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Sonetti.

Autore:
Curatore: A cura di Emiliano Picchiorri.
Editore: Salerno.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x22, pp.XLIII,256, brossura con bandelle. Collana Testi e Documenti di Letteratura e di Lingua,XXXIV. Edizione numerata in 999 esemplari.

Abstract: Nel variegato panorama della lirica aragonese del secondo Quattrocento, l'opera di Giovanni Antonio Petrucci (1455 ca.-1486) si caratterizza per una fisionomia del tutto particolare, che appare strettamente legata alla vicenda biografica dell'autore: figlio del segretario personale del re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, fu condannato a morte per il coinvolgimento nella cosiddetta "congiura dei baroni" e compose tutto il canzoniere durante i quattro mesi di prigionia nella Torre di San Vincenzo, nei pressi di Castel Nuovo, dedicando l'opera al proprio carceriere. L'eccezionalità della sua condizione di prigioniero ha influito in modo determinante sulle tematiche dei "Sonetti": sebbene non manchi l'argomento amoroso, il canzoniere è dominato dalle riflessioni sul fato e sulla morale, dalle considerazioni sulla storia e dai ricordi della vita da uomo libero. Ne emerge la figura di un giovane di raffinata cultura, cresciuto tra gli agi della corte e gli studi filosofici, che si interroga sui rivolgimenti della sorte e sulla natura dei comportamenti umani. Quella che si presenta qui è l'edizione dell'unico manoscritto relatore dei "Sonetti", conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli (segnatura XIII D 70) e precedentemente pubblicato, nel secondo Ottocento e poi nel primo Novecento, in una veste linguistica non fedele all'originale.

EAN: 9788884028174
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#228 Firenze
Firenze, Sansoni Ed. 1982, cm.13x20, pp.IX,337, 20 tavole bn. fuori testo, legatura editoriale con sopraccoperta figurata.
Usato, come nuovo
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Ultima copia
Roma, Salerno Edit. 2017, cm.15x21,5 pp.274, brossura con copertina figurata a colori. Collana Sestante,41. Membro di una famiglia di poeti, anch'essi tutt'altro che trascurabili (i fratelli Luca e Bernardo, la cognata Antonia), Luigi Pulci, l'iniziatore del poema cavalleresco d'autore, è uno dei più straordinari poeti del Rinascimento volgare. Una biografia, la sua, travagliata, segnata da sintonie culturali con Lucrezia Tornabuoni e soprattutto dal legame quasi morboso per Lorenzo de' Medici, alternato di connivenze e tradimenti, e costellato da virulente polemiche. Il saggio prende in esame tutte le singole opere di Pulci: le Frottole (spassosa la parodia muliebre di Le galee per Quaracchi, lungo elenco di impiastri per la cosmesi femminile), gli strambotti, la Beai da Dicomano, che va a formare un dittico, forse eccessivamente sensuale, con la piti celebre Nencia da Barberino; la novella la Giostra, sintomo di ancestrali antipatie tra Fiorentini e Senesi, attenta descrizione di sopravvivenze cavalleresche in pieno Rinascimento; oppure celebrazione della supremazia del suo Lorenzo sulle altre famiglie oligarchiche fiorentine, l'altro poema Griffo Calvaneo, che, riletto attentamente, ha squarci di straordinario funambolismo linguistico e comico, i sonetti contro disparati avversari e quelli di parodia religiosa. E infine una dettagliata analisi del suo capolavoro, il Morgante, con l'individuazione della rete sotterranea di interferenze tra vita e arte (il re Marsilio è Marsilio Ficino, Margutte Antonio di Guido, Astarotte Luigi Pulci, Pallante Piero de' Medici, ecc.), del quale si analizzano singoli cantari e si segnalano le molte, se non tutte, possibili fonti, e al quale alla fine viene resa giustizia: non è, come ipotizzava Rajna, un pedissequo plagio dell' Orlando laurenziano che è, invece, orrenda trascrizione canterina del Morgante.

EAN: 9788869732171
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