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Lodi e la sua campagna nel ritmo delle stagioni. Voci ed immagini di lodi e della sua campagna.

Autore:
Curatore: Presentazione di Claudio Cesare Secchi. Fotografie dell'autore.
Editore: Banca Mutua Popolare Agricola di Lodi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.20x2, pp.396, legatura editoriale in mezza pelle e tela. Custodia cartonata, Tiratura limitata di n. 2.300 copie.

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#300370 Arte Miniature
Presentazione di Mauro Pea. Prefazione di Luigi Samarati. Banca Mutua Popolare Agricola di Lodi 1974, cm.21x30, pp.312 ill e tavole a colori. bella legatura con piatti isdolitamente robusti, cofanetto. Edizione fuori commercio con tiratura di 1100 esemplari.
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#233495 Ebraica
A cura di Mauro Perani e Ermanno Finzi. Firenze, Giuntina 2016, cm.21x28, pp.246, brossura cop.fig. Quaderni di Materia Giudaica. Marco Mortara nacque a Viadana il 7 maggio 1815. Frequentò il liceo a Mantova ed entrò poi nel Collegio Rabbinico di Padova, dove conseguì il Dottorato nel 1836, iniziando subito dopo a Mantova il suo ufficio, prima di Rabbino coadiutore e poi Maggiore, succedendo a Israel Claudio Cases quando questi morì nel 1842, carica che Mortara ricoprì fino alla morte nel 1894. A Mantova egli condusse una vita interamente dedicata allo studio, alla famiglia e alla comunità. Scrisse sermoni, testi per conferenze, elogi funebri, lettere e altre opere di varia natura, in parte edite e in parte inedite, collaborando con i principali periodici dell'epoca, italiani fra cui «Rivista israelitica», «L'Educatore israelitico», «Il Vessillo israelitico», «Il Corriere israelitico», e anche stranieri come «Israelitische Annalen», «Archives israélites», «L'Univers israélite», firmandosi talvolta con lo pseudonimo di Dores tov, Colui che ricerca il bene. Compendiò la concezione che aveva elaborato dell'ebraismo nel suo opus magnum "Il pensiero israelitico" edito a Mantova nel 1892 due anni prima della morte. Introdotto dal suo maestro Samuel David Luzzatto al Collegio Rabbinico di Padova nello spirito scientifico e nell'apprezzamento della Wissenschaft des Judentums tedesca, fu sempre in stretto contatto e collaborò con i suoi principali esponenti d'oltralpe, che spesso gli chiedevano manoscritti rari e testi preziosi. Nato nell'anno della Restaurazione 1815, salutò con entusiasmo l'adesione di Mantova al Regno d'Italia. Elemento centrale del pensiero di Mortara fu l'idea che l'emancipazione riconosciuta agli ebrei nel Regno d'Italia, comportasse una transizione dell'ebraismo dall'originaria connotazione nazionale-religiosa a quella esclusivamente religiosa, con la conseguente capacità d'integrarsi interamente nella vita nazionale italiana. Precursore del dialogo con le altre religioni e culture, si spense a Mantova il 6 febbraio 1894.

EAN: 9788880576785
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#238612 Arte Miniature
Bassano del Grappa, Museo Civico, 19 ottobre - 15 dicembre 1985. A cura di Gino Castiglioni e Renata Del Sal. Bassano del Grappa, Museo Biblioteca Archivio 1985, cm.16,7x24, pp.83,(3), XXI tavv. in bn. e a col. nt., brossura, cop. fig. a colori con bandelle.

EAN: 9788885821057
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#267591 Ebraica
Seattle - London, University of Washington Press 2001, cm.16x24, pp.X,246, hardcover, dustjacket. Generations of tourists visiting Rome have ventured into the small section between the Tiber River and the Capitoline Hill whose narrow, dark streets lead to the charming Fountain of the Tortoises, the brooding mass of the Palazzo Cenci, and some of the best restaurants in the city. This was the site of the Ghetto, within whose walls the Jews of Rome were compelled to live from 1555 until 1870. Kenneth Stow, leading authority on Italian Jews, probes Jewish life in Rome in the early years of the Ghetto. Jews had been residents of Rome since before the days of Julius Caesar, but the 16th century brought great challenges to their identity and survival in the form of Ghettoization. Intended to expedite conversion and cultural dissolution, the Ghetto in fact had an opposite effect. The Jews of Rome developed a subculture, or microculture, that ensured continuity. In particular, they developed a remarkably effective legal network of rabbinic notaries, who drew public documents such as contracts, took testimony, and arranged for disputes to go to arbitration. The ability to settle disputes relating to marriage, divorce, inheritance, and other internal matters gave Jews the illusion that they, rather than the papal vicar, were running their own affairs. Stow applies his concept of “social theater” to illuminate the role-playing that Jews adopted as a means of survival within the dominant Christian environment. He also touches briefly on Jewish culture in post-Emancipation Rome, elsewhere in Europe, and in America, and points the way toward a comparison with the acculturational strategies of other minorities, especially African Americans.

EAN: 9780295980256
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Note: Minimi segni a penna al margine di alcune pagine, altrimenti come nuovo.
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