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#318303 Biografie

Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André.

Autore:
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.12,5x19,5, pp.256, illustrazioni. brossura con copertina figurata a colori. Collana Universale Economica, 1580.

Abstract: Dalla penna di un amico, ma anche di un "addetto ai lavori", una biografia commossa e sincera, lontana dall'ufficialità come dall'apologia. Gli anni dell'infanzia con Fabrizio, "Bicio", sfollato in una cascina di Revignano d'Asti; lo zio Francesco reduce dal campo di concentramento, prototipo di tante figure dolenti che popoleranno le sue canzoni. L'adolescenza e la giovinezza a Genova, tra i primi tentativi musicali, la ribellione e la scoperta del sesso, l'alcol, la bohème cittadina. E poi l'amicizia con Luigi Tenco, i primi timidi successi, il processo per oscenità a "Carlo Martello", il primo matrimonio, il figlio Cristiano, Dori Ghezzi e la Sardegna, il sequestro, la malattia. Una biografia con fotografie inedite.

EAN: 9788807815805
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Milano, Rusconi Ed. 1978, cm.13,5x22, pp.222, legatura ed. sopraccop.fig.
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Firenze, Il Campo Editore 1965, cm.14,5x21,5, pp.93,(3), brossura, sopraccoperta. "Il presente volume è stato scritto nel febbraio 1965 e replica all'edizione inglese dell'opera di Barzini "The Italians", pubblicata alla fine dell'estate 1964." (dal foglietto di avvertenza inserito nel libro)
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A cura di Maria Rosa Loi e Mario Pozzi. Alessandria, Edizioni dell'Orso 1993, cm.17x24, pp.XXII,370, brossura con copertina figurata. Collana Contributi e Proposte. In questo tomo non scompare il pater familas attentissimo alle faccende domestiche, anzi qui ne scorgiamo nuove caratteristiche, come l'accorta difesa del prestigio familiare combinando matrimoni e scegliendo padrini, i continui interventi presso i vari tribunali per sostenere le ragioni proprie o del consuocero Paolo de' Conti, ecc. Il lettore però vi trova anche lo Speroni più noto: il poeta, il teorico, il critico, l'intellettuale rispettato e temuto che giudica severamente e senza appello scrittori come Ariosto, Guicciardini, Gilardi Cintio, Tasso. Il maggior esponente della nuova letteratura era allora, secondo lui, Petro Aretino, per il quale provava ammirazione e addirittura la deferenza di un inferiore per un superiore. Quando gli scriveva, si impegnava non senza stento e fatica nella ricerca di una forma nobile e raffinata. Questo Speroni che mostra una grande incertezza e carca con molta difficoltà il suo stile, appoggiandosi ad artifici retorici, è una scoperta di questa edizione, cioè dall'esame delle minute e dei brogliacci che ci sono pervenuti. Alla scrittura faticosa e, nei risultati, molto elaborata, che egli usava con i personaggi altolocati, fa singolare contrasto la schiettezza e la freschezza delle lettere del primo tomo. Fra questi due estremi, però, sta una varia gamma di toni, perché lo Speroni adattava il suo stile alla personalità del destinatario e al grado di confidenza che aveva con lui. Nel complesso, dunque, quest'edizione consente di conoscere il reale modo di scrivere di un intellettuale veneto nelle varie occasioni della sua vita: dalle forme spontanee e semidialettali delle lettere a Giulia a quelle retoricamente intonate delle lettere all'Aretino e ad altri personaggi che gli mettevano soggezione attraverso forme colloquiali, facete, cerimoniose, narrative, ecc.
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Disponibile
Bologna, Il Mulino cm.14,5x23, pp.XV,274, brossura. Collana Saggi,20.
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