Bezzola,Guido.
In Francia ai tempi di Napoleone.
Traduzione di Maria Novella Pierini. Milano, Fabbri Editori
1999,
cm.11x18,
pp.280,
legatura editoriale, copertina figurata a colori,
Collana La Vita Quotidiana.
Sotto Napoleone, i Francesi sono Italiani, Svizzeri, Tedeschi, Belgi, Olandesi e persino Catalani. Avviate durante a Rivoluzione, le annessioni hanno spostato i confini della Francia al Reno, alle Alpi e ai Pirenei. Sospinti dallo slancio della vittoria, gli eserciti della Rivoluzione e dell’Impero hanno travalicato quelle barriere naturali che, da Richielieu in poi, si dice siano state l’obiettivo costante della loro politica estera. Le insegne imperiali vengono piantate a Roma e ad Amburgo, a Barcellona e in Illiria. Torino e Genova, Firenze e Siena, Parma e Roma sono città francesi al pari di Treviri, Coblenza, Aquisgrana e Magonza, Ginevra e Bruxelles, Lussemburgo e Amsterdam. Questi i iati che contraddistinguono l’Impero del primo dei Napoleonidi: 750.000 km2, quasi 130 dipartimenti (se si tiene conto dell’organizzazione particolare della Catalogna), 44 milioni di abitanti. Descriverne la vita quotidiana è quasi una follia. Quel vasto intarsio di lingue, di patois e di dialetti, quel mosaico di popoli e di nazioni, quell’insieme territoriale privo di passato e di tradizioni riceve una propria unità soltanto dalla volontà del capo. Non esiste altra base comune tra lo Zuiderzee e il Lazio, tra il Valais e la Bretagna, la riva sinistra del Reno e le province illiriche che non siano gli ordini provenienti da Parigi, quando ne arrivano.
Nuovo