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Scultura francese moderna.

Autore:
Editore: Silvana.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.27,5x35,5, pp.64, 47 tavole fuori testo bn.46 tavole fuori testo a colori aplic, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori.

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Numerose testimonianze critiche, biografia, bibliografia e catalogazione delle opere di Bruno Grossetti. Scritti di Edoardo Persico, Alfonso Gatto, Giulia Veronesi, Raffaele Carrieri, Aligi Sassu, Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Luciano Budigna, Franco Russoli, Leonardo Borgese ed altri. Numerose testimonianze critiche, biografia, bibliografia e catalogazione delle opere. Torino, Bolaffi Editore 1977-78, 3 voll. cm.25x29, pp.810 complessive, centinaia di figg.bn.e col.nt. legature editoriali in tutta tela, sopracoperte figg.a col. Copia in perfetto stato. Catalogo ragionato di tutte le opere di Angelo Del Bon, curato da Massimo Carra' e Giuseppe Marchiori. Notevoli apparati, a cura di Bruno Grossetti, con schede di tutte le opere e un'ampia antologia critica. Angelo Del Bon e' nato a Milano nel 1898 ed e' morto a Desio, Milano, nel 1952. In varie occasioni la critica italiana piu' attenta ha notato che a Del Bon non e' stato riconosciuto il posto che di diritto gli spetta, nonostante la sala commemorativa che la Biennale di Venezia gli dedico' nel 1954. Ballo afferma giustamente che Del Bon e' la personalita' dominante del gruppo dei Chiaristi. Alfonso Gatto scrisse che il pittore seppe trovare in se', profondo fino alla liberta' e all'innocenza, il valore della propria civilta'. Altri hanno accennato al suo dialogo con la natura, osservando la luminosita' e la freschezza del colore nelle sue romantiche visioni del paesaggio lombardo. Insomma il discorso sul pittore `sensibile`, `elegiaco`, `gentile` e' rivolto non solo alla qualita' del colore nitido e terso, ma anche ai valori dell'interpretazione poetica, mettendo in rilievo il rapporto appassionato di Del Bon con le origini piu' schiette della pittura lombarda.
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Per cura di B.E. Maineri. Milano, Fratelli Rechiedei Editori 1875, cm.12,5x19, pp.IX,378, brossura. Prima edizione del carteggio tra il grande filosofo e il noto patriota lombardo, le cui 111 intense missive dipingono un animato affresco del Piemonte risorgimentale, ancora incerto tra conservazione e apertura alle nuove idee liberali e federaliste. Il destinatario delle lettere, Giorgio Pallavicino Trivulzio (Milano, 1796-Casteggio, 1878), figura eminente del nostro Risorgimento, venne condannato a morte per attività patriotica, ma la pena gli fu commutata in 20 anni di carcere duro allo Spielberg insieme col Confalonieri (proprio una sua testimonianza, resa per scagionare l'amico De Castilia, aveva involontariamente causato l'arresto del Confalonieri). Nella prigione morava egli fu in contatto col Pellico e con Francesco Arese, ma, prostrato nel morale e nel fisico, venne trasferito a Gradisca, dove subì anche un tentativo di assassinio da parte di un compagno di cella impazzito. Tradotto in carcere a Lubiana, venne definitivamente amnistiato nel 1835. A Milano fu a fianco del Manin durante le Cinque Giornate e con lui si adoperò, in seguito, per realizzare l'unità d'Italia. Parlamentare e poi Senatore in Piemonte, fu anche Prodittatore a Napoli subito dopo l'ingresso di Garibaldi nella città nel settembre 1860 (egli, contro il volere di Garibaldi, sostenne l'annessione immediata delle Due Sicilie al Regno di Sardegna) e prefetto di Palermo nel 1862.
Usato, buono
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EUR 28.00
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