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La poetica del limite. Tre Acquerelli di Nino Tricarico anticipati dall'Infinito di Giacomo Leopardi nelle traduzioni di Helmut Endrulat, Jenaro Talens e Sainte Beuve. Il volume è stampato su cartoncino ed ogni foglio con la versione dell'Infinito è applicato sul recto della pagina mentre sul verso della pagina è applicato l'acquerello originale firmato dal Maestro. Il volume di dimensione cm.21x30 è fissato internalmente ad una cartellina in tuta tela. Sul piatto anteriore della cartellina a sbalzo il nome dell'Artista Nino Tricarico e un sigillo in metallo dorato.

Autore:
Editore: Morgana Edizioni.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.25x34, Edizione in tiratura limitata di 30 esemplari numerati e firmati dall'Artista realizzati nel mese di febbraio 1998 da Giulia Stanchina. Nostro esemplare n.3/30.

CondizioniUsato, molto buono
Note: copertina del volume in parte schiarita.
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Darmstadt, J.C. Herbert'sche Hofbachdruckerei 1919, cm.21x29, pp.204, centinaia di ill.in bn.nt., legatura ed., titoli e impress. al piatto ant.e al dorso. Dorso con piccola mancanza, cerniera post. lesionata. Collana Alexander Koch's Handbucher neuzeitlicher Wohnungskultur.
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#329881 Arte Varia
A cura di Eike Schmidt e Diego Giolitti. Livorno, Sillabe 2017, cm.24x28,5, pp.182, illustrazioni a colori. legatura editoriale cartonata copertina figurata a colori. Collana Firenze Musei, 1. Testo Italiano e Inglese. "Vi è una quiete sospesa quando l'ultima luce scende fra le mura verdi del Giardino. Sospeso è il tempo raccontato dalle sue forme, l'ordine delle geometrie volute dalle mani che le hanno plasmate. Eppure nulla è fermo. Il Giardino muta silenziosamente, accresce la sua materia vivente, affonda le sue radici in un humus fatto di terra e di tempo, di genio, di bellezza, di cura infinita. Tutto evolve e cambia, ma non il rigore delle leggi naturali che regolano quel ciclo perenne di vita e di morte che quotidianamente anche qui accade e che alla vita richiama altro germe per continuare a costruire. È l'ancestrale conflitto ed equilibrio tra un ordine voluto e perseguito e la forza creatrice ed evolutiva che nel mondo naturale governa ogni processo. È così, con queste radici, che il Giardino di Boboli accoglie le opere di Helidon Xhixha. Sono opere che hanno il dono dell'accoglienza: sono prato, albero, squarcio di azzurro, sono l'uomo che le osserva, la luce mutevole di ogni ora del giorno, il buio pulsante della notte del Giardino, dove tutto continua mentre, intorno, il resto riposa. Diventano occhi di pietra e di foglia. La materia, così, che sia quella vivente e legnosa di un albero o inerte dell'acciaio, non segna più soltanto lo spazio fisico di un confine, ma si fa orizzonte, oltre cui c'è ancora infinito spazio di creazione. Ed ogni atto di questa creazione diventa un canto perenne e corale, all'Uomo, alla Natura, e a tutte le loro stagioni. (Bianca Maria Landi, curatore del Patrimonio Botanico Coordinatore del Giardino di Boboli)

EAN: 9788883479601
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