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Poetica della zappa. L'arte collettiva di coltivare giardini.

Autore:
Curatore: Prefazione di Giles Clement. Postfazione di Enrico Falqui. Traduzione di Flavia De Luca.
Editore: DeriveApprodi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.13x20, pp.166, illustrazioni, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana Habitus, 20.

Abstract: «Le opere costituite dai giardini realizzati attraverso l'invito all'opera hanno la seguente peculiarità: sono di natura performativa, sono esecuzioni dal vivo e non fanno distinzione tra pubblico e artista. Riflettono la stessa complessità che ci restituiscono le arti dal vivo o performative, oltre all'assenza di separazione tra i momenti della creazione e della prova e i momenti della rappresentazione. Sono arti difficili da riprodurre e da registrare, ma in cambio rappresentano un vero sistema vivente che non è la mera traccia di una performance: non sarà niente di più e niente di meno che un giardino. Con queste note non ho inteso fare altro che darvi qualche indicazione e, soprattutto, instillare il desiderio di lanciarvi nell'impresa, diventando a vostra volta giardinieri. Perché è proprio adesso che si sta svolgendo lo scontro tra progetti radicalmente avversi che per posta in gioco hanno l'umanità, e mi piace pensare che l'esito non sia scontato in partenza». Prefazione di Gilles Clément. Postfazione di Enrico Falqui.

EAN: 9788865482513
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A cura di Massimiliano Capella, Ida Gianfranceschi, Elena Lucchesi Ragni. Contributi di Marco Rossi, Giuseppe Fusari, Massimiliano Ca Brescia, Grafo Ed. 2004, cm.24x28, pp.104, 102 illustrazioni, brossura copertina figurata a colori. Collana Studi di storia dell'arte. Commissionate nel 1515 dal Comune di Brescia per l’organo del Duomo Vecchio, le monumentali ante dipinte da Floriano Ferramola e Alessandro Bonvicino il Moretto trovarono in seguito collocazione a Lovere, nella chiesa di Santa Maria in Valvendra, alla quale tuttora appartengono. Nel 2002, nell’ambito della grande mostra dedicata a Vincenzo Foppa, vennero trasportate a Brescia ed esposte nel Museo di Santa Giulia. In quell’occasione ne venne deciso e quindi attuato un completo restauro, in seguito al quale alle tele è stata dedicata un’apposita mostra, prima del loro rientro a Lovere. L’attuale restauro, dovuto all’esigenza di rimediare ai danni del tempo, ha riportato in piena luce l’importanza dei dipinti eseguiti da Ferramola e Moretto. L’intervento recupera a una visione facilitata le variegate cromie, i virtuosismi decorativi e tecnici, i tagli prospettici e la monumentalità architettonica, ma sottolinea efficacemente anche i differenti approcci e le diverse soluzioni del più maturo Ferramola e del giovane Moretto. In questo senso il volume riconduce l’impatto figurativo delle ante all’interno della produzione dei rispettivi autori e ne fa emergere l’importanza imprescindibile nello svolgimento del percorso storico-artistico del Rinascimento bresciano. INDICE La storia Marco Rossi, Il rinnovamento della cattedrale di Santa Maria de Dom tra XV e XVI secolo Giuseppe Fusari, Gli organi della cattedrale Massimiliano Capella, L’Annunciazione di Floriano Ferramola Elena Lucchesi Ragni, I Santi Faustino e Giovita del Moretto Elena Bugini, La mostra d’organo nel progetto di Stefano Lamberti Jane Bridgeman, I santi “gagliardi cavallieri”. Vesti e armature nell’iconografia dei santi Faustino e Giovita del Moretto Amalia Pacia, Le ante d’organo di Santa Maria in Valvendra: conservazione e tutela nel Novecento Il restauro Amalia Pacia, Il restauro della cassa d’organo e delle ante: indagini preliminari e alcune considerazioni Paola Borghese, Le ante a tempera di Moretto e Ferramola: perché intervenire Appendici Le ante di Lovere nella lettura di Roberto Longhi Ida Gianfranceschi, I documenti

EAN: 9788873856030
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