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La politica estera italiana fra le due guerre: 1918-1940. Vol. 3: Dalla Conferenza di Stresa alla proclamazione dell'Impero (aprile 1935-maggio 1936).

Autore:
Editore: Pacini Editore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.15,2x21, pp.784, brossura copertina figurata. Collana Storia.

Abstract: Il terzo volume de La politica estera italiana fra le due guerre è dedicato al periodo ricompreso fra la Conferenza di Stresa dell'aprile 1935 e la proclamazione dell'Impero nel mese di maggio del 1936, e cioè in sostanza ai rapporti internazionali dell'Italia durante il conflitto italo-etiopico ed i suoi immediati precedenti. Il "Fronte di Stresa" andò irrimediabilmente in frantumi non solo per gli accordi conclusi, subito dopo la Conferenza, dalla Gran Bretagna con la Germania nazista, ma soprattutto per la forte opposizione dell'Inghilterra all'iniziativa italiana, spingendo la Società delle Nazioni ad adottare sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di Roma, sanzioni che mai prima di allora erano state applicate, neppure nei casi clamorosi dell'aggressione del Giappone alla Cina e delle violazioni dei Trattati di Pace da parte di Berlino. La Francia, che pure aveva nel gennaio 1935 concluso con il suo Presidente del Consiglio Pierre Laval un accordo con l'Italia, a latere del quale era stata concessa "mano libera" all'Italia in Etiopia, si fece trascinare dall'Inghilterra e particolarmente da Antony Eden (dapprima ministro per la Società delle Nazioni e poi Ministro degli Esteri inglesi) vanificando così gli accordi fra i capi di stato maggiore italiani e francesi in funzione antitedesca. In tal senso può essere lecito considerare il conflitto italo-etiopico come una premessa del secondo conflitto mondiale, avendo rotto quell'intesa tra Italia, Francia ed Inghilterra (e cioè fra i vincitori della Grande Guerra, unitamente agli Stati Uniti) che fino ad allora aveva garantito la stabilità europea.

EAN: 9791254866818
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Pisa, Pacini Giuridica 2019, cm.15x23, pp.766, brossura copertina figurata. Il presente volume (primo di un'opera più vasta che abbraccerà la politica estera italiana fra le due guerre) è dedicato al periodo ricompreso fra gli armistizi e i trattati di pace di Parigi, che hanno posto fine alla "grande guerra", e gli accordi di Locarno dell'ottobre-dicembre 1925, che segnarono la conclusione del primo dopoguerra, con la riammissione della Germania di Weimar nel "concerto"delle grandi potenze. Questo periodo ricomprende la politica estera dei cinque governi liberali del dopoguerra (Orlando, Nitti, Giolitti, Bonomi e Facta) e, dal 31 ottobre 1922, l'esordio del governo Mussolini, con tutte le connesse e complesse problematiche di continuità/discontinuità della politica estera di quest'ultimo governo rispetto a quella dei precedenti. La conferenza della pace consacrò l'Italia fra le "grandi potenze" vincitrici del conflitto (unitamente alle alleate Inghilterra e Francia e all'associato Stati Uniti) e, con i trattati di Locarno, tale ruolo venne ancor più esaltato, in quanto Roma fu chiamata, unitamente all'Impero inglese (e cioè a quello che allora era considerato la massima potenza mondiale, in conseguenza della politica isolazionista assunta da Washington) a garantire il patto franco-tedesco per i confini renani. Il volume indaga ? fra l'altro ? se, in questi sette anni del primo dopoguerra, al riconosciuto rango ufficiale abbia corrisposto anche un ruolo effettivo di "grande potenza" dell'Italia nelle relazioni internazionali. L'ambizione dell'autore sarebbe quella che ciascun lettore fosse in grado di meglio comprendere gli avvenimenti di quel periodo, storicizzandoli e sottraendoli quindi (a distanza di ormai un secolo) alla persistente tentazione di un uso politico della storia.

EAN: 9788833791067
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