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#312381 Calcio

Ninos Futbolistas. La tratta dei bambini.

Autore:
Curatore: Traduzione di Claudia Benvenuti.
Editore: GoalBook Edizioni.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x21, pp.196, brossura con copertina figurata a colori.

Abstract: Il mental coach per mezze punte fragili? Non scherziamo. Il calcio, anche quello d'oggi, va preso molto sul serio. A differenza di tanti calciatori, di certi genitori ansiogeni e della fauna del Circo Palla nell'epoca della tivù onnipotente. Tra aneddoti e deliri, girandole linguistiche e analisi tecniche, satira balsamica e affettuosa nostalgia, "Fuori le palle - Confessioni di un maniaco del calcio" è un viaggio senza freni nel gioco che faceva sognare una volta e fa sognare anche adesso. Dal mini-dizionario di calcese al il dribbling d'assenza firmato Pelé, Andrea Aloi ci accompagna in un mondo fatto di storia e di passioni per ricordarci, alla fine, che il calcio moderno non esiste.

EAN: 9788899245030
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#159294 Calcio
Firenze, Vallecchi Ed. 2010, cm.14,5x21, pp.303, brossura con copertina figurata a colori con bandelle. Collana I Saggi. Heidegger era un'ottima ala sinistra, Derrida era un buon centravanti, Camus giocava in porta (come Giovanni Paolo II) e un numero non piccolo di filosofi ha utilizzato il calcio per fare filosofia: Sartre amava dire che il calcio è una metafora della vita, Wittgenstein giunse alla svolta del suo pensiero guardando una partita di calcio, Merleau-Ponty spiegava la fenomenologia parlando di calcio. Come mai? Il calcio si basa su un principio: il controllo di palla. Ma il principio non può essere finalizzato a se stesso. Per giocare bisogna necessariamente abbandonare la palla e metterla in gioco. Controllo e abbandono sono i due principi del calcio e della vita. La filosofia, come gioco della vita, si basa su regole calcistiche: per filosofare bisogna saper mettere la vita in gioco. E per questo motivo che nel Divino pallone si spiega l'idea di Platone con Pelé, la contraddizione del nonessere con Garrincha, la virtù e la bellezza con Platini, ma anche l'inverso: il genio di Maradona con la "logica poetica" di Vico, la visione di gioco di Falcão con il mito della Caverna, il cucchiaio di Totti con la metafisica di Aristotele. E tanto altro ancora. Il calcio, infatti, non è solo una metafora, ma un paradigma cognitivo che con la sua connaturata idea di pluralità dà scacco matto al fenomeno politico più drammatico della Modernità: il totalitarismo. Hitler e Stalin pretesero di controllare tutto e ci riuscirono. Pretesero di controllare anche il pallone. E persero.

EAN: 9788884271556
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