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La storia del silenzio.

Autore:
Curatore: Traduzione di Roberta Bovaia.
Editore: Neri Pozza Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x22, pp.158, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Narratori delle Tavole.

Abstract: Nelle pianure desertiche della Spagna del Nord il sole picchia così forte che, all'orizzonte, l'asfalto pare sul punto di sciogliersi. I due passeggeri della decappottabile che sfreccia lungo la strada, tuttavia, non sembrano preoccuparsene. L'uomo guida con gli occhi socchiusi e pensa con un certo sollievo al romanzo che ha deciso di abbandonare. La donna che gli siede accanto, Irene, sebbene sia stata appena licenziata dalla casa editrice in cui lavorava, canticchia e conta i cippi sul ciglio della strada. Quando, all'improvviso, sentono un rumore - "come se qualcuno agitasse una scatola piena di viti" - l'auto si arresta, e lo scrittore e Irene si siedono all'ombra di un albero. Avvolti dalla totale mancanza di suoni di quella campagna brulla e assolata, sprofondano in un torpore così assoluto, così carico di serenità e magia da pensare: "perché non scriviamo un libro sul silenzio?" Eccitati dalla novità del progetto, fanno ritorno a Barcellona e si mettono al lavoro. Irene va in biblioteca, consulta testi, disegna schemi e scalette. Lo scrittore invita a casa amici. Man mano che il libro cresce, infarcendosi dei racconti degli amici, di domande ("perché il silenzio è imbarazzante in una cena tra amici, ma non sulla vetta di una montagna?"), di citazioni da Auden o da Calvino; di aneddoti su tribù africane talmente abituate al silenzio da parlare sottovoce.

EAN: 9788854506596
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Traduzione di Gisella Tarizzo. Copertina di Balilla Magistri. Milano, Il Saggiatore 1982, cm.12x18, pp.60, brossura con copertina figurata a colori. Collana Le Silerchie,12. "Nel carattere di Kafka è curioso il suo profondissimo desiderio che il padre lo comprendesse e accettasse la sua attività 'infantile', la lettura e più tardi la letteratura, che il padre non lo respingesse fuori dalla società degli adulti, la sola indistruttibile... Suo padre era per lui l'uomo dell'autorità, i cui interessi erano limitati ai valori dell'azione efficace. Il padre rispondeva con la dura in-comprensione del mondo del lavoro (...) Kafka voleva intitolare tutta la sua opera: 'Tentazioni di evasione dalla sfera paterna'...". (Dal saggio di Georges Bataille)
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