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Disputatio inter Catholicum et Paterinum hereticum. Die Auseinandersetzung der katholischen Kirche mit den italienischen Katharern im Spiegel einer kontroverstheologischen Streitschrift des 13. Jahrhunderts.

Curatore: Untersuchungen und Edition von Carola Hoécker.
Editore: Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Franceschini- Sismel.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17x24, pp.CXCVI,120, legatura editoriale cartonata, sopraccoperta figurata a colori. Collana Edizione Nazionale dei Testi Mediolatini, 04. Serie I, 03.

Abstract: La Disputatio inter Catholicum et Paterinum hereticum, scritta nel primo terzo del XIII secolo da un laico italiano di nome Giorgio, è con i suoi oltre cinquanta testimoni manoscritti, fra XIII e XV secolo, il più diffuso scritto polemico contro i Catari. Accanto alla Summa di Raniero Sacconi, si annovera quindi fra le principali fonti d'informazioni su questa eresia medievale. Introdotta da un prologo e articolata in sedici capitoli, la discussione analizza gli insegnamenti fondamentali della dottrina dei Catari italiani, i cosiddetti Patarini, e li confronta con le concezioni della chiesa cattolica. Per la prima volta dopo l'edizione settecentesca di Martène e Durand, che pubblicarono una versione interpolata e ampliata, si offre qui un'edizione critica basata su una selezione di manoscritti della redazione italiana. Un'approfondita indagine introduttiva inquadra l'opera nel suo contesto storico e lo rende quindi disponibile per future prospettive di ricerca.

EAN: 9788884500199
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Edidit Alistair Campbell. Zurich, Thesaurus Mundi 1950, cm.14,5x21,5, pp.XI,183, brossura, sopraccoperta.

EAN: 9788884551337
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A cura di Roberto Fedi, Tatiana Crivelli. Roma, Antenore 2015, cm.21x30, pp.XXXII,277, brossura. Collana Studi sul Petrarca. Intonso. "Svanire dalla memoria storica senza lasciare traccia di sé è stato destino comune a molte delle poetesse arcadiche del XVIII secolo: sebbene ritenute degne, in vita, di essere annoverate tra le fila della più prestigiosa accademia letteraria italiana, la maggior parte di loro non trovò poi spazio nei repertori che, a Ottocento inoltrato, codificarono il canone letterario nazionale; e questa prima esclusione sancì tacitamente il loro secolare oblio. Pellegra Bongiovanni non costituisce, in tal senso, un'eccezione: mentre la sua fama poteva renderla ancora, a due secoli di distanza, plausibile personaggio di 'quella sorta di Gattopardo del romanzo popolare' ambientato nella Palermo dei primi del Settecento che, secondo Umberto Eco, sono I Beati Paoli di Luigi Natoli, la cultura ufficiale l'andava invece cancellando dal proprio archivio. Cosi, le scarse notizie biografiche che la riguardano si attingono da repertori che cronologicamente non si collocano oltre il primo trentennio del XIX secolo; quasi all'unanimità, poi, le storie letterarie posteriori ne ignorano il nome o si limitano a riproporre minimi cenni, spesso dai toni scettici, sulla sua opera maggiore, creando in tal modo un disinteresse critico che, col passare del tempo, non poteva che rendere estremamente ardua ogni ulteriore ricerca documentaria." (dall'Introduzione)

EAN: 9788884556882
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A cura di Ileana Pagani e Francesco Santi. Firenze, Sismel Edizioni del Galluzzo 2016, cm.14,5x23, pp. X,378, brossura con copertina figurata a colori. Collana MediEvi,11. Premessa di I. Pagani e F. Santi. Abbreviazioni. L'IMMAGINE DEL FONDATORE. A. Paravicini Bagliani, Carlo Magno e il concetto d'Europa - F. Stella, Carlo e la sua ombra nelle testimonianze poetiche. Dalle visioni oltremondane alle narrazioni antiagiografiche - I. Pagani, "Sapientissimus ac providentissimus imperator": Carlo Magno nei Gesta Karoli di Notkero Balbulo - G. Giannini - G. Palumbo, "E li oltri more in çaxant et tu moriras in sedant". La morte di Carlo Magno nell'epica romanza - F. Crivello, L'arte e l'immagine di Carlo Magno alla corte dei suoi primi successori. GLI ATTORI E LE OPERE. A. Bisogno, La dimensione comunitaria dello "studium sapientiae" dalla Patristica all'età carolingia - C. Bottiglieri, Carolingi monaci e poeti: un percorso di lettura - L. Albiero, "Secundum romanam consuetudinem": la riforma liturgica in epoca carolingia - R. Guglielmetti, Un'esegesi incontentabile - C. Santarossa, La rinascita carolina nel Liber de episcopis Mettensibus di Paolo Diacono - P. Chiesa, L'imperatore dei monaci. Benedetto di Aniane nella Vitascritta da Ardo - F. Dell'Acqua, "Nihil mihi Plato … contulit". Ambrogio Autperto, il rifiuto di Platone e l'eco dell'iconoclasmo bizantino - R. Gamberini, Rabano Mauro, maestro di esegesi e uomo di potere. Il difficile rapporto tra due dimensioni della sua esistenza - E. S. Mainoldi, A margine della vicenda di Godescalco d'Orbais. Tendenze e aspetti conflittuali nell'interpretazione del monachesimo carolingio tra corte, chiostro e scuola - F. Santi, Teologia e mistica nel monachesimo carolingio. Il caso di Pascasio Radberto - S. Grazzini, Leggere senza capire: i commenti carolingi a Giovenale. Indici a cura di S. De Bellis.

EAN: 9788884507013
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Edizione, traduzione e commento. Firenze, Sismel - Edizioni del Galluzzo 2021, cm.16x24, pp. XIV,365, brossura con copertina figurata a colori. Collana Traditio et Renovatio,11. Quasi sicuramente elaborata nel contesto culturale del sinodo di Francoforte del 794, la Homilia de vocatione gentium, giunta nella doppia versione in latino e in antico alto tedesco (ognuna delle due marcata da peculiarità caratterizzanti), si presenta come una difesa della partita vox, multiplex et varia con la quale, dopo la Pentecoste, e in opposizione alla divisio conseguente all’episodio della torre di Babele, si rivendica la libertà di lodare la divinità e all’un tempo di comunicare, in omni lingua, sul modello degli Apostoli, la parola di Dio, la quale riunisce tutti i christiani nel rispetto dei mandata Dei e nella pratica della caritas. Accostato a iniziative di alcuni decenni più tarde, quali la traduzione del Salterio in arabo da parte di Hafs ibn Albar al Quti e il dibattito intorno all’introduzione delle litterae e della lingua Sclavini(s)cae da parte di Costantino/Cirillo e di Metodio nella liturgia e nel volgarizzamento delle Sacre Scritture, il De vocatione gentium si presenta come testo assai precoce nel quale il tema della diversità delle lingue, che si risolve comunque nell’unità dell’intentio e quindi nell’accettazione di omnis lingua per la parola di Dio, viene tra l’altro affrontato, sia nell’argomentazione sia nella terminologia, con un approccio tecnico, linguistico e grammaticale.

EAN: 9788884508263
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