebbe apparire fin troppo à la page, sono ritornato con la memoria a una lettura compiuta in uno dei miei primi soggiorni a Parigi alla metà degli anni Settanta, The Deltus of Venus, una raccolta di racconti scritti da Anaïs Nin per un collezionista 'privato', apparsa postuma nel 1978. Questo libro, poi tradotto anche in italiano, è da considerarsi a tutti gli effetti uno dei capolavori della letteratura erotica del Novecento cui molti ancora oggi attingono. La storia di questa raccolta di racconti è assai nota, ma vale la pena riassumerla brevemente per la sua stranezza. Un collezionista di libri aveva ingaggiato lo scrittore americano Henry Miller affinchè scrivesse in cambio di cento dollari al mese racconti erotici; l'autore del Tropico del Capricorno aveva accettato, ma poi aveva passato la commissione alla sua amica Anaïs. "Così - racconta la Nin - incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta". Il ricco collezionista, ricevuti i primi testi, raccomandò meno poesia e più dettagli specifici sul sesso. La Nin rispose a tale invito con una lettera che illumina ancora oggi sulle modalità con cui affrontare i temi dell'erotismo: "Il sesso - scrive Anaïs - perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità (...). Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni". E ancora: "Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute!". E come la giovane modista di Parigi, quella Matilde descritta in un racconto della Nin, anche la modella della copertina di questo numero si guarda allo specchio in un sottile gioco erotico dove compiacimento e provocazione si mescolano indissolubilmente. Tra l'altro la nostra scrittrice affermava giustamente che scrivere di sesso era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza e, se vogliamo, la pittura di Vittorio Corcos, mirabilmente analizzata nel saggio di Francesca Cagianelli, non indica proprio questo cammino?

EAN: 9788846735904
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Traduzione di Andrea Montemagni. Massa, Edizioni Clandestine 2021, cm.12,5x19, pp.96, brossura copertina figurata a colori. Collana Highlander. "Ricordi della Corte di Assise" è una raccolta di impressioni e di cronache, estratta dagli appunti che l'autore prese durante la sua esperienza come giurato alla Corte d'Assise di Rouen nel 1912, esperienza che lo segnò profondamente. "I tribunali hanno sempre esercitato su di me un fascino irresistibile. Quando viaggio, in una città, quattro cose mi attirano: i giardini pubblici, il mercato, il cimitero e il tribunale. Oggi so per esperienza che una cosa è ascoltare un verdetto, un'altra è aiutare di persona a render giustizia. Quando uno è fra il pubblico può crederci ancora. Seduto sul banco dei giurati, ripete a se stesso la parola di Cristo: "Non giudicate". Certo, sono persuaso che una comunità non può fare a meno di tribunali e giudici; ma a che punto la giustizia umana sia dubbia e precaria, l'ho potuto sentire per dodici giorni consecutivi, sino all'angoscia. E ciò, spero, apparirà un po' da queste note". In queste pagine, Gide svela con amara obiettività la duplice violenza subita dalle vittime: quella dell'aggressore o del ladro e quella, non meno brutale, della corte, che, invece di ergersi a paladina dei deboli e degli oppressi, pare avallare inesorabilmente la loro oppressione.

EAN: 9788865969700
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